L’acqua bolle a 40 gradi? Se il Governo, attualmente governo Meloni, avesse un interesse ad affermare che l’acqua bolle a 40 gradi lo farebbe con un decreto legge. E non ho dubbi che correderebbe la propria azione con autorevoli pareri e scritti di professoroni o professorini per convincerci di questa baggianata. Per paradosso, è quanto ha fatto con il rigassificatore nel porto di Piombino. La legge stessa lo classifica come un impianto a rischio di incidente rilevante, ma loro dicono che non c’è pericolo a tenerlo dentro un piccolo porto in città .
Io non ho fatto questa battaglia principalmente per il rischio. Io l’ho fatta per il mare, per difendere la posidonia e l’ambiente. Tuttavia ora le cose sono cambiate. Il mondo è in guerra, il Governo italiano ha inserito il nostro porto e il nostro rigassificatore tra gli obiettivi sensibili, il ministro Crosetto parla apertamente di possibili attacchi terroristici da parte di cellule dormienti, il porto di Piombino è diventato un importante centro di smistamento di armamenti di ogni tipo.
Per forza, altri porti italiani, altri portuali rifiutano l’imbarco, mentre i lavoratori del porto di Piombino questo lavoro lo fanno. E così, sempre di più, navi e piazzali di armi sfiorano un rigassificatore.

In questi giorni una metaniera russa forse bombardata naviga alla deriva nel Mediterraneo, tra la Sicilia e Malta, e i vari Governi sono molto allarmati. Pare contenga ancora molto gas, oltre al carburante, come minimo si rischia il disastro ambientale. Già questo ci dovrebbe far riflettere sui combustibili fossili e sul loro sempre più diffuso trasporto via nave. Comunque prudentemente il governo di Malta ha imposto una fascia di rispetto assoluto di 5 miglia marine, cioè oltre 7 km.
E a Piombino? 400 metri.
Io non so nulla di fisica, non capisco neanche le unità di misura, non so niente di bombe atomiche, non mi spericolo in complicati discorsi di reazioni e nubi, non sono in grado. Sono semplicemente la figlia di Bruno, un operaio metallurgico che la sera prima di andare a letto si accertava sempre che il gas di casa fosse chiuso. Perché il gas è pericoloso, anche se custodito bene, pericolosissimo.
Come si fa a prorogare la permanenza di un rigassificatore in piena città quando si ritiene possibile che un drone venga a bombardarlo, magari innescando una reazione a catena con una metaniera e un carico di esplosivi? Ma cosa pensano che sia un incidente rilevante? Una martellata su un dito?
Dimenticavo una notiziola, che poi è scomparsa dai radar. Pare che Snam abbia chiesto di togliere i rigassificatori dall’elenco degli impianti a rischio di incidente rilevante. Ma magari era una notizia falsa. Oppure l’acqua bolle a 40 gradi.
Maria Cristina Biagini
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