Chi ha ‘incagliato’ l’aeroporto?

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Nelle ultime ore il dibattito sul progetto di ampliamento dell’aeroporto di Firenze ha conosciuto sviluppi significativi, sia sul fronte politico regionale sia su quello della rappresentazione mediatica. Sono elementi che meritano di essere ricomposti, perché delineano un quadro molto diverso da quello che alcuni articoli continuano a suggerire. 

La Giunta regionale, chiamata a esprimersi su un passaggio istruttorio richiesto dal Ministero, non ha votato in modo compatto: la maggioranza si è divisa, segno che il progetto non gode di un sostegno unanime neppure tra le forze che governano la Regione. Sul fronte comunale, la sindaca Sara Funaro ha ribadito con forza la sua posizione favorevole allo sviluppo dello scalo, definendo necessario “un aeroporto all’altezza della città di Firenze” e richiamando perfino una battaglia che, a suo dire, il nonno Piero Bargellini conduceva già sessant’anni fa. Una dichiarazione che conferma l’intenzione dell’amministrazione fiorentina di spingere verso la nuova pista, nonostante le tensioni politiche emerse a livello regionale, le preoccupazioni dei territori della Piana e il cambiamento climatico che imporrebbe scelte opposte a quelle desiderate da un sindaco DC sessant’anni fa.

Parallelamente, lunedì 28 settembre il Circolo ARCI Rinascita ha ospitato un incontro pubblico molto partecipato, con i sindaci di Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e Calenzano – Andrea Tagliaferri, Damiano Sforzi e Giuseppe Carovani – moderato dalla caporedattrice de La Nazione, Erika Pontini. Nel corso della serata i sindaci hanno ribadito con chiarezza le ragioni del ricorso e dell’opposizione alla nuova pista, affermando che, in caso di esito negativo al TAR, la battaglia proseguirà fino al Consiglio di Stato. Nessuna disponibilità a considerare la sconfitta come un punto di arrivo, ma la conferma di un percorso che continua.

Secondo gli esponenti del presidio autori dell’articolo che segue la ricostruzione pubblicata da La Nazione sull’incontro, tuttavia, offre una rappresentazione molto diversa. Il titolo insiste sull’idea che “se perdiamo ci sediamo al tavolo”, quando la posizione espressa dai sindaci è stata l’esatto contrario. L’articolo dà rilievo a battute e scambi informali, come quella su Sforzi che “vola da Peretola”, mentre trascura il contenuto politico sostanziale della discussione. Chiunque voglia verificare può ascoltare le registrazioni integrali disponibili online: il dibattito è stato chiaro, articolato e privo delle ambiguità che l’articolo tenta di suggerire. Colpisce anche il fatto che, mentre alcuni articoli si concentrano nel cercare contraddizioni nel fronte dei sindaci, nessuno sembra applicare la stessa attenzione critica alle posizioni delle grandi categorie economiche che si sono costituite “ad opponendum” nel ricorso al TAR. [NdR]

Considerazioni critiche sulla “news wave” che spalleggia l’oligarchia Si Aeroporto

L’udienza del TAR sui ricorsi contro la nuova pista di Peretola si avvicina: è fissata per il 22 ottobre. Come già accaduto in altre fasi delicate dell’iter, si registra una nuova “news wave” che sembra orientata a sostenere la linea favorevole all’opera. Questa volta la testata più attiva appare *la Repubblica*, che sembra assumere un ruolo centrale nella narrazione pro-aeroporto, dopo mesi in cui *La Nazione* aveva seguito con grande attenzione le criticità emerse durante la Valutazione di Impatto Ambientale.

Tra gli articoli pubblicati in questi giorni spicca questo di La Repubblica Firenze La nuova pista di Peretola è di nuovo incagliata tra ricorsi e burocrazia che, a giudizio di chi scrive, presenta una ricostruzione fortemente sbilanciata. L’iter autorizzativo è tuttora in corso e i rallentamenti non sembrano riconducibili a un generico “pantano burocratico”, bensì alle richieste di proroga, alle integrazioni documentali e ai chiarimenti che – secondo gli atti pubblici – sono stati presentati nel tempo da Toscana Aeroporti a ENAC e ai Ministeri competenti. Una complessità che nasce dal tentativo di realizzare un’infrastruttura di grande scala in un contesto territoriale e ambientale delicato, dove emergono criticità legate alla geografia, alla sicurezza, alla salute pubblica e alle valutazioni climatiche.

L’articolo sembra inoltre suggerire che le ragioni dei contrari siano mere formalità, alimentando una retorica del “fare comunque” che da decenni attraversa il dibattito politico toscano, spesso a scapito delle istanze ambientali e della partecipazione democratica dei territori.

Con l’avvicinarsi dell’udienza del TAR, la produzione di contenuti mediatici cresce: non vere notizie, ma opinioni, interviste e punti di vista prevalentemente favorevoli al progetto. Da Muoversi in Toscana al Tirreno al già citato La Repubblica.In questo contesto si inseriscono anche voci del centro-destra non perfettamente allineate, come quella di Filippo Boretti, che ha diffuso la notizia della costituzione “ad opponendum” di alcune grandi categorie economiche nel procedimento al TAR. Secondo quanto riportato, si sarebbero costituite realtà come Pitti Immagine, Firenze Fiera, Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Confindustria Toscana Centro e Costa, CNA Firenze, Confartigianato Firenze, Confcommercio Firenze, Confesercenti Firenze, Autogrill Italia e Dufrital. Una presenza che merita di essere contestualizzata, perché contribuisce a rafforzare l’immagine di un fronte economico compatto a sostegno del progetto.

La narrazione che emerge da alcuni commenti pubblici è quella di una sorta di “soccorso” al progetto aeroportuale, presentato come ostacolato da una burocrazia e da amministrazioni locali troppo rigide. Una rappresentazione che merita di essere verificata e contestualizzata, perché semplifica dinamiche politiche e amministrative complesse.

Sulla costituzione al TAR delle grandi categorie economiche è intervenuto il consigliere comunale di opposizione Dimitri Palagi, che in questa nota ha sollevato interrogativi politici rilevanti: chi ha deciso che il Comune di Firenze si costituisse al TAR a sostegno del masterplan di Toscana Aeroporti? Con quale atto? Con quale mandato? E cosa accade negli enti partecipati dal Comune? Secondo Palagi – e secondo chi scrive – non risultano atti pubblici che chiariscano queste scelte. Una mancanza che appare ancora più significativa considerando che nella maggioranza comunale sono presenti forze politiche che, almeno in campagna elettorale, hanno espresso posizioni critiche verso l’ampliamento aeroportuale.

Dopo oltre dieci anni, la dinamica politica sembra la stessa di sempre: quella che vide il Comitato Sì Aeroporto guidato da Bassilichi promuovere il primo masterplan con la kermesse al Palaffari, mentre altre realtà del territorio manifestavano a Peretola. Il nuovo aeroporto non è soltanto un’infrastruttura: è un terreno di confronto politico e sociale, un nodo che attraversa gli equilibri del “campo largo”, le economie del lusso e quelle dei quartieri, le periferie e il centro dell’area metropolitana, i rapporti di forza tra chi ha sempre deciso e chi subisce le decisioni.

L’aeroporto è una questione di sistema e di potere.
Chi non lo ha ancora compreso guardi con attenzione ciò che sta accadendo: la mobilitazione continua e passa anche dalle iniziative pubbliche, come quella del 28 settembre, che ha visto i sindaci della Piana ribadire con chiarezza che la battaglia proseguirà fino al Consiglio di Stato.

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