A partire dalle parole di Ludovica Suriano, autrice del testo “Barrage” e che qui vengono riportate, l’ascolto della puntata di Diario di città del 15 Dicembre riprende il dialogo sul significato della cura particolarmente intesa in accezione non psichiatrizzante ovvero in restituzione di significati altri, socialmente contestualizzati, di quei fenomeni che abitano la sofferenza e sono diversamente rappresentati dalle persone che si trovino a viverla. Nell’accezione che segue, leggendo le parole di Ludovica, anche il contributo di Andrea Vitello, relativo al genocidio di rom e sinti, vuole essere posto in continuità di significato, nella necessità di restituire dignità e valore alle storie personali ed anche a quelle collettive, recuperando le sofferenze dei popoli oltre i segni e sintomi (individuali).
“Attraversare il dolore non vuol dire farne un’identità. Non vuole dire riconoscersi nella ferita, neppure rimanervi fedeli, Quando una condizione ci porta alla sofferenza, la cosa più importante diventa praticare la cura – e la cura non ha bisogno di altari o di ruoli; è un modo di stare: restare quando tutto fugge, tendere la mano anche se cadrà nel vuoto, senza chiedere guarigione o spiegazione. La cura è una forma di resistenza condivisa.
Politiche della guarigione: guarigione non come ritorno alla norma, ma come pratica di desiderio: come possibilità di fluttuare tra le orbite di ciò che vogliamo per noi e per gli altri. Una guarigione che non è negazione della psicosi, ma costruzione di un mondo abitabile a partire da essa. Fare una politica affermativa significa raccontare anche le esperienze belle, i momenti di intensità, lucidità, amore che abitano dentro queste condizioni. Significa smontare l’edificio psichiatrico come struttura che ghettizza e stereotipizza, per restituire alle soggettività psicotiche la loro capacità di dire, pensare, creare.”
Ascolta il podcast di questa puntata su https://www.novaradio.info/podcast/diario-di-citta
DIARIO DI CITTÀ – STORIE, VOCI e TEMI DALLA CITTÀ NASCOSTA
In onda ogni 15 giorni il lunedì alle 18:30 su Novaradio Firenze (101.500 fm) e rilanciato da La Città invisibile. A cura di Emanuela Bavazzano
Diario di città è un “contenitore libero” in cui, a partire dal desiderio di raccontare STORIE, espressione di VOCI “locali”, si è venuto intrecciando il bisogno di sviluppare TEMI “globali”. Le persone coinvolte parlano della e dalla “città nascosta”, rappresentano problemi e aspirazioni negate, insieme a proposte e traiettorie di quel Prendersi Cura della Comunità, che ci riguarda tutte e tutti. Sono protagoniste le persone che dall’esperienza diretta portano domande e suggeriscono risposte (promuovendo iniziative e progettualità) ed anche le persone che, nella prospettiva del pensiero critico, ci aiutano a rileggere il reale ed a sostenere le prassi.
E per usare le parole di una persona in una poesia scritta in un centro diurno di Firenze:
ASCOLTATEMI
…
non mi trattate male
ho da dirvi qualcosa.
Vicino a me
Siete al sicuro perché così penso
Accanto a me c’è qualcosa che
Fa sperare in un mondo migliore,
ascoltatemi
mentre cammino
vi porto la mia vita,
apprezzatela.
Emanuela Bavazzano
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