{"id":74966,"date":"2020-03-25T13:24:44","date_gmt":"2020-03-25T12:24:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/?page_id=74966"},"modified":"2022-10-04T15:15:59","modified_gmt":"2022-10-04T13:15:59","slug":"dossier-coronavirus","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/homepage\/dossier-coronavirus\/","title":{"rendered":"Dossier Coronavirus"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dossier \u2013 Coronavirus \u2013 Edizione del 31 marzo 2020<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo riunito qui alcuni degli articoli riguardanti l\u2019emergenza pandemica offrendo cos\u00ec un servizio ai nostri lettori che troveranno quelle informazioni e quei ragionamenti che si sperano essere di aiuto per orientarsi in questo egualmente pandemico universo della comunicazione. Un dossier aperto che avremo cura di aggiornare con articoli sia di cronaca sia di riflessione critica. Questo l\u2019indice dei pezzi:<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/coronavirus-768x359-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-74486 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/coronavirus-768x359-1.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"359\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/coronavirus-768x359-1.jpg 768w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/coronavirus-768x359-1-300x140.jpg 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/coronavirus-768x359-1-600x280.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p class=\"post-title entry-title\"><strong><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/31\/come-la-sanita-privata-trae-profitto-dalla-crisi-coronavirus\/\">Come la sanit\u00e0 privata trae profitto dalla crisi Coronavirus<\/a><br \/>\n<\/strong>31 marzo &#8211; di Redazione<\/p>\n<p class=\"post-title entry-title\"><strong><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/31\/emergenza-coronavirus-serve-il-reddito-universale-per-sovvertire-il-sistema-che-ha-fallito\/\">Emergenza Coronavirus, serve il Reddito universale per sovvertire il sistema che ha fallito<\/a><br \/>\n<\/strong>31 marzo &#8211; di Cristiano Lucchi<\/p>\n<p class=\"post-title entry-title\"><strong><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/30\/il-coronavirus-non-porta-consiglio\/\">Il coronavirus non porta consiglio<\/a><br \/>\n<\/strong>30 marzo &#8211; di perUnaltracitt\u00e0<\/p>\n<p class=\"post-title entry-title\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/27\/il-virus-non-e-uguale-per-tutti\/\"><strong>Il virus non \u00e8 uguale per tutti<\/strong><\/a><\/span><br \/>\n<span class=\"published\">27 marzo &#8211; di Gian Luca Garetti<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/26\/emergenza-coronavirus-il-governo-concede-allindustria-delle-armi-di-auto-regolamentarsi-mentre-stringe-le-maglie-di-economia-e-spostamenti-personali\/\">Emergenza coronavirus: il Governo concede all\u2019industria delle armi di \u201cauto-regolamentarsi\u201d mentre stringe le maglie di economia e spostamenti personali<\/a><br \/>\n<\/strong>26 marzo &#8211; di Sbilanciamoci<\/span><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/24\/quanto-e-pericoloso-covid-19\/\">Quanto \u00e8 pericoloso COVID-19?<\/a><br \/>\n<\/strong>24 marzo \u2013 di Gian Luca Garetti<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/16\/non-andra-tutto-bene\/\">No, non andr\u00e0 tutto bene<\/a><br \/>\n<\/strong>16 marzo \u2013 di Gian luca Garetti<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/23\/coronavirus-effetti-collaterali\/\">Coronavirus: effetti collaterali<\/a><br \/>\n<\/strong>23 marzo \u2013 di laboratorio perUnaltracitt\u00e0<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/20\/il-carcere-al-tempo-del-virus\/\">Il carcere al tempo del virus<\/a><br \/>\n<\/strong>20 marzo \u2013 di Maurizio Zordo<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/11\/emergenza-coronavirus-e-carceri-sovraffollate-pene-alternative-amnistia-e-indulto-ora\/\">Emergenza Coronavirus e carceri sovraffollate: servono pene alternative, amnistia e indulto<\/a><br \/>\n<\/strong>11 marzo &#8211;\u00a0 di Potere al Popolo<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/15\/il-contagio-della-lotta-il-protocollo-della-vergogna-la-prima-settimana-per-chi-lavora-ai-tempi-della-pandemia\/\">Il contagio della lotta, il protocollo della vergogna. La prima settimana per chi lavora ai tempi della pandemia<\/a><br \/>\n<\/strong>15 marzo \u2013 di CENTRO POPOLARE AUTOGESTITO Fi-SUD<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/15\/iorestoacasa-e-chi-la-casa-non-ce-lha\/\">#iorestoacasa. E chi la casa non ce l\u2019ha?<\/a><br \/>\n<\/strong>15 marzo \u2013 di laboratorio perUnaltracitt\u00e0<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/21\/la-colonna-infame\/\">La colonna infame<\/a><br \/>\n<\/strong><span style=\"font-size: 12pt;\">12 marzo &#8211; di Massimo De Micco<\/span><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/12\/stiamo-a-casa-ma-non-in-silenzio\/\">Coronavirus, stiamo a casa, ma non in silenzio<\/a><br \/>\n<\/strong>12 marzo di &#8211; Marco Bersani, Attac Italia<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/15\/i-limiti-dellubbidienza\/\"><strong>I limiti dell\u2019ubbidienza Per una critica del capitalismo digitale<\/strong><\/a><br \/>\n15 marzo &#8211; di Gilberto Pierazzuoli<\/span><\/p>\n<p class=\"entry-title\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/15\/coronavirus-lavoro-e-turismo-adesso-conviene-comprare\/\"><strong>Coronavirus, lavoro e turismo, adesso conviene\u2026 comprare<\/strong><\/a><br \/>\n<\/span>15 marzo &#8211; di Stefania Valbonesi<\/p>\n<p class=\"entry-title\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/10\/ciechi-e-sordi-di-fronte-alle-altrui-fragilita\/\"><strong>Coronavirus, ciechi e sordi di fronte alle altrui fragilit\u00e0<\/strong><\/a><br \/>\n10 marzo &#8211; di Antonio Fiorentino<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"font-size: 36pt;\">***<\/span><\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-header\">\n<h1 class=\"entry-title\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Il virus non \u00e8 uguale per tutti<\/span><\/h1>\n<\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>Al tempo di Covid-19 ci sono gruppi di popolazione pi\u00f9 vulnerabili, invisibili. \u00a0Fra questi (oltre ai lavoratori costretti sui luoghi di lavoro senza misure di sicurezza, che meritano un articolo a s\u00e9), gli anziani ricoverati nelle Rsa, chi soffre di disturbi psichici, chi \u00e8 senza permesso di soggiorno, le donne vittime di violenza domestica. Di questo e altro si sta occupando la rivista\u00a0<strong>Monitor,<\/strong>\u00a0da cui riprendiamo ampi stralci.<\/p>\n<p><strong>Il tempo dello stare non \u00e8 per i \u2018figli di un virus minore\u2019\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u2018Spesso in questi giorni ho sentito dire che dobbiamo provare a goderci questo tempo dello stare, \u2013<a href=\"https:\/\/napolimonitor.it\/da-garbatella-al-punjab-passando-per-lagro-pontino-le-campagne-ai-tempi-del-coronavirus\/\">scrive su\u00a0<em>Monitor<\/em>\u00a0la giornalista Marzia Coronati<\/a>\u00a0\u2013 mettendo in pausa per un poco il tempo del fare, ma questo evidentemente \u00e8 solo un privilegio per qualcuno.\u2019<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 per chi si trova senza permesso di soggiorno<\/strong><\/p>\n<p>Qui parliamo dei\u00a0<a href=\"https:\/\/napolimonitor.it\/da-garbatella-al-punjab-passando-per-lagro-pontino-le-campagne-ai-tempi-del-coronavirus\/\">sikh dell\u2019Agro Pontino<\/a>, come simbolo di tutte quelle centinaia di migliaia di persone che vivono e lavorano in Italia, a nero, senza il permesso di soggiorno, dalle badanti ai braccianti.<\/p>\n<p>\u00abNoi indiani ogni mattina ci alziamo prima di tutti. Dio ci chiede di pregare per tutti, anche per il padrone. Io lo faccio. Poi vengo a lavorare in bicicletta\u00bb, ha raccontato al sociologo Omizzolo un bracciante indiano. La comunit\u00e0 sikh dell\u2019Agro Pontino oggi conta circa trentamila persone, uomini e donne che dai primi anni del nuovo millennio si sono insediati in questi territori. Avevo letto di loro, del percorso di migrazione che dal Punjab li ha portati in questa terra di bonifica e delle inaccettabili condizioni di lavoro a cui sono sottoposti, nei numerosi studi condotti da Marco Omizzolo, sociologo e ricercatore di Sabaudia, che nel 2008 ha iniziato un percorso di indagine sulla comunit\u00e0 indiana dell\u2019Agro Pontino. Omizzolo ha dato vita a un osservatorio permanente sulle condizioni di vita e lavoro dei braccianti, attivit\u00e0 che gli \u00e8 costata e gli continua a costare pesanti minacce e aggressioni, ma che ha prodotto risultati grandiosi, come gli scioperi del 2016 e del 2019 che hanno visto migliaia di persone scendere in strada e denunciare le condizioni. \u201cQuesti lavoratori rischiano di diventare un focolaio, se dovesse scoppiare l\u2019epidemia tra di loro sar\u00e0 molto difficile intercettarla per tempo, lo sapremmo troppo tardi\u201d. Spesso senza documenti, in difficolt\u00e0 con la lingua italiana, impiegati a nero, i braccianti hanno evidentemente una relazione complessa con il Sistema sanitario nazionale e probabilmente si rivolgerebbero solo in uno stato avanzato di malattia al pronto soccorso. \u00ab<strong>Queste persone vivono in una periferia perenne<\/strong>, soprattutto le donne. Negli anni sono mancati i servizi di mediazione, se ci fossimo organizzati per tempo probabilmente oggi, nel mezzo di questa emergenza, sarebbe pi\u00f9 facile comunicare\u201d, mi dice amareggiato il sociologo Marco Omizzolo, che aggiunge: \u201cSe sul luogo di lavoro poco \u00e8 cambiato, nelle pratiche quotidiane la comunit\u00e0 sta attrezzandosi, in questi giorni i templi sono stati chiusi e questo per i sikh costituisce un grande gesto, in generale le famiglie tendono a evitare momenti di aggregazione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il tempo dello stare non \u00e8 per chi soffre di disturbi psichici<\/strong><\/p>\n<p>Restare a casa pu\u00f2 essere devastante, anche per i familiari, di chi soffre di crisi di aggressivit\u00e0, \u00a0di depressione, di demenza etc etc.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/napolimonitor.it\/il-coronavirus-e-labbandono-dei-sofferenti-psichici\/\">Il peso dell\u2019assistenza psichiatrica<\/a>, nel tempo del COVID-19, ricade quasi interamente sulle spalle delle famiglie. \u201cAumentano i Trattamenti Sanitari Obbligatori. Immaginate, vi prego, in questo periodo di clausura forzata che determina, per tutti, un aggravio di sofferenza psichica, chi, gi\u00e0 paziente psichiatrico in cura ai servizi territoriali, non pu\u00f2 pi\u00f9 accedere a centri diurni e attivit\u00e0 ambulatoriali, ed \u00e8 costretto a restare chiuso in casa per intere giornate con i suoi fantasmi, le sue paure, i suoi deliri, i suoi attacchi di panico, la sua depressione, tutti acuiti dall\u2019isolamento, dalla riduzione di relazioni, dall\u2019assenza di cure che non sia la mera somministrazione di psicofarmaci\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSto vivendo con mio figlio ed \u00e8 devastante! Per lui, per me. La casa non \u00e8 neppure una prigione, ma un campo di battaglia e siamo allo stremo delle forze. Distrutta la quotidianit\u00e0, ferma la riabilitazione, ferme le terapie, interrotta l\u2019assistenza di base, l\u2019assistenza alla persona e l\u2019assistenza educativa. Abbandonati a noi stessi. La clausura forzata unita alla mancanza di supporto sfociano in una frustrazione incontenibile che diventa pericolosa per chi non \u00e8 in grado di gestirla o esprimerla. \u00c8 devastante\u201d.\u00a0 Si legge in\u00a0<a href=\"https:\/\/napolimonitor.it\/figli-di-un-virus-minore-storie-dalla-frontiera-della-salute-mentale\">Figli di un virus minore<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cristina-moccia-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-75007 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cristina-moccia-5.jpg\" alt=\"\" width=\"649\" height=\"648\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cristina-moccia-5.jpg 900w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cristina-moccia-5-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cristina-moccia-5-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cristina-moccia-5-768x767.jpg 768w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cristina-moccia-5-600x599.jpg 600w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cristina-moccia-5-160x160.jpg 160w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cristina-moccia-5-320x320.jpg 320w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cristina-moccia-5-120x120.jpg 120w\" sizes=\"auto, (max-width: 649px) 100vw, 649px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>I Centri di salute mentale sono contingentati<\/strong><\/p>\n<p>Restano aperti i Centri di salute mentale, \u00e8 vero, \u2013 ma la maggior parte svolge un\u2019azione estremamente contingentata, per lo pi\u00f9 limitata alle situazioni in cui \u00e8 inevitabile la somministrazione in loco dei farmaci o si rende improcrastinabile una prima accoglienza, tra l\u2019altro resa ancora pi\u00f9 complessa dalla assoluta carenza di adeguati mezzi di protezione individuale, con i pochi a disposizione tenuti spesso \u201cin riserva\u201d per le esigenze di eventuali trattamenti sanitari obbligatori (una carenza che limita ulteriormente gli interventi domiciliari, ridotti, nei fatti, ai casi indifferibili). Per ora si segnala una grande collaborazione e responsabilit\u00e0 da parte degli utenti, che in alcuni casi stanno aiutando loro un sistema che sembra allo sbando, ma certo, procrastinandosi la situazione emergenziale, aumenteranno le difficolt\u00e0 quotidiane. Come \u00e8 necessaria la responsabilit\u00e0 di tutti per combattere il Covid19, cos\u00ec, \u00e8 necessario e improcrastinabile l\u2019impegno di tutti, istituzioni e singoli cittadini, perch\u00e9, oggi pi\u00f9 di ieri, chi \u00e8 pi\u00f9 fragile non venga lasciato solo, isolato, abbandonato,\u00a0<a href=\"https:\/\/napolimonitor.it\/figli-di-un-virus-minore-storie-dalla-frontiera-della-salute-mentale\">scrive Antonio Esposito<\/a>.<\/p>\n<p>E la situazione non migliora se spostiamo lo sguardo sui servizi residenziali.<\/p>\n<p><strong>Crescono le emergenze sanitarie nelle Rsa<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 un\u2019emergenza dentro l\u2019emergenza, che si fa nel silenzio delle relazioni interrotte. Sembra che stia passando la convinzione che, volente o nolente, gli anziani debbano sacrificarsi su questi nuovi altari della politica, della sanit\u00e0, della produzione, della societ\u00e0 globalizzata ai meri fini del profitto. Gi\u00e0, perch\u00e9\u00a0<strong>sono tanti gli anziani che in tutta Italia si stanno contagiando e stanno\u00a0<a href=\"https:\/\/napolimonitor.it\/figli-di-un-virus-minore-storie-dalla-frontiera-della-salute-mentale\">morendo nelle Rsa<\/a><\/strong>,<strong>\u00a0invisibili<\/strong>\u00a0nel glaciale conteggio statistico che rende le morti numeri, cancellando volti e storie. E, con loro, corrono grandi rischi anche gli operatori che continuano il lavoro di assistenza, si contagiano, si ammalano, a volte muoiono, ma pure loro sembrano figli di un virus minore.<\/p>\n<p><strong>Il profumo di Basaglia: Gorizia fa eccezione<\/strong><\/p>\n<p>Qui i precedenti investimenti in salute mentale, una lungimirante governance del comparto e la storica interconnessione tra pubblico e privato hanno determinato una positiva riorganizzazione dei servizi.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019obiettivo \u00e8 di presidiare il territorio e intercettare in tempo ogni segno di possibile crisi, di allentare la solitudine, di sostenere le persone nella gestione della vita quotidiana affinch\u00e9 vivano al meglio questo periodo di profonda crisi \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/napolimonitor.it\/figli-di-un-virus-minore-storie-dalla-frontiera-della-salute-mentale\">ci spiega Donatella Lah<\/a>\u00a0operatrice di una cooperativa sociale \u2013 Si \u00e8 dato vita a una campagna telefonica di sostegno e aiutiamo gli infermieri a rispondere quando le persone chiamano perch\u00e9 hanno bisogno di scambiare quattro chiacchiere, per attenuare la solitudine o per trovare un aiuto nella gestione dell\u2019ansia. Gli operatori del privato sociale collaborano con gli infermieri anche per portare alle persone la terapia che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere somministrata in Csm (Centri salute mentale), per fare la spesa a chi ha difficolt\u00e0 a farlo in autonomia. Aiutano nelle incombenze burocratiche (pagamento bollette, affitti, ecc.), si recano a casa per vedere come stanno ed eventualmente per fare insieme a loro una piccola passeggiata intorno all\u2019isolato o per aiutarli con le attivit\u00e0 domestiche o per portare i pasti. Questo intervento \u00e8 su tutte le persone in carico al centro di salute mentale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Violenza sulle donne e coronavirus, l\u2019allarme di Be-Free: -40% delle chiamate, ma noi ci siamo<\/strong><\/p>\n<p>\u201cAbbiamo avuto un\u00a0<strong>calo delle nuove chiamate del 30-40%<\/strong>, nelle case rifugio le donne sono in allarme.\u00a0<strong>La nostra preoccupazione \u00e8 che la violenza sulle donne aumenti perch\u00e9 non hanno pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di scappare dalle case.<\/strong>\u00a0Per questo voglio dire loro che possono contare sulle operatrici antiviolenza di BeFree, noi ci siamo. Abbiamo l\u2019obbligo e la motivazione di andare ad intervenire laddove c\u2019\u00e8 bisogno\u201d.\u00a0<strong>A parlare\u00a0<a href=\"https:\/\/www.dire.it\/23-03-2020\/437638-violenza-sulle-donne-e-coronavirus-lallarme-di-befree-40-delle-chiamate-ma-noi-ci-siamo\/?fbclid=IwAR3VDERSb20f5KRxYZNiRewcJyCjCoT9yHaL1wQEpfDBwUAALdXJFlm0qXw\">all\u2019agenzia Dire<\/a>\u00a0\u00e8 Oria Gargano, presidente di BeFree, la cooperativa sociale che gestisce centri antiviolenza e case rifugio tra Lazio, Abruzzo e Molise<\/strong>, che, anche in emergenza, continuano a svolgere il proprio servizio di aiuto alle donne che subiscono violenza con un\u2019<strong>assistenza telefonica attiva h24<\/strong>\u00a0(i numeri sono sempre gli stessi disponibili al link:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.befreecooperativa.org\/centri-antiviolenza\/\">http:\/\/www.befreecooperativa.org\/centri-antiviolenza\/<\/a>\u00a0.<\/p>\n<p><strong>*Gian Luca Garetti\u00a0<\/strong>(disegno di Cristina Moccia)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"font-size: 36pt;\">***<\/span><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p><strong><span style=\"font-size: 18pt;\">Emergenza coronavirus: il Governo concede all\u2019industria delle armi di \u201cauto-regolamentarsi\u201d mentre stringe le maglie di economia e spostamenti personali<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 18pt;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">26 marzo &#8211; di Sbilanciamoci<\/span><\/span><\/p>\n<p>Nonostante gli accordi presi con le parti sociali la sera del 25 marzo, e le dichiarazioni successive agli incontri con i sindacati in cui veniva sottolineato come il Ministro della Difesa si fosse \u201cimpegnato a diminuire la produzione nel settore militare, salvaguardando solo le attivit\u00e0 indispensabili\u201d oggi scopriamo invece che <strong>il Governo continua a concedere uno status privilegiato all\u2019industria della difesa e delle produzioni militari<\/strong>.<\/p>\n<p>Infatti mentre comprensibilmente, vista l\u2019emergenza, vengono rafforzate le decisioni di limitazione agli spostamenti personali e vengono ulteriormente ridotte le categorie economiche e produttive che possono rimanere attive, <strong>il Governo concede ai produttori di armamenti di decidere autonomamente quali produzioni tenere aperte e quali no.<\/strong> Lo si legge nella comunicazione inviata alla \u201cFederazione delle Aziende Italiane per l\u2019Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza\u201d (AIAD) a firma del Ministro della Difesa On. Lorenzo Guerini e del Ministro dello Sviluppo Economico On. Stefano Patuanelli.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sbila-1024x706.jgp_.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-74986\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sbila-1024x706.jgp_-300x207.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sbila-1024x706.jgp_-300x207.png 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sbila-1024x706.jgp_-768x530.png 768w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sbila-1024x706.jgp_-600x414.png 600w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sbila-1024x706.jgp_.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Non viene quindi presa una decisione formale e obbligatoria da parte dell\u2019Esecutivo ma le aziende a produzione militare, per tramite di AIAD, vengono <strong>invitate<\/strong> \u201cin uno spirito di collaborazione e leale cooperazione\u201d <strong>a considerare \u201cl\u2019opportunit\u00e0 che le societ\u00e0 e le aziende federate all\u2019interno di AIAD, nel proseguire la propria attivit\u00e0, possano concentrare l\u2019operativit\u00e0 sulle linee produttive ritenute maggiormente essenziali e strategiche<\/strong> e, di contro, rallentare per quanto possibile l\u2019attivit\u00e0 produttiva e commerciale con riferimento a tutto ci\u00f2 che non sia ritenuto, del pari, analogamente essenziale\u201d.<\/p>\n<p>Tutto questo andando a sottolineare come premessa che da parte del Governo Conte \u201csia stata ancora una volta <strong>riconosciuta la strategicit\u00e0 e, pi\u00f9 in generale, l\u2019apicale importanza, per il nostro Paese, delle imprese operanti nei suddetti settori industriali<\/strong>, imprese la cui attivit\u00e0 produttiva, anche in un momento altamente critico e quello che stiamo affrontando, si \u00e8 comunque deciso di tutelare appieno\u201d. Una decisa e precisa scelta di campo, che ci pare tradisca anche lo spirito dell\u2019accordo sottoscritto con le parti sociali.<\/p>\n<p>In questo senso va sottolineato come, diversamente da quanto trapelato inizialmente, queste decisioni sull\u2019apertura o meno dei siti produttivi non dovranno essere concordate con i sindacati n\u00e9 a livello nazionale n\u00e9 a quello territoriale. Il Governo <strong>si limita infatti ad esprimere \u201cl\u2019auspicio<\/strong> che su tali decisioni e scelte possano essere debitamente coinvolte anche le diverse rappresentanze sindacali aziendali\u201d.<\/p>\n<p><strong>La Rete italiana per il Disarmo, la Rete della Pace e la Campagna Sbilanciamoci!<\/strong> esplicitano il loro pieno disaccordo con questa linea di condotta e ribadiscono che in questo momento di emergenza <strong>non \u00e8 possibile che all\u2019industria militare venga &#8211; ancora una volta &#8211; riservato un trattamento speciale.<\/strong> Produrre armamenti non \u00e8 certo strategico in questo momento e nemmeno necessario, perch\u00e9 sono altri i settori dell\u2019economia che davvero garantiscono cura e servizi essenziali per il nostro Paese. Ribadiamo ancora una volta la nostra posizione che chiede <strong>l&#8217;immediato blocco in tutte le fabbriche che producono sistemi d\u2019arma ed auspica con forza non solo lo spostamento di risorse dalla spesa militare a quella per sanit\u00e0 e welfare, ma anche una decisa iniziativa di riconversione dell\u2019industria a produzione bellica<\/strong> verso aree produttive pi\u00f9 utili per la vita, la salute, la sicurezza di tutti gli italiani.<\/p>\n<p>Di nuovo sottolineiamo come risulti incomprensibile che sia considerato \u201cstrategico\u201d e necessario continuare a far montare un&#8217;ala ad un cacciabombardiere o un cingolo ad un carro armato, con il rischio di far contagiare i lavoratori addetti a queste attivit\u00e0. Riteniamo inaccettabile chiedere ai lavoratori un sacrificio cos\u00ec alto per una produzione che, oggi, non ha nulla di strategico ed impellente e costituisce solamente un favore all&#8217;industria bellica e al business del commercio di armamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>*Sbilanciamoci<\/strong><\/p>\n<p>Roma, 26 marzo 2020<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><br \/>\n<\/span><strong><span style=\"font-size: 36pt;\">***<\/span><\/strong><\/p>\n<h1><span style=\"font-size: 18pt;\">Quanto \u00e8 pericoloso COVID-19?<\/span><\/h1>\n<p>24 marzo<\/p>\n<p>-Dipende da quanto siamo vicino al picco della pandemia<br \/>\n-Dipende da quanti anni abbiamo<br \/>\n-Dipende dalle patologie che abbiamo<br \/>\n-Dipende da come sar\u00e0 la nostra\u00a0risposta immunologica<br \/>\n-Dipende da quanto \u00e8 efficiente e pubblico il Sistema Sanitario della nostra regione<br \/>\n-Dipende da quali co-fattori negativi ambientali sono presenti<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/16\/non-andra-tutto-bene\/\">Non andr\u00e0 tutto bene<\/a><\/strong>, se ci si ammala quando siamo vicino al picco dell\u2019epidemia (ci pu\u00f2 essere carenza di posti letto in rianimazione); se si \u00e8 over 70; se siamo affetti da pi\u00f9 patologie; se il nostro sistema immunitario risponder\u00e0 in modo troppo aggressivo (la tempesta di citochine), oppure in modo insufficiente; se ci si trova in una zona in cui ci sono pressioni ambientali negative, che deprimono il sistema immunitario, come per esempio l\u2019<a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/18\/piu-particolato-piu-covid-19\/,\">inquinamento atmosferico<\/a>\u00a0come per esempio il\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/smartech.gatech.edu\/bitstream\/handle\/1853\/62452\/LARGEST_UNETHICAL_MEDICAL_EXPERIMENT_FINAL.pdf\">5G<\/a>\u00a0\u00a0; se ci troviamo in una regione con un Servizio Sanitario Pubblico depotenziato.<\/p>\n<p><strong>Non andr\u00e0 tutto bene<\/strong>\u00a0se, passata questa emergenza, non si dar\u00e0 una svolta decisiva nella gestione della salute e della sanit\u00e0 in Italia, a partire dal cassare le diverse forme di \u201csanit\u00e0 integrativa\u201d, incluso il cosiddetto \u201cwelfare aziendale\u201d e la cosiddetta\u00a0\u201cautonomia regionale differenziata\u201d, recuperando le risorse a partire per esempio dalla riduzione delle spese militari.<\/p>\n<p>L\u2019epidemia di coronavirus ha \u201cslatentizzato\u201d, cio\u00e8 fatto emergere, le carenze e la continuata definanziarizzazione del sistema sanitario pubblico, non interessato alla prevenzione primaria e alla promozione della salute. Come vedremo in modo analogo a quanto accade in Cina.<\/p>\n<p>\u201c<em>Fra il 2010 e il 2019 il SSN \u201cha perso\u201d 45.000 posti letto e 43.386\u00a0 dipendenti, di cui 7.625 i medici\u00a0 e 12.556 infermieri: questo \u00e8 il risultato del definanziamento del SSN cumulato in questo decennio, pari a 37 miliardi di euro. Carenze e inadeguatezze strutturali, chiusura di reparti e\/o ospedali pubblici, gravi carenze strumentali, completano il quadro.<\/em>\u201d come scrive anche nel suo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.medicinademocratica.org\/wp\/?p=9467\">Appello Medicina Democratica.<\/a><\/p>\n<p><strong>Il punto chiave: il territorio abbandonato<\/strong><\/p>\n<p>La battaglia contro Covid-19 si \u00e8 persa subito all\u2019inizio perch\u00e9 il territorio \u00e8 stato abbandonato a se stesso, nella consueta ottica ospedalo-centrica. I medici di base sono stati lasciati a se stessi, forniti di risibili dispositivi di protezione individuali: 1 mascherina, 1 boccetta di disinfettante, guanti monouso. Non si sono creati adeguati corridoi sanitari per frenare il contagio, per mettere in sicurezza i pronto soccorso, proteggere i pazienti con gravi difficolt\u00e0 respiratorie e gli operatori sanitari ospedalieri.<\/p>\n<p><strong> <a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/coronavirus-medici-santa-corona-622518.1024x768.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-74959 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/coronavirus-medici-santa-corona-622518.1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"669\" height=\"502\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/coronavirus-medici-santa-corona-622518.1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/coronavirus-medici-santa-corona-622518.1024x768-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/coronavirus-medici-santa-corona-622518.1024x768-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/coronavirus-medici-santa-corona-622518.1024x768-600x450.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 669px) 100vw, 669px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>La strage dei medici e degli operatori sanitari in Italia<\/strong><\/p>\n<p>Non meraviglia quindi che<strong>\u00a0siano deceduti<\/strong>\u00a0<strong>24 medici\u00a0<\/strong>(i numeri purtroppo sono sempre in aggiornamento) e che\u00a0<strong>il 10% circa dei contagiati \u00e8 rappresentato da operatori sanitari<\/strong>. \u2018<em>Si tratta di\u00a0<\/em><strong><em>vittime del lavoro<\/em><\/strong><em>, una vera e propria strage di persone impegnate, oltre ogni limite, contro un temibile nemico, senza le necessarie misure di protezione, cos\u00ec come accade purtroppo in tanti, troppi, luoghi di lavoro. A loro va la nostra solidariet\u00e0 e la nostra pi\u00f9 profonda riconoscenza per quanto hanno fatto. Ci\u00f2 che \u00e8 accaduto, certo, \u00e8 stato un evento imprevisto, ma non imprevedibile\u2019,\u00a0<\/em>scrive ancora Medicina Democratica<em>.<\/em><\/p>\n<p><strong>Il dr. Li Wenliang<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 il medico oculista cinese di 34 anni che \u00e8 stato il primo a dare l\u2019allarme di Covid-19, e che a causa di questa malattia \u00e8 deceduto il 7 febbraio. Nel dicembre 2019 in diversi ospedali di Wuhan, capoluogo della provincia dello Hubei, si erano notati diversi casi di polmoniti atipiche. Li in un gruppo di WeChat, aveva informato che sette casi di SARS erano stati confermati al mercato della frutta e dei frutti di mare di Huanan. In seguito a ci\u00f2 \u00e8 stato vittima di una retata della polizia cinese, insieme ad altri 8 medici, per aver diffuso \u201cinformazioni false su internet\u201d. Poi ci sono state le scuse postume della Polizia e la Previdenza Sociale del Comune di Wuhan, che ha identificato Li come un caso di\u00a0<strong>infortunio sul lavoro.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Covid-19 non \u00e8 un \u2018cigno nero\u2019 e non ci sono pi\u00f9 i medici a piedi scalzi<\/strong><\/p>\n<p>Non fa parte di eventi assolutamente imprevedibili e senza precedenti. Gli esperti da anni sapevano che una nuova pandemia virale stava per accadere (ascolta \u2018<a href=\"https:\/\/ecoinformazioni.com\/2020\/03\/22\/ernesto-burgio-coronavirus-origini-effetti-e-conseguenze\/\">Coronavirus: origini, effetti, conseguenze\u2019, a cura del dr. Ernesto Burgio, in podcast su Onda Rossa<\/a>). In Italia, come in Cina c\u2019\u00e8 un deficit dell\u2019assistenza sanitaria di base<strong>.<\/strong>\u00a0Terminato negli anni \u201980<a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC6124148\/\">\u00a0il periodo dei \u2018medici a piedi scalzi\u2019,<\/a>\u00a0gi\u00e0 lo scoppio della SARS in Cina nel 2003 aveva rivelato la debolezza del sistema sanitario cinese. Si legge in\u00a0<a href=\"http:\/\/chuangcn.org\/2020\/02\/social-contagion\/\">Social Contagion:<\/a>\u00a0<em>\u2018Il coronavirus \u00e8 stato originariamente in grado di impadronirsi e diffondersi rapidamente a causa di un generale degrado dell\u2019assistenza sanitaria di base tra la popolazione in generale<\/em>.\u00a0<em>Ma proprio perch\u00e9 questo degrado ha avuto luogo nel mezzo di una crescita economica spettacolare, \u00e8 stato oscurato dallo splendore di citt\u00e0 scintillanti e di fabbriche enormi. La realt\u00e0, tuttavia, \u00e8 che in Cina le spese destinate a beni pubblici come l\u2019assistenza sanitaria e l\u2019istruzione rimangono estremamente basse, mentre la maggior parte della spesa pubblica \u00e8 stata indirizzata verso infrastrutture in \u201cmattoni e malta\u201d: ponti, strade ed elettricit\u00e0 a basso costo per la produzione.<\/em>\u2019<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/chuangcn.org\/2020\/02\/social-contagion\/\">Anche in Cina la Sanit\u00e0 \u00e8 definanziata<\/a><\/strong><\/p>\n<p>\u201c<em>Oggigiorno la spesa pubblica cinese per la difesa della salute \u00e8, secondo i dati dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0, di 323 dollari pro capite [In Italia, nel 2016, la spesa sanitaria pro capite \u00e8 stata pari a 2.466 euro, sec. i dati ISTAT]. Questa cifra \u00e8 bassa anche in comparazione con quella di altri paesi a \u201creddito medio-alto\u201d, ed \u00e8 circa la met\u00e0 di quanto spendono Brasile, Bielorussia e Bulgaria. La regolamentazione \u00e8 minima o inesistente, con conseguenti numerosi scandali. Nel frattempo, gli effetti di questa situazione ricadono con maggiore forza sulle centinaia di milioni di lavoratori emigranti interni, per i quali qualsiasi diritto alle cure sanitarie di base svanisce completamente nel momento in cui lasciano la loro citt\u00e0 natale rurale (luogo in cui, sotto il sistema hukou, sono residenti permanenti indipendentemente della loro effettiva residenza, il che significa che le risorse pubbliche rimanenti non sono accessibili altrove)<\/em>.\u201d<\/p>\n<p><strong>Violenze sui medici in Cina<\/strong><\/p>\n<p>In conseguenza di questa crisi della sanit\u00e0 pubblica, numerosi medici vengono uccisi ogni anno e dozzine vengono feriti negli attacchi di pazienti arrabbiati o, pi\u00f9 spesso, dei familiari dei pazienti che muoiono durante le cure. L\u2019attacco pi\u00f9 recente \u00e8 avvenuto alla vigilia di Natale, quando a Pechino un medico \u00e8 stato pugnalato a morte dal figlio di una paziente, che riteneva che sua madre fosse morta per le cure ospedaliere scadenti. Un sondaggio condotto tra i medici ha rilevato che un incredibile\u00a0<strong>85% di loro aveva subito violenza<\/strong>\u00a0sul luogo di lavoro e un altro, del 2015, ha rilevato che il 13% dei medici in Cina era stato aggredito fisicamente nel corso dell\u2019anno precedente. I medici cinesi oltre a tutto visitano ogni anno il quadruplo dei pazienti rispetto i loro colleghi statunitensi, ma sono pagati meno di $ 15.000 all\u2019anno.<\/p>\n<p><em>\u201cBisogna essere consapevoli che l\u2019emergenza COVID-19 \u00e8 correlata alla drammatica crisi ambientale, conseguente un modello economico capitalistico, fondato sul prelievo illimitato di risorse dal Pianeta, il loro spreco e la produzione sempre maggiore di rifiuti. \u201cNiente-<\/em>\u00a0ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.medicinademocratica.org\/wp\/?p=9467\">sottolineato il Presidente di Medicina Democratica Marco Caldiroli<\/a><em>\u2013 dovr\u00e0 pi\u00f9 esser come negli ultimi decenni, caratterizzati da politiche volte alla privatizzazione della sanit\u00e0, con la conseguente contrazione del diritto alla salute!\u201d\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>*Gian Luca Garetti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 36pt;\">***<\/span><\/p>\n<h1><span style=\"font-size: 18pt;\">No, non andr\u00e0 tutto bene<\/span><\/h1>\n<p>16 marzo<\/p>\n<p>Se una volta finita\u00a0<em>a nuttata<\/em>, tutto sar\u00e0 come prima e non ci sar\u00e0 un cambio di paradigma. Questa pandemia pu\u00f2 rappresentare una grande opportunit\u00e0 per una\u00a0<strong>svolta ecosocialista<\/strong>. La risposta non pu\u00f2 essere solo \u201creattiva\u201d, cio\u00e8 limitata ai farmaci, vaccini, sussidi, al buonismo dei balconi. In questi tempi tristi che vanno sotto il nome di Antropocene e di Capitalocene, o si svolta a livello di cambiamento climatico, a livello di cura dell\u2019ambiente, a livello sociale, a livello economico, a livello di sanit\u00e0, che deve essere pubblica, o le cose non andranno certo bene.<\/p>\n<p>(<strong><a href=\"https:\/\/www.italyheritage.com\/magazine\/articles\/2020-non-andra-tutto-bene.htm\">qui<\/a><\/strong><strong>\u00a0<\/strong>la versione inglese di questo articolo).<\/p>\n<p><strong>Anche la morte va scaglionata, come le ferie<\/strong><\/p>\n<p>Il problema grosso di questa pandemia \u00e8 che\u00a0<strong>le emergenze respiratorie \u00a0arrivano tutte insieme<\/strong>\u00a0alle rianimazioni ed il nostro Sistema Sanitario, che in tutti questi anni \u00e8 stato sempre pi\u00f9 privatizzato e ridotto, non regge. Se scaglionate, le emergenze e poi le morti passano inosservate. Basti pensare che secondo quanto dice l\u2019OMS, l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, ogni anno per l\u2019inquinamento atmosferico muoiono circa 8 milioni di persone nel mondo. Nella sola Cina, il numero delle vittime \u00e8 di oltre un milione. 80.000 sono in Italia i morti dovuti al particolato, al biossido di azoto, all\u2019ozono. Nemmeno va dimenticato che nei paesi occidentali, il 91% delle morti \u00e8 causato da\u00a0malattie non trasmissibili (malattie cardiovascolari, malattie respiratorie, tumori), che sono strettamente\u00a0<strong>collegate all\u2019ambiente intossicato<\/strong>\u00a0in cui viviamo, mentre il 9% \u00e8 causato da malattie infettive. Per chi avesse desiderio di altri dati negativi, ricordiamo che ogni anno in Italia per il fumo di sigaretta, ci sono circa 90.000 morti (1-2 mila per il fumo passivo), per gli incidenti stradali\u00a0 ci sono 3.330 morti e 243.000 feriti, per l\u2019antibioticoresistenza circa 10.000 persone muoiono ogni anno in Italia, l\u2019antibiotico resistenza \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti emergenze sanitarie. Ogni anno nel mondo per questo motivo muoiono 700 mila persone. Una delle cause \u00e8 l\u2019uso massivo degli antibiotici negli allevamenti animali. In Italia, secondo l\u2019ultimo dato dell\u2019EMA (Agenzia Europea del Farmaco) quasi il 70% degli antibiotici venduti sono destinati agli animali da allevamento).<\/p>\n<p>In questo articolo ci soffermeremo sull\u2019emergenza sanitaria del momento, in particolare sulle conseguenze delle relazioni ravvicinate col mondo animale, a causa dei cambiamenti climatici e sulla sinergia perversa smog-Covid-19.<a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/pipistrello.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-74841 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/pipistrello.png\" alt=\"\" width=\"638\" height=\"425\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/pipistrello.png 638w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/pipistrello-300x200.png 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/pipistrello-600x400.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>L\u2019 inquinamento atmosferico pu\u00f2 esacerbare la virulenza di Covid-19 ?<\/strong><\/p>\n<p>Salta subito agli occhi che i 2 pi\u00f9 grandi focolai di questa pandemia,\u00a0<strong>Cina e Pianura padana, sono due camere a gas<\/strong>, zone industriali ad alto tasso di inquinamento atmosferico. Sarebbe sorprendente scoprire che l\u2019inquinamento atmosferico\u00a0<em>non<\/em>\u00a0ha influenzato il rischio di ammalarsi e di morire per Covid-19, dal momento che la sola esposizione al particolato \u00e8 di per s\u00e9 causa di mortalit\u00e0, specialmente nelle persone con<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1093\/aje\/kww078\">\u00a0malattie preesistenti<\/a>.<\/p>\n<p>Quello che dovr\u00e0 essere valutato, nei mesi a venire, \u00e8\u00a0<em>quanto<\/em>\u00a0negativamente l\u2019esposizione agli inquinanti atmosferici, come i particolati (PM2,5, 10), gli ossidi di azoto (NOX), l\u2019ozono (O3) abbia influenzato la prognosi di Covid-19.<\/p>\n<p>In un interessante studio sulla SARS, una epidemia che come abbiamo visto ha delle similitudini \u00a0con Covid-19, dal titolo\u00a0<a href=\"https:\/\/ehjournal.biomedcentral.com\/articles\/10.1186\/1476-069X-2-15\">\u201c<em>Inquinamento atmosferico e fatalit\u00e0 dei casi di SARS nella Repubblica popolare cinese: uno studio ecologico\u201d<\/em><\/a>\u00a0 di Yan Cui, si stabilisce che \u201c<strong><em>l\u2019inquinamento atmosferico \u00e8 associato ad un aumento della mortalit\u00e0 dei pazienti con SARS nella popolazione cinese\u201d\u2026\u00a0<\/em><\/strong><em>La spiegazione biologica potrebbe essere che l\u2019esposizione a lungo o breve termine a determinati inquinanti atmosferici potrebbe compromettere la funzione polmonare, aumentando quindi la mortalit\u00e0 SARS\u201d<\/em>\u00a0. Questo studio inoltre ha collegato la diversa percentuale di mortalit\u00e0 della SARS col livello di inquinamento dell\u2019aria<strong>: i malati di SARS che abitavano nelle regioni con qualit\u00e0 dell\u2019aria peggiore presentavano un rischio di morte dell\u201984% pi\u00f9 alto<\/strong>.<\/p>\n<p>Il particolato ultrafine \u00a0potrebbe agire come\u00a0<em>carrier<\/em>\u00a0del virus, trasportandolo fin dentro gli alveoli polmonari, esacerbandone la virulenza.<\/p>\n<p>In un altro lavoro scientifico, dal titolo \u201c<em><a href=\"https:\/\/ehjournal.biomedcentral.com\/articles\/10.1186\/1476-069X-2-15\">L\u2019impatto del PM2.5 sul sistema respiratorio umano<\/a><\/em><em>\u201d\u00a0\u00a0<\/em>di Yu-Fei Xing,\u00a0 si dice che il danno del PM2.5 alle cellule polmonari \u00e8 causato dalle interazioni tra cellule infiammatorie e citochine, in modo quindi del tutto simile e quindi sinergico al Covid-19 (vedi poi \u201ctempeste di citochine\u201d).<\/p>\n<p>Nel lavoro scientifico di Wei Su et al. dal titolo \u201c<a href=\"https:\/\/bmcpublichealth.biomedcentral.com\/articles\/10.1186\/s12889-019-7607-2\">G<em>li effetti a breve termine di sei inquinanti atmosferici\u00a0<\/em>[PM2.5, inclusi PM10, NO 2 , O 3 , CO e SO 2]<\/a><em>\u00a0sulla malattia simil-influenzale (ILI)\u201d<\/em>\u00a0\u00a0<strong>si dimostra che gli inquinanti atmosferici possono aumentare l\u2019incidenza della malattia simil-influenzale<\/strong>, sia diminuendo le difese immunitarie, sia per l\u2019alterata produzione di citochine: \u201c<em>L\u2019esposizione al PM2.5 non solo ha portato a danni epiteliali delle vie aeree e disfunzione della barriera, ma ha anche ridotto la capacit\u00e0 dei macrofagi di fagocitare i virus, aumentando la suscettibilit\u00e0 di un individuo ai virus\u201d<\/em>\u00a0ed ancora, \u201cl<em>e lesioni tissutali indotte dal PM 2.5 possono essere correlate all\u2019alterata produzione di citochine. Il PM 2.5 pu\u00f2 compromettere l\u2019attivit\u00e0 fagocitaria dei macrofagi alveolari\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Non \u00e8 quindi azzardato ipotizzare che la<strong>\u00a0perversa sinergia<\/strong>\u00a0<strong>fra il virus SARS-COV-2 e l\u2019inquinamento\u00a0 atmosferico<\/strong>, sia una delle cause della particolare gravit\u00e0 e diffusione della pandemia di Covid-19, in Cina, nella Pianura Padana, nella\u00a0 Corea del Sud, cio\u00e8 in\u00a0<strong>zone accomunate da un alto tasso di inquinamento<em>.<\/em><\/strong>Ma come si sa l\u2019inquinamento \u00e8 diventato ubiquo<em>.\u00a0<\/em>E\u2019 indispensabile decidersi ad adottare da subito misure drastiche per ridurre il livello di inquinanti atmosferici e non solo.\u00a0<strong>E\u2019 indispensabile un altro tipo di economia.<\/strong>\u00a0Questa pandemia \u00e8 una prova generale di come il neoliberismo, con l\u2019inquinamento, col cambiamento climatico, con l\u2019esacerbazione delle disuguaglianze, ci sta portando diritti verso la sesta estinzione di massa. Non si pu\u00f2 confidare solo nel meteo o nelle pandemie per ripulire l\u2019aria.<\/p>\n<p><strong>Malattie infettive emergenti, e salto di specie<\/strong><\/p>\n<p>Gran parte delle malattie infettive emergenti (EID), sono zoonosi, cio\u00e8 sono iniziate negli animali e poi \u201csaltate\u201d all\u2019uomo. \u00a0Molti virus animali, hanno fatto il salto di specie (o\u00a0<em>spillover<\/em>) cio\u00e8 sono passati dai volatili (sia migratori, sia stanziali in allevamenti e mercati), per \u201cpressioni\u201d non naturali, dal loro serbatoio animale\/naturale all\u2019essere umano. Negli ultimi vent\u2019anni, sono state registrate diverse epidemie virali: la sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV) nel 2002-2003 e l\u2019influenza H1N1 nel 2009. Pi\u00f9 di recente, la sindrome respiratoria del Medio Oriente coronavirus (MERS-CoV), identificata per la prima volta in Arabia Saudita nel 2012 ed Ebola che attualmente sembra vada verso la\u00a0 completa remissione. \u00a0Il virus dell\u2019attuale pandemia \u00e8 stato denominato SARS-CoV-2 in quanto \u00e8 molto simile a quello che ha causato l\u2019epidemia di SARS (SARS-CoVs). Tutti \u00a0questi virus sono potenzialmente pandemici, cio\u00e8 causano mortalit\u00e0 e morbilit\u00e0 su larga scala, e come effetti collaterali interrompono le reti commerciali e di viaggio, stimolano disordini civili e producono effetti economici devastanti.<\/p>\n<p><strong>Manifestazioni cliniche<\/strong><\/p>\n<p>COVID-19 pu\u00f2 presentare una malattia lieve (81% dei casi), moderata (14% dei casi) o grave (5% dei casi). Tra le manifestazioni cliniche gravi, ci sono polmonite grave, ARDS (sindrome da distress respiratorio), disfunzione multipla d\u2019organo (MOD), sepsi e shock settico. Dati preliminari suggeriscono che il tasso di mortalit\u00e0 riportato varia dall\u20191% al 2% a seconda dello studio e del paese. La maggior parte dei decessi si \u00e8 verificata in pazienti di et\u00e0 superiore ai 50 anni. I\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/32150360\">bambini piccoli<\/a>\u00a0sembrano essere solo leggermente infetti ma possono fungere da vettore per la trasmissione aggiuntiva.<\/p>\n<p><strong>\u00a0La tempesta di citochine<\/strong><\/p>\n<p>Nelle tre principali pandemie virali del secolo scorso, che furono dovute a Orthomyxovirus influenzali che fecero il salto di specie passando dai volatili all\u2019essere umano, la cosiddetta Spagnola (da H1N1\/1918 1920), la cosiddetta Asiatica (da H2N2\/1952) e la cosiddetta Hong Kong (da H3N2\/1968), ci furono milioni di morti, in gran parte causati da polmoniti da superinfezione batterica (e quindi teoricamente curabili con gli antibiotici). In queste malattie infettive emergenti, le polmoniti invece sono direttamente causate da un meccanismo autoimmune, da \u201cun fuoco amico\u201d. Covid-19 ricorda come decorso quello della\u00a0 SARS, che attaccava i polmoni in tre fasi: replicazione virale, iperattivit\u00e0 immunitaria e distruzione del polmone. Nella seconda fase entra in gioco il sistema immunitario, determinando delle risposte per eccesso, i cosiddetti \u201cincendi virali\u201d\u00a0 o<strong>\u00a0\u201ctempeste di citochine\u201d<\/strong>, o \u201csindrome da rilascio di citochine gravi\u201d (CRS). Allarmato dalla presenza di un\u2019invasione virale, il sistema immunitario si affretta a combattere la malattia inondando i polmoni con citochine, proteine che hanno il compito di eliminare il danno e riparare il tessuto polmonare. Questo processo per\u00f2 a volte va in tilt e queste cellule uccidono tutto quello che incontrano, incluso il tessuto sano (come succede coi \u201cbombardamenti chirurgici\u2019). La tempesta di citochine si pu\u00f2 poi riversare nel sistema circolatorio e creare gravi problemi a livello sistemico in pi\u00f9 organi.<\/p>\n<p><strong>Una speranza<\/strong><\/p>\n<p>Per scampare alla letale tempesta di citochine, una speranza viene dal\u00a0<strong>tocilizumab<\/strong>\u00a0(nome commerciale Actemra) un farmaco, sviluppato da Roche, per l\u2019artrite reumatoide, che inibisce i livelli elevati di Interleuchina 6 (IL-6), una delle citochine implicate nella sopra menzionata tempesta.<\/p>\n<p><strong>Pipistrelli\u00a0 e C0V<\/strong><\/p>\n<p>I coronavirus (CoV) hanno probabilmente avuto origine da pipistrelli e poi si sono trasferiti in altri ospiti di mammiferi (ospiti intermedi) lo zibetto di palma dell\u2019Himalaya per SARS-CoV e il cammello dromedario per MERS-CoV \u2013 prima di saltare agli umani. Le analisi genomiche suggeriscono che anche SARS-CoV-2, il virus dell\u2019attuale pandemia, abbia avuto origine dai pipistrelli, ed abbia fatto il salto di specie o\u00a0<em>spillover<\/em>, senza ospite intermedio. Difatti i primi casi della malattia CoVID-19 erano collegati all\u2019esposizione diretta al mercato all\u2019ingrosso di frutti di mare di Huanan di Wuhan. Tuttavia, i casi successivi non sono stati associati a questo meccanismo di esposizione e si \u00e8 concluso che il virus potrebbe anche essere trasmesso da uomo a uomo. Le persone sintomatiche sono la fonte pi\u00f9 frequente di diffusione di COVID-19, per\u00f2 le stime suggeriscono che il 2% della popolazione \u00e8 portatore sano di un CoV. \u00a0La SARS-CoV ha provocato un\u2019epidemia su larga scala che ha avuto inizio in Cina e ha coinvolto due dozzine di paesi con circa 8000 casi e 800 morti; il MERS-CoV che \u00e8 iniziato in Arabia Saudita e ha causato circa 2.500 casi e 800 morti e continua a causare casi sporadici. Anche le origini del virus Nipah in Malesia nel 1998, e dei virus Ebola sono state ricondotte a pipistrelli.<\/p>\n<p><strong>Il cambiamento climatico e le interazioni con gli animali<\/strong><\/p>\n<p>Gli animali selvatici possono essere portatori sani di virus. In un mondo normale non ci sarebbe contatto con l\u2019uomo.\u00a0<strong>Il cambiamento climatico costringe le specie a venire a contatto con altre specie<\/strong>\u00a0che potrebbero essere vulnerabili alle infezioni. Ci avviciniamo troppo agli animali, invadiamo il loro habitat, aumentando cos\u00ec la nostra esposizione a vari agenti infettivi. Anche il cambiamento di uso del suolo, come la trasformazione di boschi in campi coltivati, per assicurare mangimi agli allevamenti intensivi o per bio-carburanti, la caccia, possono essere responsabili di un contatto alterato con la fauna. Al contrario mantenendo gli ecosistemi intatti, riducendo al massimo gli allevamenti intensivi, un vero flagello per il pianeta, si riducono le probabilit\u00e0 di contatto e trasmissione di agenti patogeni tra uomo, bestiame e fauna selvatica.<\/p>\n<p><strong>Il presente: l\u2019interfaccia troppo ravvicinata con la fauna selvatica<\/strong><\/p>\n<p>Circa il 70% delle malattie infettive emergenti\u00a0 e quasi tutte le pandemie recenti, hanno origine negli animali (la maggior parte nella\u00a0<strong>fauna selvatica<\/strong>) e la loro emergenza deriva da complesse interazioni tra animali selvatici e \/o domestici e umani. L\u2019emergenza della malattia si correla con la densit\u00e0 della popolazione umana e la diversit\u00e0 della fauna selvatica ed \u00e8 guidata da cambiamenti antropogenici come la deforestazione e l\u2019espansione dei terreni agricoli (cio\u00e8, il cambiamento nell\u2019uso del suolo), l\u2019intensificazione della produzione di bestiame e un aumento della caccia e del commercio della fauna selvatica.\u00a0<em>(<\/em>Moreno Di Marco et al<em>.\u00a0<\/em><em><a href=\"https:\/\/www.pnas.org\/content\/117\/8\/3888\">Opinione: lo sviluppo sostenibile deve tenere conto del rischio di pandemia-PNAS<\/a><\/em><em>\u00a0<\/em>25 febbraio 2020)<em>.<\/em><\/p>\n<p><strong>Il futuro: non andr\u00e0 tutto bene<\/strong><\/p>\n<p>Se non ci sar\u00e0 un\u00a0<strong>cambio di paradigma<\/strong>, la crescita della popolazione \u2013 circa 11 miliardi nel 2030 \u2013 richieder\u00e0 sempre pi\u00f9 aumenti della produzione agricola e animale che amplier\u00e0 l\u2019uso agricolo di antibiotici, acqua, pesticidi e fertilizzanti e tassi di contatto tra esseri umani e animali selvatici e domestici, il tutto comporter\u00e0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41893-019-0293-3\">l\u2019emergere e la diffusione di agenti infettivi<\/a><em>.(<\/em>Jason R. Rohr, et al<em>\u2013 Malattie infettive umane emergenti e collegamenti con la produzione alimentare globale).<\/em><\/p>\n<p><strong>*Gian Luca Garetti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 36pt;\">***<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong>Coronavirus: effetti collaterali<\/strong><\/span><\/p>\n<p>23 marzo<\/p>\n<p>Stiamo vivendo un momento particolare, tutto il pianeta sta col fiato sospeso per via di questa nuova pandemia. Il che ci pare giusto, visti i livelli di contagio e di decessi, cos\u00ec come \u00e8 giusto prendere tutte le precauzioni possibili per rallentare la corsa di questo patogeno finora sconosciuto.<br \/>\nMa non possiamo tacere le\u00a0<u><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/19\/cosa-abbiamo-capito-del-coronavirus-e-perche-e-importante\/\">nostre perplessit\u00e0<\/a><\/u>\u00a0su alcuni effetti collaterali che questa emergenza sta diffondendo.<\/p>\n<p>Le limitazioni predisposte dal governo che, bench\u00e9 parziali, mirano ad evitare contatti diretti tra persone che potrebbero contagiarsi, hanno un senso, pur nei ritardi e nelle carenze dei provvedimenti su altri fronti. Ma \u00e8 evidente che l\u2019indeterminatezza della norma e la conseguente aleatoria interpretazione spesso restrittiva \u00e8 in molti casi la ragione delle circa 80.000 sanzioni, la maggior parte per falsa dichiarazione. Quello che vediamo \u00e8 una gara tra sindaci, presidenti, assessori, queruli politici a proporre misure sempre pi\u00f9 restrittive e oggettivamente ridicole, come voler impedire di fare passeggiate in luoghi remoti, mettere una distanza massima da casa per la passeggiata del cane, vietare attivit\u00e0 sportive individuali, o addirittura passeggiate sotto casa di famiglie che stanno tutto il giorno a contatto diretto, dormono nello stesso letto, mangiano alla stessa tavola.<\/p>\n<p>In questa frenesia di caccia al passeggiatore emerge un aspetto preoccupante: troppa politica nazionale sgomita in un delirio di protagonismo, nella gara a chi la spara pi\u00f9 grossa e pi\u00f9 appariscente. Governatori e sindaci sceriffi contro i fuorilegge, \u2018i furbetti delle passeggiate\u2019 come li ha chiamati Nardella, mentre sono stati proprio quei governatori a massacrare la sanit\u00e0 pubblica, a sacrificare i servizi essenziali e a tagliare drammaticamente i posti letto.<\/p>\n<p>Nel panorama nazionale brilla senz\u2019altro il sindaco di Firenze Dario Nardella, che bacchetta con fare paternalistico e altezzoso i cittadini che escono di casa, minacciando persecuzioni e un controllo spionistico dei telefoni degno di Orwell. (E come sappiamo<u><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/15\/i-limiti-dellubbidienza\/\">\u00a0l\u2019utilizzo dei dati personali<\/a><\/u>\u00a0dovrebbe semmai servire a monitorare il contagio, non i cittadini). Invece ci piacerebbe ricordare al sindaco che proprio lui, all\u2019inizio del mese, propose di tenere\u00a0<u><a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2020\/03\/04\/coronavirus-il-sindaco-nardella-annuncia-musei-gratis-a-firenze-burioni-replica-tanta-gente-insieme-il-virus-ringrazia\/5725366\/\">aperti e gratuiti i musei cittadini per favorire il turismo<\/a><\/u>, gi\u00e0 in grave affanno, con una frase indimenticabile: \u201cFirenze non si ferma\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/virus.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-74846\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/virus-1024x575.jpg\" alt=\"\" width=\"899\" height=\"505\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/virus-1024x575.jpg 1024w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/virus-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/virus-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/virus-600x337.jpg 600w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/virus.jpg 1050w\" sizes=\"auto, (max-width: 899px) 100vw, 899px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Vorremmo anche far notare a Nardella \u2013 e a tutti gli odierni epigoni del proibizionismo \u2013 come tacciano ipocritamente davanti al fatto che le industrie e le attivit\u00e0 non indispensabili non abbiano chiuso fino ad oggi, lasciando che per settimane i lavoratori siano stati per forza causa e vittime di contagio! Si tace anche sulle forme di lavoro che oggi sono sotto stress: la sanit\u00e0 in primo luogo (tenendo ben a mente che gli ultimi 30 anni di politiche bipartisan l\u2019hanno ben sacrificata), ma anche tutta la logistica, figure come i riders, i postini, gli operatori ecologici, i lavoratori del commercio, i ferrotranvieri, o gli operai che vengono mandati<u><a href=\"https:\/\/www.stamptoscana.it\/alberi-giu-a-firenze-in-tempi-di-coronavirus-italia-nostra-scrive-a-nardella\/\">\u00a0a tagliare alberi nella citt\u00e0 deserta<\/a><\/u>. Su questo, silenzio assoluto, ma tanti strilli per far emergere la propria voce sui media.<\/p>\n<p>Anche la continua campagna elettorale dell\u2019attuale classe politica, l\u2019incapacit\u00e0 di programmare \u00e8 uno degli elementi che vanno a comporre il mosaico della situzione attuale. L\u2019emergenza di costringe a tornare all\u2019essenziale ma ci fa anche comprendere come nella continua politica spettacolo degli ultimi 15\/20 anni non ci sia mai stata la possibilit\u00e0 di prevenire e programmare la risposta ad un evento del genere.<\/p>\n<p>Un altro effetto collaterale dei comportamenti del potere \u00e8 la colpevolizzazione del cittadino\u00a0cos\u00ec ben\u00a0<u><a href=\"https:\/\/www.italia.attac.org\/virus-scatta-la-colpevolizzazione-dei-cittadini\/\">denunciata da Marco Bersani<\/a><\/u>, puntando ossessivamente il dito verso chi esce di casa; un espediente non sappiamo quanto pianificato, ma sicuramente una colossale opera di distrazione di massa.<\/p>\n<p>Si vuol distogliere lo sguardo dal disastro in cui siamo arrivati dopo secoli di capitalismo e decenni di una delle sue forme detta neoliberismo: disuguaglianze mostruose, povert\u00e0 in un mondo di sfacciata opulenza, furto di beni comuni chiamate privatizzazioni, un disastro ambientale a livelli potenzialmente catastrofici nei prossimi decenni.\u00a0L\u2019untore \u00e8 sempre stato un capro espiatorio efficace, adesso siamo al capolavoro che ogni cittadino \u00e8 fatto sentire l\u2019untore di se stesso.<\/p>\n<p>In questo periodo di sosta forzata dovremmo avere la forza di decifrare l\u2019imbroglio che ci viene quotidianamente propinato, attrezzarci perch\u00e9 tutto non ricominci come prima:\u00a0<em>Non torneremo alla normalit\u00e0, perch\u00e9 la normalit\u00e0 era il problema.<\/em><\/p>\n<p><strong>*laboratorio perUnaltracitt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 36pt;\">***<\/span><\/p>\n<h1><span style=\"font-size: 18pt;\">Il carcere al tempo del virus<\/span><\/h1>\n<p>20 marzo<\/p>\n<p>Era solo questione di tempo. Il virus \u00e8 entrato nelle carceri, quattro detenuti positivi in Lombardia. E sar\u00e0 un disastro, ma in realt\u00e0 a ben pochi interessa.<\/p>\n<p>Ricapitoliamo alcuni dati: popolazione carceraria di oltre 60.000 detenuti, contro una capienza degli istituti \u201cnominalmente\u201d di 50.000 (in realt\u00e0 meno, perch\u00e9 si contano anche i reparti chiusi per inagibilit\u00e0). Situazioni di promiscuit\u00e0 e\u00a0 condizioni igieniche e sanitarie al limite, e spesso sotto il limite. Un terzo delle carceri senza acqua calda, il 67% dei reclusi ha almeno una patologia pregressa (leggi su\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.antigone.it\/news\/antigone-news\/3284-coronavirus-sulle-carceri-insufficienti-le-norme-previste-nel-decreto-del-governo-sono-necessari-altri-provvedimenti-altrimenti-a-rischio-la-salute-pubblica\">Antigone<\/a><\/strong>). In presenza di una pandemia sembra un panorama scritto apposta per arrivare velocemente ad una catastrofe sanitaria e umanitaria.<\/p>\n<p>Ma quando si \u00e8 cominciato a prendere provvedimenti per fronteggiare il virus, l\u2019unica misura relativa alle carceri \u00e8 stata la sospensione dei colloqui con i familiari, degli ingressi in carcere dei volontari, lo stop a tutte le attivit\u00e0 di istruzione educazione e animazione.<\/p>\n<p>Inutile ricordare l\u2019importanza dei contatti fra detenuti e familiari, aggiungete alla mancanza in s\u00e9 la mancanza di informazioni sullo stato di salute delle famiglie fuori, e non avere niente da fare dentro se non aspettare di essere contagiato.<\/p>\n<p>Fra il 9 e il 10 marzo scoppiano rivolte in molte carceri, si esauriranno in breve con un bilancio pesantissimo: 14 detenuti morti, per 10 giorni non se ne conoscer\u00e0 nemmeno l\u2019identit\u00e0. Overdose per i saccheggi nelle infermerie, dice l\u2019ineffabile Bonafede, ministro della vendetta pi\u00f9 che della giustizia. Pu\u00f2 darsi, di certo una amministrazione penitenziaria che per 10 giorni non rivela i nomi delle vittime non pu\u00f2 vantare una credibilit\u00e0 tale da permettersi di non portare uno straccio di risultato di indagini, accertamenti, verifiche medico legali, e pretendere che la sua versione sia presaper buona.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/carcere.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-74916 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/carcere-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"798\" height=\"449\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/carcere-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/carcere-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/carcere-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/carcere-600x338.jpg 600w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/carcere.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 798px) 100vw, 798px\" \/><\/a><\/p>\n<p>I nomi intanto li facciamo noi: \u201cTre di loro erano in attesa di giudizio. Ora non sono pi\u00f9 dei numeri, finalmente conosciamo i loro nomi: Slim Agrebi, 40 anni, dal 2017 lavorava all\u2019esterno del carcere in regime di articolo 21. Un suo connazionale sarebbe tornato libero fra 2 settimane, fine pena di 2 anni. Il moldavo Artur Isuzu aveva il processo il giorno dopo il decesso. Nel carcere di Rieti \u00e8 morto Marco Boattini, 35 anni, ad Ascoli Salvatore Cuono Piscitelli, 40 anni. Poi ci sono Hafedh Chouchane, 36 anni, Lofti Ben Masmia, 40 anni, e Al\u00ec Bakili, 52 anni, tutti tunisini morti a Modena insieme al marocchino Erial Ahmadi. A Rieti sono deceduti anche Ante Culic, croato, 41 anni, e Carlo Samir Perez Alvarez, 28 anni, equadoregno. A Bologna Haitem Kedri, tunisino di 29 anni, a Verona Ghazi Hadidi, 36 anni, ad Alessandria Abdellah Rouan, 34 anni\u201d (grazie a Paolo Persichetti).<\/p>\n<p>Con i nuovi decreti il governo ha fatto timide aperture nei confronti del mondo carcerario, spesso inconcludenti, come per il caso della detenzione domiciliare soggetta a controllo elettronico: i\u00a0<strong>braccialetti non ci sono, e i detenuti non escono<\/strong>.<\/p>\n<p>Invece la necessit\u00e0 assoluta sarebbe di diminuire drasticamente la popolazione carceraria (<a href=\"https:\/\/www.antigone.it\/news\/antigone-news\/3284-coronavirus-sulle-carceri-insufficienti-le-norme-previste-nel-decreto-del-governo-sono-necessari-altri-provvedimenti-altrimenti-a-rischio-la-salute-pubblica\">coronavirus-sulle carceri insufficienti le norme previste nel decreto del governo<\/a>).<\/p>\n<p>Un terzo dei detenuti \u00e8 in attesa di giudizio (quindi ancora non condannati in via definitiva, mentre la custodia cautelare in carcere dovrebbe essere una\u00a0<em>extrema ratio<\/em>); pi\u00f9 del 30% sono ristretti per violazione della legislazione sulle droghe, legislazione criminogena che sull\u2019altare della punizione ad ogni costo, del fascino delle manette in salsa M5S (che non distingue i padroni della Thyssen Krupp da chi fuma 4 spinelli) o leghista (cui basta trovare un nemico verso cui indirizzare l\u2019orda rabbiosa con la bava alla bocca, salvo poi, come ci raccontano le cronache, avere a che fare con la \u2018ndrangheta o intascare i famosi 49 milioni) sacrifica ogni ragionamento sul contenimento del danno e sulla necessit\u00e0 di depenalizzare a fronte (anche, non certo solo) del fallimento di ogni politica proibizionista.<\/p>\n<p>Intanto le Associazioni Yairaiha Onlus, Bianca Guidetti Serra, Osservatorio Repressione, Legal Team Italia, attive nella difesa dei diritti dei detenuti alla salute e all\u2019incolumit\u00e0 \u2013 cos\u00ec come previsti dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione europea dei diritti dell\u2019uomo \u2013 mettono a disposizione un indirizzo unico per ricevere segnalazioni in merito all\u2019attuale situazione igienico sanitaria nelle carceri, ed in particolare alle reali misure di prevenzione adottate a fronte dell\u2019estendersi dell\u2019epidemia di COVID-19.\u00a0<strong>A tale indirizzo mail si possono segnalare abusi e trattamenti inumani e degradanti nei confronti dei detenuti<\/strong>, in particolare a seguito delle rivolte carcerarie dei giorni scorsi, e richiedere la relativa assistenza legale.<br \/>\n<a href=\"mailto:emergenzacarcere@gmail.com\">emergenzacarcere@gmail.com<\/a><\/p>\n<p>Mentre il solito Salvini sputa veleno (i detenuti sono pi\u00f9 sicuri in carcere, 5000 delinquenti per le strade, ecc.), Bonafede vede come il fumo agli occhi qualunque ipotesi di revisione dell\u2019attuale ordinamento, che non sia in senso restrittivo, per non parlare di misure quali indulto o amnistia di fronte al palese fallimento nella gestione delle carceri, \u00e8 una necessit\u00e0 mantenere viva l\u2019attenzione su questo universo, che \u00e8 parte del nostro, non dimentichiamolo mai.<\/p>\n<p><strong>*Maurizio De Zordo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 36pt;\">***<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<h1>Emergenza Coronavirus e carceri sovraffollate: servono pene alternative, amnistia e indulto<\/h1>\n<p>11 marzo<\/p>\n<p>Nei giorni precedenti, la rapida diffusione del Coronavirus ha gettato nel panico l\u2019intera popolazione.<\/p>\n<p>La divulgazione da parte della stampa del decreto dell\u20198 marzo 2020, prima della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle leggi, ha creato un allarme sociale tale da originare vere e proprie fughe di massa dalle cosiddette zone rosse, certamente irresponsabili ma dettate dall\u2019incontrollata paura dilagata tra le persone.<\/p>\n<p>Questa medesima paura ha raggiunto anche le persone recluse in carcere, e l\u2019emergenza Coronavirus ha solo inferto un altro colpo a una istituzione, come il carcere, che si rivela ancora una volta criminogena.<\/p>\n<p>Il nostro sistema carcerario, come noto, versa in condizioni critiche da tempo: il sovraffollamento \u00e8 un problema comune a tutti gli istituti, alcuni dei quali arrivano ad ospitare il 30% di persone in pi\u00f9 rispetto alla regolamentare capienza. Strutture fatiscenti e la carenza di spazi tali da riuscire a garantire quel minimo di vivibilit\u00e0 richiesto dalla legge pongono le nostre carceri in una condizione di violazione perenne delle normative vigenti in materia e ci relegano all\u2019ultimo posto nella classifica europea.<\/p>\n<p>Per quanto concerne poi il rispetto del diritto alla salute, la competenza regionale in materia di sanit\u00e0 carceraria rende impossibile la corretta gestione di qualsiasi emergenza si verifichi. Sono moltissimi i casi di persone che non ricevono le cure di cui necessiterebbero e nonostante ci\u00f2 non viene loro concesso il differimento della pena cui avrebbero diritto ad accedere.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/121649365-4dbfbac4-4c04-4e7b-8bda-7bcebf2775c1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-74960 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/121649365-4dbfbac4-4c04-4e7b-8bda-7bcebf2775c1.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"315\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/121649365-4dbfbac4-4c04-4e7b-8bda-7bcebf2775c1.jpg 560w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/121649365-4dbfbac4-4c04-4e7b-8bda-7bcebf2775c1-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In questo contesto, di paura per le notizie relative alla epidemia che si propagava fuori, di sistematica violazione dei diritti in relazione agli spazi minimi fruibili per cella e di negazione, di fatto, dell\u2019accesso alle cure necessarie, \u00e8 intervenuta la decisione di sospendere i colloqui dei detenuti con i propri familiari. Ad oggi, infatti, le comunicazioni possono avvenire soltanto in video o per telefono, e i permessi premio (compresi quelli gi\u00e0 autorizzati), i permessi di lavoro, e la semilibert\u00e0 sono stati sospesi. A ci\u00f2 si aggiunga che ai cosiddetti semiliberi, che il durante il giorno escono dagli istituti per lavorare facendovi rientro la sera, anzich\u00e9 concedere la detenzione domiciliare \u00e8 stata revocata la possibilit\u00e0 di uscire anche durante le ore diurne, cos\u00ec come sono state revocate le licenze agli internati nelle case di lavoro.<\/p>\n<p>Drastiche limitazioni sono intervenute anche rispetto all\u2019accesso di volontari e soggetti che a vario titolo portavano avanti le attivit\u00e0 svolte dai detenuti durante la reclusione.<\/p>\n<p>In modo completamente contraddittorio e incomprensibile, invece, niente \u00e8 stato predisposto rispetto ai nuovi giunti, che continuano ad entrare in carcere: nessuna misura \u00e8 stata intrapresa per regolamentare l\u2019entrata del corpo di polizia penitenziaria, di infermieri, medici, operatori dell\u2019area trattamentale (relativamente ai pochi la cui attivit\u00e0 non \u00e8 stata sospesa) e degli avvocati difensori. Tutti questi soggetti sono, infatti, autorizzati ad entrare in carcere senza previo controllo rispetto alla propria condizione di salute, esponendo cos\u00ec tutta la popolazione carceraria al rischio di contagio rappresentato da chi si sposta dalle proprie case, dalle proprie citt\u00e0, e si reca a lavorare negli istituti di pena.<\/p>\n<p>Ci chiediamo perch\u00e9 nessuna adeguata norma igienico sanitaria venga fatta osservare ai soggetti in entrata e perch\u00e9 non sono ancora stati predisposti i triage che avrebbero dovuto verificare le condizioni di salute di qualsiasi persona debba accedere agli istituti di pena.<\/p>\n<p>La decisione di sospensione immediata dei colloqui con i familiari e delle attivit\u00e0 portate avanti da operatori e volontari senza preoccuparsi al contempo di predisporre e far rispettare le altrettanto importanti regole per evitare la diffusione del virus, risulta essere profondamente ingiusta e disumana e consegna la cifra della scarsissima considerazione in cui lo Stato italiano, in questo momento storico, tiene le persone detenute.<\/p>\n<p>Risulta, infatti, evidente che le misure da prendere, per scongiurare il rischio di una catastrofica propagazione del virus nelle carceri, sono ben altre: se davvero si volesse proteggere una grande fetta di popolazione \u2013 i detenuti attualmente sono 61.000 \u2013 dal rischio di contagio occorrerebbe svuotare, quanto pi\u00f9 possibile, gli istituiti di pena,<em>\u00a0in primis<\/em>\u00a0allargando la possibilit\u00e0 di accesso a pene alternative.<\/p>\n<p>Una cospicua fetta di detenuti deve scontare gli ultimi due anni di pena, una gran parte di essi \u00e8 reclusa a seguito di reati puniti con pene inferiori a 5 anni di reclusione (reati che, pertanto, non costituiscono particolare allarme sociale), molti altri sono in carcere in ragione di misure cautelari e non hanno, quindi, ancora avuto un processo che accerti la loro colpevolezza.<\/p>\n<p>Ci chiediamo perch\u00e9 queste persone non vengono immediatamente poste agli arresti domiciliari o in detenzione domiciliare.<br \/>\nMisure simili sono state recentemente adottate persino dall\u2019autoritario Governo iraniano, che a seguito dell\u2019emergenza rappresentata dal Covid-19, ha rilasciato, con permessi temporanei, 70.000 detenuti.<\/p>\n<p>In questi giorni in una trentina di istituti penitenziari, la gravit\u00e0 della situazione e l\u2019assoluta superficialit\u00e0 e inadeguatezza con sui \u00e8 stata affrontata dal Governo ha causato lo scoppio di violente rivolte nelle quali hanno perso la vita gi\u00e0 13 detenuti, tre dei quali trasferiti prima del decesso in altri istituti. La causa della morte di queste persone, al momento individuata in overdose, lascia non poco perplessi, anche rispetto alla non curanza con la quale l\u2019autorit\u00e0 penitenziaria \u00e8 abituata a gestire la morte in carcere.<\/p>\n<p>Ci auguriamo che sulle responsabilit\u00e0 di tali morti venga fatta al pi\u00f9 presto chiarezza.<\/p>\n<p>Potere al Popolo! porta avanti da tempo una campagna a favore della depenalizzazione di determinati reati e di provvedimenti di clemenza, quali amnistia o indulto, al fine di risolvere il problema del sovraffollamento carcerario.<\/p>\n<p>In questa situazione di emergenza, riteniamo doveroso e non pi\u00f9 procrastinabile un intervento in tale direzione.<\/p>\n<p>Parallelamente occorre, da subito, rafforzare il personale dei Tribunali di Sorveglianza, magari anche attraverso l\u2019impiego dei Magistrati che in ragione della sospensione non terranno udienze, affinch\u00e9 verifichino quanti detenuti, e certamente non sono pochi, hanno diritto ad accedere alla detenzione domiciliare o a misure alternative alla detenzione, aumentando contestualmente, con decreto-legge, il limite massimo di pena da scontare per accedere a tali misure.<\/p>\n<p>Occorre, altres\u00ec, limitare sensibilmente l\u2019ingresso di nuovi detenuti, ricorrendo agli arresti domiciliari in luogo della detenzione in carcere e sospendendo l\u2019esecuzione di tutti gli ordini relativi a pene inferiori ai due anni.<\/p>\n<p>Occorre, infine, garantire il differimento della pena per le persone anziane o malate.<br \/>\nIn questo momento cos\u00ec difficile per tutti, le misure tese alla tutela della salute non possono limitarsi all\u2019abbandono dei detenuti nelle loro celle in totale solitudine ed insicurezza rispetto al rischio di contagio.<\/p>\n<p>E\u2019 stato sufficiente paventare, per le persone residenti in determinate province, la limitazione della libert\u00e0 di movimento per due settimane (limitazione circoscritta alla propria abitazione, non certo ad una cella in cui sono ammassate il doppio o il triplo delle persone che per legge potrebbero starvi) per originare una psicosi collettiva.<\/p>\n<p>Ebbene non si comprende perch\u00e9 non si sia stati in grado di, o non si abbia voluto, prevedere che una simile situazione avrebbe originato panico e disordini, soprattutto considerando che tale situazione \u00e8 aggravata dalle condizioni di reclusione gi\u00e0 invivibili prima del pericolo di contagio, ed \u00e8 inoltre affrontata con misure di prevenzione insufficienti e con l\u2019imposizione di ulteriori misure restrittive che risultano ingiustificate a fronte della completa sottovalutazione dei rischi evidenziata dal mancato ricorso a misure alternative volte a risolvere, nei tempi brevi dettati dall\u2019emergenza, il problema del sovraffollamento.<\/p>\n<p>Rigettando con forza l\u2019idea che in uno Stato di diritto possano esistere cittadini di seria A e cittadini di serie B e convinti del dovere che le istituzioni hanno di garantire il pieno ed effettivo rispetto dei diritti di tutte e di tutti, condividiamo la profonda preoccupazione dei detenuti e delle detenute, manifestiamo tutta la nostra solidariet\u00e0 ai loro familiari e chiediamo che vengano adottate, da subito, tutte le misure necessarie per far fronte all\u2019emergenza del sovraffollamento carcerario, e per garantire cure mediche adeguate alla popolazione carceraria.<\/p>\n<p><strong>*Potere al Popolo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 36pt;\">***<\/span><\/p>\n<h1><span style=\"font-size: 18pt;\">Il contagio della lotta, il protocollo della vergogna. La prima settimana per chi lavora ai tempi della pandemia<\/span><\/h1>\n<p>15 marzo<\/p>\n<p>Ricapitoliamo, siamo ad una settimana dalle prime misure del governo su scala nazionale per tentare di porre rimedio al diffondersi del contagio.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 domenica, i parchi e i giardini sono chiusi.<br \/>\nDomani \u00e8 luned\u00ec. E le fabbriche sono aperte, nei magazzini si lavora, i postini o i riders continuano a fare porta a porta girando per tutta la citt\u00e0. Ieri, sabato, dopo 18 ore di trattative (in teleconferenza, mica siamo in un normalissimo luogo di lavoro!), \u00e8 stato firmato il Protocollo Intesa fra governo, sindacati e confindustria!<\/p>\n<p>Ma, questa settimana ci dice anche tante altre cose. Ci sembra giusto evidenziarne un paio. Per esempio, i lavoratori hanno fatto propria la posizione della comunit\u00e0 scientifica a salvaguardia della propria salute e di quella collettiva mettendo subito in evidenza la contraddizione dell\u2019appello \u201crestate a casa\u201d con l\u2019obbligo di andare a lavoro, al netto di coloro che invece in questo periodo hanno subito l\u2019ingiustizia del licenziamento, non potevano giustificare i loro spostamenti perch\u00e9 lavoratori a nero, oppure lavoravano in quelli esercizi chiusi per decreto o mancanza di clientela. Gli operai, con l\u2019intelligenza di distinguere tra lavori di prima necessit\u00e0 o meno, hanno urlato: la salute viene prima dei vostri profitti!<\/p>\n<p>La base operaia, sostenuta dal sindacalismo di base o dalle RSU, si \u00e8 mossa fin da subito facendo pressione, blocchi e scioperi perch\u00e9 non si sentiva tutelata e vedeva venir meno una sicurezza che gi\u00e0 produce tre morti al giorno sul lavoro, e mandando un segnale che padroni, sindacati confederali e Governo non hanno potuto ignorare.<\/p>\n<p>Questi tre soggetti, con estremo ritardo rispetto a tutti gli altri decreti e provvedimenti, si sono allora seduti in video conferenza e dopo 18 ore di confronto sono riusciti a fare in modo che \u201cla montagna partorisse il topolino\u201d. Sul dizionario, alla definizione di \u201cossimoro\u201d, potremmo mettere il nuovo slogan che ne \u00e8 uscito: \u201cRestate a casa, l\u2019Italia non si ferma\u201d a suggellare 13 punti d\u2019intesa che nella pratica lasciano tutto invariato.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/coronavirus-peste-the_plague_of_thebes.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-74961 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/coronavirus-peste-the_plague_of_thebes.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"609\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/coronavirus-peste-the_plague_of_thebes.jpg 800w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/coronavirus-peste-the_plague_of_thebes-300x228.jpg 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/coronavirus-peste-the_plague_of_thebes-768x585.jpg 768w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/coronavirus-peste-the_plague_of_thebes-600x457.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In questi punti si ribadiscono le misure di sicurezza di cui tutti eravamo gi\u00e0 a conoscenza e che demandano ancora una volta alla discrezione aziendale il rispetto delle norme stesse: i 13 punti sanciscono che l\u2019interesse \u00e8 la prosecuzione dell\u2019attivit\u00e0 produttiva, le commissioni di controllo saranno interne alle aziende e quindi\u2026 \u201cchi controlla il controllore\u201d?<\/p>\n<p>E\u2019 vergognoso che governo, confindustria e confederali si riempiano la bocca di lodi al personale sanitario mentre il loro protocollo assurdamente prevede che siano sprecate, per produrre per i loro sporchi profitti, quelle mascherine che mancano negli ospedali! Si costringono gli operai a lavorare e quando un@ di loro si ammala in fabbrica che cosa si deve fare, secondo questo protocollo? Telefonare all\u2019autorit\u00e0 sanitaria, quando gli ospedali lavorano gi\u00e0 oltre il limite delle risorse!!! Bastano solo questi due punti per qualificare il protocollo appena firmato come irresponsabile e criminale, un vero oltraggio nei confronti dello sforzo immane che tutto il personale sanitario sta compiendo. Ma d\u2019altra parte abbiamo un presidente del consiglio privo di vergogna, che arriva a definire servizio pubblico il lavoro che gli operai sono costretti a svolgere, contro la propria salute, per produrre i profitti dei padroni\u2026<\/p>\n<p>Conte chiama gli operai al sacrificio per la \u201cPatria\u201d, i padroni si sfregano le mani, i confederali hanno due paginette da sventolare per dire che si son fatti valere e cercare di mantenersi agganciati alla base. Tutto come da programma? Forse no\u2026<br \/>\nPerch\u00e9 oggi \u00e8 pi\u00f9 che mai chiaro che la situazione si regge totalmente sulle spalle dei lavoratori: quelli che veramente sono in prima linea nelle corsie degli ospedali e che non solo combattono il virus, ma anche i tagli che hanno messo in ginocchio la sanit\u00e0 pubblica e tutti gli altri lavoratori che, per rispondere al loro appello, si sono dimostrati uniti e compatti nel rifiutarsi di continuare a produrre per il profitto.<br \/>\nCi volevano zitti, a lavorare fianco a fianco, senza poter fare assemblee e scioperi ma hanno avuto esattamente il contrario: questo, a padroni e Governo, fa davvero paura!<br \/>\nSono cadute le divisioni interne e sono emersi con forza gli interessi comuni della classe, prima nelle carceri, poi nelle fabbriche!<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che si sta producendo in questo momento non deve scomparire con il futuro e speriamo prossimo calo dei contagi, ma deve rimanere nel nostro vissuto: facciamone tesoro perch\u00e9 \u00e8 lo stesso sforzo che dovremmo mettere in campo per garantirci un futuro migliore del presente che sta producendo questo sistema sempre pi\u00f9 putrido, corrotto, al servizio degli interessi di pochi contro quelli collettivi!<br \/>\nPer tutto questo rinnoviamo il nostro sostegno a chi sta lavorando in prima linea contro il virus, negli ospedali, nelle ambulanze, nei laboratori, a tutti coloro, che in modo perfettamente coerente, si sono mobilitati per impedirne la diffusione, e alle numerose categorie di lavoratori costretti dal profitto padronale a recarsi al lavoro.<\/p>\n<p>La salute collettiva viene prima di profitti e guadagni!<\/p>\n<p><strong>*CENTRO POPOLARE AUTOGESTITO Fi-SUD<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 36pt;\">***<\/span><\/p>\n<h1><span style=\"font-size: 18pt;\">#iorestoacasa. E chi la casa non ce l\u2019ha?<\/span><\/h1>\n<p>15 marzo<\/p>\n<p>Al tempo dell\u2019epidemia di covid19, a Milano, viene denunciato un senzatetto: \u201cViolato il decreto\u201d, recitava uno dei titoli dei giornali un paio di giorni fa. Sembra uno scherzo, ma non lo \u00e8.<br \/>\nIn Italia \u201cstanno iniziando a fioccare i verbali redatti ai senzatetto per violazione dell\u2019articolo 650 del Codice penale\u201d, non avendo rispettato l\u2019obbligo di restare in casa per contenere la diffusione del coronavirus. Per\u00f2 si tratta di persone che, per definizione, una casa non ce l\u2019hanno. A rilanciare l\u2019sos su questa particolare situazione \u00e8 l\u2019associazione Avvocato di strada.<\/p>\n<p>Di fatto multe ai \u201csenza casa\u201d, per il fatto di non essere a casa, erano state gi\u00e0 comminate precedentemente in varie parti d\u2019Italia da Genova a Bologna. Era il frutto della follia del perseguimento della \u201csanit\u00e0 del decoro\u201d che sfociava in una forma di accanimento terapeutico.<\/p>\n<p>La percezione dell\u2019assurdit\u00e0 dell\u2019atto giudiziario veniva mitigata, stornata, attraverso la considerazione che il reo poteva andare a commettere il delitto altrove, non sotto casa nostra: il classico nascondere lo sporco sotto il tappeto. Adesso, il fatto che per affrontare l\u2019emergenza epidemica, per evitare il contagio si debba limitare ogni contatto, adesso che \u00e8 indispensabile chiudersi in casa, il fatto che qualcuno ne sia sprovvisto si coglie in tutta la sua manifesta ingiustizia.<\/p>\n<p>Che l\u2019epidemia, in un mondo classista, colpisca pi\u00f9 i poveri che i ricchi \u00e8 ormai evidente e la situazione per quanto riguarda i senzatetto lo \u00e8 ancora di pi\u00f9. Chiusi i centri di accoglienza diurni, ridotte le offerte dei pasti da parte della Caritas, sempre a Milano l\u2019Opera San Francesco \u00e8 stata per esempio costretta a chiudere la mensa e ha optato per pranzo al sacco per gli indigenti che sono stati quindi costretti a mangiare per strada. La Croce Rossa di Milano dichiara: \u201cSi sono spostati dal centro e stanno pi\u00f9 in periferia. Facciamo anche pi\u00f9 fatica del solito a rintracciarli e a spiegare loro che cosa sta succedendo. Ovviamente loro hanno una percezione molto strana della realt\u00e0, non si rendono conto dei pericoli e spesso non credono nemmeno a quello che diciamo. In pi\u00f9 non c\u2019\u00e8 cibo, non ci sono aiuti per loro, non ci sono pi\u00f9 punti di riferimento\u201d.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che all\u2019interno di una visione securitaria attraverso la quale lo Stato si circonda di apparati repressivi, pensare di usare esercito e polizia per aiutare i pi\u00f9 deboli, i pi\u00f9 esposti, non \u00e8 nelle corde del sistema. Non fa proprio parte del modo di comportarsi di detti apparati, non rientra nella loro visione. Al tempo dell\u2019epidemia a Firenze gli attivisti di Potere al Popolo insieme ad altri gruppi, spazi occupati, associazioni si sono organizzati per portare la spesa a casa alle persone anziane. E questo la dice lunga sul modo di affrontare la realt\u00e0 da parte di chi per mestiere reprime e chi \u00e8 spesso vittima di quella repressione. Sono due modi di percepire il mondo; due modi di sognare e desiderare mondi diversi.<\/p>\n<p>Al tempo delle epidemie bisogna chiudersi in casa, perch\u00e9 fuori le epidemie si muovono liberamente, fuori c\u2019\u00e8 il pericolo del contagio. Allora, chiusi in casa bisogna pensare a chi la casa non ce l\u2019ha. Distrutta dalla guerra, dai bombardamenti come in Siria con i siriani allontanati e spinti fuori, divenuti profughi e ostaggi usati per un ricatto di chi vuole stare a casa anche se quella casa \u00e8 stata spesso costruita con le risorse e a scapito di qualcun altro.<\/p>\n<p>La crisi sanitaria, economica e ambientale ci possono sbattere sotto i ponti. Ma anche no. L\u2019architettura ostile \u2013 paranoica espressione della crudelt\u00e0 intraspecifica prodotta dal sistema competitivo capitalistico \u2013 ha creato una galleria di oggetti architettonici degna di un museo degli orrori. Sotto i ponti appositi spuntoni impediscono di potersi sdraiare. Anche le panchine non possono essere usate per dormirci, ogni angolo appena pi\u00f9 protetto \u00e8 munito di dissuasori. E non siamo all\u2019interno di un film su una civilt\u00e0 distopica. Siamo qui, adesso, nelle smart city dei sindaci sceriffo.<\/p>\n<p><strong>*laboratorio perUnaltracitt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 36pt;\">***<\/span><\/p>\n<h2>La colonna infame<\/h2>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">12 marzo &#8211; di Massimo De Micco<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/90356547_419173678932893_7405560324625006592_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-74931 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/90356547_419173678932893_7405560324625006592_n.jpg\" alt=\"\" width=\"757\" height=\"1015\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/90356547_419173678932893_7405560324625006592_n.jpg 757w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/90356547_419173678932893_7405560324625006592_n-224x300.jpg 224w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/90356547_419173678932893_7405560324625006592_n-600x804.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 757px) 100vw, 757px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>*Massimo De Micco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 36pt;\">***<\/span><\/p>\n<h1><span style=\"font-size: 18pt;\">Coronavirus, stiamo a casa, ma non in silenzio<\/span><\/h1>\n<p>12 marzo<\/p>\n<p>E\u2019 il momento di mettere in campo una grande solidariet\u00e0 collettiva. L\u2019epidemia di Covid 19 continua a estendersi e il sistema sanitario \u00e8 a rischio collasso, con il serio pericolo che, se il contagio non si ferma, le fasce pi\u00f9 esposte, anziani con patologie pregresse, non possano ricevere le adeguate cure. In questa fase, tutte e tutti dobbiamo assumere la grande responsabilit\u00e0 di fare la nostra parte per fermare il contagio e permettere all\u2019insieme della collettivit\u00e0 di poter tornare, in un tempo pi\u00f9 o meno lungo, alla normalit\u00e0.<\/p>\n<p>In questo tempo le nostre vite sono state interamente stravolte e all\u2019ansia generale di essere di fronte a qualcosa che al momento non si riesce a governare si \u00e8 sommata la necessit\u00e0 di riorganizzare la quotidianit\u00e0 di bambine\/i, giovani, adulte\/i e anziane\/i.<\/p>\n<p>Tutti desideriamo tornare alla normalit\u00e0, per questo tutti dobbiamo rimanere a casa.<\/p>\n<p>Ma siamo cos\u00ec sicuri di voler tornare alla normalit\u00e0? Non \u00e8 esattamente quella normalit\u00e0 la causa principale di dove siamo ora finiti?<\/p>\n<p>Per questo dobbiamo rimanere a casa, ma non dobbiamo assolutamente rimanere in silenzio.<\/p>\n<p>Proviamo allora a riflettere su alcune cose che questa drammatica esperienza ci ha insegnato.<\/p>\n<p>Usciremo dall\u2019emergenza Covid 19 e ci proporranno la nuova emergenza economico-finanziaria.<\/p>\n<p>Le misure adottate per fermare il Coronavirus comporteranno una crisi economica paragonabile almeno a quella del 2007\/2008. E le misure che verranno proposte per uscirne saranno le medesime: trappola del debito e politiche di austerit\u00e0. Magari con un governo di unit\u00e0 nazionale per poterle applicare meglio.<\/p>\n<p>Grazie alla trappola del debito, ogni anno paghiamo 60 miliardi di interessi e dal 1980 ne abbiamo gi\u00e0 pagati quasi 4000. Possiamo continuare a pensare che il debito pubblico \u00e8 la priorit\u00e0 o \u00e8 tempo per rimettere tutto in discussione? Sono le banche e i fondi d\u2019investimento a salvarci dalle emergenze sanitarie?<\/p>\n<p>Grazie alle politiche di austerit\u00e0 abbiamo tagliato tutta la spesa per istruzione, ricerca, sanit\u00e0, previdenza sociale. Possiamo continuare a pensare che il pareggio di bilancio finanziario venga prima del pareggio di bilancio sociale, ecologico e di genere?<\/p>\n<p>Deve ripartire l\u2019economia?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/5cde7fdc2400006f077f0985.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-74844 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/5cde7fdc2400006f077f0985.jpeg\" alt=\"\" width=\"630\" height=\"424\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/5cde7fdc2400006f077f0985.jpeg 630w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/5cde7fdc2400006f077f0985-300x202.jpeg 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/5cde7fdc2400006f077f0985-600x404.jpeg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Su questo tutti si affannano e reclamano qualsiasi ripartenza purchessia. E c\u2019\u00e8 chi come Confindustria chiede gi\u00e0 di dirottare i fondi del \u201cGreen New Deal\u201d sulla realizzazione delle grandi opere. Come se la proliferazione dei virus degli ultimi decenni non fosse esattamente il frutto di un modello economico estrattivo che ha devastato gli equilibri ecologici e che, con la crisi climatica, non potr\u00e0 che provocare ulteriori conseguenze (quanti virus sono sepolti da millenni nei ghiacci che si stanno sciogliendo?). Possiamo continuare su questo modello o \u00e8 venuto il momento di una drastica inversione di rotta verso un\u2019economia socialmente ed ecologicamente orientata, con al centro solo l\u2019interesse generale?<\/p>\n<p>Ora sappiamo cos\u2019\u00e8 la precariet\u00e0<\/p>\n<p>In queste settimane abbiamo tutte\/i sperimentato cosa vuol dire la precariet\u00e0 in senso esistenziale: le nostre certezze, i nostri riti quotidiani, i nostri universi relazionali sono stati messi a soqquadro e tutte\/i abbiamo dovuto prendere atto della fragilit\u00e0 intrinseca della vita umana e sociale.<\/p>\n<p>Ma moltissime donne e uomini, esattamente in queste settimane, hanno fatto conti anche pi\u00f9 concreti e drammatici su cosa significhi non avere un reddito perch\u00e9 si ha da sempre un lavoro precario e non garantito. Possiamo far ripartire il carrozzone economico basandolo sulla conferma e l\u2019estensione della precariet\u00e0? Avere una garanzia di reddito ha a che fare con la salute oppure no?<\/p>\n<p>Ora sappiamo cos\u2019\u00e8 il mercato<\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 una dimostrazione lampante del fallimento del mercato \u00e8 esattamente quella che stiamo sperimentando in queste settimane. Il possibile collasso del sistema sanitario italiano \u00e8 stato abbondantemente preparato dal pensiero unico del mercato, quello che ha imposto tagli draconiani alla spesa pubblica sull\u2019altare dei vincoli di bilancio.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 sempre pi\u00f9 chiaro come la ricerca scientifica gestita dal mercato si attivi sempre e solo dopo l\u2019emergenza, con l\u2019esigenza di fare profitti sui vaccini, e mai prima perch\u00e9 non vi \u00e8 alcuna remunerazione dei profitti nella prevenzione.<\/p>\n<p>Il mercato basa le sue leggi sulle capacit\u00e0 economiche delle persone, non riconosce alcun diritto universale. Beni comuni, servizi pubblici e diritti possono continuare ad essere consegnati al mercato?<\/p>\n<p>In fin dei conti, si tratta sempre di democrazia<\/p>\n<p>Tutto quello che ci aspetta dopo l\u2019emergenza sanitaria avr\u00e0 molto a che fare con la democrazia. Dovremmo fare tesoro del paradosso di questi tempi: oggi viene chiesto a tutte e tutti di farsi carico del bene collettivo della salute e della solidariet\u00e0 con le fasce pi\u00f9 esposte; domani verr\u00e0 chiesto a tutte e tutti di farsi nuovamente da parte per delegare ogni scelta ai poteri forti, magari ad un governo di unit\u00e0 nazionale (Draghi premier?) che proseguir\u00e0 nell\u2019espropriazione collettiva di tutto quello che ci appartiene.<\/p>\n<p>Per tutto quanto sopra detto, oggi dobbiamo essere responsabili e rimanere a casa.<\/p>\n<p>Per tutto quanto sopra detto, domani dovremo essere altrettanto responsabili e riempire le piazze.<\/p>\n<p><strong>*Marco Bersani, Attac Italia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 24pt;\">***<\/span><\/p>\n<h1><span style=\"font-size: 18pt;\">I limiti dell\u2019ubbidienza<\/span><\/h1>\n<p>15 marzo<\/p>\n<p>L\u2019esistenza ai tempi delle epidemie si fa pi\u00f9 introversa, ma non per la mancanza delle relazioni, non per mancanza dell\u2019altro, che pure pesano, ma per il fatto di dover ripensarsi all\u2019interno della nuova contingenza. La nostra fragilit\u00e0 si rende manifesta reclamando un\u2019attenzione che ci porta a rivedere tutti i nostri comportamenti. Riduce i nostri spazi di manovra, le nostre relazioni, ci chiude nella casa rifugio. Emergono categorie mentali come quella di rischio da dover affrontare, che nel ripetersi scontato del quotidiano fuori dell\u2019emergenza non avevano spazio.<\/p>\n<p>In Cina gli strumenti del capitalismo della sorveglianza hanno aiutato a combattere l\u2019epidemia. Lo stato \u2013 e per suo tramite le istituzioni sanitarie \u2013 avevano a disposizione la mappatura degli spostamenti di quasi tutta la popolazione. Con gli stessi strumenti di mappatura si \u00e8 anche controllato che le quarantene e le ingiunzioni a non spostarsi fossero rispettate. Si \u00e8 anche potuto individuare le persone che avevano avuto incontri con quelle infettate per metterle in quarantena e contrastare la diffusione del virus. Questo ha reso l\u2019invasione della privacy pi\u00f9 tollerabile, se non auspicabile. Il fatto \u00e8 che questo oscuro spiare \u00e8, in questo caso, in mano ad un ente super parte che opera per il bene comune e non per il proprio bene. Le cose sono diverse quando invece lo stato ti spia per costringerti all\u2019ubbidienza, quando il tiranno ti spia e ti controlla. Quando il privato ti spia, ti controlla e ti induce a fare qualcosa in vista soltanto del proprio interesse.<\/p>\n<p>Ma i limiti dell\u2019ubbidienza hanno a che fare anche con la dimensione della paura. Conoscere e vivere a partire dalla propria fragilit\u00e0 vuole dire non trasformarla in debolezza che apre le porte alla paura. Non trasformare un\u2019inquietudine in paura. Nell\u2019episodio di Calipso Ulisse vuole andare via dall\u2019isola edenica che la ninfa gli offre. Ad Ulisse viene offerta un\u2019immortalit\u00e0 riempita dall\u2019eterno amore della semi dea. Nessuna conquista da fare, nessuna fatica. La dimensione umana, quella dei mortali, fatta di paure e desideri \u00e8 sospesa. La vita dell\u2019eroe diventer\u00e0 anonima e immersa in un anomia giustificata dall\u2019assenza dell\u2019altro. L\u2019immortalit\u00e0 cancella la sua fragilit\u00e0. Calipso lo ama, anche ricambiata, ma non sa renderlo felice. Ulisse non \u00e8 sordo all\u2019amore della ninfa, ma la sua anima si strugge in questa nuova situazione. Lo stallo, quella della ninfa e dell\u2019eroe, si supera soltanto permettendo a quest\u2019ultimo di mostrare in termini evidenti il proprio carattere che poi sarebbe proprio l\u2019aspetto umano e vitalistico contrapposto all\u2019indolenza eterna della ninfa e degli dei. Perch\u00e9 quello che Calipso offre ad Ulisse \u00e8 il non sopraggiungere della morte, ma in cambio, o meglio, quel che resta \u00e8 una forma di anonimato che in qualche modo equivale alla morte stessa. Gli dei ascoltano la preghiera di Ulisse e impongono alla ninfa di farlo ripartire, di restituirgli la dimensione umana. Per l\u2019umanit\u00e0 della Grecia classica l\u2019esistenza era un intreccio di legami e opposizioni tra i vari clan, tra questi e la citt\u00e0, tra il singolo e i suoi antenati che lo determinavano nell\u2019appartenenza. L\u2019esistenza di s\u00e9 negli altri era legata alla memoria e la memoria, il poter diventare antenato, era in diretta connessione con le imprese, con le azioni che potevano essergli attribuite. L\u2019immortalit\u00e0 era figlia della fragilit\u00e0 umana, in un certo senso era figlia del suo essere mortale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Trionfo_della_morte_gi\u00e0_a_palazzo_sclafani_galleria_regionale_di_Palazzo_Abbatellis_palermo_1446__affresco_staccato.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-74963 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Trionfo_della_morte_gi\u00e0_a_palazzo_sclafani_galleria_regionale_di_Palazzo_Abbatellis_palermo_1446__affresco_staccato.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"855\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Trionfo_della_morte_gi\u00e0_a_palazzo_sclafani_galleria_regionale_di_Palazzo_Abbatellis_palermo_1446__affresco_staccato.jpg 1024w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Trionfo_della_morte_gi\u00e0_a_palazzo_sclafani_galleria_regionale_di_Palazzo_Abbatellis_palermo_1446__affresco_staccato-300x250.jpg 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Trionfo_della_morte_gi\u00e0_a_palazzo_sclafani_galleria_regionale_di_Palazzo_Abbatellis_palermo_1446__affresco_staccato-768x641.jpg 768w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Trionfo_della_morte_gi\u00e0_a_palazzo_sclafani_galleria_regionale_di_Palazzo_Abbatellis_palermo_1446__affresco_staccato-600x501.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Chiusi in casa per sempre, spiati per sempre, ubbidienti alle regole per sempre, non \u00e8 vita. La fragilit\u00e0 trova il coraggio di allungare una mano verso l\u2019altro, non ora, ma prima o poi bisogna uscirne, bisogner\u00e0 aver capito che bisogna fare i conti con la paura e i controlli. La paura ci costringe a un\u2019autorepressione, ci consegna nelle mani del tiranno. Il potere si esercita in particolar modo quando l\u2019assoggettamento \u00e8 volontario,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2019\/11\/26\/che-cose-il-potere\/\">dice Byung-Chul Han<\/a>. Il coraggio non \u00e8 avere sprezzo del pericolo, il coraggio \u00e8 allungare la mano verso l\u2019altro, scongiurare la paura dell\u2019altro. Lo sprezzo della morte da parte di Ulisse \u00e8 semplicemente accettare la dimensione umana, la dimensione biologica, mettersi dalla parte dei mortali e non da quella degli dei. Accettiamo lo stato di eccezione, ma vegliamo affinch\u00e9 a tempo debito cessi.<\/p>\n<p>L\u2019ecocidio scombina le regole naturali e l\u2019algoritmo, costruito in base a queste regole, ricostruisce il mondo in base a una mappa. Ma la mappa non \u00e8 il mondo. L\u2019ecocidio scombina il mondo, ma non la mappa. Non possiamo avere cos\u00ec tanta fiducia nell\u2019algoritmo. Non possiamo fidarci ciecamente. Non possiamo farci condizionare dall\u2019algoritmo. Non possiamo delegare senza esercitare il controllo.<\/p>\n<p><strong>*Gilberto Pierazzuoli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 24pt;\">***<\/span><\/p>\n<div class=\"entry-header\">\n<h1 class=\"entry-title\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Coronavirus, lavoro e turismo, adesso conviene\u2026 comprare<\/span><\/h1>\n<p>15 marzo &#8211; di Stefania Valbonesi<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>Coronavirus e lavoro, a Firenze fa quasi rima con coronavirus e turismo. Perch\u00e9 se il covid19 mette in ginocchio l\u2019economia italiana, sono i pi\u00f9 deboli della catena a prendere le mazzate pi\u00f9 pesanti, gli invisibili del lavoro nero, delle partite iva, dei contratti creativi come quelli a chiamata, su su fino ai contratti a tempo determinato o a quelli che non corrispondono affatto all\u2019effettiva natura e carico di lavoro. Il che a Firenze si traduce, in buona parte, con l\u2019occupazione, fragile e cattiva, come testimoniano i report dell\u2019Irpet e dei sindacati, che gira attorno al turismo, buona parte del famoso \u201cindotto\u201d.<\/p>\n<p>Lavoro \u201ccattivo\u201d, tant\u2019\u00e8 vero che\u00a0<strong>il primo licenziamento da coronavirus a Firenze \u00e8 proprio nell\u2019ambito del settore alberghiero<\/strong> ricettivo. L\u2019operatore \u00e8 dipendente di una cooperativa con appalti presso le strutture ricettivo-alberghiere di Firenze; strutture che, a causa della ben nota contingenza di pandemia, sono in fase o di chiusura o di forte diminuzione dell\u2019attivit\u00e0 per le disdette ricevute. A causa della situazione, si legge nella lettera di licenziamento, non potendo la cooperativa avvalersi delle attivit\u00e0 delle operatore in altri settori aziendali, \u201cLa sua attivit\u00e0 lavorativa non pu\u00f2 pi\u00f9 essere proficuamente utilizzata dalla Cooperativa\u201d. Dunque, la cooperativa recede dal rapporto \u201cper giustificato motivo oggettivo\u201d. Licenziamento con effetto immediato a far data dal ricevimento della lettera. Al posto dello svolgimento del preavviso contrattuale (da cui la cooperativa \u201cesonera\u201d il lavoratore), verr\u00e0 corrisposta la relativa indennit\u00e0 sostitutiva. Spettanze di fine rapporto con l\u2019ultima busta paga, una volta contabilizzate. come testimoniano i report dell\u2019Irpet e dei sindacati, che gira attorno al turismo, buona parte del famoso \u201cindotto\u201d.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 tutto qui. Un altro rischio infatti potrebbe pendere su Firenze,<\/p>\n<p>Infatti, il mercato degli investimenti alberghieri (quelli dei grandi fondi immobiliari, che ha visto pochi giorni fa un grande \u201ccolpo\u201d da parte della societ\u00e0 di Taiwan, la Lcd di Nelson Chang, che ha acquistato per 24 milioni il prestigioso Palazzo Serristori con giardino, per costruirvi undici prestigiose residenze di lusso, e gode di ottima salute) non sembra affatto intaccato dall\u2019andamento generale. Del resto, come spiega un articolo del quotidiano on line T.P.I. it che ha interpellato Michele Maria Coscioni, consulente esperto nel mercato alberghiero, tale mercato riguarda per la maggior parte transazioni con un orizzonte temporale per l\u2019apertura delle strutture di circa uno-due anni, dovuto in larga parte a ristrutturazioni e conversioni.\u00a0<strong>Un mercato dunque che, proprio grazie alla crisi, potrebbe essere ancora pi\u00f9 appetibile per i grandi fondi internazionali<\/strong>, che potrebbero spuntare ottimi affari su strutture che, magari gi\u00e0 indebolite dalle svariate difficolt\u00e0 del mercato, potrebbero non essere in grado di superare quest\u2019ultima, criticissima contingenza. Insomma a livello di business legato al proprio patrimonio immobiliare, in particolare per l\u2019accoglienza, Firenze, se non fa gola ora, torner\u00e0 a far gola. E in molti lo sanno.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/191833072-cb84a2c6-dffa-4372-800e-071b8f1f2297.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-74977 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/191833072-cb84a2c6-dffa-4372-800e-071b8f1f2297.jpg\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/191833072-cb84a2c6-dffa-4372-800e-071b8f1f2297.jpg 540w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/191833072-cb84a2c6-dffa-4372-800e-071b8f1f2297-300x133.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Se questo \u00e8 il capitolo patrimonio immobiliare e turismo alberghiero torniamo a guardare al lavoro ai tempi del coronavirus, a Firenze. Cominciamo dai casi, tutti fiorentini. C\u2019\u00e8 quello di Pietro, disoccupato, con contratto quasi concluso per un lavoro di cameriere in un ristorante, che ovviamente dall\u2019inizio del coronavirus non ha pi\u00f9 visto niente: n\u00e9 proprietario, n\u00e9 contratto. \u201cDopo aver aspettato per mesi questo lavoro \u2026.\u201d commenta. E magari averci pure contato per mettersi in pari, con le bollette ad esempio. O per allargare il parco alimentare, magari uscendo dal confine di pasta e pane. \u201cDieta mediterranea forzata\u201d, scherza. O quello di Angela che, in ferie per ragioni di salute, viene convocata dal ristoratore per firmare, insieme ai colleghi, un contratto che modifica l\u2019orario, a 20 ore settimanali. O ancora, Raul, contratto a chiamata\u2026. mai pi\u00f9 chiamato. O Andrea e Livia, entrambi contratto a tempo determinato, con speranze di rinnovo. Non ora, per\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cIl vero problema \u2013 commentano dai Cobas \u2013 \u00e8 che queste segnalazioni stanno diventando sempre pi\u00f9 importanti e ragionevolemnte saranno sempre in crescita. Anche se il vero snodo su cui si gioca buona parte dell\u2019economia italiana sono gli invisibili, vale a dire quei lavoratori che se ne stanno nascosti nelle pieghe dei piccoli esercizi, delle microimprese, spesso senza contratto o con contratti non riconducibili nemmeno lontanamente a quelli nazionali, magari assunti per una qualifica e attivi per un\u2019altra, timorosi, in quanto pochi e misconosciuti, di attivare denunce in quanto deboli e ricattabili\u201d. Insomma tutto un indotto di invisibili che da questa nuova e a tempo indeterminato stangata dell\u2019economia italiana usciranno non solo con le ossa rotte, ma ancora pi\u00f9 deboli e ricattabili di prima.<\/p>\n<p>Incalza l\u2019Usb: \u201cTutto il finto lavoro stabile, vale a dire smart working, lavoro a chiamata, lavoro a tempo determinato con monte ore variabili, fino ad arrivare al lavoro nero sempre negato e molto usato (e in questo frangente se ne verificher\u00e0 purtroppo la pregnanza nel crollo totale di molti redditi famigliari), comprendendo ovviamente anche partite Iva e lavoratori autonomi, sta andando incontro a forzature che ne rivelano le fragilit\u00e0 e che porteranno a gravi conseguenze sul reddito medio delle famiglie. Tutto \u00e8 collegato. Nel caso della decisione di chiudere tutto, sar\u00e0 un costo che si abbatter\u00e0 sull\u2019intera collettivit\u00e0. Per questo riteniamo che si dovrebbe prevedere l\u2019accesso al reddito di cittadinanza per tutte le categorie che non possono accedere a una cassintegrazione\u201d.<\/p>\n<p><strong>*Stefania Valbonesi<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 36pt;\">***<\/span><\/p>\n<div class=\"entry-header\">\n<h1 class=\"entry-title\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Coronavirus, ciechi e sordi di fronte alle altrui fragilit\u00e0<\/span><\/h1>\n<\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: right;\"><em>\u201cQuando sentiremo l\u2019ultimo avviso del \u2018Si chiude!\u2019,<br \/>\n<\/em><em>solo allora il terrore, come molla, ci butter\u00e0 in piedi<br \/>\n<\/em><em>al grido di \u2018Vogliamo campare!\u2019.<br \/>\n<\/em><em>Eh no: \u00c8 troppo tardi, coglioni!\u201d<br \/>\n<\/em><em>Dario Fo in \u201cL\u2019Apocalisse rimandata, benvenuta catastrofe\u201d<\/em><\/p>\n<p>Le ultime vicende sul virus, secondo me, stanno facendo emergere una\u00a0<strong>retorica dei buoni sentimenti, ipocrita e stucchevole<\/strong>: \u201cvedrete che ce la faremo\u201d, \u201cvedrete che gli Italiani non sono da meno a nessuno\u201d, \u201canche nell\u2019isolamento dobbiamo essere solidali con gli altri e riscoprire il volto dell\u2019altro\u201d, \u201cdobbiamo riscoprire gli affetti pi\u00f9 intimi\u201d, e cosi via.<\/p>\n<p>Tutto bene, mi chiedo per\u00f2 dov\u2019erano questi buoni sentimenti di fronte a una fragile umanit\u00e0 che veniva e tuttora viene dal mare e continua ad accalcarsi nei nostri porti, sulle nostre coste. Erano l\u00ec ad accoglierli affettuosamente, a braccia aperte, consapevoli delle tragedie da cui questi nostri fratelli scappavano o assecondavano le animalesche urla del \u201cPrima gli Italiani\u201d?<\/p>\n<p>Ora siamo noi i colpiti, i fragili, ed ecco che<strong>\u00a0abbondano melliflue considerazioni di fratellanza, di solidariet\u00e0, di buonismo d\u2019accatto e a responsabilit\u00e0 limitata.<\/strong><\/p>\n<p>Mi chiedo cosa fanno questi uomini e queste donne\u00a0<strong>di fronte alle migliaia di migranti fantasmi costretti a sopravvivere<\/strong>\u00a0in Italia, nel nostro Bel Paese, in condizioni subumane nel fondo di lerci capannoni industriali o in putride baracche, nei ghetti delle nostre campagne, dal nord al sud Italia. Ammassati senza alcuna speranza, se non quella di resistere in condizioni paraschiavistiche.<\/p>\n<p>E che dire di quanto accade ai confini della Grecia dove un\u2019umanit\u00e0 dolente \u00e8 presa tra due fuochi, quello greco e quello turco, dove sono ridotti a \u201ccosa\u201d, ad<strong>\u00a0arma di pressione di dittatori guerrafondai<\/strong>\u00a0che in televisione sono mostrati come statisti di primo livello e da tenere in grande considerazione?<\/p>\n<p>Non \u00e8 finita.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/tre-scimmie.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-74706 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/tre-scimmie.jpg\" alt=\"\" width=\"797\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/tre-scimmie.jpg 960w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/tre-scimmie-300x130.jpg 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/tre-scimmie-768x334.jpg 768w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/tre-scimmie-600x261.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 797px) 100vw, 797px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Dove sono i nostri fragili benpensanti di fronte alle spietate<strong>\u00a0guerre del petrolio<\/strong>\u00a0in Siria, Libia, Afghanistan alimentate anche con armi prodotte in Italia?<\/p>\n<p>Dov\u2019erano i nostri delicati compatrioti quando i governi di centro destra e di centro sinistra\u00a0<strong>hanno massacrato la sanit\u00e0 pubblica<\/strong>\u00a0a favore di quella privata, ritenuta a torto pi\u00f9 efficiente, invece solo ben pi\u00f9 remunerativa per i soliti ricchi?<\/p>\n<p>La soppressione di numerose specie viventi e la esposizione di tante altre, le api per esempio, ai venefici trattamenti dell\u2019agricoltura chimica, hanno visto i fragili italiani ben determinati a difendere quanto veniva e viene distrutto?<\/p>\n<p>Dov\u2019erano tutti questi che ora ci richiamano alla responsabilit\u00e0, alla solidariet\u00e0, al prendersi cura del prossimo?<\/p>\n<p>Mai visti e mai sentiti.\u00a0<strong>Ciechi e sordi di fronte alla cura delle altrui fragilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cPaiono traversie ma sono opportunit\u00e0\u201d ci ricorda Giambattista Vico. Ed \u00e8 proprio ci\u00f2 che dovremmo fare,\u00a0<strong>ribaltare la pandemia in una nuova consapevolezza<\/strong>, in un nuovo modo di stare al mondo al di fuori di ogni presunzione di superiorit\u00e0 di specie e di ogni presunzione di vivere nel migliore dei mondi possibili.\u00a0<strong>Conversione ecologica e pacifista<\/strong>,\u00a0<strong>conversione all\u2019accoglienza e alla convivenza<\/strong>\u00a0devono diventare i nostri non negoziabili paradigmi di riferimento.<\/p>\n<p><strong>Rinnegare e combattere la dittatura dell\u2019economia neoliberista<\/strong>.<br \/>\n<strong>Affermare il diritto alla vita e alla solidale convivenza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>*Antonio Fiorentino<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/WhatsApp-Image-2020-03-11-at-13.27.12.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-74716 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/WhatsApp-Image-2020-03-11-at-13.27.12-1024x1024.jpeg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/WhatsApp-Image-2020-03-11-at-13.27.12-1024x1024.jpeg 1024w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/WhatsApp-Image-2020-03-11-at-13.27.12-300x300.jpeg 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/WhatsApp-Image-2020-03-11-at-13.27.12-150x150.jpeg 150w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/WhatsApp-Image-2020-03-11-at-13.27.12-768x768.jpeg 768w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/WhatsApp-Image-2020-03-11-at-13.27.12-600x600.jpeg 600w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/WhatsApp-Image-2020-03-11-at-13.27.12-160x160.jpeg 160w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/WhatsApp-Image-2020-03-11-at-13.27.12-320x320.jpeg 320w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/WhatsApp-Image-2020-03-11-at-13.27.12-120x120.jpeg 120w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/WhatsApp-Image-2020-03-11-at-13.27.12.jpeg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dossier \u2013 Coronavirus \u2013 Edizione del 31 marzo 2020 Abbiamo riunito qui alcuni degli articoli riguardanti l\u2019emergenza pandemica offrendo cos\u00ec un servizio ai nostri lettori che troveranno quelle informazioni e quei ragionamenti che si sperano essere di aiuto per orientarsi in questo egualmente pandemico universo della comunicazione. 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