La rete Salviamo Firenze, di cui fa parte anche il laboratorio perUnaltracittà con il suo gruppo urbanistica, da mesi si è attivata e ha studiato, analizzato e reso accessibile una lettura critica delle trasformazioni urbanistiche che stanno avvenendo nella città di Firenze.
Per anni l’unica narrazione in merito è stata quella di chi era al governo della città, dal sindaco Nardella – che nei suoi due mandati ha messo in atto norme introdotte dalla giunta Renzi (sempre avversate in Consiglio dal gruppo perUnaltracittà)– fino all’attuale giunta Funaro.
Finalmente, grazie all’azione congiunta di una cittadinanza attiva arricchita dal contributo di docenti e tecnici indipendenti, si è aperto un dibattito pubblico che ha contribuito a illuminare le molte zone d’ombra nascoste dietro le entusiastiche dichiarazioni di amministratori e operatori immobiliari sulle operazioni urbanistiche avviate. Quante parole encomiastiche abbiamo sentito sulla cosiddetta “rigenerazione” di operazioni puramente speculative, dall’ex Teatro Comunale, all’ex Manifattura Tabacchi fino all’ex ospedale San Gallo. Per non parlare dei finti studentati privati inaccessibili ai nostri studenti.
Sempre tutto in regola, secondo l’amministrazione che però, almeno in un caso, non potrà limitarsi a dirlo, ma dovrà dimostrarlo alla Magistratura. Che poi, se anche – e sottolineo anche – le regole fossero state seguite, vogliamo capire di che regole si tratta? A favore di chi sono state scritte? A giudicare dai risultati non certo a favore dei chi a Firenze vive, studia, lavora, ma per attrarre grandi capitali a cui vendere un patrimonio pubblico finito in mano a fondi di investimento internazionali, come ben dimostrato in Firenze alienata.
Ad arricchire un movimento ricco di competenze e progettualità, oggi si sono mossi anche gli abitanti di zone travolte dalla furia predatrice degli immobiliaristi che sotto traccia si sono accaparrati parti pregiate della città storica (A chi fa gola Firenze), residenti sovrastati da torri spuntate nelle corti interne, accerchiati da sopraelevazioni per suite extra lusso con vista Duomo e colline. Già il lusso. Lo abbiamo detto e scritto: Firenze si è trasformata nella città dai 20.000 euro a metro quadrato, con buona pace del caro affitti e della crisi degli alloggi.
Ma questo trend può essere interrotto. Un’opposizione diffusa a questa malaurbanistica si è propagata in città, animata da comitati, associazioni, movimenti per il diritto all’abitare, collettivi per il diritto allo studio.
Sono stati studiati progetti e rendering, si sono valutati gli effetti sociali e culturali di una trasformazione urbana tutta a spese di abitanti costretti a fuggire per i costi insostenibili della vita. Su solide basi sono quindi state avanzate proposte utili a fermare il consumo di suolo, l’avanzare del cemento, l’erosione del verde, la speculazione e l’estrazione di profitto da ogni singolo metro quadrato di una città divenuta brand da pubblicizzare nel mondo, secondo il modello Nardella.
Una discontinuità nella politica urbanistica è stata pubblicamente richiesta. Particolarmente cogenti i tre punti enucleati dall’urbanista Agostini “per un’urbanistica di discontinuità”. Utile riprenderli.
Il blocco delle alienazioni di immobili pubblici. Una richiesta legittimata dal fatto che negli ultimi 10 anni 370.000 mq di demanio sono stati venduti per fare in prevalenza alberghi, finti studentatati e residenze di lusso.
L’acquisizione di aree strategiche dai privati; in particolare di alcuni complessi già pubblici, poi venduti a privati, come le ex OGR, su cui grava la previsione di 42,000 mq su cui costruire, e l’ex ospedale militare in Costa san Giorgio, anche questo destinato a turistico-ricettivo.
Infine, si richiede un cambio della guardia all’apice delle dirigenze degli uffici comunali, quei vertici della macchina comunale ereditata da Nardella che garantisce il mantenimento dello stato esistente.
A fronte di richieste precise, cosa risponde l’amministrazione? Il silenzio della sindaca Funaro, le approssimazioni dell’assessora Biti, i maldestri quanto offensivi attacchi di altri esponenti della Giunta a chi fa proposte alternative la dicono lunga sulle difficoltà di un gruppo dirigente a dir poco inadeguato. E non si pensi di cavarsela magnificando contromisure quali il 20% di abitazioni a social housing nelle nuove costruzioni, una specie di lasciapassare per operazioni immobiliari che continuano sulla stessa strada. O offrendo percorsi definiti “partecipativi”, una formula del tutto screditata dal fallimento delle esperienze precedenti. Né funzionano più vaghe promesse e opportunistiche dichiarazioni di principio: “vogliamo riportare in centro gli abitanti”.
Molto è stato subìto negli ultimi 15 anni da questa città, ma oggi si è alzato un vento nuovo e il “diritto alla città” non è più un concetto per pochi, ma una richiesta diffusa e cogente che l’amministrazione dovrebbe ascoltare. O dobbiamo ricordare a Funaro che proprio con una ferma opposizione alla politica urbanistica fiorentina si chiuse malamente il mandato del sindaco Domenici nel 2009?
*Una versione ridotta del testo è stata pubblicata sul “Corriere fiorentino” del 24 febbraio 2026
Ornella De Zordo
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FINALMENTE!! Il “padre incerto” di questo sfracello urbanistico andava in televisione magnificato come il miglior Sindaco italiano. Ma anche i dirigenti comunali che hanno acconsentito senza segnalare le infrazioni alle regole urbanistiche forzate dai politici andrebbero sostituiti al più presto, mancando alla loro funzione di esperti e controllori. A mia memoria negli ultimi anni abbiamo avuto un solo esempio di un funzionario con la schiena dritta che in Regione su un aspetto della VIA dell’Alta Velocità si oppose ai desiderata del Presidente Rossi e fu subito rimosso dall’incarico.
Credo che tornare indietro sia impossibile, soprattutto perchè un numero altissimo di case private sono state divise in mini appartamenti ad uso turistico e riportare gli stessi ad uso abitatito è una utopia impraticabile. Ne consegue uno spopolamento di residenti irreversibile, anche in considerazione della totale assenza di negozi di prossimità. Firenze è ormai una Gardaland del Rinascimento. Per inciso vi invito a verificare come sia ridotta la pavimentazione di Piazza della Signoria, ripavimentata con la famosa “pietra serena” assolutamente inadatta per pavimentazioni. Uno che se ne intende.
Perfettamente d’accordo. Tornare indietro non si potrà ma non perseverare su questa strada, si potrebbe. Basterebbe volerlo.