Il 21 gennaio 2026 il Ministero dell’Ambiente pubblica l’avvio del procedimento per la richiesta di riesame dell’AIA (autorizzazione integrata ambientale) con valenza di rinnovo presentata da Snam il 31.12.2025 e perfezionata il 12 e il 13.01.2026. Stiamo parlando del rigassificatore ormeggiato nel porto di Piombino che secondo l’autorizzazione rilasciata dal presidente regionale Eugenio Giani, in qualità di commissario straordinario e secondo una sentenza del Tar Lazio, dovrebbe lasciarci per sempre entro luglio 2026.
Si legge sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) che l’AIA attuale, scadrebbe il 3.7.2026, cioè in coincidenza con l’autorizzazione all’esercizio. Ma non è vero. L’attuale AIA fu rilasciata il 5.5.2023 ed ha valenza di tre anni dalla messa in funzione dell’impianto, compreso il periodo di messa a dimora. E questo avvenne nel mese di maggio 2023, subito dopo il rilascio dell’AIA. Da maggio al 3 luglio il rigassificatore iniziò a lavorare il gas e a scaricare in mare, appunto perché si stava procedendo alla messa a dimora, si facevano le prove, sostanzialmente. È il 5 maggio da prendere come data iniziale dell’AIA e non il 3 luglio, data di autorizzazione all’esercizio effettivo a fini commerciali. Dunque i 3 anni dell’Aia scadranno a maggio 2026 e non il 3.7.2026.
Questa è la prima incongruenza, da cui discende l’inammissibilita’ dell’istanza di Snam. Se l’AIA scadrà a maggio, come scade a maggio, ne consegue che Snam avrebbe dovuto chiederne il rinnovo entro sei mesi dalla scadenza, lo dice la stessa AIA, quindi entro novembre 2025 . Invece la domanda è stata perfezionata addirittura il 13.01.2026, quindi è ampiamente tardiva e perciò inammissibile. Inoltre essa non contiene una scadenza, è legittima una richiesta per un’autorizzazione a tempo determinato senza determinarne il termine?
Noi cittadini di Piombino riteniamo di no. Perciò abbiamo chiesto al MASE di archiviare l’istanza di Snam come inammissibile, specificando che l’impianto a maggio 2026 dovrà interrompere la lavorazione. Alla Regione Toscana e al Sindaco di Piombino, che partecipano per legge al procedimento esprimendo il loro parere, abbiamo chiesto di fare proprie le nostre eccezioni, dimostrando in concreto di essere contrari alla permanenza dell’impianto nel porto, come vanno dicendo e deliberando.
E la proroga richiesta a Giani, come attuale commissario cui spetterebbe dare l’autorizzazione all’esercizio, dove è finita? Questa istanza fantasma, perché non è stata resa pubblica, è stata sicuramente presentata il 30 dicembre, risulta dal procedimento per il rinnovo dell’AIA; ma ne riparleremo presto, questa vicenda non si conclude adesso.
Al prossimo capitolo.
Maria Cristina Biagini
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