Fumi inquietanti a San Piero a Sieve

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Sono stati infiniti e innumerevoli, in più di 30 anni, gli esposti e le segnalazioni alle autorità competenti a causa dell’irrespirabilità dell’aria in località Massorondinaio, a San Piero a Sieve. Qui lo stabilimento Piandisieve produce conglomerato bituminoso e si dedica alla lavorazione di inerti. Ai fumi che scaturiscono dalla fabbricazione dell’asfalto, si vanno ad aggiungere anche le polveri ed il rumore generati dalla lavorazione degli inerti.

I cittadini sono preoccupati perché l’esalazione di tali sostanze potrebbe essere un pericolo per la salute in quanto è altamente probabile che le emissioni rechino sostanze tossiche, che vengono ogni giorno inalate, fra gli altri, da molti bambini.

È ovvio che tale situazione generi profonda ansia e preoccupazione fra  gli abitanti della zona, nonché nei cittadini tutti.

Le abitazioni più vicine distano, infatti, un centinaio di metri dallo stabilimento ma tutto il paese è racchiuso nel raggio di 1 km.

L’odore che esala durante la produzione del bitume è così insopportabile da causare immediato disgusto. Impone di stare in casa con le finestre chiuse, cosa che è particolarmente penosa durante il periodo estivo.

Tale problema, che in prima istanza può sembrare minore rispetto a quello della salute, è invece di impatto immediato e dirompente sulla vita di ciascuno di noi. Vivere prigionieri in casa propria è avvilente oltre che ingiusto. Ci viene negato il diritto di utilizzare il nostro “spazio vitale” in piena serenità, in una costante offesa al decoro con ripercussioni sulla qualità della vita.

La scorsa estate a fronte delle nostre segnalazioni di presenza di cattivo odore, il Comune di Scarperia e San Piero ha mandato i vigili “ad annusare l’aria”. Con una lettera ci ha poi comunicato che i nasi dei vigili non hanno sentito niente di anomalo, che la ditta Piandisieve è autorizzata alle emissioni in atmosfera e che i controlli fatti da ARPAT, sono sempre risultati regolamentari così come il complesso delle attività svolte.

Dunque il problema non sussiste, tant’è che mentre noi eravamo costretti a chiuderci in casa e a denunciare la situazione con esposti e segnalazioni varie, la Regione Toscana, col beneplacito del Comune di Scarperia e San Piero, rilasciava alla ditta Piandisieve l’Autorizzazione Unica Ambientale, valida 15 anni, compren

 

siva dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera, senza considerare minimamente i disagi, le proteste e le preoccupazioni dei cittadini. Questa notizia l’abbiamo appresa a novembre in maniera casuale.

Fatto ancora più sconcertante è stato l’atteggiamento del  Sindaco. Questi, contattato perché fornisse spiegazioni sulle risposte non soddisfacenti fornite dal Comune e venendo direttamente messo al corrente dei disagi e delle paure della gente, ci rassicurava dicendo che si sarebbe adoperato in prima persona per risolvere la situazione ma non accennava assolutamente al fatto che una nuova autorizzazione alle emissioni in atmosfera era appena stata rilasciata alla ditta.

L’impianto in questione è classificato come azienda insalubre di prima classe ai sensi del D.M. 5 settembre 1994 e la normativa prevede che le industrie insalubri di prima classe debbano essere isolate nelle campagne e tenute lontano dalle abitazioni (T.U.LL.SS. comma 2 art. 216).

A ridosso dell’impianto, nei primi

 

 anni duemila, è stata consentita la creazione di una nuova area residenziale con 28 abitazioni (ad opera peraltro dello stesso imprenditore su un terreno di sua proprietà) ed è stato creato, come opera compensativa dell’attraversamento della TAV, un ampio parco pubblico attrezzato per feste e manifestazioni. Prima di far edificare le abitazioni a ridosso della ditta, il Comune avrebbe potuto (e secondo noi dovuto) vincolare la costruzione di nuove case a una cessazione o ad una delocalizzazione dell’impianto.

 

In ogni caso riteniamo che non ci siano diritti acquisiti.

Ma se è vero che le abitazioni a ridosso del sito produttivo sono state costruite quando lo stabilimento era ormai presente, è anche altrettanto vero che molte case si trovavano già lì quando, nel 1985, l’allora Comune di San Piero a Sieve (ora comune unico di Scarperia e San Piero) sanò lo stabilimento nato abusivo.

In collaborazione con un giurista ambientale conosciuto e apprezzato a livello nazionale, il comitato di Massorondinaio ha formulato, ai sensi degli articoli 7 e 8 della legge 241/1990, al Sindaco e alla Amministrazione Comunale settore competente apposita ISTANZA affinché, entro 30 giorni dal ricevimento coinvolgendo gli enti competenti (Arpat e Asl in primo luogo) si proceda:

  1. ad avviare un monitoraggio estemporaneo ma continuativo sulla base delle indicazioni dei cittadini coinvolti, relativamente alle concentrazioni nell’aria di PM10, benzene, ozono e biossido di azoto; monitoraggio richiesto in relazione al potenziale rischio sanitario in atto e non tanto per verificare il rispetto dei limiti di legge previsti nell’autorizzazione concessa all’impianto;
  2. a promuovere un’indagine epidemiologica sui bambini residenti nella zona;
  3. a verificare con l’autorità competente regionale l’avvio della procedura di rinnovo dell’AUA e/o revisione delle prescrizioni della stessa ai sensi della lettera a) comma 5 articolo 5 DPR 13 marzo 2013, n. 59;
  4. a utilizzare, in caso di mancato riscontro da parte della autorità regionale, e sulla base di quanto previsto al punto 1, le competenze previste dalla normativa sulle industrie insalubri di prima classe ed in particolare l’articolo 217 del T.U.LL.SS. al fine di rimuovere i disagi alla qualità della vita e alla salute dei residenti così come esplicitata in precedenza nella presente istanza;
  5. a verificare con l’autorità competente regionale se sia previsto l’utilizzo di fresato, se questo sia da considerarsi rifiuto e sia quindi applicabile al caso in esame la specifica normativa in materia di autorizzazione e/o comunicazione in materia di gestione rifiuti;
  6. a rilasciare una dichiarazione attestante che l’ambiente della zona è idoneo all’uso residenziale.

A tale istanza il Sindaco non ha dato risposta.

*Comitato di Massorondinaio

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Una risposta

  1. Andrea Pini ha detto:

    Ho partecipato al convegno di venerdì sera 16 aprile e il fatto che mi ha maggiormente sorpreso è la concessione dell autorizzazione ambientale in mancanza di VIA…. Ma come è possibile che si possa affermare che il sito in questione è in regola con le emissioni senza valutare il contesto ambientale in cui il sito si trova ? Lo capirebbe anche un bambino che in questa storia è mancato un passaggio importante….. Quindi occorre rimettere tutto in discussione a partire dalla autorizzazione dello scorso anno perché concessa in mancanza di VIA. Come mugellano, anche se di adozione, sono stufo di veder sempre depredato il nostro territorio…. dopo i danni alla falda acquifera del Pianvallico, il furto delle risorse idriche di pozzi sorgenti e torrenti ad opera della TAV, lasciateci almeno respirare aria pulita.

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