Da Firenze parte una delle prime denunce sistematiche contro la speculazione e la privatizzazione delle città italiane. La città si è fatta alienata, affermano le autrici e curatrici del libro, Ilaria Agostini e Francesca Conti (Firenze alienata. Svendita dello spazio pubblico e finanza immobiliare, ed. perUnaltracittà, Firenze, dicembre 2025) che raccoglie i contributi critici di urbanisti, attivisti, giornalisti, collettivi politici e associazioni di cittadini e che testimonia la diffusa resistenza civile della città all’invadenza della finanza immobiliare, dell’over turismo, dei processi di privatizzazione in corso.
Alienata, spiega in premessa Agostini, perché coinvolta e sfruttata nella catena di montaggio del turismo globale, alienata perché è stato reciso il filo che la legava al lungo processo di civilizzazione, perché, ancora, adotta modelli di crescita improntati al consumo del patrimonio storico, perché depredata del patrimonio pubblico e, infine, perché sempre meno democratica. Il libro ha una valenza generale poiché la grande trasformazione in senso privatistico di Firenze, vale anche per tante altre città, da Roma a Venezia, a Milano, a Genova e Napoli. Vendere il demanio pubblico, al mero fine della valorizzazione economica, ha inoltre impedito il suo utilizzo verso usi sociali, collettivi, emancipatori, come pure (raramente e in altri contesti) accaduto n Italia, ad esempio nel Piano per l’Edilizia Economia e Popolare per il centro storico di Bologna (1972) o come ancora, nella stessa Firenze, nell’intervento ERP sulle Murate. Assai più spesso l’urbanistica, non solo a Firenze, ha dato prova del suo totale asservimento al capitalismo finanziario con la complicità di amministrazioni e tecnici, negando la possibilità di scenari capaci di reinventare un futuro che non sia quello della privatizzazione diffusa degli spazi pubblici.
Il libro, denso di episodi raccontati con dettaglio, raccoglie i contributi e gli articoli usciti periodicamente sulla rivista “La Città invisibile” [oggi “La Città manifesta”, NdR], vero e proprio laboratorio politico fiorentino della città antagonista.
Nel 2014 viene pubblicata dall’amministrazione Nardella una brochure intitolata Invest in Florence. Florence city of the opportunities che conteneva un elenco di circa sessanta edifici e complessi edilizi, pubblici e privati, che il Comune presentava alle fiere della speculazione immobiliare sparse nel mondo, nel tentativo di catturare nuovi e facoltosi acquirenti, svendita generalizzata avviata già dal Ministro Tremonti nel 2008. Di queste opportunità approfittano i fondi pensione, i fondi sovrani, fondazioni bancarie, società di gestione del risparmio, che trovano nell’investimento immobiliare una sicura fonte di reddito con il risultato che molti abitanti sono costretti ad abbandonare aree centrali verso la periferia. Fa da apripista il Comune di Milano come dimostreranno Lucia Tozzi, nel libro L’invenzione di Milano, e i numerosi articoli del giornalista Barbacetto, denunciato dal sindaco Sala.
Sotto la cosiddetta rigenerazione urbana (vero e proprio grimaldello urbanistico per scardinare ciò che resta delle conquiste operaie degli anni Sessanta e Settanta), si nascondono operazioni speculative che contribuiscono a creare ghetti ad alta fascia e relativi vuoti urbani. Il primo “piano delle svendite” è approvato dall’amministrazione Renzi a fine 2009; l’elencazione degli immobili (quelli analizzati nel libro sono soprattutto di proprietà pubblica) è disarmante: si inizia dall’ex Teatro Comunale (diventato residence extra lusso) per poi finire con sessanta appartamenti di edilizia residenziale pubblica tra i quali quelli di via de’ Pepi, la cui strenua difesa è ben raccontata nel libro da parte del collettivo Spazio InKiostro. Anche la città metropolitana contribuisce alla svendita con il tentativo di mettere all’incanto la storica fattoria di Mondeggi, tentativo fallito con il ritiro dell’ipotesi di vendita.
Quella che le autrici/curatrici del libro chiamano mala urbanistica non si limita a tentare di privatizzare ogni patrimonio pubblico: l’assenza delle condizioni di sicurezza nei cantieri, la fretta di costruire rapidamente e il sistema degli appalti e subappalti generano anche la tragedia del cantiere di Esselunga, dove, nel 2024, troveranno la morte cinque operai. Questa gigantesca opera di svendita della città ai privati è contrastata da varie e tante organizzazioni cittadine, che danno vita alla campagna Salviamo Firenze per viverci: attraverso una mobilitazione cittadina contro la proliferazione dei b&b e che mette in campo proposte di “futuri altri”, ben documentate nella terza parte del libro. Un esempio eclatante è quello del progetto alternativo per l’area ferroviaria, che rappresenta una visione complessiva di come potrebbe essere la città: ripristino ambientale, spazi per attività all’aperto, officine municipali, casa delle associazioni e via dicendo. Creare nuove economie, migliorare la qualità della vita in una città dove gli affitti brevi e Airbnb si sono mangiati gran parte del mercato e finanziato una rendita parassitaria senza precedenti con i prezzi degli affitti sempre più alti e migliaia di famiglie in attesa di case popolari.
In sostanza il libro espone quasi didatticamente le operazioni di invadenza della finanza nel tentativo di estrarre ricchezza dal patrimonio pubblico con il solito pretesto che i fondi assegnati ai comuni sono insufficienti per realizzare i nuovi interventi di cui ha bisogno la città. Peccato che il compromesso con i privati si risolve sempre a vantaggio di quest’ultimi e che a “pagare” il cosiddetto rinnovamento sia il ceto più debole costretto ad emigrare fuori dalla città.
Il libro è diviso in tre parti. Nella prima, Al mercato delle città, ci sono scritti di: Conti, Agostini, Tozzi. Nella seconda parte dedicata al catalogo degli interventi, compaiono le firme di: Gruppo urbanistica per Unaltracittà, Ornella De Zordo, Antonio Fiorentino, Roberto Budini Gattai, CSA nEXt Emerson. Infine, nell’ultima parte dedicata ai Futuri altri tra le rovine dell’estrattivismo urbano si trovano le firme del Collettivo K1, degli studenti Licei fiorentini e di Spazio InKiostro.
L’articolo è uscito su “Volere la luna”, il 14 gennaio 2026, con il titolo Città in vendita: Firenze e non solo, https://volerelaluna.it/cultura/2026/01/14/citta-in-vendita-firenze-e-non-solo/





