Fermiamo la devastazione delle Apuane! Corteo nazionale il 24 ottobre a Carrara

Una risposta

  1. Avatar Alberto Dolara ha detto:

    Lettera inviata a Nuova Ecologia di cui sono socio nel 2014
    Salviamo le Alpi Apuane

    “Che cosa sono quei monti?” chiesi molto incuriosito, quasi impaurito. “Sono le Alpi Apuane” mi fu spiegato. Ammirai a lungo lo spettacolo inconsueto che mi fece pensare, non so’ perché alla creazione del mondo, terre ancora da plasmare che emergevano da un vuoto sconfinato, color dell’incendio”.
    Così Fosco Maraini, etnografo, scrittore ed esploratore, che per amore di queste terre ha chiesto di essere sepolto in un piccolo cimitero della Garfagnana, amava definire queste fiere montagne che si ergono dal mare in tutta la loro grandezza, giganti protettori della Lunigiana e della Garfagnana , a nord della Toscana.
    Già dal 1985, proprio per tutelare questo patrimonio naturale veniva istituito il Parco naturale regionale delle Alpi Apuane comprendente una grande varietà di ambienti montani e collinari e le cave di marmo. Attualmente sono incluse nel Geoparco Europeo e Mondiale dell’Unesco.
    Purtroppo una crescita selvaggia dell’attività estrattiva minaccia oggi l’integrità stessa delle Alpi Apuane. Negli ultimi 20 anni è stato cavato più marmo di quanto non si sia fatto nei 2000 anni precedenti di storia dell’escavazione: tra marmo e carbonato di calcio si estrae in un giorno una quantità di materiale che decenni fa si estraeva in tre mesi, (100mila tonnellate/ anno negli anni ’20; 5 milioni di tonnellate/anno, oggi).
    Solo un quinto del materiale scavato viene estratto in blocchi e usato per realizzare sculture o edifici, il resto sono detriti generati dalle moderne tecniche di scavo, sminuzzati, ridotti in polvere e usati nell’industria anche come carbonato di calcio. I blocchi di marmo non vengono neanche più lavorati in terra apuana, ma inviati per mare nei Paesi dove la manodopera è meno costosa.
    Una documentazione completa di quanto avviene si ottiene cliccando su Google “scempio delle Apuane” e si può aderire alle iniziative e campagne per evitare che questo scempio prosegua .
    La risorsa marmo non è rinnovabile e il danno ambientale che oggi si determina su queste splendide montagne è di conseguenza irreversibile : se si distrugge un ambiente naturale come questo chi potrà farle risorgere ?
    Alberto Dolara, Firenze

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