I dipendenti di Eurospin Tirrenica si mobilitano a causa delle condizioni lavorative. Trattative che vertono su sicurezza, rapporti con la dirigenza, organizzazione del lavoro e trasferimenti imposti senza valide motivazioni
Prosegue lo stato di agitazione regionale dei dipendenti di Eurospin Tirrenica. La vertenza è iniziata circa un mese fa, quando, al punto vendita di Colle Val d’Elsa, una direttrice aveva ripreso in modo – definito –
intimidatorio un addetto al reparto ortofrutta per essersi trattenuto a parlare con un cliente. Dopo l’episodio (in seguito risoltosi), dai problemi nei rapporti con la dirigenza, le rimostranze del personale si sono allargate alla denuncia di trasferimenti coatti con la perdita dei rimborsi per le trasferte, e alle insufficienze sul tema della sicurezza nello stoccaggio dei prodotti. I pancali con le merci potevano essere fuori misura e impilati a un’altezza eccessiva, con il rischio di ribaltamento sui dipendenti, che avevano già segnalato alcune cadute pericolose.
Il 17 aprile, l’assemblea pubblica dei lavoratori a Colle Val d’Elsa aveva proclamato lo stato di agitazione, esteso pochi giorni dopo a tutti i punti vendita toscani di Eurospin Tirrenica. Circa sessanta negozi e duemila addetti. I sindacati hanno aperto a due tavoli di trattative con la società, uno a Siena e uno di portata regionale. Come punti cardine, la vertenza discute: organizzazione del lavoro, sia in termini di carichi di lavoro che nella gestione dei turni; trasferimenti imposti senza valide ragioni; mancata vigilanza negli orari serali; relazioni interne tra le gerarchie aziendali e dipendenti e tra RSU e responsabili dei punti vendita; salute e salvaguardia della sicurezza.
Giovedì 7 maggio si è tenuto il primo incontro tra la rappresentanza sindacale di Siena e la dirigenza Eurospin (doveva tenersi il 29 aprile, ma era stato posticipato). Fabozzi, della Filcams CGIL Siena, definisce la discussione “positiva” e registra l’apertura, almeno in linea di principio, dell’azienda rispetto alle tematiche poste.
Il punto critico resta sul numero degli RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza), che il sindacato vorrebbe in ogni punto vendita, ma che la direzione Eurospin vorrebbe negare. Le questioni da approfondire a Siena sono rimandate alla prima metà di giugno, mentre il tavolo regionale dovrebbe riunirsi tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Lì, il tema cruciale sarà quello dei trasferimenti. Intanto, ricorda Fabozzi, nonostante i primi segnali di apertura da parte della dirigenza, lo stato di agitazione permane.
Mattia Barlucchi
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