La Sindaca Funaro ha bollato come “fake news” quanto contenuto nell’Appello per rivedere l’incarico alla BEI di un piano di social housing a Firenze, promosso dal Laboratorio per la città.
Comunico alla Sindaca che l’Appello è basato sul contenuto dell’accordo tra Il Comune di Firenze e la BEI, sottoscritto con provvedimento dirigenziale DD/2026/02217 del Direttore della Direzione ’Ufficio Speciale Abitare e Housing, in attuazione della deliberazione Giunta Comunale DG/2025/498.
Noi siamo usi separare i fatti dalle opinioni, anzi cerchiamo sempre di ancorare le opinioni ai fatti.

Può essere una opinione (non certo una fake news) che la via maestra per realizzare l’ERS è quella basata su finanziamenti pubblici, in conto capitale, perché sono gli unici che garantiscono la possibilità di centrare il target di realizzare alloggi a canone realmente sostenibile e che rimangano permanentemente nel demanio pubblico. Quando il piano casa ERS viene costruito entro logiche finanziarie di mercato come quello da Lei promosso, il peso degli attori finanziari e privati è destinato a crescere e la regia pubblica rischia di diventare sempre più debole e subalterna.
Ma è un fatto, perché è scritto nell’accordo firmato, che la BEI si occuperà della valutazione/pianificazione delle risorse (proprietà e terreni) di proprietà della municipalità che dovrebbero essere acquisiti e/o convertiti in ERS compresi quelli derivanti dalla conversione temporanea di beni ERP, in aggiunta a quelli già identificati nell’area sud della ex caserma Lupi di Toscana. La BEI si occuperà della valutazione dettagliata delle “leve” a disposizione del Comune per assicurare la sostenibilità economico-finanziaria del Piano ERS.
Ripristinata la verità dei fatti, torniamo alla questione principale: quale è l’housing sociale sostenibile che serve davvero a Firenze?
Il piano ERS si rivolge alla cosiddetta fascia grigia. Il riferimento, in termini di costo dell’affitto per dare effettiva risposta a questa fascia, è quello degli affitti a canone concordato definiti dagli Accordi Territoriali (siamo attorno a un canone medio di 500-600 euro/mese per un alloggio di 60 mq). I dati rilevati ci dicono che la fascia grigia sta progressivamente scivolando verso il limite di reddito dell’ERP, il che vuol dire che la massa critica del bisogno casa non ERP si concentra ormai, in termini di reddito, sempre più vicina al limite superiore dell’ERP e quindi se si vuole davvero aggredire il nocciolo duro di bisogno di casa di questa fascia dobbiamo realizzare ERS che risponda a quel livello di canone.
I servizi di consulenza che verranno forniti al Comune di Firenze dalla BEI ci paiono distanti dalle priorità e dalle caratteristiche dell’housing sociale sostenibile che abbiamo descritto.
L’incarico di consulenza della BEI supporterà la città di Firenze nella preparazione di un progetto di investimento finanziariamente sostenibile collegato al Piano comunale per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili. Nello specifico l’attenzione sarà rivolta a valutare opzioni relative ai beni reali (come terreni ed edifici) e qualsiasi altro strumento a disposizione della città (ad esempio sovvenzioni o sussidi operativi per l’affitto) per assicurare sostenibilità economica e finanziaria.
Siamo nel pieno della finanziarizzazione del piano, con logiche di “sostenibilità” che non sono finalizzate a garantire la sostenibilità dei canoni di locazione ma il rendimento finanziario atteso dagli investitori, da perseguire anche con “sovvenzioni operative e/o in conto capitale che il Comune potrebbe mobilitare” o con “ulteriori terreni/beni (attraverso la conversione di alloggi ERP e da altri possibili soggetti). Qui si supera ogni limite. Lo chiamano “housing sociale sostenibile” ma la priorità è la sostenibilità finanziaria dell’investimento privato che il pubblico è tenuto a supportare con l’uso delle proprietà pubbliche e del territorio, con potenziali attività commerciali integrate, con risorse del Piano Strutturale e Operativo della Municipalità di Firenze.
Gli alloggi ERP sono patrimonio indisponibile, cioè devono unicamente venire utilizzati per l’ERP e i finanziamenti in conto capitale sono quelli che finanziano l’ERP, che adesso invece si intende utilizzare come una risorsa a garanzia e supporto per la fattibilità del piano ERS.
I 13 alloggi di via dei Pepi, salvo se altri, che si vorrebbero utilizzare come risorsa per il Piano ERS sono tra gli ultimi alloggi ERP presenti nel centro storico della città. Hanno un valore simbolico che travalica di gran lunga la contabilità della BEI e degli investitori privati! Solo pensare ad una loro dismissione dal patrimonio ERP è una sorta di certificato dell’abbandono di qualsiasi idea di tutela della residenza normale nel centro storico.
Ci si dovrebbe invece attendere una iniziativa tempestiva e determinata dell’AC per rimettere in pristino gli alloggi per poi assegnarli agli aventi titolo dalle graduatorie ERP. Nel centro storico ci sono 92 alloggi ERP alle Murate + 23 posti letto. I 13 alloggi assumono quindi un ruolo strategico e potrebbero aprire la strada, sostanziata da altri interventi con caratteristiche simili, a una rinnovata attenzione al tema della residenza popolare nel centro storico.
*L’autore è stato intervistato sul tema dal Corriere fiorentino il 7 maggio





