San Frediano rivendica il complesso dei Nidiaci

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nidiaci-ardiglione-aperturaCon il nome “area Nidiaci” si intendono diversi immobili di stampo ottocentesco nel cuore dell’Oltrarno che si affacciano su un ampio giardino alberato, delimitato da alte mura.

Per più di cento anni in questo luogo riservato, quasi segreto, che si contrappone con la sua quiete e selvaggia natura al cemento, al rumore e al caos delle vie circostanti, sono cresciute intere generazioni di bambini. Ancor oggi questo luogo non ha perduto la sua antica funzione, anzi è ancor più importante in un quartiere completamente privo di strutture simili, dove gli spazi verdi e i luoghi di aggregazione sono sempre più rari.

Non ci dilunghiamo su come quest’area, indispensabile per la crescita equilibrata dei bambini e punto di aggregazione irrinunciabile del quartiere, sia passata in mano privata. La popolazione del rione, vivendo questa privatizzazione come un ingiustizia alla quale non risultava possibile rassegnarsi, fin da subito si è mossa chiedendo all’Amministrazione Comunale di attuare tutte le possibile azioni al fine di mantenere tale struttura e giardino all’uso pubblico.

E’ un movimento che dura ormai da 5 anni e che ha coinvolto tutta la cittadinanza del rione senza distinzione di età o classe sociale e che ha avuto l’appoggio di tutto il Consiglio comunale: non solo tramite le dichiarazione di tutti gli schieramenti politici in visita all’Area Nidiaci, ma anche tramite due mozioni votate all’unanimità (2013).

Non è nostra intenzione ripercorre tutte le vicende che si sono susseguite dal 2010 in poi: si è ormai perso il conto degli articoli di giornale, delle interviste, dei programmi televisivi e radiofonici; decine sono state le riunioni tra la cittadinanza, con l’Amministrazione Comunale e con il Quartiere 1; il conto delle interrogazioni comunali, delle domande di attualità e delle mozioni è difficile da stabilire e raggiungono le centinaia il numero di lettere che i cittadini a vario titolo hanno inviato ai membri dell’Amministrazione Comunale.

Ricordiamo brevemente i contenuti della petizione consegnata l’otto marzo 2011 e firmata da 1422 cittadini dove si chiedeva tra le altre cose di tutelare l’area “quale bene comune”, le due partecipatissime manifestazioni per le strade del quartiere e l’impegno pubblico, datato 28 settembre 2011, nel quale il Sindaco Renzi affermava che la salvaguardia dell’area “è per questa Amministrazione una priorità assoluta e irrinunciabile … e per questo ho chiesto agli uffici competenti di concludere al più presto la pratica amministrativa pendente…

Da quella fatidica data, nonostante il susseguirsi di incontri e iniziative, le cose sono sicuramente cambiate … in peggio! : nell’ottobre 2012 la Ludoteca di Via della Chiesa subisce un allagamento e viene chiusa e con essa viene chiuso anche l’accesso al giardino (che è stato riaperto, nella parte accessibile, solo grazie all’impegno di alcuni cittadini che si sono costituiti in Associazione).

Nel frattempo la cittadinanza scopre un atto di compravendita datato 1920 dove si afferma che i beni in questione furono acquistati con i soldi della Croce Rossa Americana “nell’interesse di un Ente da istituirsi per la educazione e istruzione popolare”. Tanto che il 9 ottobre 2013 durante l’incontro tra l’Amministrazione Comunale e la popolazione dell’Oltrarno, il Vicesindaco Saccardi, riferendosi all’atto di compravendita sopracitato, afferma che: “l’alternativa a fare un accordo con la proprietà sono una serie di azioni giudiziarie… già viste e valutate”. In un altro partecipatissimo incontro del 22 gennaio 2014 le realtà dell’Oltrarno all’unanimità chiedono di mettere in atto le azioni giudiziarie prospettate e di scartare qualsiasi accordo che non implichi la piena riacquisizione del giardino e della ludoteca.

Fino ad oggi l’unica azione legale, persa perché intrapresa in ritardo sui tempi, è stata quella contro la rete di recinzione che è stata posta dall’attuale proprietario diversi metri oltre la linea di confine.

Notando quindi il perdurare di una certa titubanza ad andare avanti sul “pacchetto di azioni giudiziarie da avanzare” prospettato dal Vicesindaco Saccardi, il comitato OltrarnoFuturo e l’Associazione Amici del Nidiaci hanno preso l’iniziativa, di concerto con l’ADUC (Associazione dei Diritti degli Utenti e Consumatori) di effettuare direttamente una ricerca che ha portato alla conferma di quello che già sospettavamo e cioè del fatto che Umberto Nidiaci non era assolutamente legittimo proprietario dei beni in questione e che quindi tali beni non potevano essere trasmessi agli eredi.

Il materiale reperito insieme al parere legale dell’avvocato dell’ADUC (Avv. Claudia Moretti ) è stato consegnato nelle mani del Vice Sindaco Giachi nell’incontro del 22 /10/14, durante il quale l’Amministrazione Comunale è stata anche invitata all’assemblea pubblica che si terrà il 24 novembre 2014 alle ore 21.00 nella sala delle Leopoldine dove, alla luce dei nuovi documenti forniteli, ci aspettiamo che ci comunichi come intende muoversi per riacquisire alla comunità un luogo così importante, la perdita del quale rappresenterebbe un vuoto enorme ed incolmabile per tutta la città di Firenze ed il mondo intero; uno schiaffo alla storia, all’arte, all’infanzia del quartiere di San Frediano passato, presente ma soprattutto futuro.

Claudia Unisoni
Associazione Amici del Nidiaci in Oltrarno e Comitato Oltrarno Futuro
https://www.facebook.com/AssociazioneAmiciDelNidiaciInOltrarno

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Claudia Unisoni

Claudia Unisoni è socia dell'Associazione Amici del Nidiaci in Oltrarno ed attiva nel Comitato Oltrarno Futuro

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