“Ma che succede con la Conferenza dei servizi sulla funivia Doganaccia Corno alle Scale? Sono passati 573 giorni dalla prima convocazione e ancora non si sa nulla, tranne indiscrezioni secondo cui tutto finirà in una bolla di sapone. Che si aspetta a chiuderla?”.
Torna alla carica con queste domande, affidate a una nota stampa, il Comitato “Un altro Appennino è possibile. Versante toscano” secondo cui è il momento di “chiudere, senza ulteriori indugi, questa strana Conferenza. Va subito sottoscritto un verbale che dia atto dei pareri negativi espressi sia dai tecnici partecipanti sia dall’ulteriore approfondimento commissionato dalla Provincia”.
Il Comitato, inoltre, chiede “che le somme disponibili siano destinate ad altri interventi. Ce ne sono davvero di urgenti e necessari per le piste e per gli impianti della montagna pistoiese, a cominciare dalla funivia Doganaccia Croce Arcana, per la quale era stato già predisposto il progetto, rimasto fermo da anni per mancanza di finanziamenti”.
“Ogni ulteriore tentativo di escamotage per resuscitare un progetto vecchio e incompatibile con tutte le normative oggi vigenti – prosegue la nota – sarebbe solo un atto di arroganza politica destinato a fallire ed a infrangersi contro il muro del buon senso”.
Il Comitato riporta le parole (“inequivocabili”) di Luca Marmo, presidente della Provincia di Pistoia, durante il Consiglio Provinciale del 29 dicembre scorso. Precisato che la conferenza non si era ancora chiusa, Marmo ammise di aspettarsi “un esito negativo”. E aggiunse “parole molto chiare sul fatto che le importanti somme stanziate per la funivia saranno rimodulate in qualche maniera e dunque non andranno perdute”.
Il Comitato traccia, infine, un ricordo sulla durata di questa Conferenza. “Fu convocata per la prima volta, dalla Provincia, il 12 luglio 2024. Doveva chiudersi entro 60 giorni salvo la possibilità di una sola proroga per non più di dieci giorni. Vi hanno partecipato trenta tecnici in rappresentanza di Soprintendenza, Regione Toscana, USL, ARPAT, Comuni di San Marcello Piteglio e Abetone Cutigliano”.
Precisato di aver presentato “ben 23 segnalazioni sul contrasto del progetto con le norme esistenti”, il Comitato aggiunge che il 18 ottobre 2024 “i pareri rilasciati dai partecipanti alla conferenza furono tali da non permettere l’approvazione del progetto. Per questo il 30 ottobre successivo venne convocata una Conferenza sincrona, ovvero in presenza. Doveva iniziare il 6 novembre 2024 ma fu rinviata a data da stabilirsi per essere poi riconvocata il successivo 22 gennaio 2025 quando emerse la necessità di ulteriori studi e la Conferenza venne di nuovo sospesa. Effettuati i nuovi studi ambientali, il risultato fu che la funivia risultò incompatibile con le normative vigenti su pianificazione e tutela ambientale della ZSC Monte Spigolino – Monte Gennaio”.
Ecco che il 15 dicembre 2025 – conclude il Comitato – “la Conferenza venne riunita di nuovo in modo da poter prendere atto di tali studi e, dunque, poter essere chiusa in modo definitivo sancendo la impossibilità di realizzare la tanto contestata funivia. Ma oggi, dopo un anno e mezzo dalla prima convocazione, una Conferenza che doveva terminare in non più di 70 giorni è diventata una sorta di mistero. Un mistero certo né glorioso né gaudioso, ma di sicuro doloroso e perfino penoso”.
Comitato “Un altro Appennino è possibile. Versante toscano”
Redazione
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