Deboli gli incentivi del Comune di Firenze per la mobilità ciclabile… ma con un potenziale nascosto

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L’amministrazione fiorentina investe cifre enormi in un sistema che distribuisce piccole somme a chi utilizza la bici in territorio comunale, un’iniziativa dispendiosa e poco incisiva, ma che, con la giusta volontà politica, potrebbe anche diventare uno strumento determinante.

Pedala, Firenze ti premia è il nome dell’iniziativa del comune di Firenze per incentivare l’uso della bicicletta. Avviato quasi due anni fa, con l’ultimo rinnovo a marzo il progetto mira ad arrivare a 4500 cittadini iscritti (di cui cinquecento tramite l’università). Come funziona? In breve, gli aderenti sono tracciati nei loro spostamenti quotidiani in bicicletta tramite un’applicazione, IF (prima Pin Bike), e più chilometri percorrono, più punti accumulano. Dopo aver realizzato un certo punteggio, sono erogati fino a trenta euro al mese, più piccoli bonus per i primi classificati di una graduatoria basata sui chilometri mensili percorsi.

Fin da subito erano emersi problemi tecnici di vario tipo: GPS che non si attiva, tragitti non calcolati, l’applicazione che conduce a vie in contromano, il primo meccanismo imponeva l’acquisto di alcune pile particolari etc. Problemi comunque di ordine minore e, a onor del vero, in parte risolti. Altre critiche sono state rivolte invece al sistema di calcolo dei punti: ai tragitti casa-lavoro (o università o scuola) è attribuito un valore molto maggiore rispetto agli altri spostamenti, senza tener conto dell’importanza di integrare l’uso della bici alle varie commissioni, percorrendo itinerari più ‘spezzettati’ che deviano dal tragitto principale (il cosiddetto trip-chain, abitudine che si collega al lavoro di cura e che, dalle statistiche, è prevalentemente associata alla routine femminile); inoltre, i punti sono calcolati solo dal lunedì al venerdì, come se il fine settimana non fosse lavorativo per molti cittadini.

Ma la principale critica all’iniziativa è di non essere in grado di incidere sulla mobilità urbana e condurre un numero consistente di persone all’uso quotidiano della bici. Per la massima parte, chi adesso usa IF utilizzava la bici anche in precedenza (è prevista nel questionario di adesione la domanda se uno fosse già ‘ciclista abituale’, ma era subito circolata la voce di rispondere negativamente al quesito perché ai ‘nuovi ciclisti’ sono forniti più punti). Trenta euro al mese non sono un incentivo tale per spingere chi non è abituato ad affrontare il traffico fiorentino con tutti i rischi e i disagi che comporta. Per incoraggiare le persone serve rendere l’utilizzo della bici in città sicuro, rapido, agevole e piacevole… qualcosa che solo un sistema di infrastrutture ciclabili può permettere, specialmente per fasce di età diverse da quella dei giovani.

Tuttavia, molti utenti abituati a spostarsi prevalentemente in bici anche in precedenza notano di aver iniziato a servirsene lievemente di più, o per distanze maggiori o per quei tragitti che magari prima avrebbero compiuto con mezzo diverso. Dunque, in mancanza di un aumento della popolazione che usa comunemente la bicicletta, riferirebbero di un leggero aumento nel numero degli spostamenti effettuati in bici. Meglio di niente… Inoltre, molti sottolineano il lato positivo del sentirsi “gratificati” per la loro attività su due ruote, quando, di norma, sono invece attaccati, clacsonati, messi in pericolo e ingiuriati da politica, stampa e opinione pubblica. Una gratificazione giusta, ma certo esosa: quasi 470mila euro di contributi sono già stati versati, e con l’ampliamento dell’iniziativa si prevede uno stanziamento di 420mila euro annui. Forse l’amministrazione avrebbe potuto destinare tutti questi soldi per un miglioramento sostanziale della rete ciclabile, in progetti più longevi della scadenza dei fondi PNRR.

Tuttavia, nonostante l’iniziativa possa apparire ai più come meramente ‘di facciata’, pensiamo che possa comunque riscattarsi. I ciclisti che utilizzano l’app IF producono una quantità immensa di dati sulla mobilità a mezzo bici a Firenze. Sovrapponendo i tragitti in bicicletta, è possibile elaborare mappe di calore relative agli spostamenti e comprendere quali zone sono più frequentate, quali strade sono preferite, oppure evitate perché pericolose etc. etc. Insomma, tutta una serie di informazioni fondamentali per progettare una nuova mobilità cittadina che non si basi esclusivamente sull’auto, e costruire una rete di piste ciclabili efficiente. È davvero raro che chi si occupa di pianificazione urbana abbia a disposizione dati del genere. Più comunemente, ci si avvale di rapporti compilati da dipendenti occasionali a paga minima, svogliatamente seduti su una panchina un paio di pomeriggi a settimana a contare quante bici passano da un incrocio.

Il titolare dei dati, del resto, è proprio il Comune di Firenze, e lo scopo di pianificazione urbana sarebbe peraltro coerente con il disciplinare del progetto, che, alla sezione sul trattamento dei dati personali, sancisce la finalità di questi ultimi di “incentivare la mobilità alternativa al mezzo di trasporto privato e consolidare l’utilizzo della bicicletta al fine di migliorare la qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini”.

Una pratica simile fu adottata una quindicina di anni fa dal dipartimento dei trasporti dell’Oregon, che per ripianificare le infrastrutture ciclabili si avvalse dei dati sugli spostamenti dei ciclisti in città forniti da Strava, celebre app social in cui gli utenti, generalmente ciclisti o corridori, registrano le proprie uscite con il GPS e le condividono online. Dopo il dipartimento, un gran numero di enti pubblici, università o centri di ricerca hanno replicato la stessa idea (su questa storia cf. P. Walker, Bike Nation, 2017, p. 193-196).

In conclusione, Pedala, Firenze ti premia comporta molti problemi e sembrerebbe una delle tante iniziative fatte per utilizzare i fondi PNRR senza la minima pretesa di produrre un cambiamento. Tuttavia, se ci fosse la volontà politica di rivedere la nostra città a favore della bicicletta, potrebbe trasformarsi nel primo fondamentale passo per la realizzazione di un sistema di infrastrutture ciclabili che possa permettere a tutti i cittadini di spostarsi rapidamente e in sicurezza. Certo, se ci fosse la volontà politica…

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