Piombino. Il rigassificatore, la guerra e i cittadini ostaggio

  • Tempo di lettura:3minuti

L’acqua bolle a 40 gradi? Se il Governo, attualmente governo Meloni, avesse un interesse ad affermare che l’acqua bolle a 40 gradi lo farebbe con un decreto legge. E non ho dubbi che correderebbe la propria azione con autorevoli pareri e scritti di professoroni o professorini per convincerci di questa baggianata. Per paradosso, è quanto ha fatto con il rigassificatore nel porto di Piombino. La legge stessa lo classifica come un impianto a rischio di incidente rilevante, ma loro dicono che non c’è pericolo a tenerlo dentro un piccolo porto in città .

Io non ho fatto questa battaglia principalmente per il rischio. Io l’ho fatta per il mare, per difendere la posidonia e l’ambiente. Tuttavia ora le cose sono cambiate. Il mondo è in guerra, il Governo italiano ha inserito il nostro porto e il nostro rigassificatore tra gli obiettivi sensibili, il ministro Crosetto parla apertamente di possibili attacchi terroristici da parte di cellule dormienti, il porto di Piombino è diventato un importante centro di smistamento di armamenti di ogni tipo.

Per forza, altri porti italiani, altri portuali rifiutano l’imbarco, mentre i lavoratori del porto di Piombino questo lavoro lo fanno. E così, sempre di più, navi e piazzali di armi sfiorano un rigassificatore.

Metaniera russa alla deriva nel Mediterraneo

In questi giorni una metaniera russa forse bombardata naviga alla deriva nel Mediterraneo, tra la Sicilia e Malta, e i vari Governi sono molto allarmati. Pare contenga ancora molto gas, oltre al carburante, come minimo si rischia il disastro ambientale. Già questo ci dovrebbe far riflettere sui combustibili fossili e sul loro sempre più diffuso trasporto via nave. Comunque prudentemente il governo di Malta ha imposto una fascia di rispetto assoluto di 5 miglia marine, cioè oltre 7 km.

E a Piombino? 400 metri.

Io non so nulla di fisica, non capisco neanche le unità di misura, non so niente di bombe atomiche, non mi spericolo in complicati discorsi di reazioni e nubi, non sono in grado. Sono semplicemente la figlia di Bruno, un operaio metallurgico che la sera prima di andare a letto si accertava sempre che il gas di casa fosse chiuso. Perché il gas è pericoloso, anche se custodito bene, pericolosissimo.

Come si fa a prorogare la permanenza di un rigassificatore in piena città quando si ritiene possibile che un drone venga a bombardarlo, magari innescando una reazione a catena con una metaniera e un carico di esplosivi? Ma cosa pensano che sia un incidente rilevante? Una martellata su un dito?
Dimenticavo una notiziola, che poi è scomparsa dai radar. Pare che Snam abbia chiesto di togliere i rigassificatori dall’elenco degli impianti a rischio di incidente rilevante. Ma magari era una notizia falsa. Oppure l’acqua bolle a 40 gradi.

The following two tabs change content below.

Maria Cristina Biagini

Maria Cristina Biagini, di Piombino, pensionata del Comune di Piombino, dove per oltre 30 anni è stata la Responsabile Servizio Personale. Attivista del gruppo "Gazebo 8 giugno contro il rigassificatore", gruppo di cittadini piombinesi che si è reso conto per primo del disastro che stava arrivando con la decretazione d'urgenza. Coorganizzatrice l'8 giugno della prima manifestazione contro il rigassificatore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Captcha *