Ristrutturazioni a Sant’Apollonia: quando tocca all’autogestione

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Negli ultimi anni lə frequentatorə più assidue di Sant’Apollonia si saranno resə conto di non pochi cambiamenti all’interno del plesso, soprattutto per quanto riguarda accessibilità e ristrutturazioni.
Come è tipico in Italia, non è soddisfatta la soglia minima di sicurezza per permettere il rispetto delle norme in materia, costringendo così chi usufruisce delle infrastrutture e dei servizi per necessità a viverli in condizioni pericolose per la salute, inadatte e/o discriminanti.
Come è noto ormai, dall’inizio del 2024 il DSU (ente regionale del Diritto allo Studio Universitario) avrebbe dovuto intraprendere delle ristrutturazioni nel plesso di Sant’Apollonia in modo da non perdere il vincolo d’uso per il Diritto allo Studio.

Visto che gli elementi sono tanti, li divideremo per tema in modo da facilitare la comprensione.

PATRIMONIO
È stata una ricerca molto difficile, perché l’Università di Firenze, a braccetto con la Regione, ha compiuto un ampio lavoro di cancellazione storica. Di seguito quello a cui siamo riuscitə a risalire:
1) l’edificio è sotto tutela UNESCO;
2) le scritte che ricordano i movimenti greci, dal Cile e fiorentini degli anni fa ’60 a ’80 sono protette dalla Soprintendenza dei beni artistici e culturali;
3) l’Università degli Studi di Firenze ha cancellato il plesso di Sant’Apollonia dal tour per il suo centenario, nonostante la rilevanza storica per quanto riguarda l’autorganizzazione e le mobilitazioni studentesche.
COSA HA FATTO LA POLVERIERA SPAZIO COMUNE
Ci si chiede perché nonostante l’importante tutela UNESCO, tutti i cestini presenti nel plesso ce li abbiamo portati con le nostre mani, e li svuotiamo noi, così come csiamo lə unichə che hanno mai spazzato o passato il mocio sul pavimento.
Questa “protezione de iure”, de facto è nulla, perché non era stata comunicata neanche ai lavoratori della SONIG — che quest’anno hanno fatto rilevazioni nei muri. Noi occupantə ci siamo dovutə occupare anche di controllare che non ci fossero danneggiamenti inutili.
Ma perché questo PD “protettore della memoria, paladino delle libertà e democrazia” non si cura neanche di comunicare con l’ente che sa dovrebbe proteggere una memoria storica fondante del diritto allo studio, della libertà di espressione, mutualismo e opposizione storica? Perché le uniche scritte di segnalazione del patrimonio le abbiamo messe noi? Perché?

CANCELLO
Nel 2017 è comparso un cancello illegale a sigillare ulteriormente il plesso, lasciando due scale di accesso (a destra una scala che porta direttamente all’entrata della mensa, e a sinistra una che porta al loggiato al primo piano). Questa chiusura è stata resa gravosa dalla riduzione degli orari durante il COVID fino a questo anno dove addirittura era stata decretata una chiusura completa la sera portando a 4 grandi problemi:
1) L’entrata della mensa — una porta piccola con un maniglione antipanico difettoso) — diventa anche l’unica uscita ufficiale. E i pericoli in caso di emergenza sono ovvi;
2) La contemporanea scomparsa del piano di emergenza, inteso sia nel piano in sé, sia nelle segnalazioni obbligatorie per legge delle uscite di emergenza e punti di raccolta;
3) Il sistematico sequestro di persone all’interno del cancello, dato che le chiusure sono avvenute spesso senza preavviso o controlli (soprattutto quando la responsabilità non era della Coopservice, altra azienda in appalto che ha a sua volta subito insieme a noi le mancanze dell’amministrazione);
4) Un forte ABILISMO nei confronti dellə studentə e usufruitorə della mensa con mobilità ridotta e che hanno necessità di usare l’ascensore a cui è stato interdetto l’accesso alla mensa la sera. Tale ascensore è collegato all’ingresso da un accesso dissestato. Da notare che, nel mentre, le aziende partecipate all’interno del plesso hanno un accesso continuato e indipendente al chiostro.
COSA HA FATTO LA POLVERIERA SPAZIO COMUNE
A inizio giugno 2025 è stato indetto un sit-in pacifico da studentə e frequentatorə per mantenere aperto il cancello. Abbiamo ottenuto di mantenerlo aperto, garantendo pari accesso e eliminando di fatto le problematiche relative alla mancanza del punto di raccolta e unica uscita di emergenza.

COSTI
Durante l’estate 2023, il DSU, spinto dalla scelta della Regione di rimuovere progressivamente i fondi per il diritto allo studio, ha raddoppiato i costi della mensa arrivando a 9 euro per lə studentə e 10 euro per lə lavoratorə. Il risultato di questa riforma classista è stato un ulteriore perdita di usufruitorə e quindi un’ulteriore perdita di fondi. Inoltre, se alzi i prezzi, lə studentə — che già non hanno casa per le politiche a favore del turismo e la vendita degli immobili studenteschi a privati stranieri speculatori — smetteranno di mangiare a mensa. Pare dunque che  l’obiettivo vero non sia tagliare i costi, ma abbassare l’affluenza,  così da arrivare a giustificare la cessazione del servizio.
Successivamente l’uso del servizio mensa è stato reso ancora più inaccessibile dall’uso di carte ricaricabili, visto che di rado ci sono le macchinette funzionanti per poter usare le carte. Infine, segnaliamo che la mensa di Sant’Apollonia non si occupa di cucinare il cibo, che viene preparato dalla Cir Food, azienda appaltata dal DSU. Non è un caso che abbia la recensione peggiore fra le mense universitarie.
COSA HA FATTO LA POLVERIERA SPAZIO COMUNE
Ha piantato due alberi di susine perché tuttə potessero raccoglierle e ha costruito un orto usando la permacultura e il compost con la partecipazione di studentə e quartiere per avere alimenti di stagione accessibile a tuttə. Inoltre si è curata di sfamare studentə, lavoratorə e persone marginalizzate con pasti sempre gratuiti, a offerta libera o con costi estremamente accessibili.

SCALE
Ci sono due rampe di scale, come scritto sopra, e un’altra interna.
Quella interna non è a norma perché non rispetta neanche i criteri di altezza degli scalini, il posizionamento dei pianerottoli, e, inoltre, non è potabile di una rampa o montacarichi, poiché è molto antica.
Le due rampe all’entrata sono di più “recente” costruzione e sono una ancora accessibile (a destra) e l’altra inaccessibile dal 2023 (sinistra).
All’inizio di quell’anno una persona si è fatta male scivolando sulle scale; dunque, furono chiamati i pompieri, che hanno così chiuso la rampa, e hanno sollecitato la ristrutturazione delle scale per rientrare nelle norme di sicurezza. La risposta delle istituzioni è stata che le scale sarebbero state ristrutturate nel 2024 nei lavori in programma, sui quali abbiamo già scritto in altri comunicati.
COSA HA FATTO LA POLVERIERA SPAZIO COMUNE
Dal 2023, stufə di essere sequestrate dentro al plesso e di non poter disporre dei nostri effetti personali e dell’accessibilità dovuta per legge e della presenza solo di scale non a norma, abbiamo intrapreso una “ristrutturazione” sostituendo il materiale antiscivolo consunto, e di fatto risolvendo la problematica emersa dal suddetto incidente.
Dopo alcuni mesi, però, la scala ha iniziato a cedere anche nella sua struttura di metallo: scalini e pianerottoli bucati, in virtù del materiale stesso che si sgretola dalla ruggine. Al di sotto delle scale c’è circa un metro di dislivello prima di incontrare il cemento sottostante, rappresentando quindi un grande pericolo. Siamo comunque statə costrette a rischiare la vita su queste scale (prima di fare il sit-in per il cancello questa estate) a causa di chiusure coatte del cancello illegale.

ORARI DI APERTURA
Gli orari di apertura pre-covid erano dalle 9 di mattina alle 10:30 la sera, come per legge dovrebbero essere adesso — questo perché la mensa era anche adibita ad aula studio fuori dagli orari dei pasti. Da dopo la pandemia COVID, l’apertura del chiostro si è ridotta agli orari della mensa a pranzo, 12-15:30, e la sera rimaneva aperta solo la mensa dalle 19 alle 22.
COSA HA FATTO LA POLVERIERA SPAZIO COMUNE
Visto che ci rifiutiamo di pagare la consumazione per un tavolo dove studiare, le biblioteche sono con i tornelli o sovraffollate e che la maggioranza dellə studentə fiorentine sono pendolari, non abbiamo accettato l’orario pre-covid che doveva esaurirsi con la pandemia. Ci siamo curatə di tenere aperto ben oltre questi orari volta per volta, fino a questo inizio giugno dal quale in poi (come scritto sopra) abbiamo garantito una apertura continuata dalle 12 fino a effettiva chiusura.

BAGNI
I bagni della mensa sono divisi in 6 cabine, di cui 4 non funzionanti e mai riparate, ma lasciate aperte peggiorando progressivamente le condizioni igeniche. I 2 bagni funzionanti invece sono uno nel bagno degli uomini senza chiusura e uno nel bagno delle donne senza luce e senza chiusura. Su 5 lavandini invece, 3 non funzionano. A questo si aggiungono, dispensatori di sapone distrutti, mancanza di carte genica e di pulizia e di luce nell’entrata.
A chiudere i bagni c’era una chiave data temporaneamente allə studentə in cambio della propria carta dello studente. Nel tempo questa chiave è stata persa e la porta è stata chiusa.
COSA HA FATTO LA POLVERIERA SPAZIO COMUNE
Dopo anni di pulizie dello sporco di tuttə, riparazioni di sciacquoni e cura nella segnaletica, dato che i bagni pubblici sono una grave mancanza in questa città, abbiamo messo una nuova chiave alla porta di cui abbiamo dato le copie a guardie di vigilanza, lavoratorə della mensa e tecnichə — considerato che il vano tecnico è accessibile solo da questa porta. Da quel momento in poi abbiamo fatto un uso dei bagni controllato e al momento stiamo procedendo a migliorie nella segnaletica sul rispetto dell’autogestione e dei servizi.

ILLUMINAZIONE DEL PLESSO
Se già mancava l’illuminazione sulle scale interne, nell’accesso dei bagni e in tutto il loggiato, soprattutto a partire dalle 22:00 in poi (addirittura prima dell’orario di chiusura indicato per il plesso), negli ultimi anni si è guastata anche la luce all’interno della cabina del bagno delle donne — e non è mai stata riparata. La mancanza dell’illuminazione non è solo problematica dal punto di vista della sicurezza (quando si tratta di percorrere tratti disconnessi o usare le scale non a norma), non solo dal punto di vista di igiene personale, ma è anche una grave negligenza nei confronti della prevenzione delle violenze di genere.
E non è l’unica segnaletica preventiva che manca: non è neppure visibile il numero di emergenza 1522 che dovrebbe essere sempre presente nelle cabine.
COSA HA FATTO LA POLVERIERA SPAZIO COMUNE
Dato che è stata esposta la problematica e c’è stata una totale indifferenza, abbiamo fatto un laboratorio aperto da elettricista per progettare un impianto elettrico che potesse garantire un’illuminazione pensata su misura per gli spazi e le necessità dellə usufruitorə.

IN CONCLUSIONE ringraziamo tutte le persone che hanno contribuito alle migliorie e ristrutturazioni che abbiamo fatto insieme, orizzontalmente e con i nostri soldi.

SPECIFICHIAMO che non riteniamo che la cittadinanza, il corpo studentesco o l’autorganizzazione intersezionale debbano sopperire alle mancanze dei servizi pubblici preposti, ma – come insegna anche la costituzione, se non prima il buon senso o l’umanità – abbiamo diritto al dissenso che in questo caso in particolare è dissenso verso il dover pagare per ogni diritto e alienarsi progressivamente.

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La Polveriera

Nel centro di Firenze, all’interno del Chiostro di Sant’Apollonia in via Santa Reparata 12, La Polveriera è rinata il 23 maggio 2014 dopo quindici anni di abbandono. Oggi è uno spazio occupato e autogestito, restituito alla comunità come laboratorio politico e culturale. Lontana da logiche di profitto e speculazione, La Polveriera si oppone al modello capitalistico che permea ogni aspetto del quotidiano. Qui si condividono idee, saperi ed esperienze, costruendo insieme forme alternative di convivenza. L’autogestione è prassi concreta, tra attività quotidiane, iniziative pubbliche e cura degli spazi. Un esperimento di partecipazione radicale che punta a rimettere in circolo una ricchezza comune, sottratta al mercato.

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