Il noir è uno strumento utile che ci porta a peregrinare, in lungo e in largo, attraverso tutta l’Italia. Un’indagine? Conosci una città, le sue trasformazioni, o viceversa. Con Blini e il suo E se domani è Torino a fare da coprotagonista. Una Torino nella quale imperversa la guerra tra bande per il controllo del territorio, per il controllo dello spaccio: latinos e calabresi si contendono il tutto o il niente. Due sistemi simili ma allo stesso tempo contrapposti. Torino è una città malata, una città allo sbando.
Blini non fa alcuno sconto alle commistioni tra nostalgici del ventennio, che si annidano tra i vertici delle forze dell’ordine, e questi ultimi. Il possibile nuovo questore è stato condannato per la mattanza avvenuta a Genova in occasione del G8 e ama fare sfoggio dello stemma della X MAS nel proprio ufficio. Blini usa l’indagine portata avanti dai fratelli Selvio – uno dei due in pensione, ma in realtà sempre in servizio – per parlarci, come avrebbero fatto Dal Lago e Quadrelli, di chi sono i latinos, con la loro ribellione sociale trasmessa dalle periferie, e cosa vogliono davvero. In questi ultimi tempi si parla tanto di ‘maranza’? Eccoli, in queste pagine.
Ai latinos, alle ’ndrine, si aggiungono le forze dell’ordine: è una partita a tre. Le forze dell’ordine svolgono il ruolo di contenimento, di riduzione del danno, visto che le guerre fanno male agli affari, come possiamo ben vedere da quanto accade oggi in campi ben diversi. Le ’ndrine, attraverso una vera e propria modificazione del proprio DNA, sono nei consigli di amministrazione delle multinazionali, sono in politica. I latinos si muovono con tecnica e premeditazione, in modalità ribellione armata alla Vietcong. Un confronto che è come una partita a scacchi: ognuno cerca di scoprire la strategia dell’altro in anticipo. Un’indagine che entra a gamba tesa nell’affrontare le paure indotte, l’accentuarsi dell’insofferenza e dell’intolleranza verso gli stranieri immigrati.
Per non farsi mancare niente: la trattativa Stato-mafia non è qualcosa avvenuto solo ai vertici di questo Paese. Scendiamo di qualche gradino e la ritroviamo usata per porre fine alla mattanza in corso. Ma a quelle gang in lotta tra loro, nominate prima, Blini aggiunge i marsigliesi, gli albanesi, con in sottofondo la centralità dello spaccio. Dall’eroina alla cocaina, verso il futuro redditizio dovuto alle sostanze di sintesi.
Maurizio Blini, E se domani, Capricorno, Torino 2026, pp. 224, euro 15
Edoardo Todaro
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