Il venticinquesimo anniversario del G8 di Genova è sempre più vicino. E la ricorrenza è tutt’oggi traumatizzante. Dal 19 al 22 luglio 2001 fu definitivamente scardinato il concetto per cui le forze dell’ordine dovrebbero garantire il diritto dei cittadini e delle cittadine a manifestare; durante i giorni di quel G8, infatti, nel capoluogo ligure prevalse la strategia militare, definendo (e superando) un preciso limite oltre il quale i/le manifestanti sono nemici da neutralizzare.
Domenica 19 luglio 2026 a Genova ci sarà un corteo nazionale che partirà alle ore 15:30 da piazza Carlo Giuliani, luogo dove il ragazzo di 23 anni morì fulminato dal proiettile esploso da un carabiniere.
Una manifestazione necessaria per continuare a scandagliare quel trauma e trasformarlo in memoria collettiva. Un’espressione pratica di presenza inderogabile per ritrovare il coraggio di immaginare concretamente un altro futuro.
La grande manifestazione del 19 luglio rilancia l’anniversario del G8 con lo slogan “in ogni caso nessun rimorso”. Infatti Genova 2001 è una storia che il movimento si propone di “raccogliere e porgere alle nuove generazioni”, per contrastare “l’ondata nera che lentamente sta invadendo le nostre città” e per lottare contro chi fomenta “paure, incertezze e spaccature” sociali.
Come prepararsi a questa data? Di seguito alcuni consigli per iniziative, letture, visioni e ascolti.
- Venerdì 17 luglio al CPA Firenze Sud, dalle ore 21:00, si terrà l’incontro dedicato a “Nessun Rimorso Reloaded” con la partecipazione del progetto SupportoLegale, della Rete Liberi/e di Lottare, Radio Wombat (ex Autistici/Inventati e Indymedia) — importante occasione per ri-costruire informazione autonoma, archivi condivisi e reti di solidarietà al fine di difendere il diritto al dissenso e non lasciare sole le persone colpite dalla repressione.
- Sabato 18, sempre al CPA, sempre alle 21:00, sarà proiettato il film DIAZ. Non pulire questo sangue (2012) di Daniele Vicari, i cui fotogrammi raccontano l’epilogo delle giornate del G8 di Genova con l’irruzione nella scuola Diaz.

Copertina del dossier “GE8: La cronistoria”, a cura di Carlo A. Bachschmidt - Il dossier GE8: la cronistoria, a cura di Carlo A. Bachschmidt, utile per comprendere come hanno operato polizia e carabinieri attraverso i documenti acquisiti nei tre principali processi: devastazione e saccheggio, Diaz e Bolzaneto. Come sottolinea il curatore, «durante i tre gradi di giudizio è stata confermata la cronologia degli eventi prodotta dagli avvocati del Genoa Legal Forum che ha permesso di conoscere nel dettaglio la dinamica della carica al corteo dei Disobbedienti in via Tolemaide e alla piazza tematica della Rete Lilliput in piazza Manin, di ricostruire il blitz alla scuola Diaz, scoprire che Carlo Giuliani è stato ucciso due volte»
- Il brano musicale Genova, ottava traccia dell’album omonimo (2015) della band Il Teatro degli Orrori, attraverso chitarre da cartavetro e un comparto ritmico scarno e abrasivo trasforma «il sangue sulle strade» e «la violenza cieca» che hanno caratterizzato quei giorni del 2001 in tre minuti di vibrazioni pulsanti.
- Due libri pubblicati nel 2021, Dal «popolo di Seattle» alla Rete No Global: un pezzo importante della nostra storia recente (a cura di Daniele Maffione) e Genova G8: i vent’anni che lo precedono (a cura di Roberto Demontis e Giorgio Moroni), per colmare possibili vuoti di conoscenza su pezzi importanti della storia dei movimenti sociali e della classe operaia.
- Il libro pubblicato recentemente Chiedo scusa se vi parlo del G8 di Genova. 25 tesi sull’irruzione del movimento globale, la sua repressione, la sua attualità (2026), in cui l’autore Lorenzo Guadagnucci ricostruisce un crinale politico ancora attuale, dando forma ad «un’inchiesta contro l’oblio». È opportuno segnalare che questo libro sarà presentato mercoledì 29 luglio, alle ore 21:00, presso la Biblioteca delle Oblate, alla presenza di Lorenzo Guadagnucci, Sara Nocentini, Dario Salvetti e Dmitrij Palagi.
Tutto questo per un domani senza guerre e contro ogni forma di sfruttamento; per Carlo, tutti e tutte coloro che ci hanno sempre creduto. Per ricordarsi che non si spegne il sole se gli si spara addosso.
Lorenzo Robin Frosini
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