Turismo e Coronavirus, qual è la malattia che uccide la città?

6 Risposte

  1. Avatar Lorenzo ha detto:

    Non volete essere delle Cassandre, non volete essere dei menagramo…Ma non sarete anche voi preda delle esagerazioni scandalistiche del sistema mediatico? Per prima cosa Firenze non vive, fortunatamente, di una monocultura turistica (anche se il turismo è una delle principali fonti economiche), ma di tante altre attività, dal commercio, all’artigianato, all’industria, alla moda. Firenze non è Venezia. In secondo luogo voi mettete una foto del Piazzale degli Uffizi probabilmente scattata in un ponte festivo importante. Postate una foto di questi giorni. Almeno per correttezza. Diversificazione dei tempi e dei luoghi potrebbe risolvere i problemi dei periodi sovraffollati. Firenze, forse, potrebbe fare di più nel campo della Cultura, questo sì. Ma ciò non interferisce col turismo. Insomma i nostri grandi avi ci hanno lasciato un patrimonio incommensurabile quale nessun’altra città al mondo possiede. Lo ha lasciato per noi e per il Mondo.

  2. Avatar Laura ha detto:

    Infatti sarebbe auspicabile che a Firenze il turismo non fosse la principale attività, come si fa di tutto per farlo diventare. Artigianato e cultura sono stati da sempre le attività che le hanno dato lustro e splendore e ora sono in grande sofferenza .

  3. Antonio Fiorentino Antonio Fiorentino ha detto:

    Al di là delle geremiadi degli operatori economici e della presenza monopolistica dell’industria turistica, c’è da prendere atto che questo modello, fondato sullo sfruttamento delle risorse locali, non possa più essere assecondato. Non è possibile che interi territori, città, comunità locali, siano vampirizzati dai potentati economici con la complicità della locale classe politica. L’industria turistica è una delle modalità con cui questo avviene. Firenze purtroppo, in questo senso, sta pagando un caro prezzo.

  4. Avatar Marco Gamberini ha detto:

    Condivido tutte le considerazioni. Questa tendenza viene da lontano, Firenze, dopo l’alluvione e le risorse pubbliche arrivate per i recuperi, ha smesso di essere la città dell’industria avanzata, della Pignone e della Galileo, per diventare il baraccone turistico di oggi. Lo schema strutturale di Bartolini inseriva Firenze in un’area metropolitana ad economia integrata, ma le rendite immobiliari lo hanno sconfessato. Là si prevedeva un parco metropolitano dove oggi si prevede un aeroporto per i turisti.

  5. Avatar carlo maltese ha detto:

    Mah. . che dire. Forse qualcuno non lo sa, ma il 12 dicembre del 1913, Giovanni Papini, al teatro Verdi di Firenze, pronunciava il famoso discorso “Contro Firenze Passatista” pubblicato poi in “Lacerba” il 15 dicembre dello stesso anno e nella seconda edizione de “Il mio Futurismo”. Vi riporto alcuni periodi, essendo il testo originale non proprio breve. “Oggi dell’antico ingegno non v’è rimasto che l’arte di prendere per il culo la gente”. . . “Bisogna avere il coraggio di urlare che noi viviamo alle spalle dei morti e dei barbari”. . . Se domani cambiassero i gusti e le simpatie di questi(forestieri). . che vengono qui a fare i fessi dinanzi aMichelangelo, a Giotto e a Botticelli. . la nostra città sarebbe rovinata. A Firenze, appena si sente un pò di più la miseria, si dice subito: quest’anno mancano i forestieri.. . Voi(fiorentini) non vivete per voi stessi la vita di oggi ma siete continuamente occupati in questo ignobile esercizio: levare i quattrini dalle tasche degli stranieri facendo loro vedere i cadaveri dei vostri celebri defunti”. . ed altro. Ebbene, questo scriveva Papini più di cento anni fa. Pertanto a me sembra che con questi discorsi state. . “scoprendo l’acqua calda”. . .Ciao a tutti.

  6. Antonio Fiorentino Antonio Fiorentino ha detto:

    C’è chi nell’acqua calda ci sguazza e, rassegnato, asseconda o promuove lo statu quo. L’industria turistica sta ampiamente saccheggiando la città, va semplicemente bloccata.

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