In difesa della scuola Makarenko e di un sistema educativo d’eccellenza

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In seguito alle proposte di riforma del sistema scolastico territoriale promosse dall’Amministrazione Comunale negli ultimi mesi, dallo scorso Dicembre a Scandicci si parla in maniera sempre più pressante della chiusura della Scuola Makarenko, un servizio educativo integrato 1-6 che negli anni ha rappresentato un punto di riferimento del sistema scolastico territoriale, tracciando l’orizzonte di molti progetti educativi: non ultimo il progetto Outdoor con il quale la scuola ha saputo rispondere con prontezza e creatività all’emergenza sanitaria.

Alle immediate richieste di chiarimento giunte in prima battuta dalle famiglie dei bambini frequentanti e in seguito anche da molti comuni cittadini, l’Amministrazione, nella figura del Sindaco Sandro Fallani, ha risposto in prima battuta giustificando l’inattesa chiusura con il crescente calo demografico e il conseguente rischio di chiusura di sezioni delle scuole dell’infanzia statali. Rischio che, a quanto afferma l’Amministrazione, un Comune non può assumersi facendosi diretto concorrente delle scuole statali.

Eppure a questo proposito, la realtà che i numeri fotografano, confermata negli ultimi giorni anche da un incontro con il Provveditorato della città metropolitana di Firenze, appare diversa da quello che l’amministrazione racconta.

  • A Scandicci negli ultimi anni vi è stato un aumento demografico grazie alla migrazione dai comuni limitrofi: da 49.765 nel 2010 a 50.786 nel 2020.
  • Il numero delle iscrizioni alla scuola dell’infanzia, sia comunale che statale, negli ultimi anni è sempre stato in positivo, 1018 nel 2018, 1033 nel 2019 e 1061 nel 2020.
  • L’occupazione femminile dagli anni ‘70 (termine di paragone preso a vaglio dalla nostra amministrazione) è passata dal 33% al 60,6%
  • Negli ultimi anni si è verificata la chiusura di una sola sezione di scuola dell’infanzia e non quattro come ripetutamente detto dal Sindaco e dirigente scolastico.

In questo piano di riorganizzazione del sistema scolastico, il cui slogan principale proposto su ogni canale di comunicazione dall’Amministrazione, è “Scandicci non chiude le scuole, le potenzia” quello che a oggi resta da chiarire è il nesso tra la volontà di riformare il sistema scolastico territoriale per offrire gli stessi servizi a tutti i bambini della scuola dell’infanzia colmando l’attuale sperequazione, in ordine di tempo scuola e qualità del servizio, tra scuole comunali e scuole statali, e la chiusura della Makarenko. Nessuno infatti nega la validità di un tale progetto che intende riformare il tempo scuola e il calendario scolastico anche delle statali per rispondere a una mutata domanda sociale che non trova più corrispondenza nelle 8 ore giornaliere e in una pausa estiva di circa tre mesi. Non vogliamo che questi privilegi restino solo a vantaggio dei bambini delle comunali ma mancano risposte esaustive che giustifichino la progressiva chiusura della Makarenko per la realizzazione di questa riforma alla cui base c’è la creazione di un nuovo polo educativo 0/14 a San Giusto, presso l’attuale I.C. A. Spinelli.

Se, come più volte detto dall’amministrazione non ci sono ragioni economiche alla base di questa scelta, perchè partire a costruire “la Città dei Ragazzi” togliendo una scuola comunale che per 50 anni ha rappresentato un valore simbolico e paradigmatico dell’offerta educativa del territorio tanto da diventare un modello anche fuori dal Comune di Scandicci?

Perchè invece non utilizzare l’esperienza rappresentata dal progetto Makarenko nel campo della formazione 1-6 e metterla a fondamento di una riforma reale, condivisa e inclusiva dell’intero sistema scolastico territoriale?

La stessa Assesore Palomba, nella seduta della Commissione Consiliare dello scorso 26 gennaio afferma che con i servizi comunali “per tanto tempo abbiamo preceduto l’idea di infanzia e di educazione 1-6 anni e di continuità quindi, forti di questa nostra esperienza, vogliamo portare la nostra esperienza anche nel sistema scolastico statale, creando un’integrazione e una cooperazione tra tutti i vari docenti e le varie insegnanti del territorio, perché crediamo fortemente che sia il momento di dare e di allargare i servizi e la qualità a tutti i bambini del nostro comune”.

Eppure, da una parte la progressiva chiusura della Makarenko e dall’altra la scelta di lasciare a una cooperativa e quindi al privato, la gestione del nuovo nido Girandola che sarà compreso all’interno del nuovo Polo sembrano andare esattamente nella direzione opposta. Il Comune afferma di voler essere il motore del cambiamento ma rinuncia a 30 posti di nido Comunale e di fatto resta fuori dalla gestione diretta di tutti i servizi.

Il comitato cittadino Salviamo la Makarenko, supportato dall’omonima pagina Fb che nell’arco di un mese ha raggiunto quasi 2.500 like, ha chiesto più volte spiegazioni in merito alla riorganizzazione di questo “nuovo polo 0-14” ma come ammette la stessa amministrazione a oggi non vi è un reale progetto nè edilizio, né tantomeno pedagogico a sostegno di questa riorganizzazione: quella che si è sbandierata finora è una sfida lanciata senza l’appoggio saldo di un piano d’intervento operativo, un panel di partner, un bilancio economico, un calendario di scadenze.

Oltre alla mancanza di un reale progetto futuro ancora più grave appare la totale omissione delle immediate ricadute che la chiusura della Makarenko e la parallela ristrutturazione del Nido Girandola presso il Polo di San Giusto avranno sulla cittadinanza fin da settembre 2021:

  • Perdita già da settembre 2021 di 22 posti di nido pubblici (7 per la sezione lattanti e 15 per la sezione medi)
  • Ridistribuzione di 45 posti infanzia che andranno a gravare sulle sezioni delle scuole statali limitrofe già sature in termini numerici, con un rischio concreto di creazione di “classi pollaio”

 

Ulteriori conseguenze della chiusura saranno la perdita di un centro integrato 1-6 anni, iniziativa che si colloca in direzione contraria rispetto agli orientamenti regionali e nazionali che riconoscono il valore di questa tipologia di esperienze educative anche con lo stanziamento di consistenti finanziamenti; infine lo smistamento del corpo insegnante nelle altre sedi comunali, disperdendo così il valore paradigmatico che il centro educativo Makarenko rappresenta.

E’ giusto riformare, è giusto lavorare sulla formazione e sull’uniformare l’offerta, ma farlo rinunciando a un’eccellenza anziché metterla concretamente al servizio di un progetto che oggi non esiste nemmeno sulla carta è una scelta al ribasso che non corrisponde a un’idea illuminata di amministrare il bene comune e di rispondere alle domande della cittadinanza.

Le strutture comunali (a gestione diretta) presenti sul territorio sono Pietre Preziose .Tanti luoghi in Italia non possono più vantarne la presenza. La Casa Comunale è l’istituzione più vicina al cittadino, la prima che dovrebbe avere a cuore il futuro dei suoi piccoli abitanti. Le Scuole Comunali sono l’essenza stessa del territorio. Più vicine dello Stato ai cittadini. Più prossime nell’ urgenza di risposte ai bisogni reali del territorio, motivo per cui vanno sostenute, implementate e rafforzate non di certo chiuse.

Per quanto riguarda la destinazione d’uso della Makarenko, dislocata in una zona prestigiosa alle pendici di scandicci alto, ancora non vi è stata fatta chiarezza. In un primo momento era stato affermato che la destinazione sarebbe rimasta a scopi socio/educativi, si è parlato di centro disabili o RSA. Questa ipotesi è stata però smentita in un secondo momento dal sindaco Fallani affermando di non avere ancora un progetto concreto per la riqualificazione dell’area. Visti gli innumerevoli edifici scolastici abbandonati dislocati in città la cittadinanza si domanda quando sia necessario dismettere un’altra scuola e non riqualificare quelle già esistenti.

Per scandire pubblicamente il proprio messaggio, il comitato Salviamo la Makarenko ha dato un segnale forte e chiaro all’amministrazione comunale di Scandicci scendendo in piazza lo scorso sabato 20 febbraio in occasione del flash mob “Un ponte che unisce. Makarenko – Alpi – Girandola”: una catena umana lunga oltre 1 km che ha unito quasi 700 persone in una dimostrazione pacifica e simbolica, segno di grande democrazia e senso di civiltà, che insieme alla raccolta firme ancora in atto e ai tanti contributi anche di artisti arrivati sulla pagina FB SalviamoLaMakarenko segnalano la grande partecipazione della cittadinanza che da mesi chiede di essere ascoltata e coinvolta dalla politica, in una scelta che riguarda direttamente non solo il presente ma anche il futuro delle nuove generazioni e di quelle che verranno.
“Prima di essere genitori siamo cittadini, contribuenti e vostri diretti elettori. Non rimarremo indifferenti a una decisione prepotente, imposta dall’alto e che non trova fondamento da una consultazione con gli organi competenti” ribadisce il comitato cittadino. E continua: “La cittadinanza attiva è un privilegio per ogni amministrazione comunale, tornare sulle proprie posizioni  sapendole  modificare è segno di grande intelligenza e levatura morale. Chiediamo al Sindaco e all’amministrazione di ritornare sulla propria scelta. Non vi è mai un buon motivo per chiudere una scuola!”

*Salviamo la Makarenko

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