Affaire Montedomini: parte l’esposto alla Magistratura

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Bene l’esposto alla Magistratura di Salviamo Firenze. Ora si arrivi alle dimissioni del cda, si blocchino gli Avvisi in corso e i contratti da sottoscrivere, si faccia luce sulle richieste di redditi mensili tali da escludere a priori la partecipazione di soggetti in disagio abitativo. Perché un Ente così nobile non sia denigrato da chi lo gestisce.

Era il 15 luglio quando gli instancabili attivisti della rete “Salviamo Firenze X Viverci” rendono pubblico quello che hanno scoperto: perlustrando le strade del centro cittadino scoprono in via Guelfa 81 qualcosa che sembra incredibile. Appartamenti di proprietà della ASP (Azienda Pubblica di Servizi alla Persona) Montedomini provenienti da donazioni e lasciti testamentari esplicitamente destinati a persone in disagio abitativo, che sono invece utilizzati per affitti turistici, come risulta dalla targa tranquillamente esposta in facciata. Una irregolarità che colpisce chi da più di due anni si impegna per far emergere le scelte che, dai finti studentati di lusso, ai dilaganti b&b, ai residence di alta gamma, hanno reso difficile abitare in una città dove negli ultimi 6 anni gli affitti sono aumentati del 49%. Il che, tra parentesi, colloca il capoluogo toscano al primo posto in Italia per crescita dei canoni, al pari di Milano.

Da ulteriori approfondimenti risulterà anche che nel patrimonio immobiliare di Montedomini compaiono 30 appartamenti vuoti e 23 dati in affitto turistico a gestori che in alcuni casi possono trarre – conti alla mano – un guadagno fino a 4 o 5 volte il canone pagato all’Asp. Uno scandalo che irrompe sulla scena cittadina e finisce al centro del dibattito pubblico.

Al di là della retorica che pervade le dichiarazioni indignate di politici di vario colore, è utile tornare ai dati, e ricordare le responsabilità di quello che è un evidente tradimento della missione sociale di Montedomini.

Nel 2009 Sara Funaro entra come vice presidente in ASP Montedomini, con Marco Seracini presidente, e vi resterà fino al 2014 quando diventa assessora al sociale e alla casa nella giunta del sindaco Nardella, concorrendo quale rappresentante del Comune alle scelte di indirizzo della ASP. Dal 2021, Funaro è poi membro del consiglio di indirizzo della Fondazione Montedomini.

Nel 2010, con Renzi sindaco, avviene la storica trasformazione dell’Ente nell’assetto attuale, con il processo di “Fusione per incorporazione” delle ASP “Il Bigallo”, “Il Fuligno” e “Sant’Ambrogio” nell’unica grande ASP Firenze Montedomini. (Decreto del Presidente della Giunta Regionale Toscana n. 246 del 29 dicembre 2010).

Nel 2015 il neoeletto sindaco Nardella nomina presidente di Montedomini Luigi Paccosi, già presidente della Compagnia delle Opere (braccio economico, imprenditoriale e sociale del movimento Comunione e Liberazione), il cui fratello è vescovo a San Miniato. Paccosi resterà presidente di Montedomini fino al 2024 e ancora oggi presiede la Fondazione omonima. Va detto che di accoglienza turistica se ne intende, visto che risulta socio e amministratore unico dell’agenzia turistica Italianroom srl, che si occupa di prenotazioni e vendita di strutture ricettive (case vacanze, b&b, alberghi, campeggi, residence e via andando). Dal 2022 è presidente del Cesvot (Centro servizi volontariato Toscana) e nel 2025, Funaro sindaca, viene nominato presidente di Casa spa, la società partecipata del Comune di Firenze e della Città metropolitana, che gestisce il patrimonio di edilizia residenziale pubblica.

Dal dicembre 2024 il presidente di Montedomini è Maurizio Frittelli, avvocato, mandatario elettorale di Nardella nel 2019 e, aggiungiamo non per gossip ma perché ci sembra rilevante, marito di Gabriella Farsi che da aprile 2026 è Direttore cultura in Regione Toscana, una carica che riguarda Beni, Istituzioni, Attività culturali e Sport.

Visti gli intrecci di nomine e le conseguenti responsabilità nella gestione dell’Ente, è naturale che, una volta scoppiato il caso, tutti si affrettino a accusare la sindaca Funaro, il suo predecessore Nardella e i vertici dell’ASP. E lo fa non solo chi si è sempre battuto per il diritto all’abitare e la difesa dei beni comuni, ma si indignano anche esponenti dei partiti di destra che del tema della casa non si sono mai occupati se non per difendere la proprietà privata. Ora anche loro diventano paladini dei “più fragili”, come viene definito chi in questa città è stato finora marginalizzato e ignorato persino nei suoi bisogni primari. Ma si sa, l’occasione per un attacco politico è troppo ghiotta, e il PD l’ha servita su un piatto d’argento.

Se analizziamo i testi degli atti approvati nei Consigli di Amministrazione dell’ASP nel corso degli anni, appare evidente che due date sono cruciali per le irregolarità emerse.

Fino al 2015 una parte del patrimonio abitativo di Montedomini era vincolata a una funzione sociale: gli immobili erano destinati a famiglie e persone fisiche con determinati requisiti di basso reddito. Due delibere, approvate il 10 dicembre 2015 e il 27 febbraio 2018, durante la presidenza di Luigi Paccosi, eliminano quel vincolo e mirano a valorizzare il patrimonio immobiliare per incrementare risorse economiche sulla carta “destinate ai fini istituzionali dell’ASP”. Ma, anche secondo questa logica, qualcosa non torna: tra il canone di affitto calmierato pagato dal gestore privato a Montedomini e i ricavi che tale gestore ottiene affittando a sua volta ai turisti c’è un abisso. Ad esempio, dai 9 appartamenti affittati a turisti in via Guelfa 83 non ci guadagna Montedomini, ma, in spregio ai “fini istituzionali” dell’ASP, l’operatore tedesco di ospitalità digitale Limehome, la cui crescita è sostenuta da diversi fondi di investimento.

Tutto avviene negli anni del nardelliano “Invest in Florence”, della cosiddetta “valorizzazione” immobiliare, delle alienazioni di numerosi beni comunali e del patrimonio pubblico sempre più utilizzato come leva economica. Ma, al di là dell’impostazione generale e delle trasformazioni di Firenze in città consegnata ai grandi fondi di investimento (sono ben 370.000 i mq di proprietà pubblica venduti in area centrale con Invest in Florence) su cui molto è stato scritto, è necessario puntualizzare aspetti specifici relativi a criteri di aggiudicazione, incongruenze e mancata trasparenza dei dati. Tanto che, il lavoro di indagine di “Salviamo Firenze” e la raccolta dei vari elementi emersi da indagini giornalistiche sono alla base di un esposto che viene presentato alla Magistratura da Salviamo Firenze, perché quello che ci troviamo di fronte appare più un sistema malato di gestione dei beni pubblici che una serie di singoli errori.

Ecco alcuni degli aspetti più clamorosi di questo sistema, i cui contorni devono ancora emergere in tutta la loro gravità.

C’è difformità tra i criteri di assegnazione previsti dal regolamento e quelli inseriti nei bandi a partire dal 2022 quando l’unico requisito diventa il “criterio della offerta più alta, per mezzo di offerte segrete”. Da allora non viene consegnato nessun appartamento in affitto per chi è in disagio abitativo.

Non vi è alcun limite di patrimonio e reddito per avere in affitto calmierato gli immobili della ASP. Non c’è neanche l’obbligo di vivere a Firenze o di prenderci la residenza, ma solo vincoli di garanzia per la solvibilità (che l’affitto sia almeno un terzo del reddito). Solo un esempio tra i molti: per aggiudicarsi un appartamento in via Gioberti è richiesto un reddito minimo netto di 2.550 euro mensili!

Non c’è un elenco pubblico degli immobili disponibili, come non sono pubbliche le graduatorie per le assegnazioni.

Le offerte vengono presentate in busta chiusa e, nero su bianco: “nessuna comunicazione viene inviata ai richiedenti non assegnatari”. Tradotto, fai domanda e nessuno ti risponderà.

Non c’è la seduta pubblica di apertura delle buste, che risulta obbligatoria dal codice Appalti quando la gara non è fatta in modalità telematica.

E’ vero che i contratti dei casi emersi alla cronaca contengono la formula che autorizza anche gli affitti brevi, prevista dal ritoccato Regolamento dell’ASP. Peccato che tale possibilità non sia stata pubblicizzata né nell’Avviso né nel Bando, il che potrebbe aver favorito la partecipazione di soggetti informati di questa lucrosa possibilità per altre vie.

Sul sito di Montedomini i documenti sono consultabili solo parzialmente e non sono reperibili i bilanci di alcuni anni. Inoltre, non si trova la delibera del 2018 n. 003 del 27/02/2018 che classifica il patrimonio immobiliare dell’ente per gli avvisi da emettere e non è rintracciabile la delibera che autorizza l’inserimento della clausola che consente gli affitti brevi.

A fronte di tutto questo, che dice Funaro? Non si esprime su quanto sta emergendo se non per dirsi “soddisfatta” delle nebulosissime dichiarazioni di Frittelli. Del resto, da quando è sindaca, non solo non ha fatto una verifica degli enti pubblici che gestiscono patrimonio immobiliare, non ha varato un Piano Casa, non ha emanato (come del resto il suo predecessore) atti di indirizzo verso Montedomini come prevede la legge regionale, ma ora si limita ad annunciare che affiderà i 30 alloggi vuoti alla Banca Investimenti Privati (BEI), con cui il Comune di Firenze ha già stipulato accordi molto discutibili.

Questa vicenda interroga pesantemente la sindaca non solo perché il Comune, oltre a essere presente con un suo designato nella commissione che assegna gli immobili, nomina la maggioranza del c..d.a. della ASP e ne esprime la maggioranza, ma perché non c’è mai stato un amministratore di Firenze la cui storia sia più legata della sua a Montedomini. Chi più di lei può conoscere le modalità di gestione dell’Ente?

Ci sono ora molte azioni che può intraprendere di fronte a questa scandalosa gestione del patrimonio immobiliare di Montedomini.

Inviti immediatamente alle dimissioni il Cda attuale a partire dal presidente Frittelli, perché o non si è accorto di niente – e quindi non può restare – o sapeva tutto – e quindi non può restare.

Chieda l’abrogazione del Regolamento Affitti attuale che è un’offesa per l’Ente.

Si renda conto che l’assessore Nicola Paulesu, che per 10 anni (dal 2010 al dicembre 2020) è stato Responsabile di Progetti nell’ambito dell’emergenza abitativa di Montedomini (e prima ancora nell’ASP Il Fuligno), non può mantenere la sua carica in Giunta nell’ambito che lei gli ha assegnato: “Welfare, accoglienza, integrazione, casa” (sia che sapesse, sia che non sapesse della gestione di Montedomini).

Blocchi gli Avvisi in corso e i contratti da sottoscrivere, essendo frutto di regolamenti e procedure la cui correttezza formale è tutta da verificare, mentre quella politica è oggi ben delineata.

Risolva il problema di Casa Spa, il cui presidente Paccosi – che ha gestito Montedomini nei termini ormai emersi – non può restare in quel delicato incarico.

Porti in Consiglio comunale l’elenco completo del patrimonio immobiliare di Montedomini e dia conto dei mancati atti di indirizzo da parte del Comune.

Faccia infine luce sulle domande presentate alla ASP da associazioni che si occupano di marginalità e che hanno partecipato ai bandi indicando la destinazione sociale dell’immobile richiesto. Sono loro i soggetti a cui devono aver pensato i donatori che nel corso degli anni hanno costituito il patrimonio immobiliare di Montedomini, proprio loro che sono stati penalizzati da regolamenti, avvisi, contratti e bandi la cui legittimità la Magistratura potrà accertare.

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Ornella De Zordo

Ornella De Zordo, studiosa e docente di letteratura inglese all'Università di Firenze, attiva per anni nei movimenti, è stata eletta due volte a Firenze in Consiglio comunale - dal 2004 al 2014 - per la lista di cittadinanza 'perUnaltracittà', portando dentro il palazzo le istanze delle realtà insorgenti e delle vertenze antiliberiste attive sul territorio. Finito il secondo mandato di consigliera di opposizione ai sindaci Domenici e Renzi, dal 2014 prosegue con l'attività di perUnaltracittà trasformata in Laboratorio politico, della cui rivista on line La Città manifesta è direttrice editoriale. E’ presidente di Periferie al Centro, associazione impegnata in attività di inclusione e accoglienza, che edita il giornale di strada Fuori Binario.

6 commenti su “Affaire Montedomini: parte l’esposto alla Magistratura”

  1. Giovanni Falaschi

    Grazie per questo articolo, gentile Ornella. Come ti vedrei bene assessora alla Casa. Certamente non si vedrebbero combinare i casini attuali (e quelli nardelliani)…

    1. Ornella De Zordo

      Caro Giovanni, grazie per seguirci! Come vedi, anche da fuori del palazzo qualcosa si cerca di fare…

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