Colletta di idee per Albereta e Anconella: una proposta

2 Risposte

  1. Avatar Giovanna Sesti ha detto:

    Articolo chiaro ed interessante con molti spunti e informazioni, che mi sono servite proprio per discutere con l’Ordine dei Dottori agronomi e forestali e con quello degli Architetti la prima presentazione dei progetti del Masterplan. Concordo sulla analisi del “bello” come accattivante. Ora sarà in discussione la prima azione di sistemazione delle piante con la messa dimora dei due viali interni dell’Anconella. Vengono piantate nuove piante esattamente (così ci riferiscono) nello stesso punto di dove c’erano i grandi pini. La ricostruzione esatta sembra dovuta al vincolo paesaggistico. Non credo che il vincolo paesaggistico imponga questa ricostruzione rigida, ma che la Commissione Paesaggistica valuti di volta in volta le proposte che le vengono sottoposte. Inoltre il Comune ha proposto in un nuovo filare dei due viali, un’alternanza di tiglio e ciliegio giapponese. Sicuramente ci sarà un risvolto anche economico, per la poca manutenzione dei ciliegi, ma in questo caso l’aspetto cromatico ricercato dall’Amministrazione non credo che coincida con l’aspetto estetico, né con la funzione di ombreggiatura richiesta al viale alberato. All’osservazione di non voler per forza rincorrere estetiche a noi non consone mi è stato risposto che dobbiamo invece modificare e sviluppare un senso del parco diverso da quello che ci ostiniamo a difendere come appartenente alla nostra storia e cultura. Mi chiedo se in Commissione Paesaggistica ci siano solo architetti o anche agronomi. Mi farebbe piacere avere il tuo

    • Avatar Paolo Degli Antoni ha detto:

      Parte del Q3, compresi il parco di Rusciano, l’Albereta e l’Anconella, è soggetta a vincolo paesaggistico in forza del decreto ministeriale pubblicato sulla G.U. 218/1953, motivato dallo “spettacolo di rara bellezza” costituito da “un complesso di cose immobili che compongono un caratteristico ambiente avente valore estetico e tradizionale, costituendo inoltre una successione di quadri naturali e di punti di vista accessibili al pubblico”. L’impostazione lessicale romantica, povera di indicatori oggettivi, è retaggio del R.D. n.1497/1939 e induce i funzionari preposti ad adottare soluzioni progettuali formalmente conservative (es. filari arborei coetanei confermativi degli allineamenti preesistenti). La scelta delle specie non è invece conservativa degli assetti registrabili alla data d’apposizone del vincolo e testimoniata dal volo GAI 1954, quando si rilevavano solo l’albereta riparia e un filare di pini domestici. Si fanno oggi prevalere ragioni di sicurezza, con ciò escludendo le specie più vulnerabili a condizioni meteorologiche estreme.

      Non convince la narrazione dell’evoluzione culturale che dovremmo accettare: l’impiego di cultivar orticole ornamentali è tipica espressione della progettazione del verde degli anni ’70 e ’80 dello scorso secolo, quando i cataloghi dei vivaisti si proponevano non solo come listini di vendita, ma anche come manuali ricchi di tabelle facilitanti l’individuazione delle sequenze stagionali delle fioriture e delle colorazioni autunnali; alle piante, ridotte a meri arredi vegetali, era richiesta una funzione decorativa.

      In tempi più recenti, sulla scia della Direttiva europea Habitat e ancor più a seguito del PIT con valenza di piano paesaggistico regionale, si è sviluppato un diverso senso del parco, meno antropocentrico e più biocentrico, con le piante scelte e piantate in base agli habitat naturali attesi in accordo con le condizioni stazionali, con finalità naturalistiche di ricostituzione dei corridoi ecologici, didattiche, di resilienza alle avversità, di mitigazione climatica, con attenzione all’abbattimento degli inquinati.

      Le cultivar orticole da fiore di rosacee arboree sono di taglia medio-piccola, poco longeve e non riescono a competere per la luce con specie longeve, di prima grandezza e discretamente tolleranti l’ombra come i tigli; la consociazione prevista durerà pochi decenni, trascorsi i quali il tiglio prenderà il sopravvento.

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