Il Laboratorio politico

Il Laboratorio politico perUnaltracittà

di Ornella De Zordo, perUnaltracittà

Per 10 anni in Consiglio comunale abbiamo cercato di dare voce alle realtà di movimento e alle vertenze sul territorio. Ora ci piacerebbe agire con le stesse finalità in altri modi e fuori dal Consiglio.

ornella-de-zordo-perunaltracittà-600x450In un territorio già molto ricco di vertenze, comitati e movimenti, non abbiamo certo intenzione di attivare l’ennesimo gruppo che si vada a sommare a quanto già esiste. Ma potrebbe essere utile uno strumento che contribuisse allo sviluppo e alla diffusione di un pensiero critico dell’ideologia liberista che dilaga in forma sempre più pesante anche sotto spoglie apparentemente diversificate che vanno svelate per quello che sono.

Ci sono già, come sappiamo, testate on line che svolgono egregiamente questa funzione focalizzandosi soprattutto su eventi e temi di rilievo nazionale. Vorremmo mettere le nostre energie nella realizzazione di un periodico on line a focalizzazione territoriale, che si occupasse di quanto emerge sia dalle realtà insorgenti sia sia dalle scelte di governo locale la cui matrice va collegata alle dinamiche economiche che stanno a monte.

Se l’obbiettivo è quello di non accettare la condizione attuale ma costruire una spinta al cambiamento sempre più ampia e potente, allora diventa essenziale individuare il collegamento tra tagli dei servizi locali e patto di stabilità, tra la privatizzazione di una società partecipata e manovre dell’economia del debito, tra l’alienazione dei beni di una comunità e federalismo demaniale, tra la chiusura di presidi sanitari e privatizzazione della sanità, tra le lotte per il diritto alla casa e logiche della speculazione e della rendita, tra gli scandali dei cantieri grandi opere e l’architettura finanziaria del project financing (ma si potrebbe continuare a lungo con gli esempi).

Perché si inneschi una reazione anche concreta alle politiche liberiste e si trovi una via d’uscita dalla crisi di sistema che stiamo vivendo si deve allargare la consapevolezza dei meccanismi che condizionano le nostre esistenze, e che vengono cancellati nella narrazione dominante, in particolare dalla retorica renziana che pare essere risultata convincente a molti e rischia di diventare patrimonio egemone di una collettività.

Potrebbe quindi essere utile un periodico on line nel quale si possano avere informazioni libere e indipendenti su quanto avviene intorno a noi e diffondere una visione critica della politiche liberiste: magari con interventi mirati su fatti della settimana e una serie di rubriche tematiche. Aperto alla collaborazione delle molte persone che abbiamo incrociato in questi anni e con le quali ci siamo sentiti in sintonia. Una sorta di Osservatorio territoriale sulle conflittualità sociali esistenti e sui fronti ancora da aprire.

E ascolteremo idee e suggerimenti perché sia uno strumento utile sia a chi già le lotte le sta già praticando sia a chi ancora non è del tutto convinto che per contrastare la crisi globale che stiamo vivendo si devono favorire quei processi di collettivizzazione dell’analisi critica e di connessione tra istanze sociali che perseguono un analogo obbiettivo e che troppo spesso camminano in parallelo. Ma la sua utilità la verificheremo, appunto, cammin facendo. Insieme.