A Firenze il 18 ottobre Giornata di sensibilizzazione nazionale sull’Artigianato Artistico Manuale

Come coordinamento di varie realtà artigianali della toscana, ci ritroveremo domenica 18 ottobre a Firenze nel quartiere di Santa Croce. Organizzeremo un flash mob con installazioni e performance che racconteranno il nostro lavoro.

Negli ultimi due anni ci siamo visti negare quegli spazi e quelle piazze che costituivano il nostro lavoro e la nostra sopravvivenza. Comune e Regione hanno fatto a gara per limitare progressivamente il nostro lavoro, finendo con rappresentare un modello negativo unico nel panorama nazionale.

Nelle altre regioni questi mercatini sono stati i primi a ripartire, godendo a volte di incentivi e sostegno da parte di molte amministrazioni locali. Siamo artigiani manuali e creativi che lo Stato si è incaricato di tutelare e promuovere ai sensi degli articoli 45 e 117 della Costituzione. Siamo riconosciuti come patrimonio storico e culturale di questo paese dal decreto Presidenziale del 25 maggio 2001, n. 288.

La scelta di escludere alcune figure professionali (i cosiddetti operatori dell’ingegno), contrasta fortemente con tali richiami costituzionali. Se il problema è una non sufficiente chiarezza nelle leggi, abbiamo proposto l’adozione di un registro con regole stringenti (come ha fatto Torino dal 2008 o Genova dal 2015). E’ una richiesta che abbiamo fatto a più riprese, incontrando anche la Commissione 2. Da parte nostra, stiamo sollecitando alcuni parlamentari a lavorare su una proposta di legge che regoli in maniera più puntuale questo settore. Se in questo particolare momento nessuno deve rimanere indietro, noi chiediamo di farlo restituendo dignità al nostro lavoro, niente di più, niente di meno.

Per una legge nazionale a sostegno dell’artigianato artistico e manuale

Il settore dell’artigianato artistico comprende professioni che hanno come caratteristica l’ideazione e la realizzazione di opere e prodotti di elevato valore estetico o ispirati a forme, modelli, stili e tecniche tipici del patrimonio storico e culturale con forti radici locali.
Le attività dell’artigianato artistico in quanto tali richiedono tecniche di lavorazione manuale di alto livello tecnico professionale, che anche utilizzando apparecchiature escludono processi di lavorazione in serie.

Il settore comprende diversi ambiti di attività, tra i quali figurano: abbigliamento su misura; cuoio, pelletteria e tappezzeria; decorazioni; fotografia, riproduzione di disegni e pittura; lavorazione del legno; lavorazione di metalli comuni e pregiati e di pietre preziose; fabbricazione di strumenti musicali; lavorazione del vetro e della ceramica; fabbricazione e lavorazione della carta. Esistono poi figure professionali impropriamente normate dall’articolo 2575 del CC, definite opere dell’ingegno e le cui attività ricadono, sia per tecniche produttive che per ambiti di attività, nel settore artistico ma che necessitano di un inquadramento normativo più preciso. Questi professionisti individuali e manuali, sono attualmente artisti, operatori dell’ingegno o lavoratori a progetto e operano in ambito domestico, in piccole botteghe o per strada e con mestieri che hanno una redditività residuale. Tali imprese rimangono perciò relegate in un ambito fiscale che le definisce troppo piccole e dei criteri riguardo all’originalità, la ricerca e il recupero della tradizione non sufficientemente delineati. Si tratta di mestieri d’arte con antiche tradizioni e radicamento territoriale che stanno scomparendo.

L’artigianato artistico ha una sua peculiarità essendo un settore produttivo parallelo ad altri settori, ma proponendo una modalità di produzione e di lavorazione di beni che si discosta dalla grande industria e dalla produzione in serie e può affermarsi che esso è un vero e proprio settore dei beni culturali, con un forte ancoraggio con il territorio, da preservare e sostenere.
La proposta di legge si prefigge di rappresentare la necessità di sostenere, tutelare e promuovere lo sviluppo dell’artigianato artistico, che a causa della crisi economica e pandemica sta subendo un notevole impatto, e di mettere a disposizione di questo importante settore strumenti di promozione, di qualificazione, di tutela e di valorizzazione dei mestieri artistici, per favorire lo sviluppo di imprese e di mestieri d’arte e di tradizione, in armonia con l’ambiente economico e culturale in cui hanno il naturale radicamento.

Le imprese artigiane artistiche che rischiano di estinguersi rappresentano un patrimonio produttivo e culturale che va difeso e sostenuto in virtù del fatto che rappresentano in primis un patrimonio culturale primario che lo Stato deve preservare anche perché rappresenta un fattore di produzione artigianale di elevata qualità.

Gran parte di queste considerazioni sono presenti in una proposta di legge (la N.4324 del 23 febbraio 2017) giacente attualmente in parlamento. Chiediamo di ripartire da queste considerazioni e dalla proposta di un regime fiscale agevolato, parametrando l’ Inps al reddito, individuando forme di contabilità semplificata e l’esonero dalla fatturazione elettronica. Occorre garantire il libero accesso al suolo pubblico, con la semplice domanda ai Comuni, senza dover sottostare alle leggi sul commercio e garantire la possibilità di mercati specifici al pari dei coltivatori diretti.

E’ necessario differenziare legislativamente l’impresa artigiana dal carattere individuale dell’artigiano manuale artistico e tradizionale. Rimettere in primo piano ciò che è stato cancellato dalle Leggi sull’artigianato n 860,1956 e legge-quadro 443, 1985. Il contorno legislativo deve muoversi attorno a questa definizione di artigiano: chi fa un’arte a mano, chi esercita un mestiere manuale in proprio, con utensili, attrezzi e macchinari a guida manuale adatti a singole lavorazioni, (con esclusione dei macchinari per l’automazione o la serie). L’artigiano artistico e manuale è colui che attraverso la trasformazione delle materie prime naturali o loro semilavorati con una organizzazione del lavoro individuale e/o familiare per la produzione (non su commissioni d’ impresa) di oggetti d’uso e/o artistici e con vendita diretta dei propri manufatti nel luogo di produzione o in mercati specifici e/o tradizionali a fianco delle altre figure di produttori diretti (i coltivatori diretti del fondo, le piccole imprese agricole e gli artisti).
L’artigiano dispone di attrezzi e mezzi di produzione semplici, di cui è proprietario, esegue tutte le fasi della lavorazione fino al prodotto finito: ideazione, lavorazione e vendita diretta.

ARTIGIANI DI STRADA