L’uomo dagli occhi tristi

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Quando si dice che il contesto in cui si innerva un noir è importante, qualcuno sorvola su questo punto fondamentale. Leggere L’uomo dagli occhi tristi invece rimette al centro la validità di questo punto di vista. Di nuovo grazie a Mara Rais ed Eva Croce, le ispettrici esperte in crimini violenti, affiatate ma in collisione, che in passato abbiamo conosciuto grazie a Pulixi, insieme al criminologo Strega che c’è e…. non c’è, e lo ritrovi, volente o meno, alla fine.

E’ il clima politico che diviene centrale e da cui tutto si sviluppa in una località immaginaria dell’Olgiastra, in un territorio sottoposto ai colpi degli affari, Saruxi, con l’amministrazione comunale commissariata per infiltrazioni mafiose, trasformata da luogo di terra e roccia a luogo di turismo grazie all’intervento dell’ex sindaco Enna; e con un alto tasso di suicidi tra i giovani.

Un intreccio di interessi malati, di soldi da spartire: il classico vaso di Pandora che Pulixi scoperchia. Abbiamo a che fare con un ex sindaco, ed un uomo trovato morto a bordo della sua barca. Un ex sindaco implicato in quello che è oggi il mondo della politica, più parlata che praticata: dalla transizione ecologica/energetica ai progetti sull’eolico con la ‘Ndrangheta che ci mette le mani essendo un affare sicuro; con le multinazionali pronte a gettarsi come sciacalli sui probabili profitti, il fotovoltaico e le energie rinnovabili, la riconversione delle centrali a carbone ecc… il tutto non riconducibile a costruzioni puramente letterarie ma alla realtà oggettiva.

In questo clima, la legge che viene seguita è una: la legge dell’omertà. Come uno è l’obiettivo: far crollare un intero sistema con le sue collusioni. Una l’indagine – per dirla con Mara ad Eva – un’indagine sporca per le pressioni, un’indagine da chiudere in fretta.

Piergiorgio Pulixi, L’uomo dagli occhi tristi, Rizzoli, Milano 2025, pp 400, euro 18

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Edoardo Todaro

E' tra i collaboratori con le sue recensioni di Carmilla Online, Giallo e Cucina, Osservatorio contro la repressione, La Città invisibile, oltra a svolgere la sua militanza in realtà autogestite (CPA, Firenze per la Palestina)

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