Torna Radici Ribelli con il raduno al memoriale di Valibona dal 31 maggio al 2 giugno, dalle ore 9.30 alle ore 19.00 con camminate sui sentieri partigiani, pranzi collettivi, forum e attività ricreative.
Abbiamo contattato Tommaso Chiti di Sentieri Partigiani.
Perché Valibona?
“Valibona è una tappa immancabile dei Sentieri Partigiani perché è un luogo simbolo della Resistenza e della memoria attiva”.
La battaglia di Valibona si svolse il 3 gennaio 1944 e fu combattuta tra una formazione partigiana – i “Lupi neri”- da una parte e i fascisti dall’altra, sostenuti dai reparti del regime collaborazionista con la Germania nazista (RSI di Prato) ed i carabinieri dei Comuni limitrofi.
Cosa si intende per memoria attiva?
“Valibona è una piccola borgata del comune di Calenzano, posta alle pendici del Monte Maggiore. Oggi questo luogo viene vissuto molto dalle realtà del territorio per il 25 aprile e questo rende il territorio più vivibile e la Calvana significativa”.
Perché Radici Ribelli il 2 giugno?
“Il 2 di giugno è il momento fondativo di una Repubblica che ripudia la guerra e ha visto proprio lì i partigiani cercare una via d’uscita dalla guerra totale e devastante che ha portato ad un genocidio. Oggi succede in altri contesti, come a Gaza; per adesso, qui non ci tocca proprio perché il loro sacrificio ha lasciato questa eredità che dobbiamo salvaguardare, riconoscere e continuare a praticare”.
In quei giorni dell’occupazione nazifascista, la formazione partigiana comandata da Lanciotto Ballerini era impegnata in uno spostamento strategico verso i Faggi di Javello per coordinarsi con due squadre partigiane della Val di Bisenzio e di Prato e per tenere collegamenti con i gruppi partigiani presenti nelle montagne dell’Appennino Pistoiese. Negli ultimi giorni del 1943 una parte dei suoi uomini era stata coinvolta in una lite con alcuni militi fascisti collaborazionisti, in seguito arrivò la spedizione punitiva in forze (150/200 uomini). La mattina del 3 gennaio 1944 i fascisti, che erano riusciti a trovare una guida-spia, attaccarono di sorpresa i partigiani rifugiati in un fienile. Lanciotto Ballerini si rese subito conto che l’unica soluzione possibile era rompere l’accerchiamento e tentare una manovra di sganciamento con una sortita e diede l’ordine di attacco. La battaglia durò tre ore e una larga parte del gruppo riuscì a sfuggire all’assedio ed a infliggere perdite al nemico. Nelle file partigiane si contarono tre morti: Lanciotto Ballerini, morto nell’aprire la strada ai compagni, Luigi Giuseppe Ventroni, morto carbonizzato nel fienile a cui era stato dato fuoco, e Vladimiro, catturato e ucciso con un colpo alla testa. Furono fatti prigionieri Benito Guzzon, Tommaso Bertovich, Corrado Conti, Mario Ori e Loreno Barinci, che furono oggetto di sevizie particolarmente efferate.
Oggi, in un mondo che riflette disuguaglianza sociale ed economica sempre più diffusa, normalizzata e insostenibile, cosa ci ricorda questo anniversario degli 80 anni dalla fondazione della Repubblica?
“Ci ricorda le radici ribelli che hanno portato a sovvertire un sistema iniquo e predatorio – come quello di oggi – per costruire un presente e un futuro di pace, libertà e giustizia sociale”.
In occasione della festa della Repubblica nata dalla Resistenza, Sentieri Partigiani invitano dal 31 maggio al 2 giugno al raduno al memoriale di Valibona, come luogo di riferimento per l’antifascismo. Tre giorni per socializzare insieme la necessità del ripudio della guerra, la promozione di pace e solidarietà, la tutela di beni comuni, ambiente, salute e lavoro, rilanciando la centralità dei territori periferici e di convergenza fra realtà attive nella Piana toscana e non solo.
La partecipazione è gratuita e il ricavato dalle consumazioni sarà destinato all’azionariato popolare del Collettivo di Fabbrica exGKN.
Programma e iscrizioni al form https://forms.gle/8guMpchFovYzhma2A
“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani”
(Piero Calamandrei)





