Fuori dalle logiche dell’economia di mercato: l’ex Macello occupato di Pistoia

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L’economia di mercato, checché ne dicano i politicanti di mestiere che per conto del capitalismo gestiscono il potere, non è per niente interessata alle persone. L’obiettivo di questa economia che oggi gestisce la vita sociale non è la soddisfazione dei bisogni delle persone. Nella società capitalista (democratica) tutto è trasformato in merce (sanità, istruzione, ambiente, le persone stesse) e gli esseri umani sono trasformati in semplici consumatori.

quanto è bella la cittàI giovani possono trovare nell’economia di mercato anche soddisfazione alle loro necessità del tempo libero. Basta avere una quantità non indifferente di denaro. Basta considerarsi semplici ‘usufruitori’ di servizi, semplici consumatori. Nell’economia capitalista tutto ruota intorno al profitto. Ossia alla produzione di beni non sempre necessari, ma prodotti per soddisfare bisogni indotti. Al consumo massificato di tali e spesso inutili prodotti, la persona perde ogni connotato di essere pensante, privato persino del diritto ad un tempo libero autonomo e allo sviluppo delle proprie capacità intellettive e spirituali.

image.2jpgPer fortuna ancora esistono giovani (ma anche non più tali) che intendono rimanere fuori dalle logiche dell’economia di mercato. Che intendono soddisfare le proprie necessità e i propri bisogni fuori dalle regole imposte da una economia basata sul denaro e sulla produzione di profitto. Giovani che escono da queste logiche e si organizzano cercando in autonomia altre e diverse strade.

Con l’occupazione del Macello di Pistoia un gruppo di giovani e meno giovani hanno voluto lanciare alla città un messaggio ben chiaro: solo liberandosi dalle logiche del mercato è possibile dare soddisfazione ai propri bisogni reali. Ovviamente il progetto che ha portato questi giovani ad occupare un sito abbandonato e lasciato al degrado (in attesa di una speculazione) è molto più complesso. Ma non è di questo che volevamo parlare, ma piuttosto della risposta data dalla politica o, per meglio dire, dai politicanti di mestiere (tutti).

Nessuno si è interrogato sul perché dell’occupazione, sulle motivazioni che hannoimage spinto un gruppo (anche nutrito) di persone a porsi fuori dai binari imposti dalle leggi. L’assessore, l’esponente dell’opposizione, come anche il rappresentante della “sinistra”, tutti hanno messo l’accento sulla illegalità dell’occupazione. Si è cercato di trovare consenso tramite i media non tanto contro l’occupazione in quanto tale, ma in quanto gesto illegale.

La risposta degli occupanti del Macello ancora una volta ha dimostrato la loro autonomia e indipendenza dalle norme che regolano una società basata sulle ingiustizie e le diseguaglianze sociali. Con la capacità di mettere in campo una immaginazione e una ironia di cui i politicanti neppure conoscono l’esistenza, i giovani e meno giovani del Macello hanno risposto con una mostra fotografica sul degrado urbano, sull’abbandono che caratterizza tutte le città, e di cui la nostra pur piccola realtà non è esente.

Già nel primo dei sei cartelli che abbiamo esposto al mercato sotto il sole cocente di luglio e i primi di agosto abbiamo lanciato un messaggio chiaro, non tanto ai politicanti che, come abbiamo scritto e ribadiamo sanno solo stare seduti sulle seggiole del Consiglio Comunale, ma ai cittadini che vogliamo consapevoli.

Con la mostra fotografica, che riporteremo al mercato nei sabati di settembre chiediamo se la legalità significa abbandono, degrado, speculazione.
Avremmo forse dovuto essere più incisivi sostenendo l’inutilità di cementificare ulteriormente il territorio quando abbiamo migliaia di metri cubi di murature abbandonate. Ma questo i cittadini lo comprendono anche da soli, come ci hanno dimostrato nei loro commenti alla mostra. Ripeterlo ai politicanti è tempo perso.

Noi, occupanti del Macello, ben sappiamo che contro la speculazione, la cementificazione, il dissesto idrogeologico, la devastazione del territorio dobbiamo opporre sempre la nostra volontà di lotta. Sappiamo benissimo che solamente con la lotta e con la partecipazione attiva e propositiva dei soggetti coscienti possiamo salvaguardare il territorio, fermare la speculazione.

La nostra occupazione è solo un momento di questa volontà di lotta. Ma sopratutto è la dimostrazione che una diversa concezione sociale dell’impegno di uomini e donne non solo è possibile, ma sopratutto è necessaria. Rifiutare la delega, impegnarsi in prima persona, diventare soggetti e promotori della propria esistenza. Questo il messaggio che intendiamo lanciare alla società tutta.

Ci battiamo per la riappropriazione di un sito lasciato al degrado, per riportarlo a nuova vita, con il nostro lavoro non pagato e per il nostro sviluppo intellettivo; per renderlo fruibile al bisogno di socialità; per gestire il tempo sociale senza i legacci del denaro, delle merci, della “legalità” al servizio di speculazione e profitto. Per farne uno spazio dove ciascuno di coloro che lo frequentano diventa, insieme agli altri, soggetto e promotore del suo tempo, dei suoi bisogni e delle sue necessità.

*Macello okkupato Pistoia

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