Ma che piccola storia ignobile. Solidarietà agli antifascisti fiorentini

Ci tocca raccontare una storia davvero ignobile, in cui fra magistratura, stampa locale, e amministrazione comunale nella persona del sindaco Nardella hanno fatto a gara per dare il peggio di sé.

Nel 2013 Casa Pound organizza un evento (!) alle Giubbe Rosse, in piazza della Repubblica. Dalla piazza passano due ragazzi, riconosciuti come antifascisti, che vengono affrontati con fascistissimo ardimento dai camerati del terzo millennio, con il consueto rapporto di cinque o sei a uno, e malmenati. Forze dell’ordine, pure presenti in piazza: non pervenute.

Pochi giorni dopo Firenze Antifascista organizza una manifestazione che passa vicino alla sede di Casa Pound, ben protetta dalla polizia: c’è rabbia, giustamente, ma non succede niente, non una spinta, niente. Ma scattano lo stesso le denunce: 15 imputazioni per “travisamento”, che diventano processo e condanne, fino a un anno e due mesi, ad alcuni non viene neanche concessa la condizionale. Per un fazzoletto, o un casco, e, ripetiamo, senza che niente avvenga al riparo di questi “travisamenti”. Che poi, per essere stati individuati e denunciati, devono essere stati anche abbastanza approssimativi.

La Cassazione non ritiene di riformare la sentenza, e aggiunge il danno alla beffa: 45.000 euro da pagare per essere stata scomodata.

Il 4 luglio, a seguito della sentenza della Cassazione, viene organizzato un corteo, con chiusura in santo Spirito. E’ sera, la piazza è piena come sempre, molti simpatizzano e esprimono solidarietà. Il corteo si scioglie dopo un intervento di spiegazione e l’accensione di due fumogeni.

Apriti cielo. I giornali locali parlano di “malamovida”, che ormai è il mantra, qualsiasi cosa succeda c’entra la malamovida. Santo Spirito “in mano agli antagonisti” diventa il ritornello, il quartiere ostaggio dei centri sociali… Ma non basta. Arriva Nardella il prode, a tuonare contro una manifestazione del tutto legittima (e sacrosanta), e autorizzata. E con involontario umorismo parla di “uso privato della piazza”, lui che ha chiuso Ponte Vecchio per far cenare qualche Ferrarista, che ha noleggiato piazze di Firenze per sposalizi più o meno regali, comunque ricchi, che ha pubblicato il listino prezzi delle sale di musei e parchi.

A spettiamo impazienti il prossimo evento celebrativo della resistenza, o della liberazione, quando vestirà in fretta e furia i panni dell’antifascista, salvo smetterli la sera stessa.

Noi sappiamo bene che si è antifascisti sempre, o non si è, e che è una necessità esserlo, in tempi in cui la destra estrema rialza la testa corteggiata da vari personaggi politici, in cui viene sdoganata violenza e sopraffazione, e viene tollerata e anzi coccolata ogni deriva anche apertamente neofascista.

Solidarietà agli antifascisti condannati.

*Maurizio De Zordo

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Maurizio De Zordo

Maurizio De Zordo, architetto, attivo da anni nei movimenti fiorentini e nelle realtà dell'antifascismo militante partecipa anche al laboratorio politico perUnaltracittà ​dove si impegna in particolare, oltre che sulle tematiche legate alla repressione, sui temi della città, dell'urbanistica e del diritto alla casa.

2 risposte

  1. Maria Grazia Campari ha detto:

    Istituzioni molto distanti dal dettato costituzionale, esito inevitabile della mancata riorganizzazione antifascista dello Stato fin dai tempi della amnistia Togiatti. Perse molte buone occasioni nel se colo scorso e in quello attuale.

  2. Roberto Renzoni ha detto:

    Sono d’accordo sulla sostanza, caro Maurizio. Comunque la polizia (tutta la polizia del mondo) deve difendere chi la paga e la mantiene, dunqua sta sempre con il regime, qualunque esso sia. Come la magistratura…..

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