Piano del verde e ripristino della natura a Firenze: una proposta

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Il 18 agosto 2024 è entrato in vigore il Regolamento UE 2024/1991, noto anche come Legge o Regolamento sul Ripristino della Natura, che afferma:Gli spazi verdi urbani comprendono, tra l’altro, boschi, parchi e giardini urbani, fattorie urbane, strade alberate, prati e siepi urbane. Gli ecosistemi urbani, come gli altri ecosistemi oggetto del presente regolamento, costituiscono habitat importanti per la biodiversità, in particolare per le piante, gli uccelli e gli insetti, compresi gli impollinatori. Forniscono inoltre molti altri servizi ecosistemici essenziali” e all’art. 8 fissa obiettivi e scadenze temporali. L’art.14 chiede agli Stati Membri di redigere Piani nazionali di ripristino comprensivi di mappatura degli ecosistemi urbani per tutte le loro città, piccole città e sobborghi, monitorando in seguito i numerosi parametri elencati all’art.20.

Il 18 dicembre 2025 all’Accademia dei Georgofili si è tenuto il convegno “Il Regolamento europeo sul ripristino della natura e il verde urbano”, che ha messo utilmente a confronto studiosi di discipline diverse; si è evidenziata, tra l’altro, la difficoltà di intervento espansivo degli habitat naturali nelle aree urbane di proprietà privata, ancorché standard urbanistico a verde, stante l’ordinamento giuridico nazionale vigente, intervento invece più agevole nei Siti d’Interesse comunitario e nelle Aree protette, in forza di vincoli sovraordinati. La destinazione delle aree di reperimento a ecosistemi naturali non è peraltro assicurata neanche nella proprietà pubblica, per esempio nel caso di infrastrutturazione; si veda il sedime della strada Pistoiese-Rosselli al posto di gran parte della vegetazione arborea esistente, comprensiva di querce e olmi, indicatori di potenziale sviluppo di habitat pregiati. Quella copertura arborea, registrata nel quadro conoscitivo, non compare nella Mappa del Verde, ove risulta un solo esemplare di Robinia pseudoacacia.

Con delibera di consiglio in data 3 marzo 2025 è stato approvato il Piano del Verde e degli Spazi Aperti, di seguito PdV. Come ammesso dalla stessa Assessora Paola Galgani durante la presentazione alla commissione consiliare 6, esso non è localizzativo né prescrittivo, il regime dei suoli è deciso dal Piano Operativo. Il PdV è consultabile anche con apposite mappe interattive, IRIS. Esso, tra l’alto, individua le aree boscate solamente per la parte di territorio non urbanizzato, non coincidente col “paesaggio agroforestale” e affronta il tema della natura spontanea urbana all’interno del cap. 3.2.5 (Vol. 2) “Riconoscimento del ruolo delle aree in successione secondaria”. A titolo d’esempio, si indicano tre parchi comunali esistenti in parte coperti da vegetazione spontanea intenzionalmente lasciata all’evoluzione naturale: agricolo di Rusciano nel Q3 (ne scrivo in un capitolo di Rusciano e lo stare in villa a Firenze dal Medioevo all’attualità, Argingrosso nel Q4 e Don Forconi nel Q5.

Affinché gli intenti del piano si tramutino in azioni concrete, occorrono conoscenze precise e monitoraggio periodico, per questo la commissione consiliare 6, dopo l’efficace intervento scientifico del dr. Giovanni Trentanovi, il 4 dicembre ha votato favorevolmente l’ordine del giorno 421/2025, che evidenzia come le aree verdi spontanee, situandosi in zone di trasformazione in attesa di progettualità da svariati anni, hanno visto accrescere la propria massa arborea, ma nel breve o medio periodo potrebbero essere eliminate senza alcun controllo, né progettualità tesa alla loro valorizzazione e messa a sistema nell’infrastruttura verde comunale, insieme ai servizi ecosistemici che queste stanno erogando a prescindere dalla loro accessibilità pubblica. L’OdG chiede pertanto di inserire nella ricognizione cartografica e nella parte descrittiva la componente delle aree boscate presenti, di qualsiasi origine (artificiale/spontaneo) e forma di gestione, anche nel territorio urbanizzato e la ricognizione del verde spontaneo anche in aree private/non comunali, con particolare riferimento a quelle con maggiore massa arborea ed estensione e, contestualmente:

a. di effettuare una valutazione del quadro normativo-urbanistico delle stesse, nonché il grado di attuazione delle progettualità in essere;

b. di valutare l’indicazione di alcune buone pratiche/casi studio a livello italiano ed europeo che potrebbero garantire una loro valorizzazione, perlomeno parziale;

c. di inserire un nuovo indicatore di monitoraggio, in coerenza con quelli di cui al cap.4.2, 4.7, 4.9 (Allegato B), specifico sui “boschi urbani selvatici” indipendentemente dal regime di proprietà dell’area.

Esaudire queste richieste, avvalendosi in modo sistematico anche dei contributi conoscitivi dei cittadini, costituirebbe una preziosa operazione ricognitiva anche ai fini del Regolamento sul Ripristino della Natura. Se ne propone un esempio in area inesitata in via Campania, laterale alla prevista tramvia T4.

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Paolo Degli Antoni

Paolo Degli Antoni, dottore forestale, Comitato Ex Fiat Belfiore-Marcello

1 commento su “Piano del verde e ripristino della natura a Firenze: una proposta”

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