{"id":63758,"date":"2017-05-23T11:36:49","date_gmt":"2017-05-23T09:36:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.perunaltracitta.org\/?p=63758"},"modified":"2017-05-24T09:15:42","modified_gmt":"2017-05-24T07:15:42","slug":"licenziare-significa-disciplinare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/homepage\/2017\/05\/23\/licenziare-significa-disciplinare\/","title":{"rendered":"Licenziare significa prima di tutto disciplinare"},"content":{"rendered":"<p>Le colpe dei potenti hanno tre gradi di giudizio, vanno in prescrizione e si insabbiano, quelle presunte dei subordinati si puniscono, e subito, senza se e senza ma! E voi avete capito cosa sta succedendo?<\/p>\n<p><strong>Sui licenziamenti nel pubblico impiego<\/strong><\/p>\n<p>\u201c\u2026E dal momento che questo principio \u00e8 l\u2019ingiustizia, ecco che l\u2019uomo ingiusto diventa, regolarmente, il giusto, e non solo per effetto di un\u2019illusione o di un inganno, ma in quanto \u00e8 sostenuto dall\u2019onnipotenza della legge che governa la riproduzione della societ\u00e0\u201d<\/p>\n<p>(Adorno Theodor, 1954, [1951], <em>Minima moralia<\/em>, 1946-47, Einaudi, pag. 221)<\/p>\n<p><strong>Due pesi e due misure<\/strong><\/p>\n<p>I membri del consiglio di presidenza di Giustizia e Libert\u00e0 hanno chiesto a fine marzo 2017 le dimissioni della ministra Marianna Madia dopo l\u2019inchiesta del Fatto Quotidiano sulla sua tesi di dottorato: \u201c<strong>Il Fatto ha documentato che la tesi di Dottorato del ministro Marianna Madia contiene intere frasi plagiate da opere di altri autori<\/strong>. Comunque si vogliano leggere le percentuali di testo non originale \u00e8 un fatto molto grave, ed \u00e8 gravissimo che i grandi giornali italiani non se ne stiano occupando. Perch\u00e9 qui non si tratta di quantit\u00e0. Si tratta di qualit\u00e0, si tratta di etica\u201d. Il dottorato \u00e8 stato conseguito presso IMT di Lucca. Libert\u00e0 e Giustizia afferma: \u201cOra, questo comportamento diventa gravissimo quando riguarda chi \u00e8 ora un ministro della Repubblica. Ed \u00e8 politicamente insostenibile quando riguarda un ministro che ha proposto una riforma della Pubblica amministrazione che brandisce il vessillo della \u2018meritocrazia\u2019 e si propone la caccia si \u2018furbetti\u2019. Ora la ministra Marianna Madia ha la possibilit\u00e0 di migliorare davvero la Pubblica Amministrazione. Dimettendosi\u201d (F.Q., \u201cTesi di Dottorato copiata\u201d, Il Fatto Quotidiano, 30 marzo 2017).<\/p>\n<p>La Ministra tedesca dell\u2019istruzione Annette Schavan aveva plagiato parti della sua tesi di dottorato e il titolo le \u00e8 stato revocato dall\u2019<strong>Universit\u00e0 di Dusseldorf<\/strong> dove l\u2019aveva conseguito e la ministra ha presentato subito le dimissioni.<\/p>\n<p>La ministra Madia ha risposto minacciando \u201cvaluteranno i giudici i danni che ho subito\u201d. Da fine marzo niente pi\u00f9 nuove sul tema. Insabbiato? Timori delle denunce della ministra? Molti articoli parlano di \u201cpresunto plagio\u201d sapendo che i potenti quando vengono colpiti attaccano, possono attaccare, <strong>hanno i soldi per le cause<\/strong>, a differenza di chi sta in basso. <strong>Con il nuovo testo unico sul pubblico impiego, noto come Madia, fra le cause di licenziamento ci sono \u201cle false attestazioni per ottenere posti e promozioni\u201d<\/strong>. Le regole evidentemente sono per i sudditi, non per i re, per questo vanno calpestati.<\/p>\n<p><strong>Non abbiamo letto nulla su questo argomento su Toscana Notizie<\/strong><\/p>\n<p>Il 15 maggio 2017 su Toscana Notizie appare uno scarno comunicato: \u201cIn applicazione di quanto previsto dalle nuove regole in materia di sanzioni disciplinari nella pubblica amministrazione, un dipendente della Regione Toscana \u00e8 stato licenziato per falsa attestazione in servizio tramite timbratura del cartellino. Il provvedimento \u00e8 stato preso dall\u2019ufficio disciplina nei giorni scorsi, sulla base della cosiddetta normativa Madia che ha introdotto la procedura abbreviata\u201d (Paolo Ciampi, \u201cLicenziato dipendente\u201d, Toscana Notizie, 15 maggio 2017).<\/p>\n<p>Cos\u00ec apprendiamo che in Italia si possono insabbiare i processi per le stragi di stato, si possono non punire le torture avvenute durante il G8 di Genova 2001 perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 una legge sul reato di tortura, apprendiamo che non \u00e8 un reato grave che presuppone il licenziamento in tronco la tangente che ruba miliardi ai fondi pubblici, ma lo \u00e8 l\u2019uso scorretto del cartellino, \u00e8 ovvio, non si pu\u00f2 non punire l\u2019uso scorretto del cartellino! Sar\u00e0 perch\u00e9 <strong>in una societ\u00e0 capitalista il tempo \u00e8 denaro<\/strong>, peccato che lo stipendio del pubblico dipendente, non del raccomandato, ma di quello assunto con concorso, (e non del dirigente che \u00e8 super-pagato) in Italia sia simile a un sussidio di disoccupazione di altri paesi europei! Visto che un\u2019ora del lavoro del funzionario della Regione Toscana \u00e8 pagata 10 euro lordi, e noi le tasse le paghiamo per intero, si tratta di ben poca cosa dal punto di vista economico, quando parliamo di una frazione di tempo in meno di lavoro.<\/p>\n<p>Inoltre la pena per l\u2019uso scorretto del cartellino non differenzia una scollamento di pochi minuti da assenze protratte perch\u00e9 queste sottigliezze sono delegate ai giudici che in questo caso possono intervenire solo quando la sanzione \u00e8 comminata. Ma la punizione \u00e8 urgentissima?!<\/p>\n<p>Va ricordato che l\u2019assenza dal lavoro senza giustificazione era gi\u00e0, prima di Madia, una delle ragioni di licenziamento nel pubblico impiego. In questo caso invece il licenziamento in tronco senza nessun grado di giudizio, avviene non per assenza dal lavoro, ma per \u201cfalsa attestazione in servizio tramite timbratura del cartellino\u201d, che pu\u00f2 ridursi ad un mero errore nella timbratura. <strong>Licenziamento immediato che come sappiamo non \u00e8 previsto per reati ben pi\u00f9 gravi (mafia e tangenti)<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La presunzione di colpevolezza<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma i giornalisti che scrivono sul tema con tanto odio per i dipendenti pubblici, hanno mai timbrato, da un minimo di quattro a sei volte al giorno o pi\u00f9?<\/strong> Hanno mai riempito gli estenuanti moduli in burocratese che devono giustificare tutti i permessi personali, ma anche il servizio esterno alla sede, la missione, il corso di formazione etc, etc? Sanno che in caso di missione per i dipendenti della Regione Toscana il tempo di viaggio non \u00e8 considerato tempo di lavoro e quindi si configura come un tempo di lavoro non retribuito? Sanno che va fatta una timbratura e compilato un modulo per ogni piccolo spostamento? La disposizione che va effettuato servizio esterno (cio\u00e8 lavoro fuori dalla sede di servizio, tipicamente in altra sede della regione ma nella stessa citt\u00e0 della propria sede), o missione (fuori dalla propria citt\u00e0 di assegnazione) \u00e8 del dirigente ma il dipendete deve compilare il modulo di richiesta del servizio esterno e inoltrarla allo stesso dirigente, come se chiedesse un permesso personale, poi deve compilare quella dello svolgimento del servizio esterno, o svolgimento della missione, ovviamente dopo e solo se il dirigente ha vidimato il permesso per il servizio esterno o la missione. E sanno che se il dipendente va in missione oltre a chiedere di andare in missione attraverso un modulo, deve pure comprarsi i biglietti e chiedere l\u2019anticipo? No, questo trattamento che presume la colpa non \u00e8 un trattamento destinato a tutti i lavoratori: probabilmente per i giornalisti viene valutato come lavorano, non ogni singolo spostamento (per esempio l\u2019interruzione del lavoro per cibo, gabinetto, caff\u00e8, bottiglietta d\u2019acqua, dopotutto siano esseri umani), ritenuto irrilevante ai fini della loro attivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il lavoro dei dipendenti pubblici \u00e8 sottoposto a molteplici vagli<\/strong>: oltre alla timbratura del cartellino che segna la presenza in servizio, c\u2019\u00e8 la valutazione degli apporti individuali contenuti nei piani di lavoro ogni sei mesi con tanto di voti (da 0 a 7) sui vari compiti e attivit\u00e0 e sui vari comportamenti. Poi ci sono gli strumenti elettronici: telefono e computer. Su ogni computer \u00e8 installato un software che \u00e8 in grado di controllare tutto proprio come immaginato dal Orwell, ma ovviamente \u00e8 a fin di bene, contro i cattivi, ma questo lo credono solo i fessi e i criminali che ritengono che il fascismo sia contro il male, e non il male in s\u00e9.<\/p>\n<p><strong>La cosa sconcertante \u00e8 che la Regione Toscana fa seguire i corsi anti-corruzione obbligatori ai dipendenti che non hanno nessun potere decisionale e non a chi potrebbe essere corrotto, perch\u00e9 prende decisioni discrezionali (compresi i politici esentati ovviamente da questi corsi che sono uno scarica barile a cui non crede nessuno)<\/strong>. Ma siamo in un paese che non ha fatto i conti con il fascismo e se ne sente ancora il peso.<\/p>\n<p>Sui giornali che parlano del licenziamento nessuno ha usato la formula \u201cpresunto uso scorretto del cartellino\u201d. Sintomo che non temono cause contro di loro. <strong>I subordinati non fanno paura<\/strong>, si presume che non siano in grado di difendersi. E in un paese che ha fatto dell\u2019ingiustizia la sua bandiera purtroppo questo \u00e8 in parte vero. Ma la storia ci insegna che una strada c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p><strong>Punire in basso a casaccio per salvaguardare i veri colpevoli del dissesto del paese<\/strong><\/p>\n<p>Tutti in regione sanno che l\u2019obbligo ad un orario di lavoro giornaliero predefinito ce l\u2019hanno solo i dipendenti e non i dirigenti (e questo \u00e8 vero in tutta Italia in base al CCNL per il personale con qualifica dirigenziale del comparto regione- autonomie locali del 10\/4\/1996). Quindi lo stesso comportamento del dipendente licenziato se adottato da un direttore o un dirigente non avrebbe comportato il licenziamento. Il CCNL citato infatti non prevede riferimenti all\u2019entit\u00e0 del debito orario giornaliero del dirigente, n\u00e9 tanto meno esiste un orario predefinito, quindi risultano prive di rilievo le assenze orarie. I contratti sono differenti, ma siccome non sono una legge di natura, n\u00e9 una legge divina, ma una legge elaborata dai parlamenti e dai governi, il responsabile di questa iniqua differenza \u00e8 presto trovato. E quindi? <strong>Due pesi e due misure, e questo \u00e8 il nocciolo sella questione<\/strong>. I direttori sono scelti dal presidente della regione e quindi automaticamente leali al politico in modo diretto, non mediato dalle leggi, come dovrebbe essere; i dirigenti sono scelti dai direttori che sono scelti dalla politica; le posizioni organizzative sono scelte dai direttori. Restava fuori dalla cooptazione il funzionario che poteva appunto applicare la legge e applicare la ragione tecnica e non rispondere direttamente all\u2019ordine del politico. Ora, facendo capire ai dipendenti che la discrezionalit\u00e0 \u00e8 massima e prima o poi tutti possono incorrere in un piccolo errore, con gravi conseguenze, il pubblico dipendente verr\u00e0 disciplinato. Anche quello che aveva deciso di accettare di non fare carriera per non asservirsi alle richieste del potere, non mediato appunto dalla legge. Ecco lo scopo della campagna contro i dipendenti pubblici: <strong>disciplinare, ma non per servire meglio la collettivit\u00e0, ma per servire meglio le \u00e9lite al potere<\/strong>, senza discussioni e anche al di fuori della legge, ma legalmente, \u00e8 ovvio. Tutto quello che fa l\u2019\u00e9lite al potere \u00e8 legale per definizione. E quello che \u00e8 fuori per una svista, presto va in prescrizione o diventa legge. Ma attenti a chi non timbra correttamente il cartellino! Che criminali! Mi rubano preziosi centesimi!<\/p>\n<p><strong>Il valore dell\u2019autonomia: per sostenere il bene comune<\/strong><\/p>\n<p>Se guardiamo in prospettiva il diritto del lavoro vediamo lontano lontano, un periodo di grande forza negli anni Settanta che poi \u00e8 stato smontato pezzo per pezzo con accuratezza certosina. Qui siamo all\u2019ultimo stadio: limitandoci al discorso sul pubblico impiego, ormai quasi tutto quanto il dipendente pubblico pu\u00f2 ottenere in termini di miglioramento economico e di qualit\u00e0 del lavoro, come la soddisfazione nel lavoro, dipende dalla discrezionalit\u00e0 del direttore e del dirigente. Questo esclude un punto focale per la qualit\u00e0 del lavoro nel pubblico impiego: il dover rendere conto alla collettivit\u00e0 e non al singolo dirigente con incarico politico e quindi di parte. Il pubblico dipendente dovrebbe rispondere all\u2019interesse collettivo (della maggioranza, delle classi subalterne) e non ai politici al potere, i cui ordini dovrebbero essere mediati dalle leggi, uguali per tutti, almeno fino a quando le leggi non cambiano. Ricordiamo che l\u2019obbligo del concorso pubblico nel pubblico impiego e quindi il diniego della cooptazione dei funzionari pubblici da parte dei politici, nella nostra costituzione repubblicana era dovuto all\u2019obiettivo di evitare rapporti funzionario-politico troppo stretti che avrebbero potuto portare ad asservimenti illeciti, alla corruzione e agli scandali che hanno caratterizzato la storia italiana dalla nascita dello stato.<\/p>\n<p><strong>Lo scopo della punizione esemplare per l\u2019uso improprio del cartellino \u00e8 semplice: disciplinare i dipendenti pubblici, obbligarli ad applicare senza farsi domande gli ordini impartiti<\/strong>, il comando \u00e8 comando. <strong>Rompere le ultime riluttanze a vedersi come ruote di un ingranaggio e non come persone tutte intere<\/strong> che vogliono far funzionare bene un ente pubblico perch\u00e9 ha effetti sulla vita di tutti noi, compresi i lavoratori. Non si guarda alla qualit\u00e0 del lavoro perch\u00e9 questo metterebbe in crisi tutte le bande di raccomandati incapaci di scrivere una frase che stia in piedi. E mostrerebbe che la qualit\u00e0 dei servizi e delle normative offerte dalla pubblica amministrazione dipendono dall\u2019organizzazione del lavoro ordinata dal datore di lavoro (direttori e dirigenti) e non dalla buona volont\u00e0 dei singoli che si scontra contro i muri del \u201cnon disturbare il manovratore, sa lui cosa \u00e8 meglio per tutti\u201d, detto in altri termini, come ci ricordano sempre nel corso delle trattative sindacali, l\u2019organizzazione del lavoro \u00e8 competenza del datore di lavoro, \u00e8 sotto gli occhi di tutti con quali conseguenze.<\/p>\n<p><strong>Il vero scopo: disciplinare mentre noi vogliamo salvaguardare e riprodurre i beni comuni<\/strong><\/p>\n<p>Il fatto di non timbrare correttamente pu\u00f2 comprendere casi cos\u00ec diversi, che trattarli tutti come se fossero uguali \u00e8 davvero ingiusto. D\u2019altra parte i tre gradi di giudizio dovrebbero servire proprio a discernere i casi in cui non \u00e8 come sembra. In cui si deve usare il \u201cpresunto\u201d non per paura di cause ma per il rispetto dell\u2019altro. Invece questo \u00e8 uno dei casi in cui non c\u2019\u00e8 discussione. In caso di licenziamento in tronco non c\u2019\u00e8 nessun grado di giudizio, altroch\u00e9 tre. Ma lo stesso non avviene in Italia per le tesi di dottorato copiate: nessun automatismo, decider\u00e0 il giudice, chiss\u00e0 quando.<\/p>\n<p>Le leggi le fanno i governi e i parlamenti e il fatto che la tangente in flagrante non provochi il licenziamento in tronco, mentre l\u2019uso scorretto del cartellino lo provoca, dovrebbe far pensare e far capire a cosa serve questa regola.<\/p>\n<p>Serve a <strong>spaventare<\/strong> i pubblici dipendenti, a disciplinare i dipendenti pubblici ma non con lo scopo di farli lavorare di pi\u00f9 e meglio (e d\u2019altra parte chi ha mai ottenuto qualcosa di buono attraverso la violenza della classe dirigente?), ma con lo scopo di impedire la loro autonomia (slegata da lobby politiche) nel condurre il lavoro per la collettivit\u00e0. Significa che il pubblico dipendente potr\u00e0 contrastare con difficolt\u00e0 l\u2019uso improprio delle leggi, la cui interpretazione troppo facilmente cambia a seconda del potere sociale ed economico (e quindi, in un sistema che fa dell\u2019ingiustizia la sua bandiera, politico) di chi fa l\u2019istanza, a scapito dell\u2019uguaglianza di fronte alla legge; potr\u00e0 difficilmente opporsi nel caso di scelte inspiegabili dal punti di vista tecnico perch\u00e9 motivate da tangenti. Gli si toglie la possibilit\u00e0 di difendere il bene comune. Solo un dipendente pubblico rispettato e non dichiarato colpevole per definizione (addirittura furbetto, fino a prova contraria), pu\u00f2 essere il rappresentante dell\u2019interesse pubblico (dei pi\u00f9 deboli, dove essere deboli \u00e8 un pregio visto che la forza \u00e8 basata sulla cieca violenza e sulla sopraffazione e non certo sulla giustizia) e non dell\u2019interesse di chi \u00e8 protetto da lobby politiche.<\/p>\n<p>Fa cos\u00ec fragore, la storia del cartellino timbrato in modo scorretto, perch\u00e9 le classi al potere sono riuscite a indirizzare<strong> il disprezzo mediatico<\/strong> sul dipendente pubblico invece che sui politici responsabili delle scelte socialmente ingiuste, degli accordi con la mafia, con la criminalit\u00e0 e con le imprese pi\u00f9 corrotte. Sono riuscite ad indirizzare la colpa delle loro ruberie sul dipendente pubblico, che si presume colpevole, invece che su chi offre finanziamenti pubblici in cambio di tangenti a spese di tutti quelli che, come i lavoratori dipendenti e i pensionati, pagano le tasse per intero: come se i servizi pubblici non fossero al collasso perch\u00e9 le assunzioni sono bloccate insieme al turn over, perch\u00e9<strong> i finanziamenti vanno alle opere inutili e dannose come la TAV o come gli inceneritori<\/strong>, invece che ai settori pubblici sociali, come sanit\u00e0, istruzione, universit\u00e0, cultura, biblioteche, musei, cura anziani, cura del territorio; perch\u00e9 i servizi vengono privatizzati con la promessa che il privato funzioner\u00e0 meglio mentre far\u00e0 pagare di pi\u00f9 il servizio, escluder\u00e0 chi non pu\u00f2 pagare e pagher\u00e0 di meno i dipendenti usando le leggi che glielo permettono (pagare meno i dipendenti nella vulgata italiana non \u00e8 da furbetti, \u00e8 da furbi). Per la stampa non \u00e8 furbetto chi non paga le tasse; chi usa le leggi infami come il jobs act per pagare meno i dipendenti e far accettare loro condizioni inumane, come un pagamento non congruo del loro tempo di lavoro, che \u00e8 sottrazione di tempo di vita. Un\u2019accusa quella del furbetto del cartellino, che sposta l\u2019attenzione dai fatti.<\/p>\n<p>Il lavoratore pubblico che fa danno \u00e8 chi non usa il cervello per migliorare le politiche per la collettivit\u00e0 ma per favorire le classi dirigenti. Abbiamo bisogno di lavoratori pubblici che non accettano supinamente gli ordini e promuovono il bene comune e lottano per produrlo e riprodurlo, e per farlo devono essere persone libere, non asservite e ridotte a servi sbeffeggiati.<\/p>\n<p>\u00c8 davvero l\u2019ora di svegliarsi. Su la testa!<\/p>\n<p>\u201cOgni forma di morale si \u00e8 costituita sul modello dell\u2019immoralit\u00e0 e l\u2019ha riprodotta, fino ad oggi, ad ogni stadio dello sviluppo. Non c\u2019\u00e8 che dire. La morale degli schiavi \u00e8 veramente cattiva, poich\u00e9 \u00e8 pur sempre la morale dei signori\u201d (Adorno Theodor, 1954, [1951], Minima moralia, 1946-47, Einaudi, pag. 222).<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>*Marvi Maggio<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le colpe dei potenti hanno tre gradi di giudizio, vanno in prescrizione e si insabbiano, quelle presunte dei subordinati si puniscono, e subito, senza se e senza ma! E voi avete capito cosa sta succedendo? 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