Ultimo tassello della lunga e controversa vicenda dell’ampliamento dell’aeroporto di Peretola è la Valutazione dell’Impatto Acustico della nuova pista sulle frazioni più esposte affidato dal commissario straordinario del Comune di Prato, Claudio Sammartino, a uno studio specializzato in acustica ambientale. L’analisi arriva dopo il decreto di Via-Vas del Ministero dell’Ambiente e segue un puntiglioso percorso di confronto con tecnici comunali, categorie economiche e sindacati.
Sotto la lente dello studio ci sono cinque frazioni pratesi: San Giusto, Cafaggio, Mezzana, Paperino e Santa Maria a Colonica, dove vivono complessivamente 4.396 abitanti. Di questi, 1.225 sono considerati “ricettori sensibili” perché frequentano scuole o strutture socio-sanitarie poste nelle traiettorie di decollo e atterraggio previste dal progetto di Toscana Aeroporti. I primi risultati dello studio sono tutt’altro che rassicuranti: emerge infatti che il contributo acustico del nuovo Vespucci comporterà incrementi di rumore nella maggior parte dei casi, in un contesto già caratterizzato da livelli elevati per la presenza di infrastrutture viarie e industrie. Il Comune di Prato sottolinea però un cortocircuito: “Secondo questa prima ipotesi, se si prendono in
considerazione tutte le sorgenti sonore presenti in queste frazioni, come traffico e attività produttive, il contributo dell’infrastruttura aeroportuale risulterebbe moderato poiché è il contesto di partenza ad essere complessivamente critico”. Una nota Ansa uscita il 9 gennaio riassume così i risultati dello studio: “detta in altri termini, il contributo dei voli sarebbe moderato, poiché è il contesto di partenza a essere complessivamente critico”. E invece è proprio il contrario perché l’effetto cumulativo conta, se un’area è già oltre i limiti raccomandati dall’OMS per l’inquinamento acustico, ogni ulteriore fonte peggiora la situazione, non si tratta di introdurre rumore in un ambiente salubre, ma di aggiungerne dove i limiti sono già superati, aggravando una condizione sanitaria già critica
L’impatto sulla salute è documentato, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che per il rumore aeronautico si devono evitare esposizioni sopra i 45 dB di giorno e i 40 dB di notte. Nel 2022, secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, almeno 3,2 milioni di europei residenti vicino ai principali aeroporti sono stati esposti a livelli superiori, con conseguenze documentate sulla salute cardiovascolare, sullo sviluppo cognitivo dei bambini e sulla qualità del sonno. Sammartino ha comunque ottenuto dalla Regione Toscana l’apertura di un tavolo tecnico “per approfondire le criticità rilevate e prevedere le relative misure, anche compensative, da adottare” già a partire dal progetto esecutivo.
Ma l’inquinamento acustico è solo uno dei nodi critici dell’ampliamento di Peretola. La nuova pista parallela all’autostrada, lunga 2.300 metri, non sarà unidirezionale come promesso dai proponenti, lo ha dichiarato ufficialmente l’Enac. Il rapporto ambientale approvato dalla Regione prevede il sorvolo a bassa quota di Firenze con aerei intercontinentali a pochi metri dalla Cupola, interessando quartieri come Rovezzano, Stadio, Le Cure, Rifredi e Firenze Nova.
Anche dal punto di vista idrogeologico il quadro è preoccupante. Il nuovo orientamento della pista innalza il rischio idraulico della Piana fiorentina. Per consentire l’inserimento della pista, l’intero sistema di drenaggio dovrà essere ridisegnato: le residue aree umide scompariranno, il Fosso Reale sarà deviato per aggirare la pista, così come il Collettore delle acque basse, mancherà inoltre lo spazio per le casse di espansione del polo universitario. Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino, situate nella piana alluvionale dell’Arno e dei suoi affluenti, sono storicamente vulnerabili alle inondazioni, come dimostrato dalla gravità dell’alluvione di Firenze del 1966, quando vi furono picchi d’acqua altissimi in zone come San Donnino. Questi eventi che si ripetono periodicamente, nel 1991 e più di recente nel 2023 a Campi evidenziano come sia necessario una gestione più sostenibile del territorio e una maggiore consapevolezza del rischio, accentuato dal cambiamento climatico e dall’urbanizzazione.
Sul fronte dell’inquinamento atmosferico, la letteratura scientifica è chiara. Come documenta il recente report dell’Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE) di aprile 2025, il trasporto aereo contribuisce in modo rilevante alle emissioni di particolato ultrafine, ossidi di azoto e altri inquinanti. Le fasi di decollo e atterraggio sono quelle in cui vengono immesse nell’aria le quantità maggiori di polveri sottili, proprio quelle più dannose per la salute. Un aereo su cinque, in buona parte più grandi degli attuali, sorvolerà a pochi metri le case di decine di migliaia di fiorentini, lo scenario medio del Masterplan prevede 5,8 milioni di passeggeri al 2035, un incremento dell’87% rispetto ai 3,1 milioni del 2023. Ed è proprio questo elemento a sollevare un’ulteriore questione critica, in un territorio che da anni soffre le conseguenze dell’overtourism, il quasi raddoppio dei passeggeri aeroportuali appare insostenibile.
L’ostinazione con cui il Comune di Firenze e il presidente della Regione Eugenio Giani portano avanti il progetto non tiene conto delle conseguenze su chi vive nella Piana e sul destino di moltissimi abitanti che rischierebbero di essere espulsi da un numero crescente di zone di Firenze e dintorni. Non solo, l’aeroporto, struttura privata, verrà pagato in larga parte con soldi pubblici. Se i costi diretti dell’ampliamento saranno a carico del proponente, quelli per il riassetto idraulico del territorio e della mobilità ricadranno sui contribuenti. Una “grande opera” che, secondo i comitati impegnati da sempre nella Piana, condanna ogni possibile alternativa di sviluppo sostenibile per la Piana.
Mentre si attendono i risultati dell’eventuale tavolo tecnico richiesto da Sammartino e gli esiti dei ricorsi al Tar dei comuni di Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano, Poggio a Caiano, Sesto Fiorentino e di quello di vari comitati e associazioni, notificato pochissimi giorni fa, che chiedono con ottime argomentazioni che si istituisca il Parco della Piana, è importante ricordare che la partita si gioca sulle condizioni di vita e sulla salute dei cittadini e dei territori che, per le amministrazioni, dovrebbe essere prioritaria.
A questo link il dossier Il cielo sopra Firenze. Trafficato e fuori legge realizzato nel 2015 dal laboratorio politico perUnaltracittà e pubblicato su questa rivista.
Francesca Conti
Ultimi post di Francesca Conti (vedi tutti)
- Camera con vista: i residenti di San Gallo aprono le loro case soffocate dalla cittadella del lusso - 24 Febbraio 2026
- A Firenze la democrazia è un’incompiuta: protestare si può, decidere no - 18 Febbraio 2026
- La narrazione di Firenze: chi la controlla ne decide il futuro - 11 Febbraio 2026





