Montepulciano: il parco del Bersaglio è salvo! Storia di una lotta dal basso

A Montepulciano, tra il 2015 e il 2017, ha preso piede il progetto di un parcheggio multipiano che incideva pesantemente su un’area verde del centro storico. Quale la motivazione per questa ennesima grande opera? L’incremento turistico. 

Appena trapelata la notizia, si è formato immediatamente un Comitato Cittadino che si è attivato per far conoscere il più possibile il pericolo dell’ennesima distruzione, in nome di un finto progresso, che non porta nessuna ricchezza, anzi, semmai il contrario.

Al Comitato, si sono affiancati Associazioni ambientaliste e di tutela del territorio, rappresentati politici, giornalisti e, fortunatamente, anche il mondo accademico, che ha appoggiato la lotta con conferenze, dibattiti, pubblicazioni e prese di posizione politiche; si sono mossi alcuni urbanisti dell’Università di Bologna e di Firenze, l’ex direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa e del Getty Center di Los Angeles, Salvatore Settis, alcuni ingegneri del dipartimento ambientale del Politecnico di Milano, storici dell’arte di varie Università, il Forum del paesaggio.

Grazie ad internet è stata creata da subito una rete con gli altri Comitati della zona e con i Comitati Cittadini di Firenze, Venezia, Roma e tanti altre realtà più piccole, ma non meno importanti; relazioni nuove e interessanti, che hanno tramutato questa idea sciagurata, in un’esperienza bella, interessante, sentita, partecipata, del tutto nuova, viva, densa e anche umana!

Da subito sono stati creati dei presidi per poter informare il maggior numero dei cittadini, del tutto ignari del pericolo; in poco tempo sono state raccolte più di 1000 firme di adesione di opposizione del progetto, non poche, considerato che siamo in una zona con un numero esiguo di residenti (tutto il Comune con vasto territorio e diverse Frazioni, circa 14.000, ma il Capoluogo soltanto poco più di 5.000).

Ad aprile 2017 è stata organizzata una conferenza sul Consumo di Suolo tenuta dal Prof. Paolo Pileri, del Politecnico di Milano, per sensibilizzare cittadini ed amministratori sull’importanza del suolo e su quanto sia deleteria la cementificazione. L’incontro, molto partecipato e seguito da un dibattito, è stato organizzato in collaborazione con Legambiente e altri comitati della zona.

Durante tutto l’arco dell’anno, è stato utilizzato moltissimo Facebook, soprattutto per far conoscere il pericolo della distruzione di una parte caratterizzante la piccola cittadina, purtroppo questo tipo di distruzione, non fa neanche più notizia e non è più considerata dalle reti di informazione convenzionale.

Sono state coinvolte istituzioni pubbliche importanti per la collettività, come la Biblioteca Comunale e, fortunatamente, emittenti locali indipendenti si sono interessate alla causa.

Le firme raccolte sono state portate alla Soprintendenza e sono stati organizzati dei sit-in nella zona interessata al nuovo parcheggio durante il periodo estivo.

Si è scoperto che per costruire il nuovo parcheggio, era necessaria una variante urbanistica poiché la zona interessata era soggetta non solo alla tutela storico artistica e archeologica, ma anche a quella geomorfologica, in quanto soggetta a frane che potrebbero attivarsi anche in concomitanza di eventi sismici.

Il fatto che in nome del cemento e del business del movimento terra, si volesse fare una variante urbanistica cosi importante e pericolosa per l’incolumità delle future generazioni, in una comunità relativamente piccola, sperando che nessuno se ne preoccupasse, è sintomatico della decadenza culturale, più che politica, che in questo momento, sta caratterizzando la società italiana.

A settembre del 2017 l’Amministrazione Comunale ha indetto non una, ma diverse manifestazioni d’interesse, sempre sulla stessa linea, per la realizzazione di parcheggi multipiano ipotizzati in vari punti delle pendici della cittadina istituendo però una Commissione, costituita dai rappresentati di tutte le categorie e Associazioni più rappresentative della comunità, per la valutazione di tali progetti.

Nella prima seduta di insediamento della commissione, il Sindaco ha dichiarato che l’Amministrazione Comunale rinunciava a portare avanti il progetto del parcheggio multipiano del Bersaglio. Dunque il Bersaglio si è salvato! (Il particolare toponimo si deve al fatto che nell’800, vi era un poligono di tiro della Guardia Municipale).

A Gennaio 2018, il Comitato il Bersaglio organizza un altro incontro con la cittadinanza, con l’aiuto di un gruppo di professori universitari di Firenze e Bologna, che si definiscono “urbanisti resistenti”.

Con loro, si è parlato dell’urbanizzazione forzata, che distrugge tutto, per costruire case, centri commerciali, parcheggi, strade, piazze inutili ecc., un problema sociale che investe sia l’Italia, che l’Europa, se non il mondo degli ultimi decenni.

Un neo-umanesimo sciatto e rozzo che consuma non solo il suolo, ma anche i luoghi.

Per capire che cosa sia il “consumo di luogo“, basta osservare questa fotografia: un’architettura urbana, che potrebbe essere di qualsiasi angolo del mondo: il cemento, il colore spento, progetti standard ripetuti all’infinito, il design ormai vecchio, visto e rivisto, opacizzano, appiattiscono, uniformano tutto. Consumano l’anima di una qualsiasi “terra o città del mondo”.

Fortunatamente nel Nord Europa e ora anche in Italia e non solo, si sta prendendo coscienza di questo e si sta andando lentamente avanti, verso il ritorno delle città a misura umana e non più di macchine e di commercio, inteso come consumo fine a se stesso.

Nel 2018, il Comitato Il Bersaglio, ritenendo utile non disperdere le proprie forze, utili a rivitalizzare la partecipazione attiva dei Cittadini, si è trasformato in Associazione di Cittadini, allargando il proprio ambito di attenzione ed intervento a tutto il territorio limitrofo, avendo quale finalità la tutela storico-architettonico-ambientale-paesaggistica, e ha presentato a Enti e Associazioni preposti nonché al Mibac, una proposta per chiedere la tutela dell’UNESCO non solo del Tempio di San Biagio ma di un altro versante della città che gli fa da sfondo e che rappresenta ancora perfettamente il “paesaggio italiano”, cioè un’insieme armonioso di convivenza, tra natura, arte e architettura e società. Anche in questo versante si trova un grande parcheggio a raso (Parcheggio di Collazzi) e in questo caso si progettava di dotarlo di impianti di risalita piuttosto invasivi e lesivi del Colle poliziano.

Alla Proposta, hanno risposto positivamente il Ministero e la Curia.

Nell’estate 2019, cessate le riunioni della Commissione Parcheggi (non ricostituita con il nuovo mandato amministrativo 19-24), è stata presa di mira, da parte della nuova Amministrazione comunale, un’altra zona di Montepulciano un po’ più appartata, ma altrettanto importante socialmente: è la zona preposta al mercato settimanale e negli altri giorni della settimana, è un parcheggio pubblico… troppo spesso vuoto anche perché mal indicato, tanto che gli stessi residenti ignorano in gran parte che sia possibile parcheggiarci. Anche qui è previsto un parcheggio multipiano che sarebbe scavato sotto il parcheggio a raso esistente; l’impatto paesaggistico sarebbe ridotto rispetto agli altri casi ma non inesistente, per lo meno per la scomparsa dei grandi pini che gli fanno da corona. I posti auto guadagnati nel complesso sarebbero pochi (anche perché verrebbero cambiati gli assetti di altri parcheggi) ma verrebbero tutti a concentrati in una zona già congestionata e con viabilità insufficiente.

Preoccupa anche il fatto che il progetto si vorrebbe realizzare in project financing con un costo dell’intervento di circa 5 milioni, ma tramite convenzione che affiderebbe alla ditta realizzatrice la gestione di questo parcheggio, per i successivi 37 anni, con vincolo per 40 anni! Non solo: tale procedura vincolerebbe il Comune a non gestire ed attivare altri parcheggi per favorire massima redditività al multipiano. Tutti i fruitori esterni di Montepulciano dovrebbero pertanto essere indirizzati esclusivamente a questa nuova infrastruttura urbana; opera inutile sia per i residenti che per i turisti che sempre più spesso scelgono di arrivare a Montepulciano attraverso mezzi alternativi all’automobile… L’Associazione il Bersaglio ha evidenziato pubblicamente le problematiche e chiesto all’Amministrazione di riflettere, proponendo anche una sperimentazione alternativa e basata sulle aree di superficie esistenti, per un certo periodo, riorganizzando i molti parcheggi sottoutilizzati, migliorando la cartellonistica, utilizzando navette per rendere appetibili i parcheggi già esistenti ma più decentrati.

L’Associazione resta dunque vigile su tutte le problematiche rientranti nelle proprie finalità statutarie, ad esempio preoccupandosi per le antiche mura castellane, per la salvaguardia dei mestieri d’arte (sui quali ha organizzato una serie di incontri), per il rischio idrogeologico troppo sottovalutato, come dimostra ogni fenomeno meteorologico di maggiore intensità e si propone di organizzare altri incontri pubblici per vivere il territorio con un pensiero critico, non subirlo.