Il nuovo ospedale di Pistoia: un gigante d’argilla

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Ecco il secondo articolo della nuova rubrica de La Città invisibile dedicata a Pistoia e curata da Antonio Fiorentino. Qui la rubrica con il sommario e il primo articolo.


Un ospedale costruito in fretta e furia e a debito: un costruttore privato gestirà per 19 anni i servizi non sanitari incassando miliardi dalla ASL, cioè da tutti noi. Un gigante d’argilla!

Un ospedale tecnologico e all’avanguardia per la Sanità del III millennio, costato poco, dice Enrico Rossi. Un ospedale che non funziona, male organizzato, costruito su un terreno geologicamente instabile e a rischio inondazione, costato troppo, dicono l’intersindacale medica (il sindacato che raccoglie l’80% dei dottori dell’ospedale di Pistoia), Legambiente e i molti comitati cittadini nati durante la costruzione.

ospedale pistoiaNon è un caso che il grado di soddisfazione dei ricoveri, cosi come valutato dall’Istituto S. Anna di Pisa, nell’ultimo Rapporto del 2015, sia stato molto scarso.

Parliamo di costi.
Le cifre non sono chiare. Secondo la ASL di Pistoia (Delibera n. 168 del 12 aprile 2013) il nuovo ospedale è costato 151 milioni di euro con il finanziamento del costruttore di 48 milioni di euro. Circa il 32% dell’intero importo. Se, nella stessa delibera, si vanno a leggere le cifre per la costruzione dei 4 nuovi ospedali queste sono diverse: 422 milioni di euro, con un contributo privato di 194 milioni di euro. Circa il 46%.

Se poi si va a leggere il contratto stipulato tra la Regione e il costruttore si scopre che l’ente pubblico ha regalato al privato 60 milioni di euro come aiuto. Cifra che non compare in altri documenti. Il contributo del privato a questo punto scende al 32%.

Quando invece si guardano le cifre scritte nel Bilancio d’esercizio 2014 del costruttore, le cifre cambiano ancora: su un costo totale di 397 milioni di euro, il contributo del privato è di 138 milioni. Che meno i 60 milioni dati come ulteriore contributo pubblico, diventano 78 milioni. Il privato ha contribuito con circa il 18% dell’intero importo.

rossi-marronmeQuali sono le cifre esatte?
Quello che sappiamo è che il costruttore pur investendo una cifra inferiore a quella pubblica, ha progettato l’ospedale, ha scelto le ditte per realizzarlo, ha nominato il Direttore di cantiere e ha gestito, come proprio, l’intero finanziamento. E oggi è il gestore unico dei servizi non sanitari.

In sostanza pur se il contributo maggiore è dell’ente pubblico, tutto il progetto è stato gestito dal privato, che è anche proprietario della struttura con la ASL affittuaria. Un’ultima cifra: nei prossimi 19 anni, per la gestione dei servizi non sanitari dei 4 ospedali, il privato incasserà dalla ASL più di 1 miliardo e 200 milioni di euro. Sono profitti da capogiro che neppure alcune attività illecite potrebbero garantire. Si chiama project financing, o finanza di progetto. E’ una legge dello Stato. E’ una truffa legalizzata.

Il progetto ed il sito
Il progetto. La costruzione dei 4 nuovi ospedali, partita nel 2003, avrebbe dovuto ottenere tutti i permessi entro il 2005 per non perdere il contributo statale. Vuol dire che il costruttore ha dovuto realizzare in fretta il progetto. E le conseguenze si vedono!

Esempio eclatante di questa fretta, la realizzazione del reparto di malattie infettive. Quando il nuovo ospedale apre i battenti ci si accorge che nelle camere dove ricoverare i pazienti a rischio infezione non si può gestire per camera singola la pressione della stanza, ma a gruppi di quattro. Il reparto viene chiuso per tre mesi e l’impianto d’aria completamente rifatto. Visto che la ASL aveva dichiarato regolare l’impianto, il costo della variante, 440 mila euro, lo ha pagato l’ente pubblico.

Mancanza di privacy, finestre che non possono essere aperte, parcheggio ridotto e a pagamento (!), un impianto wifi che non copre tutto l’ospedale, poliambulatori piccoli senza sale di aspetto, sono solo alcuni esempi dei problemi che da quasi due anni dall’apertura non sono stati, e non saranno, risolti e che appesantiscono la vita di tutti i cittadini utenti.

Il sito.
Per l’individuazione del sito il Comune aveva formato una squadra di propri esperti che avrebbe dovuto valutare quattro possibili localizzazioni. Non una delle quattro era ritenuta idonea! Su tutti il sito peggiore era proprio l’appezzamento di proprietà della Breda, chiamato Campo Volo, un’area su cui nessuno ha mai voluto costruire in passato. Proprio quella scelta per costruirci il nuovo ospedale.

L’area individuata è la più insalubre del territorio pistoiese poiché è a ridosso dell’autostrada Firenze-Mare, del casello di Pistoia e della superstrada-circonvallazione della città! Tra rumori, gas di scarico e polveri sottili sembra difficile immaginare una corretta tutela della salute.

Questa zona, inoltre, è “ad alta vulnerabilità idraulica” per la prossimità dell’Ombrone e del torrente Brusigliano, si può dire che la struttura galleggi sull’acqua vista la scarsa profondità della falda freatica (1 – 1,5 m.). Secondo il geologo chiamato dal Comune quel terreno in caso di terremoto, anche di bassa intensità, è a rischio liquefazione; vuol dire che l’ospedale è stato costruito sulla sabbia.

Non solo, per ridurre il rischio idraulico si dovrà realizzare una cassa di espansione dell’Ombrone in una zona di notevole pregio ambientale, quella dei laghi Primavera, con il relativo incremento dei costi connessi al nuovo ospedale e conseguente distruzione di alcuni laghi per la pesca sportiva e annesse attività ludico-didattiche. Queste casse sono state ampiamente bocciate dalla cittadinanza e dalle associazioni ambientaliste.

La nuova costruzione dell’Ospedale San Jacopo ha liberato, inoltre, una vasta area all’interno della città storica in cui erano concentrate le attività sanitarie. Si tratta dell’area dell’Ospedale del Ceppo sulla quale pende un piano di valorizzazione immobiliare targato Regione/ASL affinché quest’ultima possa recuperare il debito finanziario di 18 milioni di euro contratto per la compartecipazione alla costruzione del Nuovo Ospedale. Di questo tratteremo in uno dei prossimi articoli.

Insomma, si chiama San Jacopo, è il nuovo ospedale di Pistoia, ma è un gigante d’argilla che rischia di affondare nelle sabbie mobili dell’inconsistente terreno dell’ex Campo di volo, dei debiti delle amministrazioni pubbliche, dell’inefficienza delle strutture sanitarie.

*Daniele Rovai, autore del volume La nuova sanità toscana. I 4 nuovi ospedali toscani e la legge truffa del project financing (2013).

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Daniele Rovai

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7 commenti su “Il nuovo ospedale di Pistoia: un gigante d’argilla”

  1. Sarebbe interessante leggere un articolo sulle truffe legalizzate con la costruzione delle case PEEP, in giro per l’Italia.

  2. I commenti sarebbero molti. Ma lasciando a persone più competenti, potrei solo dire che speculare sulle necessita dei malati e loro parenti e una vera vergogna con il parcheggio. Ma la vera vergogna sono i tempi di prenotazione. Una DENSITOMETRIA OSSEA LOMBARE. TC richiesta il 25 Novembre 2015 e stata prenotata per il 30 Maggio 2017. Questa e solo una. Ogni visita che dobbiamo fare alla richiesta di prenotazione viene rimandata di mesi. Guarda caso nel giro di 10 e massimo 30 giorni a Prato vengono fatte. Non parlo poi del rapporto con le persone, da mani sul muso specie agli sportelli. Poi ci sono i BARONI e le BARONESSE mediche dell’Usl che sentenziano che una rieducazione o un trattamento, che il medico di famiglia ritiene di fare, LO RITENGONO INUTILE e non lo concedono, se lo concedono dobbiamo rivolgersi alle strutture esterne che dicono che gli dispiace ma fino al prossimo anno non abbiamo posto. Cosi che ogni anno niente viene fatto, perché sono fortunato che non sono grave.

  3. Come radiologo faccio eco al commento di Fabrizio. Lavoro come medico radiologo e trovo vergognoso le liste di attesa cosi lunghe e al tempo stesso noi radiologi ci ritroviamo liste infinite di esami perche’ non ci sono sufficienti radiologi e le aziende sanitarie spendono soldi tra appalti e politica. Via la politica dalla sanita e ridiamo ai medici la loro professione

  4. Antonio Fiorentino

    Sono d’accordo. Nei giorni scorsi ho dovuto fare una TAC urgente. La lunga lista di attesa del servizio pubblico mi ha costretto a rivolgermi a una struttura privata di Pistoia che nel giro di poche ore ha eseguito l’accertamento e refertato l’esito. Basta pagare, e non poco, e ti si spalancano le opportunità della sanità toscana. E’ un sistema profondamente ingiusto che seleziona i cittadini in base alla disponibilità del reddito e non garantisce a tutti l’accesso al servizio sanitario pubblico.

  5. Mi sembra di ricordare che il tecnico incaricato di seguire la realizzazione delle 4 strutture ospedaliere di Pistoia, Lucca, Massa e Prato fosse stato individuato in un ingegnere del comune di Pontedera assunto dall’ospedale di Pistoia con procedura di mobilità e affiancato all’altro tecnico già presente. Dopo questa mobilità i Pontederino venne individuato quale responsabile tecnico delle nuove realizzande opere mentre all’altro collega più anziano venne lasciata la responsabilità delle vecchie opere! Chiederei a chi fosse più informato di me di dare un contributo di verità! Sarei curioso di sapere quali incentivi siano andati al Pontederino o a chi per lui, se i miei ricordi fossero imprecisi o errati!

    1. Ornella De Zordo

      Grazie del commento. Abbiamo rivolto la domanda all’autore del pezzo. Se ci sono informazioni in merito verranno postate in risposta a questo commento.

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