{"id":94976,"date":"2024-06-18T18:50:47","date_gmt":"2024-06-18T16:50:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/homepage\/?p=94976"},"modified":"2025-03-10T17:53:29","modified_gmt":"2025-03-10T16:53:29","slug":"alluvioni-in-emilia-romagna-solo-caos-climatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/homepage\/2024\/06\/18\/alluvioni-in-emilia-romagna-solo-caos-climatico\/","title":{"rendered":"Alluvioni in Emilia-Romagna: solo caos climatico?"},"content":{"rendered":"<p><em>A un anno di distanza dalle alluvioni, cerchiamo di analizzare le politiche di gestione del territorio della Regione Emilia-Romagna, inconfutabili concause del disastro. Ne abbiamo parlato nella trasmissione webradio &#8220;Tra un caff\u00e8 e un mate&#8221;, curata da Dario Bianzani, riascoltabile qui: <a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/episode\/6MjqNXUQdYZcq6C5lHFpr1?si=2rYiq_AARRmC9_AYccm2VA\">https:\/\/open.spotify.com\/episode\/6MjqNXUQdYZcq6C5lHFpr1?si=2rYiq_AARRmC9_AYccm2VA<\/a><\/em><\/p>\n<p>Nelle prime settimane del mese di maggio del 2023 la Romagna e la provincia di Bologna, a seguito della prolungata permanenza di una vasta zona di bassa pressione definita in gergo meteorologico &#8220;palude barica&#8221;, sono state interessate da precipitazioni eccezionalmente copiose, rivelatesi, insieme a fattori di altra natura, fondamentali concause della rottura degli argini di numerosi fiumi che, nell&#8217;arco di quindici giorni, hanno allagato per ben due volte ampie porzioni della parte sud orientale della superficie regionale. Se ad inizio mese erano esondati tre fiumi, Lamone, Senio e Sillaro, riversando 120 milioni di m<sup>3\u00a0<\/sup>di acqua nella pianura circostante, il 16 maggio la Protezione Civile emiliana<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0rendeva noto che altri 18 corsi d&#8217;acqua<a id=\"nota2up\" href=\"#nota2\">[2]<\/a>\u00a0avevano rotto gli argini provocando il deflusso di una quantit\u00e0 tale di acqua da provocare allagamenti in ben 37 comuni<a id=\"nota3up\" href=\"#nota3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_94977\" aria-describedby=\"caption-attachment-94977\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-94977 size-medium\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-1-300x212.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-1-300x212.png 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-1-600x425.png 600w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-1.png 641w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-94977\" class=\"wp-caption-text\">Carta 1:\u00a0immagine satellitare che rappresenta in azzurro le zone alluvionate<\/figcaption><\/figure>\n<p>La maggior parte delle zone inondate hanno in prevalenza assunto forma allungata e andamento parallelo, in quanto provenienti dagli alvei dei fiumi che nascono dall&#8217;Appennino per digradare successivamente con percorsi &#8220;a pettine&#8221; verso la fascia costiera e sfociare poi nel mar Adriatico.<\/p>\n<p><strong>1. L&#8217;entit\u00e0 delle precipitazioni<\/strong><\/p>\n<p>I bollettini meteo riferiscono che fra il 1\u00b0 e il 17 maggio, in Emilia-Romagna, sono caduti mediamente dai 300 ai 400 mm di pioggia, con picchi di 400-500 mm nel bolognese e in Romagna (carta 2), una quantit\u00e0 eccezionale corrispondente a circa la met\u00e0 delle precipitazioni medie annue che nella pianura emiliano-romagnola si attestano intorno ai 900 mm.<\/p>\n<p>In particolare, nei due giorni fra il 15 e il 17 le precipitazioni hanno raggiunto punte intorno ai 300 mm sull&#8217;Appennino e la collina forlivese, mentre sulla montagna e l&#8217;area collinare delle province di Bologna e Ravenna si sono attestate sui 150-200 mm e sulla pianura fra Cesena e Forl\u00ec a 150 mm (carta 3). Secondo Mauro Rossi, ricercatore dell&#8217;Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche di Perugia (Cnr-Irpi), &#8220;nelle aree pi\u00f9 colpite in sole 24 ore sono cadute circa 1\/5 delle precipitazioni medie annuali&#8221;<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftn4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_94978\" aria-describedby=\"caption-attachment-94978\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-94978 size-medium\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-2-300x165.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"165\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-2-300x165.png 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-2-600x330.png 600w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-2.png 647w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-94978\" class=\"wp-caption-text\">Carta 2: la carta pluviometrica dell&#8217;Emilia-Romagna con le precipitazioni cumulate registrate fra il 1 e il 17 maggio 2023. Con indicati i valori puntuali e i confini comunali (fonte: Arpae Emilia-Romagna).<\/figcaption><\/figure>\n<p>Fenomeni meteorologici sicuramente eccezionali, ma non del tutto inediti visto che secondo i meteorologi si verificano una o due volte ogni cento anni.<\/p>\n<p>Inizialmente le cause dei disastri ambientali sono state ricondotte all&#8217;intensificazione dei cambiamenti climatici innescati dal riscaldamento globale di origine antropica, ormai avvicinatosi su scala globale alla soglia del 1,5\u00b0 rispetto all&#8217;era pre-industriale, in pratica l&#8217;obiettivo pi\u00f9 ambizioso fissato alla Cop25 di Parigi del 2015 per fine secolo.<\/p>\n<p>Secondo il rapporto dell&#8217;Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) pubblicato il 17 maggio 2023<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftn5\">[5]<\/a>, esistono il 66% di possibilit\u00e0 che nel quinquennio successivo la temperatura media terrestre superi per almeno un anno di 1,5 gradi la media dell&#8217;era preindustriale. Mentre pochi dubbi (solo il 2%) sussistono sul fatto che i prossimi 5 saranno i pi\u00f9 caldi di sempre con temperature medie annue comprese fra +1,2\u00b0 e +1,8\u00b0. Un balzo in avanti estremamente preoccupante, visto che fino a quel momento la media dell&#8217;anno pi\u00f9 caldo, il 2016, si \u00e8 attestata a +1,28\u00b0, peraltro abbondantemente superata nel 2023, secondo l&#8217;Organizzazione Meteorologica Mondiale<a id=\"nota6up\" href=\"#nota6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_94979\" aria-describedby=\"caption-attachment-94979\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-94979 size-medium\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-3-300x198.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-3-300x198.png 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-3-600x395.png 600w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-3.png 647w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-94979\" class=\"wp-caption-text\">Carta 3: carta pluviometrica dell&#8217;Emilia-Romagna con le precipitazioni cumulate registrate fra il 15 e il 17 maggio. In viola: i 3 nuclei &gt;200mm sui rilievi alle spalle di Forl\u00ec e Faenza (fonte: Arpae Emilia-Romagna).<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il fisico, meteorologo, prof Carlo Cacciamani, a caldo aveva confermato che: &#8220;L\u2019eccezionalit\u00e0 dei fenomeni, l\u2019anomalia delle temperature sono tutti segnali di quanto sia cambiato il clima. Nella prima met\u00e0 di maggio abbiamo visto il massimo della pioggia accumulata in pochi giorni negli ultimi 40 anni. Dal 1\u00b0 maggio sono caduti in questa regione pi\u00f9 di 400 millimetri di pioggia, circa la met\u00e0 di quanto piove nelle aree pianeggianti dell\u2019Emilia-Romagna in un anno. Come ampiezza potrebbe essere il primo evento nella storia di questa regione. Ripeto che la particolarit\u00e0 \u00e8 stato l\u2019uno-due, ovvero due fenomeni molto intensi a distanza di pochi giorni e non di mesi\u00bb. Cacciamani conclude affermando che: &#8220;L\u2019emergenza climatica ci insegna che fenomeni intensi come questo possono aumentare rispetto a 50 anni fa&#8221;.<\/p>\n<p>Anche il meteorologo\u00a0Pierluigi Randi, presidente AMPRO (Associazione meteo professionisti), all&#8217;indomani delle alluvioni, aveva evidenziato l&#8217;aggravamento in corso dei cambiamenti climatici: &#8220;Se andiamo indietro nel tempo negli ultimi due anni abbiamo avuto tre eventi estremi di segno opposto: due anni di siccit\u00e0 grave e poi in quindici giorni due eventi di pioggia estrema. Questo \u00e8 un segnale chiaro della crisi del clima: un singolo episodio non \u00e8 attribuibile al surriscaldamento, ma eventi estremi in sequenza, di un segno o dell&#8217;altro, s\u00ec. Tre indizi fanno una prova. Non \u00e8 normale avere due eventi a distanza cos\u00ec breve: di solito hanno tempi di ritorno secolari, mai successo che si verifichino cos\u00ec vicini, in appena due settimane&#8221;.<\/p>\n<p><strong>2. Le politiche di\u00a0\u00a0gestione del territorio<\/strong><\/p>\n<p>Ampliando, tuttavia, la sfera di analisi alle politiche di pianificazione territoriale, agli interventi di manutenzione dei fiumi e alla prevenzione del dissesto idrogeologico emerge come i cambiamenti climatici, seppur cause scatenanti, non risultino unici responsabili dei disastri ambientali che ad inizio maggio 2023 hanno provocato, fra le varie, la morte di 17 persone e lo sfollamento di ben 36.000 abitanti dalle loro residenze, oltre ad ingentissimi danni alle infrastrutture, alle coltivazioni, alle aziende ed alle abitazioni, stimati a met\u00e0 giugno 2023 dalla Regione Emilia-Romagna in ben 8,9 miliardi di euro<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftn7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p>Conferma in tal senso ci giunge dalle affermazioni di Francesca Giordano, ricercatrice dell&#8217;Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra): &#8220;Dare la colpa solo al cambiamento climatico \u00e8 un modo per non volerci prendere la responsabilit\u00e0 di quanto sta accadendo. Le alluvioni e le frane (oltre 280) derivano da una combinazione di eventi nel cui ambito i cambiamenti climatici amplificano le conseguenze dei dissesti di un territorio molto fragile. Errori legati ad una gestione non attenta del territorio stesso a partire dalla insufficiente manutenzione dei corsi d&#8217;acqua fino all&#8217;eccessivo consumo di suolo&#8221;.<\/p>\n<p>Dal rapporto dell&#8217;Ispra &#8220;Condizioni di pericolosit\u00e0 da alluvione in Italia&#8221;<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftn8\">[8]<\/a>\u00a0apprendiamo che l&#8217;Emilia-Romagna risulta di gran lunga la regione con le maggiori percentuali sia di territorio potenzialmente allagabile che di popolazione esposta al rischio alluvione. Sulla base di 3 livelli di pericolosit\u00e0, in Emilia-Romagna le zone a rischio medio (P2 &#8211; MPH) di allagamento ricoprono il 45,6% della superficie regionale (grafico 1), dove risiede oltre il 60% di popolazione, con Ravenna e Ferrara che risultano le province con le pi\u00f9 elevate porzioni di territorio inondabile, sommando le aree comprese nei tre livelli di probabilit\u00e0, rispettivamente 100% e 80%, e di popolazione a rischio.<\/p>\n<p>Grafico 1: percentuale di territorio delle regioni italiane (istogramma) e relative medie nazionali (diagramma lineare tratteggiato) interessato dai 3 livelli di probabilit\u00e0 di alluvione: alta (P1 &#8211; HPH), media (P2 &#8211; MPH) e bassa (P3 &#8211; LPH) (fonte: mosaicatura Ispra 2020).<\/p>\n<p><strong>3. Manutenzione del territorio e prevenzione del dissesto idrogeologico<\/strong><\/p>\n<p>Nella relazione sulla gestione del rischio idraulico e di quello di alluvione del luglio 2022, la Corte dei conti rendeva noto che lo Stato italiano investe in modo insufficiente nella prevenzione del dissesto idrogeologico: nel ventennio 1999-2019, di fronte ad un sensibile aumento dei fenomeni meteorologici estremi, sono stati stanziati solamente 7 miliardi di euro, per 6.000 progetti, a fronte di una richiesta di 26 miliardi. Una cifra irrisoria per un Paese dal territorio geologicamente giovane e non assestato nel quale, a fine 2021, il 94% degli 8.000 comuni italiani, secondo l&#8217;Ispra<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftn9\">[9]<\/a>, risultava a rischio dissesto idrogeologico ed erosione costiera, con un incremento annuale del 4% e addirittura del 19% rispetto al 2017. Per quanto riguarda il solo rischio alluvione, pi\u00f9 pertinente alla nostra ricerca, sempre l&#8217;Ispra<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftn10\">[10]<\/a>\u00a0ci informa che, in Italia nel 2020, in 426 comuni oltre il 90% della popolazione residente risulta esposta a tali fenomeni e in 260 addirittura il 100% dei residenti, in pratica 12,2 milioni di persone, corrispondenti al 20,6% della popolazione italiana. Non casualmente le aree a rischio pi\u00f9 elevato risultano l&#8217;intera pianura emiliano-romagnola e quella veneta lungo l&#8217;area deltizia del Po, oltre a zone della Toscana e della Calabria.<\/p>\n<p>In tale situazione di particolare fragilit\u00e0 del territorio combinata a carenza strutturale di finanziamenti, in ambito PNRR al momento dei fenomeni calamitosi erano stati stanziati sotto la voce &#8220;Misure per la gestione del rischio alluvione e la riduzione del rischio idrogeologico&#8221;<a id=\"nota11up\" href=\"#nota11\">[11]<\/a>\u00a02,49 miliardi di euro, pari al solo 1,3% del totale dei fondi previsti dal Piano per il nostro Paese, allo scopo di rafforzare le misure di prevenzione attraverso un programma di azioni strutturali e non.<\/p>\n<p>Le risorse stanziate, destinate a progetti per ridurre il rischio di alluvioni e frane e mettere in sicurezza i territori con interventi di riqualificazione, monitoraggio e prevenzione, risultano suddivise fra due capitoli di spesa.<\/p>\n<p>La linea A, di competenza del ministero dell&#8217;Ambiente e della sicurezza energetica, dedicata alla &#8220;Messa in sicurezza, al monitoraggio e alla prevenzione&#8221;, prevedeva interventi nelle aree a maggior rischio con l&#8217;obiettivo finale di esentare da rischi 1,5 milioni di persone. Per tali interventi erano stati stanziati, ma al momento dell&#8217;alluvione non ancora assegnati, 1,29 miliardi di euro, in quanto il processo di selezione dei progetti avrebbe dovuto concludersi solo a fine 2023.<\/p>\n<p>Mentre la linea B, di competenza della Protezione civile, \u00e8 dedicata al ripristino delle infrastrutture gi\u00e0 danneggiate da precedenti eventi calamitosi, nel cui ambito, degli 1,2 miliardi stanziati dal Piano (pari al 48,2% del totale), 1,15 miliardi erano gi\u00e0 stati assegnati ai 1.725 progetti selezionati.<\/p>\n<p>La parte del leone \u00e8 stata di appannaggio della Lombardia con 136,9 milioni di euro per 320 progetti, seguita proprio dall&#8217;Emilia-Romagna con 98 milioni per 222 progetti, a testimonianza delle numerose devastazioni gi\u00e0 subite e del grado di pericolosit\u00e0 in cui versava da tempo il suo territorio regionale. Seguono la Sicilia con 97 milioni per 48 progetti, il Veneto con 84,4 milioni per 26 progetti e la Toscana con 84,3 milioni per 37 progetti. Il ridotto numero di interventi di queste ultime regioni, compresi fra il 15 e 20% dei progetti previsti per l&#8217;Emilia-Romagna, a sostanziale parit\u00e0 di finanziamenti totali, conferma lo stato di deterioramento diffuso del territorio della regione al centro di questo studio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_94987\" aria-describedby=\"caption-attachment-94987\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-94987 size-medium\" style=\"font-style: inherit; font-weight: bold;\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-5-300x258.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-5-300x258.png 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-5-600x515.png 600w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-5.png 645w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-94987\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 1: consumo di suolo in Italia e nelle regioni, nel 2021 (fonte: Ispra).<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>4. Il consumo di suolo<\/strong><\/p>\n<p>Nel rapporto annuale &#8220;Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici\u201d pubblicato dall&#8217;Ispra il 26 luglio 2022, l&#8217;ultimo prima delle alluvioni, veniva messo in evidenza come il consumo di suolo in Italia nel 2021 avesse raggiunto il valore pi\u00f9 elevato dell&#8217;ultimo decennio, con una media di 19 ha al giorno, pari a 70 km<sup>2\u00a0<\/sup>annui totali. La superficie cementificata ricopriva all&#8217;epoca del rapporto ormai 21.485 km<sup>2<\/sup>\u00a0di suolo nazionale, poco meno dell&#8217;estensione della stessa Emilia-Romagna, dei quali 5.400, un territorio pari a quello della Liguria, occupato solamente da edifici.<\/p>\n<p>In una situazione di consumo accelerato a livello nazionale, che ha fatto salire la cementificazione nel 2021 al 7,13% della superficie italiana, la Regione Emilia-Romagna arrivava all&#8217;8,9%, pari a 2.003 km<sup>2,\u00a0<\/sup>posizionandosi al quarto posto dopo Lombardia (12,12%), Veneto (11,90%) e Campania (10,49%) (tab. 1).<\/p>\n<p>Una tendenza in atto da decenni che veniva confermata anche nel 2021, quando con un consumo di suolo annuo di 658 ha, pari al 10,5% dell&#8217;incremento nazionale (6.331 ha), l&#8217;Emilia-Romagna \u00e8 risultata la terza regione per nuove aree cementificate dopo Lombardia (883 ha) e Veneto (684 ha).<\/p>\n<figure id=\"attachment_94981\" aria-describedby=\"caption-attachment-94981\" style=\"width: 218px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-94981 size-medium\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-6-e1718609510172-218x300.png\" alt=\"\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-6-e1718609510172-218x300.png 218w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-6-e1718609510172.png 449w\" sizes=\"auto, (max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-94981\" class=\"wp-caption-text\">Carta 4: densit\u00e0 di suolo consumato in m2\/ha nelle province italiane, fra il 2020 e 2021 (fonte: Ispra).<\/figcaption><\/figure>\n<p>La situazione a livello delle singole province metteva tristemente in evidenza anche Ravenna, la pi\u00f9 colpita dalle alluvioni, che risultava la terza dopo Reggio Emilia e Modena (carta 4), per consumo di suolo con 114 ha sottratti, pari al 17,3% del totale dell&#8217;incremento regionale (tab. 2). Ravenna, inoltre, nel 2021 ha conquistato il triste primato a livello regionale per maggior consumo di suolo annuo in rapporto alla superficie, con un valore di 6,13 metri quadrati per ettaro, al cospetto di una media regionale di meno della met\u00e0, pari a 2,92 m<sup>2<\/sup>\/ha (tab. 2, ultima colonna a destra).<\/p>\n<p>Dall&#8217;analisi dei dati, emerge, dunque, un allarmante fenomeno di lungo corso, in base al quale il territorio nazionale subisce annualmente un progressivo processo di cementificazione (ben 77 km<sup>2\u00a0<\/sup>+10% anche nel 2022 secondo i dati Ispra<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftn12\">[12]<\/a>) che sottrae irrimediabilmente decine di chilometri quadrati di terreni naturali, finendo per sottrarre prezioso spazio alle aree di espansione dei fiumi, sempre pi\u00f9 costretti in alvei angusti a causa dell&#8217;espansione di infrastrutture di trasporto, aree urbanizzate e strutture della logistica.<\/p>\n<p>E probabilmente non risulta casuale che l&#8217;Emilia-Romagna detenga il triste primato della maggior superficie edificata nelle aree alluvionali: nel 2021 sono stati infatti cementificati 78,6 ha nelle zone ad alta pericolosit\u00e0 idraulica e 501,9 ha a media, corrispondenti ad oltre la met\u00e0 di consumo di suolo nazionale con quel livello di pericolosit\u00e0 (carta 5 e carta 8 a sx) ed \u00e8 stato incredibilmente consumato suolo anche nelle aree protette (2,1 ha) e in quelle a rischio di frana (11,8 ha).<\/p>\n<figure id=\"attachment_94988\" aria-describedby=\"caption-attachment-94988\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-94988 size-medium\" style=\"font-style: inherit; font-weight: bold;\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-7-300x116.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"116\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-7-300x116.png 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-7-600x231.png 600w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-7.png 651w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-94988\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 2: consumo di suolo in Emilia-Romagna e nelle su province, 2021 (fonte: ISPRA)<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>5. Lo stato dell&#8217;arte della Legge &#8220;Disciplina regionale sulla tutela e l&#8217;uso del territorio&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Il compromesso quadro ambientale appena descritto relativo al territorio regionale dell&#8217;Emilia-Romagna risulta principalmente riconducibile sia all&#8217;incessante processo di realizzazione di nuove infrastrutture della logistica e dei trasporti, che alla sostanziale inefficacia delle normative in vigore finalizzate al contenimento del consumo di suolo, in primis l&#8217;attuale legge urbanistica regionale sulla tutela e l&#8217;uso del territorio, la n. 24 del 2017 [si veda l&#8217;analisi collettiva del disastro pianificatorio, in Ilaria Agostini (a cura di), <a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/libro_consumo_di_luogo.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Consumo di luogo. Neoliberismo nel disegno di legge urbanistica dell&#8217;Emilia-Romagna<\/em><\/a>, Pendragon, Bologna, 2017, NdR].<\/p>\n<p>Dalla ricerca &#8220;L&#8217;inarrestabile avanzata del cemento&#8221;<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftn14\">[14]<\/a>\u00a0realizzata da Legambiente nell&#8217;agosto del 2022 rielaborando i dati dell&#8217;ISPRA, emerge come l&#8217;incapacit\u00e0 del provvedimento legislativo regionale di contenere il consumo di suolo sia causata, da un lato, dalle proroghe temporali alla sua effettiva applicazione e, dall&#8217;altro, dalle varie deroghe ai limiti di consumo di suolo stabiliti. Infatti, a fine 2021, la soglia del consumo di suolo del 3% rispetto a quello gi\u00e0 utilizzato nel 2017, previsto della legge 24\/2017, risultava gi\u00e0 oltrepassata da ben 21 comuni a seguito della proroga al 1 gennaio 2022 dell&#8217;approvazione\u00a0da parte dei comuni\u00a0del Piani Urbanistici Generali (PUG)<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftn15\">[15]<\/a>\u00a0e delle deroghe per la realizzazione di &#8220;opere pubbliche o di interesse pubblico&#8221; previste dall&#8217;articolo 53 della legge in questione, la quale non definendo esplicitamente il concetto di &#8220;interesse pubblico&#8221; funge da &#8220;cavallo di Troia&#8221; per far rientrare sotto tale denominazione persino gli hub privati della logistica. Alla luce di ci\u00f2, non risulta probabilmente casuale che nel quindicennio 2006-2015 in Emilia-Romagna sia stato destinato quasi 400 ha di suolo naturale alla logistica, il doppio della media nazionale, guadagnandosi il poco invidiabile primato tra tutte le regioni italiane.<\/p>\n<p><figure id=\"attachment_94983\" aria-describedby=\"caption-attachment-94983\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-94983 size-medium\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-8-300x193.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-8-300x193.png 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-8-600x387.png 600w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-8.png 642w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-94983\" class=\"wp-caption-text\">Carta 5: localizzazione del suolo consumato in Emilia Romagna nel 2021<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftn13\">[13].<\/a><\/figcaption><\/figure>Al termine del rapporto, Legambiente arriva alla perentoria conclusione che \u201cQuesta \u00e8 la prova ulteriore di come la legge 24\/2017, cos\u00ec come \u00e8 stata progettata, non ha posto un freno al consumo di suolo&#8221;, cristallizzandone la sostanziale inefficacia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il dossier &#8220;Consumo di suolo 2023&#8221; in Emilia-Romagna pubblicato da Legambiente il 14 giugno del 2023<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftn16\">[16]<\/a>\u00a0analizza, a cinque anni dalla sua entrata in vigore, gli effetti della legge urbanistica regionale (LR 24\/2017) alla luce dell&#8217;approvazione dei Piani Urbanistici Generali (Pug), l&#8217;unico strumento normativo di cui le amministrazioni comunali sono chiamate a dotarsi per la gestione sistemica del territorio e il contenimento della cementificazione. Dai dati pubblicati rileviamo come, nonostante l&#8217;approvazione dei Pug sia stata prorogata al 1 gennaio 2022 e l&#8217;entrata in vigore al 1 gennaio 2024, il processo di adeguamento degli strumenti di pianificazione territoriale risulti ancora molto arretrato. A marzo del 2023, infatti, dei 330 comuni della Regione Emilia-Romagna solo 13 avevano approvato i Pug, mentre ben 177 risultavano ancora in &#8220;fase di studio preliminare&#8221;, dedotta almeno dall&#8217;acquisizione della cartografia necessaria alla stesura dei Piani stessi, con addirittura 57 che non avevano ancora provveduto a richiederla, non avendo in sostanza nemmeno avviato il Piano. I restanti 83 comuni invece si suddividevano fra le varie fasi dell&#8217;iter che portano all&#8217;approvazione (tab. 3).<\/p>\n<p>Rimarcando anche le numerose, e gi\u00e0 citate, deroghe alla soglia di incremento del 3% rispetto al 2018, Legambiente conclude l&#8217;ampio dossier, che analizza anche varie criticit\u00e0 locali, affermando che: &#8220;La situazione che abbiamo fotografato con il nostro studio dimostra che gli obiettivi assunti dalla Regione Emilia-Romagna con l&#8217;approvazione della legge urbanistica del 2017 non sono stati ancora raggiunti\u00a0e che, al contrario, il fenomeno del consumo di suolo continua ad affliggere la nostra regione&#8221;.<\/p>\n<p>LA SITUAZIONE DELLA PIANIFICAZIONE COMUNALE IN EMILIA-ROMAGNA (MARZO 2023)<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftn17\">[17]<\/a><\/p>\n<figure id=\"attachment_94989\" aria-describedby=\"caption-attachment-94989\" style=\"width: 542px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-94989 \" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Schermata-2024-06-17-alle-09.05.39-300x146.png\" alt=\"\" width=\"542\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Schermata-2024-06-17-alle-09.05.39-300x146.png 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Schermata-2024-06-17-alle-09.05.39-768x374.png 768w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Schermata-2024-06-17-alle-09.05.39-600x292.png 600w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Schermata-2024-06-17-alle-09.05.39.png 1020w\" sizes=\"auto, (max-width: 542px) 100vw, 542px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-94989\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 3: comuni dell&#8217;Emilia-Romagna ripartiti fra le cinque fasi dell&#8217;iter attuativo dei Pug, marzo 2023.<\/figcaption><\/figure>\n<p>La baldanzosa dichiarazione del Presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ad un anno dall&#8217;entrata in vigore della Legge 24\/2017 \u2013 &#8220;stiamo dimostrando coi fatti, gi\u00e0 dopo un solo anno, che crescita e sviluppo possono camminare insieme a rispetto e salvaguardia del territorio&#8221; \u2013, risuonata gi\u00e0 a suo tempo dall&#8217;opinione pubblica regionale come ottimistica e prematura, al riscontro oggettivo della situazione \u00e8 risultata anche infondata e fuorviante accertato che il primo binomio (crescita e sviluppo) se non rigidamente regolamentato nell&#8217;ottica dell&#8217;interesse pubblico e della tutela dell&#8217;ambiente, procede ad un passo decisamente pi\u00f9 spedito del secondo (rispetto e salvaguardia del territorio), presentando il conto in termini di morti e devastazioni ambientali.<\/p>\n<p>Ad ogni buon conto, a far chiarezza sulle reali finalit\u00e0 della 24\/2017 e sull&#8217;operazione di marketing orchestrata al fine camuffarle \u00e8 recentemente intervenuto il nuovo presidente di Legambiente Emilia-Romagna, Davide Ferraresi che, dati alla mano, ha disvelato l&#8217;effimera operazione di piccolo cabotaggio mediatico: &#8220;Quella della legge che azzera il consumo di suolo \u00e8 stata una strategia comunicativa, \u00e8 evidente che la realt\u00e0 va in tutt&#8217;altra direzione&#8221;.<\/p>\n<p>Come ci confermano i dati del consumo di suolo relativi ai comuni dell&#8217;Emilia-Romagna nell&#8217;anno 2021, nel cui contesto nell&#8217;area della pianura romagnola risultano fra i pi\u00f9 elevati a livello regionale, con valori\u00a0\u00a0in nessun comune mediamente inferiori al 9%, superiori in buona parte al 15% e con punte addirittura sopra il 30% (carta 6), soprattutto in riviera e lungo in tratto romagnolo della via Emilia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_94984\" aria-describedby=\"caption-attachment-94984\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-94984 size-medium\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-9-300x169.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-9-300x169.png 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-9-600x339.png 600w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-9.png 631w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-94984\" class=\"wp-caption-text\">Carta 6: percentuale totale di suolo consumato nei comuni dell&#8217;Emilia Romagna, anno 2021.<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>6. Le opere di intervento sul corso dei fiumi<\/strong><\/p>\n<p>La regione Emilia-Romagna, fra il 2015 e il 2022, ha ricevuto finanziamenti per 190 milioni per la realizzazione di 23 casse di espansione fluviale, delle quali al momento dell&#8217;alluvione ne funzionavano a pieno regime solo 12 e altre due in misura parziale, mente le restanti nove erano ancora in fase di realizzazione. Nello specifico per quanto riguarda la situazione di due dei fiumi che hanno esondato, rileviamo che due casse avrebbero dovuto funzionare per il Senio, affluente di destra del Reno che scorre quasi interamente nella provincia di Ravenna, a beneficio dei comuni di Castel Bolognese, Cotignola, Lugo e Fusignano, ma a maggio 2023 ne era stata realizzata solamente una, peraltro senza essere collegata al fiume, quindi di fatto priva di efficacia. Per quanto riguarda il fiume Lamone<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftn18\">[18]<\/a>, che scorre sostanzialmente parallelo al Senio sfociando per\u00f2 direttamente in mare a nord di Ravenna, due casse di espansione erano in funzione vicino a Faenza ma l&#8217;amministrazione comunale aveva rilasciato permessi edilizi per costruire a ridosso dell&#8217;alveo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_94985\" aria-describedby=\"caption-attachment-94985\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-94985 size-medium\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-10-300x146.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"146\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-10-300x146.png 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-10-600x292.png 600w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-10.png 647w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-94985\" class=\"wp-caption-text\">Carta 7: densit\u00e0 delle frane (n\u00b0\/Kmq) avvenute a seguito delle piogge del maggio 2023.<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>7. Il rapporto della Commissione tecnica e la certificazione dei danni da parte dell&#8217;Ue<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;esaustivo e completo documento pubblicato il 15 dicembre 2023<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftn19\">[19]<\/a>, dalla Commissione tecnica coordinata dal prof Alfredo Brath su incarico della giunta Bonaccini, evidenzia come le inondazioni generate dall&#8217;esondazione di 23 corsi d&#8217;acqua avevano interessato una superficie di 540 kmq, causato 65.598 (carta 7) frane e danneggiato 1950 infrastrutture stradali, pari al 3,6% dell&#8217;intero reticolo stradale delle 6 province coinvolte.<\/p>\n<p>Il rapporto mette inoltre in risalto la stretta relazione fra rischio idraulico e consumo di suolo: l&#8217;Emilia-Romagna risulta la regione con la maggiore superficie compresa nelle aree a pericolosit\u00e0 media (aree P2), pari ad oltre il 45% del totale (carta 8 a sn), e nella quale la percentuale di territorio naturale occupato dalle attivit\u00e0 umane risulta la pi\u00f9 elevata a livello nazionale, con valori in prevalenza fra il 9-15%, ma con aree fra il 15 e il 30% e punte oltre il 30% (carta 8 a dx e carta 6).<\/p>\n<figure id=\"attachment_94986\" aria-describedby=\"caption-attachment-94986\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-94986 size-medium\" src=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-11-300x195.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-11-300x195.png 300w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-11-600x389.png 600w, https:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/unnamed-11.png 666w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-94986\" class=\"wp-caption-text\">Carta 8: a sinistra, la carta tematica delle aree a pericolosit\u00e0 intermedia (P2). A destra, quella della percentuale di suolo consumato nelle aree a pericolosit\u00e0 idraulica nel 2022 (fonte: Ispra).<\/figcaption><\/figure>\n<p>Gli eventi calamitosi del maggio 2023, come abbiamo visto riconducibili sia a fattori di natura meteorologico-ambientale sia a gravi responsabilit\u00e0 umane legate alle politiche di gestione e utilizzo del territorio e dei fiumi, avendo interessato una delle aree economicamente pi\u00f9 dinamiche a livello nazionale oltre che ad elevata densit\u00e0 abitativa, hanno arrecato danni a 70.000 persone e 16.000 aziende, la cui stima certificata dall&#8217;Unione Europea \u00e8 stata rivista al ribasso rispetto alla prima della Regione in 8,5 miliardi di euro, ripartiti in 5 miliardi per la parte pubblica e 3,5 per quella privata.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Il rapporto &#8220;Alluvione, un anno dopo&#8221; emesso dalla regione Emilia-Romagna il 10 maggio 2024<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftn20\">[20]<\/a>\u00a0arriva alla conclusione che gli eventi catastrofici dell&#8217;anno precedente rappresentano &#8220;Uno spartiacque fra passato e futuro nel settore della difesa idraulica e idrogeologica del territorio&#8221;. Infatti, come sostiene Luca Carra su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.scienzainrete.it\/\">www.scienzainrete.it<\/a>, &#8220;non \u00e8 pensabile di costruire e ricostruire come si \u00e8 fatto finora&#8221;<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftn21\">[21]<\/a>. Secondo gli esperti, infatti i cambiamenti climatici e gli eventi sempre pi\u00f9 estremi impongono un radicale cambio di paradigma nella pianificazione delle aree urbane e delle campagne: ridurre drasticamente l&#8217;edificazione, risparmiare al minimo il consumo di nuovo suolo, lasciare spazio naturale alla divagazione degli alvei fluviali, non costruire argini artificiali a ridosso dei corsi d&#8217;acqua soprattutto quelli pensili, ma arretrare ove possibile quelli naturali, e costruire casse di espansione dei fiumi per offrire spazio alle piene.<\/p>\n<p>In piena di fase di cambiamenti climatici, gli scienziati sostengono che di fronte all&#8217;intensificarsi degli eventi estremi \u00e8 necessario passare rapidamente alla realizzazione di opere di adattamento in linea con quanto stabilisce il &#8220;Piano speciale di interventi contro le situazioni di dissesto idrogeologico&#8221;, in attesa di approvazione da parte del parlamento. Una pianificazione integrale realizzata congiuntamente dai pi\u00f9 autorevoli centri di ricerca e universit\u00e0 nazionali per mettere in sinergia le competenze necessarie per un &#8220;nuovo modello di ricostruzione e di gestione del territorio&#8221; facendo ricorso alle soluzioni basate sulla natura (<em>nature based solution<\/em>).<\/p>\n<p>Un piano sicuramente ambizioso che potrebbe rappresentare un punto di svolta nella politica di pianificazione territoriale e che potr\u00e0 realizzarsi efficacemente solamente sotto un&#8217;autorevole e competente regia pubblica, togliendo agli interessi privati le indebite prerogative che sono riusciti a ricavarsi grazie alla connivenza con le amministrazioni locali.<\/p>\n<p>L&#8217;alluvione del maggio 2023 ha messo inequivocabilmente in risalto tutte le fragilit\u00e0 e l&#8217;insostenibilit\u00e0 ambientale, sociale e pure economica, visti i danni arrecati, del modello di gestione territoriale dell&#8217;Emilia-Romagna. Una situazione talmente critica da spingere il presidente regionale Stefano Bonaccini ad una dichiarazione che non \u00e8 passata inosservata nei settori sociali e scientifici pi\u00f9 attenti alle problematiche ambientali e fra la popolazione colpita: &#8220;Nelle zone alluvionate non si costruir\u00e0 pi\u00f9. Non si tratta di una scelta da eroi ma di una lezione che abbiamo imparato dalla tragedia di maggio&#8221;.<\/p>\n<p>Nell&#8217;attesa che la giunta dia seguito concreto alle dichiarazioni del suo presidente, in Emilia-Romagna e non solo, sono in molti a chiedersi come lo stesso Bonaccini intenda recidere, o quantomeno allentare, i rapporti con le lobby, dai costruttori edili alla logistica, dai trasporti alla grande distribuzione, che fino ad oggi hanno avuto buon gioco nel consumo sfrenato di suolo in regione.<\/p>\n<p>Non \u00e8 sicuramente opera agevole ripensare un modello sviluppo che sino ad oggi ha fatto leva sull&#8217;utilizzo del suolo per l&#8217;estrazione di valore dai territori a detrimento dell&#8217;ambiente, della popolazione e delle piccole attivit\u00e0 economiche e a tutto vantaggio delle grandi imprese.<\/p>\n<p>Andrea Vento (GIGA, Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati)<\/p>\n<p><strong>Note al testo<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/regione.emilia-romagna.it\/notizie\/2023\/maggio\/maltempo-21-fiumi-e-corsi-acqua-esondati-37-i-comuni-con-allagamenti-diffusi-250-frane-in-48-comuni\">regione.emilia-romagna.it\/notizie\/2023\/maggio\/maltempo-21-fiumi-e-corsi-acqua-esondati-37-i-comuni-con-allagamenti-diffusi-250-frane-in-48-comuni<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#nota2up\">[2]<\/a>\u00a0Idice, Quaderna, Santerno, Marzeno, Montone, Savio, Pisciatello, Lavino, Gaiana, Ronco, Sintria, Bevano, Zena, Rabbi, Voltre, Bidente, Ravone, Rio Cozzi e Rigossa.<\/p>\n<p><a href=\"#nota3up\">[3]<\/a>\u00a0Bagnacavallo, Bologna, Brisighella, Budrio, Castel Bolognese, Castel San Pietro Terme, Cesena, Cesenatico, Conselice, Cotignola, Faenza, Forl\u00ec, Imola, Medicina, Molinella, Mordano, \u00a0Massalombarda, Sant\u2019Agata sul Santerno, Solarolo, Riolo Terme, Gatteo Mare, Savignano sul Rubicone, Riccione, Castelguelfo,\u00a0Castel del Rio, Fontanelice, Russi, Mercato Saraceno, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Castenaso, Ozzano dell\u2019Emilia, Pianoro, Gambettola, Santarcangelo di Romagna, Meldola, Lugo, San Lazzaro di Savena.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fanpage.it\/innovazione\/scienze\/i-satelliti-mostrano-i-danni-delle-alluvioni-in-emilia-romagna-interi-laghi-sono-nati-in-poche-ore\/\">https:\/\/www.fanpage.it\/innovazione\/scienze\/i-satelliti-mostrano-i-danni-delle-alluvioni-in-emilia-romagna-interi-laghi-sono-nati-in-poche-ore\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftnref5\">[5]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/video\/2023\/05\/rapporto-organizzazione-meteorologica-mondiale-il-mondo-verso-i-5-anni-piu-caldi-mai-registrati-7f42a4f7-eeef-4be4-9f34-92f5144ae822.html\">https:\/\/www.rainews.it\/video\/2023\/05\/rapporto-organizzazione-meteorologica-mondiale-il-mondo-verso-i-5-anni-piu-caldi-mai-registrati-7f42a4f7-eeef-4be4-9f34-92f5144ae822.html<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#nota6up\">[6]<\/a>\u00a0Secondo l&#8217;OMM il 2023 \u00e8 stato l&#8217;anno pi\u00f9 caldo dall&#8217;inizio delle registrazioni, con una temperatura media di +1,45\u00b0 rispetto al periodo di riferimento 1850-1900.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.meteosvizzera.admin.ch\/chi-siamo\/meteosvizzera-blog\/it\/2024\/04\/rapporto-omm-stato-clima-globale-2023.html\">https:\/\/www.meteosvizzera.admin.ch\/chi-siamo\/meteosvizzera-blog\/it\/2024\/04\/rapporto-omm-stato-clima-globale-2023.html<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/alluvione-emilia-romagna-danni-89-miliardi-AEXDSJiD\">https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/alluvione-emilia-romagna-danni-89-miliardi-AEXDSJiD<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftnref8\">[8]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.isprambiente.gov.it\/resolveuid\/21e62c63cc724db1805cc65bc649b17d\">Rapporto sulle condizioni di pericolosit\u00e0 da alluvione in Italia e indicatori di rischio associati<\/a>:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.isprambiente.gov.it\/it\/pubblicazioni\/rapporti\/rapporto-sulle-condizioni-di-pericolosita-da-alluvione-in-italia-e-indicatori-di-rischio-associati\">https:\/\/www.isprambiente.gov.it\/it\/pubblicazioni\/rapporti\/rapporto-sulle-condizioni-di-pericolosita-da-alluvione-in-italia-e-indicatori-di-rischio-associati<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftnref9\">[9]<\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/sprambiente.gov.it\/it\/istituto-informa\/comunicati-stampa\/anno-2022\/dissesto-idrogeologico-quasi-il-94-dei-comuni-a-rischio-frane-alluvioni-ed-erosione-costiera\">sprambiente.gov.it\/it\/istituto-informa\/comunicati-stampa\/anno-2022\/dissesto-idrogeologico-quasi-il-94-dei-comuni-a-rischio-frane-alluvioni-ed-erosione-costiera<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftnref10\">[10]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.openpolis.it\/le-alluvioni-hanno-un-costo-umano-economico-e-ambientale\/\">https:\/\/www.openpolis.it\/le-alluvioni-hanno-un-costo-umano-economico-e-ambientale\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#nota11up\">[11]<\/a>In quali territori andranno i fondi del Pnrr contro il dissesto idrogeologico?\u00a0<a href=\"https:\/\/openpnrr.it\/misure\/297\/\">https:\/\/openpnrr.it\/misure\/297\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftnref12\">[12]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.snpambiente.it\/snpa\/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2023\/\">https:\/\/www.snpambiente.it\/snpa\/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2023\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftnref13\">[13]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/webbook.arpae.it\/indicatore\/Consumo-di-suolo-00001\/?id=ef258eb9-6369-11e5-bf2c-11c9866a0f33\">https:\/\/webbook.arpae.it\/indicatore\/Consumo-di-suolo-00001\/?id=ef258eb9-6369-11e5-bf2c-11c9866a0f33<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftnref14\">[14]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.legambiente.emiliaromagna.it\/2022\/08\/30\/linarrestabile-avanzata-del-cemento-decuplicano-gli-ettari-di-consumo-di-suolo\/\">https:\/\/www.legambiente.emiliaromagna.it\/2022\/08\/30\/linarrestabile-avanzata-del-cemento-decuplicano-gli-ettari-di-consumo-di-suolo\/<\/a>. Cfr. anche <a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/homepage\/2023\/05\/21\/consumo-di-luogo-in-emilia-romagna-un-libro-contro-lurbanistica-neoliberista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Consumo di luogo<\/em> (Pendragon, 2016)<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftnref15\">[15]<\/a><a href=\"https:\/\/territorio.regione.emilia-romagna.it\/urbanistica\/notizia\/legge-urbanistica-prorogati-di-un-anno-i-termini-del-periodo-transitorio\">https:\/\/territorio.regione.emilia-romagna.it\/urbanistica\/notizia\/legge-urbanistica-prorogati-di-un-anno-i-termini-del-periodo-transitorio<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftnref16\">[16]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.legambiente.emiliaromagna.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Dossier_CONSUMO-di-SUOLO.pdf\">https:\/\/www.legambiente.emiliaromagna.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Dossier_CONSUMO-di-SUOLO.pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftnref17\">[17]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.legambiente.emiliaromagna.it\/2023\/06\/14\/legambiente-presenta-il-dossier-sullo-stato-del-consumo-di-suolo-in-emilia-romagna\/\">https:\/\/www.legambiente.emiliaromagna.it\/2023\/06\/14\/legambiente-presenta-il-dossier-sullo-stato-del-consumo-di-suolo-in-emilia-romagna\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftnref18\">[18]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.legambientefaenza.it\/alluvione-romagna-2023\/2023\/06\/un-lontano-studio-sulla-laminazione-delle-piene-del-lamone\/\">https:\/\/www.legambientefaenza.it\/alluvione-romagna-2023\/2023\/06\/un-lontano-studio-sulla-laminazione-delle-piene-del-lamone\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftnref19\">[19]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/protezionecivile.regione.emilia-romagna.it\/notizie\/2023\/dicembre\/post-alluvione-ecco-il-rapporto-della-commissione-tecnico-scientifica-201cin-emilia-romagna-un-evento-senza-precedenti-nella-storia-osservata201d\">https:\/\/protezionecivile.regione.emilia-romagna.it\/notizie\/2023\/dicembre\/post-alluvione-ecco-il-rapporto-della-commissione-tecnico-scientifica-201cin-emilia-romagna-un-evento-senza-precedenti-nella-storia-osservata201d<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftnref20\">[20]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.regione.emilia-romagna.it\/notizie\/2024\/maggio\/alluvione-un-anno-dopo\">https:\/\/www.regione.emilia-romagna.it\/notizie\/2024\/maggio\/alluvione-un-anno-dopo<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/?ui=2&amp;ik=6606719c37&amp;view=lg&amp;permmsgid=msg-f:1801653768134321075#m_6707917046560676530__ftnref21\">[21]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/dopo-lalluvione-dellemilia-romagna-va-ripensato-tutto\/luca-carra\/2024-05-15\">https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/dopo-lalluvione-dellemilia-romagna-va-ripensato-tutto\/luca-carra\/2024-05-15<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A un anno di distanza dalle alluvioni, cerchiamo di analizzare le politiche di gestione del territorio della Regione Emilia-Romagna, inconfutabili concause del disastro. 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