Crisi della città contemporanea e crisi di civiltà

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La crisi della città contemporanea si iscrive perfettamente nella crisi di civiltà in cui è sprofondato il “nostro” occidente a partire dal pianificato massacro della popolazione e distruzione di Gaza, l’abbandono della legge del soccorso in mare per i migranti, la perfidia dell’obbligo di sbarco nei porti più lontani. In generale la trasgressione del diritto internazionale da parte del governo USA e del suo avamposto mediterraneo. Non meno grave la ipocrita passività attiva (complicità) con cui i governi europei hanno sostenuto il tribalismo brutale dei due protagonisti di guerra, bombardamenti generalizzati, rapimenti/uccisioni di capi di Stato e di cooperanti, di torture sataniche dei prigionieri. In Italia – fra le tante nefandezze giuridiche quali l’ingiustizia fiscale, la sicurezza, ecc. – significativa perché “minore,” la recente approvazione della legge sulla caccia, un vero catalogo di brutalità contro la selvaggina e il suo-nostro habitat.

L’analogia con la crisi della città si è delineata da tempo con l’abdicazione degli organi di governo territoriale di Progetto e Regole delle trasformazioni della città, cioè forma, spazio e composizione sociale, affidati ai conglomerati economici chiamati a investire il surplus di capitale finanziario nelle città che promettono ampia estrazione di rendite. Questo ha comportato l’abbandono e il tradimento dei principi universali che ispirano la pianificazione pubblica delle città, strumento di trasparenza, essenziale per l’esercizio della democrazia; di contro l’Assolutismo di chi amministra secondo la legge del dio Mercato rapinando beni pubblici e distruggendo risorse e occasioni uniche. Ne sono testimonianza le figure di Amministratori Comunali immedesimate nel ruolo di agenti immobiliari, frequentatrici assidue dei Road Show (i mercati) immobiliari internazionali, con Piani Urbanistici ridotti cataloghi di agenzia di immobili in vendita dove si forniscono generiche e intercambiabili indicazioni di “valorizzazione.” In tre parole: l’urbanistica à la carte, per chi se la può permettere.

Con il trionfo del mercato e dei suoi sacerdoti si è toccato il fondo, si è azzerato tre secoli di cultura del progetto di città, quasi due secoli di cultura urbanistica.

Con indignazione a Firenze consideriamo la conversione di quattro complessi urbani già dedicati alla cura, (ex convento di San Gallo) allo studio della medicina (ex convento di San Giorgio alla Costa); a un fondamentale servizio pubblico (Poste nuove); alla più alta istituzione comunale di cultura (Teatro dell’Opera); non a case popolari i primi o ad altre funzioni pubbliche i secondi. Tutti e quattro trasformati o in corso di trasformazione ricettiva di persone (city users) con altissima capacità di spesa. Per concludere: una onorata città antica convertita in una Gated Community di ricchi in transito, il deformante capolavoro di tre sindaci e mezzo (a metà il mandato della sindaca attuale cui si chiede a gran voce un’inversione di rotta).

Il testo qui pubblicato è l’introduzione alla relazione Giardino del labirinto attraverso i propilei della tartaruga a vela (“festina lente”). Area ex OGR, tenuta da Roberto Budini Gattai il 30 giugno, presso l’incontro in palazzo Grifoni con i firmatari della petizione per l’acquisizione pubblica dell’area OGR e la sua trasformazione in Kultur Forum senza nuove colate di cemento.

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Roberto Budini Gattai

Urbanista, attivo in perUnaltracittà e nei Comitati fiorentini di resistenza alla speculazione

1 commento su “Crisi della città contemporanea e crisi di civiltà”

  1. Professore Budini Gattai, come cittadina residente, contribuente sono grata per il suo impegno, debbo però ricordarle che i responsabili tecnici ministeriali, comunali, regionali sono laureati nell’università fiorentina, altri come il prof.Gurrieri, il prof.Dalla Negra o il prof Rischi non l’avrebbero mai permesso.

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