La solidarietà internazionale per la Palestina. Un evento al Centro Pecci

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Mercoledì 29 Aprile 2026 h.18.00 – presso il Centro Pecci di Prato, nella Sala Cinema si terrà l’evento La solidarietà internazionale per la Palestina, moderato dal giornalista e curatore Giacomo Forte.

Nella Striscia di Gaza si continua a morire, le condizioni di vita ed igienico-sanitarie restano impossibili così come non cessano le violenze dei coloni e dell’esercito israeliano nei Territori Occupati Palestinesi. E’ certamente necessario continuare a parlare delle terribili sofferenze patite dal popolo palestinese; ma è anche il momento di capire quello che collettivamente si può concretamente fare. Per questo, insieme alla rivista Altreconomia ed al Progetto Mondeggi Bene Comune, si propone questa serata di incontro nella nome della solidarietà internazionale e delle pratiche di azione diretta. Se ne parlerà con Linda Maggiori, giornalista free-lance, che ha recentemente scritto e pubblicato per Altreconomia un dossier intitolato “La flotta del genocidio – Sulle rotte delle armi dai porti italiani” dove sono documentati i traffici di armi ed esplosivi verso Israele che sono transitati e transitano  tuttora nei porti italiani. Non solo queste merci non dovrebbero partire, ai sensi delle convenzioni internazionali; c’è anche un obbligo di trasparenza nei confronti del pubblico, per la legge 185/1990. Cosa succederebbe se noi italiani sapessimo quante e quali armi partono, da dove, fabbricate da chi, per Israele? Il dossier mette insieme le informazioni che sono finora trapelate, pochi pezzi di un puzzle in larga parte sconosciuto.

Leggere questo documentato lavoro di inchiesta – scrive Duccio Facchini, direttore di Altreconomia – mette i brividi. In poche pagine fa capire infatti in che termini l’Italia sia gravemente coinvolta nel genocidio nella Striscia di Gaza per mano di Israele. È una sorta di racconto breve del plateale tradimento della legge 185/1990 a tema export e transito bellico e dell’aggiramento della minima trasparenza. I porti italiani sono ancora oggi drammaticamente coinvolti nel transito di materiale d’armamento verso Israele, sia per le rotte adriatiche e sia per quelle tirreniche, e persino nell’export diretto.

Linda Maggiori fa i nomi dei Paesi terzi coinvolti (dalla Repubblica Ceca a Singapore, dal Regno Unito all’Olanda), dei porti di scalo, delle ditte, delle navi, degli spedizionieri, dei trasportatori, dei materiali, degli uffici doganali, delle straordinarie mobilitazioni dei portuali che ne hanno talvolta svelato il trucco.

Alla serata dedicata alla Palestina sarà presente anche Francesco Franchi, viticoltore presso Mondeggi Bene Comune – CASA Comunità Agricola di Solidarietà Attiva – ha partecipato ad una spedizione solidale in Cisgiordania dove insieme ad altri attivisti ha aiutato i contadini del luogo a raccogliere le olive: si tratta di un’operazione da fare in fretta, da ultimare prima dell’arrivo del colono di turno che spadroneggia e si appropria del raccolto, spalleggiato dall’IDF. La presenza di attivisti internazionali inoltre dovrebbe anche servire a scoraggiare i coloni dal compiere violenze sui civili palestinesi. 

Le famiglie palestinesi che vivono in queste aree della Palestina occupata – si legge nel documento di Mondeggi Bene Comune – sono costantemente soggette a violenze e intimidazioni da parte dei coloni e dell’esercito di occupazione israeliano, che hanno come unico obiettivo quello di scacciare le famiglie contadine dalle proprie terre per annetterle al territorio israeliano.

La presenza di osservatori e solidali internazionali diventa importante per vari ordini di ragioni.

La principale è che tale presenza riduce quella spirale di violenza e intimidazioni alle quali la popolazione locale è soggetta quotidianamente: lavorare fianco a fianco e interporsi in maniera nonviolenta durante un’azione sul campo diventa uno strumento molto potente se a compierlo è un’intera comunità di persone composta anche da attivisti internazionali.

Un’altra è che avere delle persone provenienti da varie parti del mondo pone il riflettore su quello che può accadere; un costante monitoraggio supportato da telecamere e macchine fotografiche che registrano un attacco, un arresto, un blocco o una demolizione, diventa fondamentale per il reperimento di prove e materiali a supporto di eventuali denunce da parte della popolazione locale nei confronti delle autorità israeliane. Nei territori palestinesi occupati, un o una palestinese è colpevole fino a prova contraria; diventa quindi un supporto incredibile avere testimonianze e/o fatti documentati dell’evento in questione.

Ingresso libero (fino ad esaurimento posti).

Prato, 13 Aprile 2026

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Dopo la laurea in Sviluppo economico e Cooperazione Internazionale, mi sono presa un anno sabbatico per Londra e poi l'India, infine per vedere i proiettili sui muri a Sarajevo. Tornata in Italia ho lavorato prima nei Centri di Accoglienza Straordinaria come insegnante L2 e operatrice legale, dopo nella scuola Secondaria di II° come docente di sostegno e di Filosofia e Scienze Umane. Da quest’esperienza nasce il mio blog “Lettera da un professionale” https://letteradaunprofessionale.wordpress.com/chi-sono/. Al momento sono dottoranda in Peace Studies presso La Sapienza con una ricerca sulle migrazioni.

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