Mentre a Piombino l’impianto che rigassifica diventa sempre più definitivo, mentre il Ministro Pichetto confessa ‘candidamente’ di non avere cercato altre collocazioni, mentre si tentano colpi di mano da parte del partito del Ministro per aggirare l’illegittimità della permanenza con le carte che sono sul tavolo, da noi a Piombino sempre di più e da più parti si ripete il mantra delle compensazioni.
Parte il Presidente regionale Eugenio Giani, che in sole 24 ore è passato dal dire “io non firmo niente” al dire che prima di firmare si deve ragionare sul suo memorandum che allegò alla autorizzazione firmata il 3 luglio 2023. Memorandum, mai considerato dal governo nazionale, dove si parla di compensazioni.
Continua una associazione locale, dichiaratamente legata agli interessi di alcuni potentati del porto, richiamando alla concretezza delle compensazioni. Ne parlano i giornali locali ogni giorno. Alla fine il 28 febbraio il TG regionale fa dire anche al Sindaco di Piombino di essere pronto a “parlare di compensazioni” per la presunta proroga.
“Fa dire” perché lo riferisce il giornalista, non direttamente lui, Francesco Ferrari, Sindaco di Piombino, eletto in una lista civica al secondo mandato e oggi responsabile locale di FdI. Cosa abbia detto davvero Ferrari non si sa, dato che lui non conferma né smentisce, pur sapendo che questo sarebbe da parte sua un cambio di rotta drammatico per la città.
Di compensazioni ne parla, per negarle in modo assoluto come non dovute, anche quel personaggione di Davide Tabarelli, presidente NOMISMA Energia, in una trasmissione televisiva; del resto chi è mai stato realmente compensato in Italia?
Insomma, ogni giorno i Piombinesi vengono bombardati dalla parola “compensazioni”, declinata in vari modi, un tormentone che si cerca di far entrare nei loro cervelli affinché sia assimilato e diventi accettabile, se non normale. Ci hanno sacrificato per esportare gas in Austria per tre anni e vogliono continuare a farlo e questo non si può compensare.
Ma ammesso e non concesso che si potesse, con cosa ci compenserebbero? Non con la bonifica del nostro territorio, con la fornitura di gas gratis o con un ospedale degno di questo nome – ho fatto solo esempi – no, con una nuova banchina nel porto, circa 150 milioni di spesa.
Si, dato che si pensa a una nuova acciaieria, privata, realizzata da Metinvest, bisogna fornirgli adeguate infrastrutture, da cui il completamento della strada che conduce al porto e una banchina tutta nuova per Metinvest, cioè per un privato. In realtà la banchina già ci sarebbe, però ci sta ormeggiato da tre anni un rigassificatore e pare proprio che si faccia di tutto per lasciarlo stare lì. Quindi Piombino verrebbe compensata tramite l’ulteriore sacrificio dell’accoglimento di una acciaieria già rifiutata da altri territori, ma a Piombino può starci.
Noi siamo pochi numericamente, poveri e abituati a subire.
Possono anche contrabbandarci come compensazione quello che è un regalo a un imprenditore privato.
Maria Cristina Biagini
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