Parco fluviale Firenze sud, manca una visione d’insieme

2 risposte

  1. Avatar Giovanni Falaschi ha detto:

    L’Albereta è la zona che io amo di più perché è quasi selvaggia. La potatura dei gattici è stata bestiale e irrazionale. Purtroppo il silenzio è disturbato dalla violenza della “musica” – chiamiamola così – che proviene dai ristoranti dell’altra sponda, ai quali dovrebbe essere vietato di emettere frastuono. Tanto la gente ci andrebbe lo stesso e magari parlerebbe un po’ di più. All’Anconella ci sono per i bambini anche i gonfiabili, che normalmente si trovano al chiuso. Sono stupidi e antieducatibvi, tanto più in un luogo dove la natura “si vede”. In generale io detesto il cosiddetto “verde attrezzato”; meno attrezzi ci sono e più natura è, e meglio è. In fondo non c’è nulla di più bello di erba rami alberi; e di foglie: zigrinature o meno delle foglie, venature, forma, colore diverso nelle varie stagioni…ma che si vuole di più? Basta saper vedere. Capisco che ci vuole anche l’attrezzatura, ma al minimo. D’accordo con l’articolo che è molto stimolante e concreto. E grazie a chi l’ha scritto.

    • Avatar giovanna ha detto:

      Concordo con le osservazioni. Ci si può divertire con molto poco in un’area verde e lungo un fiume così vissuto in questo tratto. E quel poco dovrebbe essere il più’ naturale possibile che si confonda nell’ambiente. Sono per tanti piccoli luoghi di aggregazione, di confronto, di condivisione, come anche un valore e una risposta in alternativa alle tante videocamere di sorveglianza che presto il Comune installerà nei nostri luoghi e beni comuni, grazie G.S.

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