Piano non autosufficienza 2019-2021 Regione Toscana: le osservazioni

Oltre ai rilievi – molti dei quali condivisibili – avanzati da FISH Toscana e da ATP, questa Associazione esprime le seguenti ulteriori considerazioni sul Piano non autosufficienza 2019-2021 della Regione Toscana.

In via preliminare, riteniamo inammissibile che ci siano imposti tempi così ristretti quando tutte le scadenze importanti sono state prorogate per il covid-19. La cosa è ancor più inammissibile se si considera che i disabili gravi necessitano di tempi molto più lunghi per mettere per scritto le proprie osservazioni.

Inoltre, ci riesce difficile comprendere le ragioni del coinvolgimento nell’approvazione di un atto che – a quanto sostenuto dalla dottoressa Trambusti in una e-mail inviata a questa Associazione – “è finalizzato a far conoscere al ministero l’utilizzo delle risorse da loro stanziate per la non autosufficienza”. Così, risulta evidente che i tavoli servono a dare una parvenza di legittimazione a decisioni già prese.

Al paragrafo 1.2.4 – pag. 6, il Piano tratta del “Progetto di vita”. Se davvero esso è un mero strumento tecnico di raccolta delle risposte messe in atto per superare le disabilità di una persona, non si capisce perché chiamarlo “Progetto di vita”. La vita è della persona e non può essere progettata dalla UVMD. Inoltre, per esercitare le proprie libertà fondamentali, le altre persone non scrivono alcun “Progetto di vita”;non si comprende perché debba farlo una persona disabile che – tra l’altro – è quasi certo incontri più difficoltà a scrivere. Questo “Progetto di vita” finisce per attribuire alla UVMD un potere enorme ed eccessivo su ogni singola persona disabile. Tutto ciò è in palese contrasto con gli articoli 2 e 3 della Costituzione.

A pag. 7, la frase “la UVMD definisce il progetto di vita indipendente” va cambiata in “la UVMD approva il progetto di vita indipendente predisposto dal soggetto interessato, fatte salve obiezioni essenziali adeguatamente motivate”. Inoltre, vi è una definizione di “vita indipendente” molto riduttiva rispetto a quanto elaborato nel corso degli anni dalle persone disabili a livello internazionale. Si ribadisce che “vita indipendente” è sinonimo di “esercizio dei diritti fondamentali costituzionalmente garantiti come inviolabili e prevenzione del deterioramento delle condizioni di salute intese nel significato più ampio del termine”. Si ritiene estremamente scorretto che la Regione adotti arbitrariamente una accezione diversa.

Al paragrafo 1.2.5, si introduce il “Budget di Progetto”. Anche questo va nella direzione di attribuire un potere enorme alla UVMD. Inoltre, poiché tutta l’esperienza ci dimostra l’assoluta inadeguatezza delle risorse messe a disposizione, si richiede di integrare la definizione con le parole “fermo restando che l’entità del budget deve comprendere tutte le risorse per rispondere alle necessità del soggetto senza penalizzare in alcun modo la famiglia”.

Inoltre, sempre nel paragrafo sul budget, la frase “tutte le risorse provenienti dall’apporto della famiglia adeguatamente sensibilizzata, informata e specificamente formata” va tolta perché gravemente offensiva verso la gran parte dei familiari che si sono sobbarcati enormi sacrifici per far fronte alle necessità di congiunti disabili.

Sulla base delle considerazioni più volte espresse – tra l’altro nel volume di Belli Vivere Eguali (Franco Angeli, 2013), si ribadisce la nostra ferma contrarietà ad ogni forma di compartecipazione alla spesa per prestazioni inerenti le disabilità.

La nuova categoria delle disabilità “gravissime” crea confusione e nuove discriminazioni del tutto inutilmente. Se proprio si ravvisa la necessità di introdurre tale nuova categoria – e deve essere chiaro che noi non ravvisiamo tale necessità, ciò può essere fatto solo con legge.

Si ribadisce per l’ennesima volta la radicale insufficienza di € 9 milioni annui messi dalla Regione per il contributo vita indipendente.

Per tutti i motivi sopra esposti – ed altri che per motivi di tempo non enumeriamo, questa Associazione ritiene di NON poter approvare il “Piano non autosufficienza 2019-2021”.

*Associazione Vita Indipendente Onlus

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