Tav, Rossi esautora Bramerini e dirigente Valutazione ambientale.
De Zordo: "Tutele troppo invadenti per il presidente ambientalista del fare".
Il presidente regionale Enrico Rossi sta mostrando un decisionismo muscolare in materia di "grandi opere" che ci suscita più di un allarme. Prima fa le distinzioni fra ambientalisti "buoni" (lui) e "cattivi" (chi si oppone a un inceneritore, una autostrada, un supertunnel), con una logica del "fare" che prescinde dal merito delle opere e delle motivazioni. Poi, individuando nelle "grandi opere" il motore del futuro regionale, si lamenta che queste vadano troppo a rilento, e sprona tutti ad affrettarsi.
Passando dalle parole ai fatti, con un decreto del 14 giugno, che non riporta alcuna motivazione, toglie la competenza in materia di Valutazione di Impatto Ambientale e di Valutazione Ambientale Strategica a chi ne è naturale depositario, l'Assessore all'Ambiente Bramerini, per riservare a se medesimo l'onere e l'onore di occuparsi direttamente della questione.
Infine rimuove, secondo notizie fondate, il dirigente regionale del settore Valutazioni ambientali, per sostituirlo non si sa con chi. Non è dato conoscere neanche in questo caso le motivazioni di un avvicendamento improvviso e inspiegabile. Evidentemente qualcosa non andava. Il dubbio che ci coglie, vedendo tutto l'insieme, è che quello che non piaceva al presidente Rossi fosse un sistema di regole, di tutele e di valutazioni evidentemente troppo invadente per il suo ambientalismo, più attento al "fare" che all'ambiente.
Il dubbio è che meno si scava (nei progetti, non nei tunnel) e meglio è, che l'importante è aprire cantieri, senza tanti "lacci e lacciuoli". Hai visto mai che su certi terreni Rossi e Renzi, che sono ormai come cane e gatto, sono in realtà più vicini di quanto non si pensi?
De Zordo: "Tutele troppo invadenti per il presidente ambientalista del fare".
Il presidente regionale Enrico Rossi sta mostrando un decisionismo muscolare in materia di "grandi opere" che ci suscita più di un allarme. Prima fa le distinzioni fra ambientalisti "buoni" (lui) e "cattivi" (chi si oppone a un inceneritore, una autostrada, un supertunnel), con una logica del "fare" che prescinde dal merito delle opere e delle motivazioni. Poi, individuando nelle "grandi opere" il motore del futuro regionale, si lamenta che queste vadano troppo a rilento, e sprona tutti ad affrettarsi.
Passando dalle parole ai fatti, con un decreto del 14 giugno, che non riporta alcuna motivazione, toglie la competenza in materia di Valutazione di Impatto Ambientale e di Valutazione Ambientale Strategica a chi ne è naturale depositario, l'Assessore all'Ambiente Bramerini, per riservare a se medesimo l'onere e l'onore di occuparsi direttamente della questione.
Infine rimuove, secondo notizie fondate, il dirigente regionale del settore Valutazioni ambientali, per sostituirlo non si sa con chi. Non è dato conoscere neanche in questo caso le motivazioni di un avvicendamento improvviso e inspiegabile. Evidentemente qualcosa non andava. Il dubbio che ci coglie, vedendo tutto l'insieme, è che quello che non piaceva al presidente Rossi fosse un sistema di regole, di tutele e di valutazioni evidentemente troppo invadente per il suo ambientalismo, più attento al "fare" che all'ambiente.
Il dubbio è che meno si scava (nei progetti, non nei tunnel) e meglio è, che l'importante è aprire cantieri, senza tanti "lacci e lacciuoli". Hai visto mai che su certi terreni Rossi e Renzi, che sono ormai come cane e gatto, sono in realtà più vicini di quanto non si pensi?



















