1

Esclusivo: come sarà la Firenze futura. Cronaca di un incidente diplomatico.

Passando sotto la Porta San Gallo, rivestita di placche e borchie in rame finto-antico ed illuminata da led a basso consumo multicolori, il signor Xue Shuan fu percorso da un brivido. La commessa addetta alla porta sorrise comprensiva, abbagliandolo coi suoi denti perfettamente bianchi: “È lo scanner, non si preoccupi, fa questo effetto, ma è necessario, sa? È per la Vostra sicurezza: oltre a verificare che abbiate comprato il biglietto per FiRenziLand e pagato la tassa di soggiorno, controlliamo che non siate imbottito di tritolo o rechiate con voi armi di qualsiasi genere. E in più la scansione biometrica ci permette di indirizzarla verso ciò che maggiormente si confà ai sui gusti: è un procedimento scientifico rigoroso.”

Il signor Xue Shuan detestava essere sorpreso nei suoi rari momenti di debolezza, si fermò assumendo la posa più imponente che potesse e osservò, immobile e serissimo, la commessa. Quest’ultima non smise di sorridere e gli fece un cenno per farlo proseguire. Il signor Xue Shuan, che indulgeva nel ritenersi una delle persone più spietate che conoscesse, capì che, per quanto inferiore socialmente, la giovane donna lo aveva battuto, si inchinò appena e proseguì inquieto.

firenze desertaUna strada lastricata di una specie di parquet plastico immacolato lo spingeva diritto verso il centro della città: aveva mezz’ora di tempo. La pavimentazione era leggermente elastica e riproduceva un lastricato medievale in maniera abbastanza fedele. Il signor Xue Shan ne saggio la qualità soddisfatto con il piede.

Il biglietto “#FlorenceOnly4u”, lanciato una settimana prima e che lui per primo nel mondo aveva acquistato per mezzo milione di euro, gli garantiva una mezz’ora per visitare l’intero centro storico di Firenze da solo, unico turista cui sarebbero state dedicate tutte le attenzioni. Non solo, con un piccolo sovrappiù di ventimila euro, avrebbe potuto essere il Sindaco di Firenze, vidimare un atto a casaccio e farsi un selfie nella sala Clemente VII. Ovviamente si era concesso quel piccolo lusso, anche se la sua educazione lo spingeva a considerarlo un po’ troppo volgare. La sua posizione, tuttavia, lo richiedeva.

Percorse la deserta via San Gallo fino in fondo e proseguì, senza accorgersi che una nuova placca in pvc bianco simil-marmo costellata di gigli viola indicava che il nome era diventato via de’ Ginori.

Per un attimo, ebbe la percezione che dietro alcune finestre ci fosse qualcuno. Vide una vigilessa ad un angolo, e le si avvicinò. Il pubblico ufficiale era di una bellezza abbacinante, avvolta in una divisa aderente e abbottonata a stento: “Buongiorno, onorevole signor Xue Shan, mi chieda qualsiasi cosa: sono al suo servizio” disse in un mandarino accettabile, aprendo poi un sorriso immacolato e straziante.

“Credo che ci siano dei residenti, dietro a quelle finestre” disse severo il signor Xue Shan indicando rigidamente due finestre diverse “Esigo che vengano fatti sgomberare. Subito”.

“Le chiedo perdono a nome della città di Firenze – disse la vigilessa inchinandosi un po’ – onorevole signor Xue Shan, quegli abitanti sono fra i pochi che non hanno firmato la liberatoria al Comune, e dunque non possono essere fatti uscire forzosamente dalle loro case”

“Il mio biglietto #FlorenceOnly4u garantisce che sia solo nel centro storico di Firenze – sibilò il signor Xue Shan – esigo che siano fatti uscire dal perimetro”

“Le chiedo nuovamente perdono – disse dolcemente la vigilessa – ma questo non è possibile. Mi permetto di ricordarle che siamo ancora nella fase sperimentale del progetto, e che sottoscrivendo il contratto lei ha espressamente accettato che potessero esserci eccezioni. Le confesso, signor Xue Shan – proseguì la vigilessa abbassando la voce – che abbiamo adottato alcune misure straordinarie che ci permetteranno di allontanare quei residenti per sempre fra non molto tempo. Questo spiacevole inconveniente, tuttavia, è legato all’incredibile privilegio che lei ha saputo meritarsi: oggi lei è l’Ospite.

E poi completamente solo, non è.” Aggiunse sorridendo.

Per nulla consolato da quella grossolana piaggeria, senza parole per lo sdegno e l’indignazione, il signor Xue Shan si allontanò senza ricambiare il cordiale saluto della vigilessa.

Giunse dunque in piazza San Lorenzo. La chiesa era stata ricoperta, scimmiottando il progetto originale, di lastre plastiche che riproducevano i marmi pensati da Michelangelo. Non un pelo fuori posto, nell’intera piazza, né un piccione o un abitante. Si ergevano sul finto lastricato della piazza, come strani funghi, una mezza dozzina di banchi in acciaio lucido, su cui brillava, illuminata eccessivamente da una corona di led, della merce. Accanto ad ogni banco, come una protesi, stavano dei commessi sorridenti. Quando il signor Xue Shan si trovò a tre metri dal primo banco, il commesso si staccò dalla sua posa e andò incontro all’Ospite.

“Buongiorno, onorevole signor Xue Shan, sono certo che al mio banco troverà come soddisfare ogni suo desiderio. Ovviamente sono tutti vegetali.” disse il commesso in un mandarino un po’ scadente. Era un giovane sui 25 anni, bellissimo, curato e vestito con una specie di divisa che riprendeva il grembiule dei camerieri di inizio novecento, seppure più attillata. Sorrideva, mostrando la merce sul banco. Sugli scomparti di acciaio, forgiati come gigli, era stata adagiata della frutta: ogni spicchio, ogni bacca, ogni chicco, avvolto in un involucro di plastica forata, riluceva come di rugiada. Gocce di Toscana, diceva l’etichetta. Accanto venivano esibiti un trionfo di carote alla Lorenzo il Magnifico e un pasticcio di Bellezza agli asparagi.

Disgustato da tanta volgare banalità, il signor Xue Shan proseguì, e venne avvicinato da una commessa non appena fu a tre metri dal suo banco.

“Buongiorno, onorevole signor Xue Shan, sono certa che al mio banco troverà come soddisfare ogni suo desiderio. Ovviamente solo merce Made in Florence” cinguettò nel solito cinese mandato a memoria.

Il signor Xue Shan gettò uno sguardo sul banco, che faceva mostra di cartoline antiche, litografie e schizzi che riproducevano scorci della città, e si immobilizzò. Estrasse l’auricolare dalla tasca e ordinò al dispositivo di chiamare il responsabile del suo biglietto. Appena questi rispose, il signor Xue Shan esibì la ferocia glaciale con cui aveva conquistato i mercati asiatici.

“Esigo il rimborso del mio biglietto, mi state raggirando, e ancor peggio state offendendo la mia intelligenza”

“Onorevole signor Xue Shan, mi scuso fin d’ora anche se non sono a conoscenza di nostre mancanze. Sarò tuttavia da lei fra ventisette secondi, sono certo che esaudiremo ogni sua richiesta”

Si sentì un elicottero avvicinarsi, e dopo poco venne calato sul selciato della piazza il responsabile del biglietto #FlorenceOnly4u del signor Xue Shan.

“Ho generosamente sorvolato sulla presenza di abitanti nel centro storico durante la mia visita esclusiva. Ho fatto finta di non notare frutta e ortaggi di serra provenienti dal altri paesi. Non posso accettare tuttavia che mi si cerchi di propinare come Made in Florence della paccottiglia” e gettò a terra il proprio biglietto di ottone davanti al responsabile. Nel suo mondo, quel responsabile si sarebbe ucciso immediatamente, senza approfondire alcunché. Ma qua, il signor Xue Shan se ne rendeva perfettamente conto, si viveva in una volgarità che trascendeva ogni regola.

“Dolente di doverla contraddire, onorevole signor Xue Shan, ma tutta la merce in vendita nel centro di Firenze è rigorosamente Made in Florence” disse con garbo il responsabile.

“Quella roba la producono le mie fabbriche” scandì il signor Xue Shan come se stessa facendo cadere pesi di piombo a terra “Le rinnovo per l’ultima volta la mia richiesta.”

Il responsabile vacillò un momento e mormorò qualcosa al piccolo microfono che scendeva dal suo orecchio. Ascoltò la risposta e fece la sua mossa.

“Onorevole signor Xue Shan, Il Sindaco di Firenze chiede di poterla incontrare. È certo che vorrà considerare l’offerta che intende farle. Intanto le rendo noto che il corrispettivo del suo biglietto #FlorenceOnly4u è stato già accreditato presso la sua banca, signore.”

“Tutto va esattamente come avevo previsto – pensò soddisfatto il signor Xue Shan entrando in Palazzo Vecchio – e otterrò ciò che voglio da questa città e dai suoi flosci e inetti amministratori. Anzi, tutto ciò che voglio.”

*Giacomo Trombi, ricercatore precario e consigliere comunale di Firenze a sinistra