L’Europa del Nawru

2 risposte

  1. Avatar tiziano cavalieri ha detto:

    L’articolo mette troppa carne al fuoco, nel complesso concordo sul fatto che i fatti economici riflettono lo scontro sociale, come si dice i rapporti di forza. La prima osservazione riguarda l’origine dela crisi che attribuisci alla caduta del saggio di profitto ed alle condizioni per ripristinarlo. Il saggio di profitto che conta nella relazione col saggio di salario è quello sui nuovi investimenti che includono nuove tecnologie, e normalmente si sceglieranno tecnologie che convengono, misurare il saggio di profitto sui profitti ed il capitale comlessivo impiegato non è significativo dato che il capitale complessivo è costituito da mezzi di produzione di tecnologie ed epoche diverse molti dei quali non più riprodotti. L’origine della crisi, quella americana del 2008, nasce da salari reali orari nell’industria americana fermi da un lato e produttività crescente dall’altra, questo avviene dal 1974, il prodotto cresce ma può avvenire solo il credito e l’indebitamento, si creano intal modo le condizioni per la crisi finanziaria. La ricchezza finanziaria crolla, ma non ricade su azionisti ed obbligazionisti, se la accolla lo Stato, i profitti sono salvi, la capacità produttiva si distrugge fino al livello della domanda solvibile. La divaricazione fra salario reale e produttività è la vera causa della crisi, e trascina con sè la crisi del debito, o crisi finanziaria come la si voglia cambiare. All’origine di questa dinamica ci sono sostanzialmente due fatti, l’implosione dell’Unione Sovietica e l’apertura della cina agli investimenti esteri, un enorme esercto industriale di riserva è disponibile per i grandi investitori, condizione sono la mobilità dei capitali, delle merci ma anche della forza lavoro. Occorre mettere i paletti a questa mobilità a partire da quella dei capitali, se si vogliono fermare ed invertire le disuguaglianze crescenti interne e fra paesi. Sono d’accordo, la creazione di disoccupazione è una scelta cosciente delle classi dirigenti capitalistiche, con essa si vuole ridurre i salari soprattutto attraverso la distruzione dello stato sociale (taglio della spesa pubblica) in tal modo pensano di risolvere gli squilibri fra i paesi, squilibri che si manifestano nei disavanzi correnti dei conti con l’estero, ma soprattutto di sostenere la concetrazione economico finanziaria, di aprire agli investimenti privati nuovi settori come quello della sanità. Mi fermo. Sarebbe necessario discutere punto per punto quello che l’articolo sostiene, e che negli elementi di fondo condivido. Forse per un’altra città potrebbe promuovere seminari o discussioni aperte, il Web non permette una discussione-elaborazione su temi di non facile trattazione. Un saluto a Roberto, Cavalieri Tiziano

    • Ornella De Zordo Ornella De Zordo ha detto:

      Grazie davvero, Tiziano Cavalieri, del commento approfondito che ci ha inviato. Come redazione siamo d’accordo che su internet è difficile confrontarsi e discutere su argomenti così complessi, e in realtà come perUnaltracittà abbiamo organizzato una nutrita serie di incontri denominati ‘Europa tossica- crisi del capitalismo, del debito, della politica’, e nell’arco di alcuni mesi abbiamo invitato ben 20 diversi relatori con conseguente dibattito. Vedremo se altri incontri ci saranno. Intanto ci continui a seguire e ci mandi commenti e suggerimenti! .

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