Ci ricordiamo che in passato Bruno Morchio ci ha fatto conoscere l’investigatore privato Bacci Pagano; ecco, teniamo in considerazione che, per il momento, Bacci Pagano viene messo “in panchina” lasciando il ruolo di protagonista a Mariolino Migliaccio, anche lui investigatore.
Ciò che unisce i due, fra le altre cose, è la conoscenza di Genova, tra carrugi e quartieri popolari, una città composta da anziani senza speranza nel futuro: un ospizio a cielo aperto. In questa città c’è un quartiere, Cambasso, pieno di vita e nel quale, incredibile ma vero, i bambini giocano per strada; una Genova che, nelle pagine di Morchio ci fa venire in mente le descrizioni di Markaris a proposito di Atene.
Bruno Morchio, anche con Migliaccio, mette in evidenza le contraddizioni e le “emergenze” sociali che ormai fanno parte della quotidianità. Migliaccio, senza licenza né ufficio, a proprio agio nei bassifondi della città vecchia, si immedesima nello spazzino che lavora per smaltire rifiuti, a cui piace passeggiare per trovar la concentrazione. Migliaccio che si trova a fare i conti non solo con la tratta di “merce femminile” e la mafia albanese ; ma anche con la giungla del mondo del lavoro con società misteriose, aziende che “amministrano” stabili, appalti, subappalti, lavoratori senza né contratto né dispositivi di sicurezza; ditte infiltrate dalla ‘ndrangheta, lo spaccio, il taccheggio, gli scippi e tutto quanto fa parte del modo della disperazione. un detective privato in tutto e per tutto che porta avanti un’indagine improvvisando, impegnato in indagini che hanno troppe variabili con le quali fare i conti .
Morchio è capace di farci venire l’acquolina in bocca con la farinata di ceci, le acciughe impanate e fritte, le trofie al pesto. E’ piacevole leggere queste 229 pagine intercalate dal dialetto genovese, e poi, ovviamente Nervi, il vecchio porticciolo cementificato. E poi abbiamo l’ispettore Tonino Spaggiari, uno sbirro invecchiato male per dirla alla Morchio.
Bruno Morchio, La morte non paga doppio, Rizzoli, Milano 2025, pp 240, euro 17,50
Edoardo Todaro
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