Strage di Viareggio: No alla prescrizione!

Il disastro ferroviario del 29 giugno 2009, trasformatosi in strage con 32 Vittime e feriti gravissimi, rischia la prescrizione. Alcuni reati, con 3 anni di prescrizione, sono già decaduti (gli articoli del Testo unico Dlg. 81/08 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro). Altri, come incendio colposo e lesioni gravi e gravissimi, sono a rischio.

Il processo in corso, al Polo fieristico di Lucca, è iniziato il 13 novembre 2013 e sul processo, pende la spada di Damocle della prescrizione. E’ (sarebbe) inaccettabile e impensabile che il reato di incendio colposo, motivo per cui hanno perso la vita 32 bambini, ragazze, donne e uomini, possa essere prescritto.

WCENTER 0XLDAFQLBO Una veduta dall'elicottero del luogo dove e' esploso il treno a Viareggio in una foto del 30 giugno 2009 a Viareggio. ANSA / CARLO FERRARO

WCENTER 0XLDAFQLBO Una veduta dall’elicottero del luogo dove e’ esploso il treno a Viareggio in una foto del 30 giugno 2009 a Viareggio. ANSA / CARLO FERRARO

Per questo l’Associazione dei familiari “Il mondo che vorrei” e Assemblea 29 giugno (nata dopo la strage) hanno deciso di essere giovedì 17 settembre di fronte a Montecitorio per una protesta forte e chiara (da Viareggio partirà almeno un pullman), per dire che non si può scherzare, che non si può giocare, su questa immane tragedia.

I familiari, per tre anni, hanno chiesto un incontro al precedente capo dello Stato, Napolitano, che si è sempre rifiutato; hanno chiesto un incontro al nuovo capo dello Stato, Mattarella, che ha risposto di non poterli incontrare perché c’è un processo in corso. Lo stesso Mattarella che in questi mesi ha incontrato più volte il cav. Moretti, principale imputato nel processo, si rifiuta di guardare negli occhi i familiari delle 32 Vittime.

Coerenti, Napolitano e Mattarella, con il fatto che lo Stato non si è costituito parte civile nel processo, che i governi Berlusconi e Letta hanno rinnovato la nomina a Moretti di Ad delle ferrovie e che il governo Renzi lo ha addirittura promosso Ad in Finmeccanica con una retribuzione milionaria (si parla di euro, naturalmente).

Giovedì 17 settembre a Montecitorio, e dopo di fronte al Quirinale per (tentare di) essere ricevuti da Mattarella.

La strage ferroviaria, ovviamente, riguarda la mancanza di sicurezza o, meglio, una politica di abbandono sulla sicurezza. Il cav. Moretti ha sempre dichiarato che non vi è un problema sicurezza e che “Viareggio” è stato uno “spiacevolissimo episodio”. Neppure il coraggio di definirlo incidente. Invece, proprio sulla sicurezza, accadono incidenti gravi e gravissimi.

Il 20 luglio di quest’anno, una porta di salita del treno regionale 3171 (Jazz) Firenze-Arezzo si è staccata ed è volata via mentre percorreva la galleria S. Donato sulla “direttissima”. Un incidente potenzialmente gravissimo.

La notte del 4 agosto, a La Spezia, nello scalo ferroviario portuale, durante le manovre di un convoglio merci, Antonio Brino, 28 anni, dipendente della società SerFer, è rimasto schiacciato tra il convoglio e i respingenti del binario. Soccorso e sottoposto a delicati interventi chirurgici, il suo fisico ha resistito alcuni giorni, ma la mattina del 18 agosto si è arreso. Dal 2006, sui binari delle ferrovie hanno perso la vita 56 lavoratori! Una statistica drammatica ed impressionante.

Il 25 agosto, a Napoli, un treno di pendolari e viaggiatori va in fiamme. La prontezza del personale evita il peggio.

Il 29 agosto, l’ultimo vagone di un treno con 150 passeggeri è uscito dai binari alla stazione di Piombino Marittima (Li). Grazie alla bassa velocità il convoglio non si è ribaltato. Il macchinista lo ha fermato a pochi metri dall’ingresso nella stazione.

Solo per citare gli ultimi fatti di cui siamo a conoscenza. Su altri, che avvengono sicuramente, riescono ancora a nasconderli. Ma già questi fatti mostrano quanto sia un optional la sicurezza in ferrovia, e che competitività, mercato e profitti non possono e non debbono essere subordinati alla sicurezza, alla salute e ad un servizio proprio al servizio dell’intera collettività.

*Riccardo Antonini, Assemblea 29 giugno