Con Cosimo e Matteo il 30 ottobre in piazza c’ero anche io

Conosco molti degli arrestati, in particolare Cosimo e Matteo, che abitano nel mio quartiere. Sono ragazzi d’oro e avercene come loro: hanno contribuito in maniera determinante a costruire il Laboratorio Diladdarno, che era nato come comitato di progettazione popolare del quartiere di San Frediano e, dopo l’esplosione della pandemia, ha saputo riconvertire in un bene comune uno spazio lasciato colpevolmente in disuso dal comune.

Oggi sono centinaia le persone che sopravvivono grazie ai pacchi alimentari distribuiti dalla Stanzina dei bambini, e tutto questo non certo grazie ai pochi fondi arrivati dal Governo ma grazie alla solidarietà popolare. Vi assicuro che non è una cosa semplice organizzare tutto ciò, anzi è molto complesso e richiede grande dedizione, e “Barba” e “il Sindaco”, come li chiamano qua, ne avevano da vendere.

La cosa che mi fa più rabbia però è che sono stati dipinti come devastatori, quando non mi risulta affatto che vi siano state azioni di devastazione da parte loro. Perché io c’ero e ho visto, e penso che sia compito di qualunque giornalista ricostruire questa storia. I filmati ci sono e sono online, c’è la diretta di Local Team, altre fonti possono essere recuperate direttamente dai social.

Diversi gruppi della galassia radicale giovanile fiorentina avevano infatti deciso di partecipare a quella piazza pur non sapendo chi l’avesse convocata. Perché si sapeva che ci sarebbe stata gente e che era il caso di dire la nostra. L’idea era quella di portare striscioni e cartelli ed esprimere politicamente il disagio della nostra gente: portare in piazza il problema del reddito di emergenza per chi con la crisi era rimasto senza reddito, il problema delle scuole chiuse, il problema degli affitti, che presto emergerà in tutta la sua crudezza, la proposta di istituire una patrimoniale sui più ricchi.

Quando questo gruppo di persone, proveniente dalla zona di San Lorenzo si è avvicinato a Piazza Duomo – dopo che il grosso della gente era già in piazza –, la polizia ha deciso arbitrariamente di respingerlo a spintoni e manganellate verso piazza Santa Maria Novella, lontano dal grosso della massa. Non so se il loro arrivo in piazza avrebbe impedito l’esplodere dei riot. So solo che una presenza più politica avrebbe liberato la parola molto di più di quanto non è successo, e consentito alle persone presenti in piazza di esprimersi politicamente, il che è sempre una buona cosa.

(continua dopo il video)

Nel frattempo gli scontri sono esplosi in Signoria, grazie a una gestione discutibile della questura. Non aveva infatti senso blindare piazza della Signoria come è stato fatto, né aveva senso la criminalizzazione portata avanti nei giorni precedenti. Ciò ha semplicemente contribuito ad alzare la tensione, come anche le prime cariche totalmente scomposte e brutali. Ma questo è un mio parere. Quello che so con certezza è che diversi degli arrestati, quando sono iniziate le cariche che hanno dato vita agli scontri, erano già stati caricati ingiustificatamente e spinti lontani dall’epicentro della manifestazione. Non hanno potuto quindi contribuire né all’organizzazione – come da alcuni giornalisti è stato falsamente sostenuto – né tantomeno all’innesco degli scontri.

Ripeto, sul web ci sono i filmati. E ripeto, se una situazione potenzialmente gestibile si è trasformata in uno scontro tra polizia e manifestanti molta parte della responsabilità ce l’ha la Questura di Firenze che non ha saputo gestire l’ordine pubblico. Per questo trovo quantomeno dubbie le versioni che molti giornali hanno riportato. Quel che è certo è che Cosimo, Matteo e tanti altri che sono ai domiciliari dovranno affrontare pesanti capi d’accusa per una situazione che non solo non hanno contribuito a creare, ma che probabilmente sarebbe potuta evolvere diversamente grazie alla loro presenza.

Lorenzo Alba

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