Occasione mancata per un corridoio ecologico nella Piana: il caso Carraia-Geminiani

Un caso di studio fiorentino: corridoio ecologico nella piana riconosciuto dal Piano paesaggistico regionale, già individuato da Giorgio Pizziolo e Rita Micarelli nel 2010 nell’osservazione del gruppo consiliare perUnaltracittà al Piano Strutturale di Firenze.

Da foto aeree e terrestri si ricostruisce l’evoluzione della vegetazione che ha colonizzato i terreni agricoli abbandonati posti tra Via Gemignani e  Via di Carraia nel Quartiere 5, costituendo un prezioso corridoio ecologico tra la piana e il parco delle Cascine.

Il Regolamento Urbanistico approvato nel 2015 prevede un’area di trasformazione, AT 09.02, con palazzi di sette piani, respingendo l’osservazione formulata dai cittadini nel 2014, che enfatizzava le valenze naturalistiche dell’area; si mette così a rischio quella connettività ecologica raccomandata dal Piano paesaggistico regionale.

1943 e 1954: i terreni a sud di Via di Carraia sono seminativi arborati; la vite è maritata all’olmo

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1978: abbandono dell’agricoltura; urbanizzazione del Viale Gori;
edificio scolastico via Gemignani

1988 edificio postale in via Gemignani; Commissariato della Polizia di Stato in viale Gori;

orti urbani lungo la ferrovia

1996: il terreno non destinato a orti urbani viene privato della vegetazione arbustiva e predisposto all’urbanizzazione

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2007: nel terreno agricolo abbandonato si evolve una vegetazione composta dai relitti colturali e da colonizzazione spontanea. La porzione sud del lotto è edificata

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2011: eseguita la ripulitura dell’appezzamento, consistente nel taglio del canneto, ordinata dal Comune per motivi di sicurezza

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qiVedute oblique

La veduta primaverile dal treno evidenzia gli alberi relitti delle passate colture

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Col ripetersi delle operazioni di contenimento del canneto l’olmo campestre e l’ailanto si sono propagati per polloni radicali e il rovo si è espanso

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2015: il Regolamento Urbanistico di Firenze approvato nell’aprile 2015 prevede l’edificazione con blocchi di sette piani dell’area di trasformazione AT 09.02, considerata invece bosco di neoformazione dal Piano Paesaggistico regionale approvato nel marzo 2015

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Nell’osservazione inviata al Comune nel luglio 2014, si contestava come erronea la descrizione “copertura urbanizzata” contenuta nella scheda AT 09.02 Carraia/Geminiani rivendicando invece l’area incolta come possibile corridoio ecologico nord-sud dalla Piana di Castello alle Cascine.
Le controdeduzioni si limitano a ricordare come l’area di trasformazione AT 09.02 Carraia/Geminiani costituisca un residuo del PRG confermato dal PS, anche a seguito dell’esito giudiziario di un contenzioso pluridecennale.

*Paolo Degli Antoni, dottore forestale, Comitato Ex Fiat Belfiore-Marcello

Approfondimento da:
Degli Antoni P. Angiolini S., Cambiamenti nel paesaggio rurale toscano dal 1954 al 2014, Pagnini, Firenze 2015

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Paolo Degli Antoni

Paolo Degli Antoni

Paolo Degli Antoni, dottore forestale, Comitato Ex Fiat Belfiore-Marcello

2 risposte

  1. Avatar Paolo Degi Antoni ha detto:

    L’area è considerata anche da Trentanovi, Campagnaro e Sitzia https://sisef.org/2021/01/15/boschi-urbani-spontanei-le-opportunita-di-una-nuova-wilderness/

    • Ornella De Zordo Ornella De Zordo ha detto:

      Grazie della segnalazione. Molto interessante il formarsi di questi “boschi urbani spontanei”. Ne riprendo qui la definizione degli autori che hai citato:
      “Boschi urbani spontanei. Si formano nelle pertinenze delle aree industriali e militari dismesse, nei cantieri edili non ripristinati, negli incolti. I processi culturali ed ecologici da cui traggono origine non sono programmati, né prevedibili. Non sono frutto di un progetto di piantagione, e la loro flora è composta da molte specie non autoctone. Possono essere piccoli frammenti o avere ampie superfici e insieme danno origine ad un mosaico di verde urbano non intenzionale – una nuova wilderness”

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