Lo sviluppo in Mugello asfalta la salute. L’insostenibile caso di Massorondinaio

Il Comitato di Massorondinaio nasce nel Mugello ed è composto da cittadini che riconoscono il diritto al lavoro e si augurano un fiorente sviluppo economico del proprio paese. Allo stesso tempo hanno fra i loro valori il rispetto della salute e della qualità di vita intesa come libertà di vivere i propri spazi vitali senza limitazioni o paure.

Molti cittadini di San Piero a Sieve, soprattutto quelli residenti nella località di Massorondinaio e zone limitrofe, hanno dovuto convivere per molto tempo con le emissioni di fumi del vicino impianto che produce asfalto, localizzato in paese, a circa 60 metri dal primo contesto abitativo e accanto al parco pubblico, al campo da tennis e ai campi sportivi.

La situazione si è aggravata dal 2017 quando l’impianto ha notevolmente aumentato la produzione sotto la gestione della Bindi Spa.

Ad Arpat sono arrivate molte segnalazioni di odori molesti. Molti abitanti di San Piero non potevano aprire le finestre senza essere ammorbati da un odore nauseabondo di asfalto. Non potevano stare nei loro giardini e non potevano frequentare le strutture ricreative in tutta tranquillità. Ciò ha provocato in molti frustrazione e rabbia poiché il diritto al lavoro non dovrebbe limitare la vita dei cittadini. Ancora peggio, ha provocato ansie poiché non sapevano se i fumi che li raggiungevano contenessero sostanze carcerogene e in quale quantità.

Una certezza c’era. Dal camino dell’impianto di asfalto uscivano sostanze ricomprese tra i fattori inquinanti maggiormente studiati e monitorati, in quanto particolarmente nocivi per la salute e per l’ambiente. Tali inquinanti erano indicati nell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera rilasciata all’impianto.

I cittadini hanno avuto anche un’altra certezza: l’impossibilità di misurare gli inquinanti fuoriusciti dal camino poiché l’impianto, per com’era costruito, non consentiva la loro misurazione secondo quanto stabilito dall’autorizzazione.

Alla fine la Regione Toscana con il decreto 17063 del 26 ottobre del 2018 ha ordinato la cessazione dell’attività di produzione dell’asfalto. Da quel momento l’impianto è spento. I cittadini hanno sperato quindi in una riqualificazione della zona, come previsto anche dal Piano strutturale.

Questa auspicata riqualificazione però, a nostro avviso, mal si concilia con il rilascio della nuova autorizzazione da parte della Regione Toscana con decreto 3843 del 19 marzo 2019 ancora per produrre asfalto, attività che rientra nelle industrie insalubri di prima classe.

La nuova autorizzazione prevede lavori ingenti all’impianto prima della riapertura, al fine di adeguare la sua presenza nel contesto abitativo e assicurare la sua innocuità alle persone e all’ambiente.

Il Comitato di Massorondinaio attraverso i suoi legali, consulenti sanitari e consulenti ambientali, ha esaminato attentamente gli atti e ha deciso di impugnare al TAR il rilascio della nuova autorizzazione.

Tra le motivazioni del ricorso figurano la violazione del Piano Regionale per la Qualità dell’Aria Ambiente (PRQA), approvato con deliberazione del Consiglio Regionale del 18 luglio 2018, e la mancanza di una Valutazione di Impatto Ambientale.

Del resto come stare tranquilli se la competente Azienda USL Toscana Centro – Settore Mugello, in risposta ad un’istanza del Comune, ha fatto presente che col nuovo impianto, considerata la tipologia degli inquinanti emessi, non possa affatto escludersi la presenza di rischi per la salute e per l’ambiente? Tant’è che insieme ai cittadini si è costituito in ricorso contro la nuova Autorizzazione Unica ambientale anche il Comune di Scarperia e San Piero.

Oggi il Comitato di Massorondinaio informa come questa nuova autorizzazione unica ambientale è stata volturata con decreto dirigenziale 6364 del 5 maggio 2020 della Regione Toscana dalla società Bindi alla società CO.CO.5 Srl, la cui proprietà è per il 50% della società CO.BA. Srl e per l’altro 50 % della società Contech Srl.

Ci auguriamo che queste aziende portino lavoro e rispetto della salute. Nel frattempo noi cittadini faremo i cittadini, con i nostri doveri e i nostri diritti di intervento affinché si possa essere sicuri di vivere a finestre aperte senza emissioni odorigene e con aria le cui analisi ci diranno che è pulita.

Come cittadini stiamo valutando di estendere il giudizio contro la nuova autorizzazione ai nuovi gestori come soggetti controinteressati.

Nel frattempo auguriamo a tutti i nostri compaesani di respirare forte e bene la nostra aria del Mugello, il nostro bel Mugello di produzione biologica, di terre, di boschi, di turismo e di industria, quella che produce, da lavoro ma non chiude le finestre ai cittadini. Perché di stare chiusi in casa ne abbiamo già abbastanza.

Comitato di Massorondinaio

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Una risposta

  1. Roberto Renzoni ha detto:

    Bravi davvero ed auguri che la cosa abbia buon fine. Io qui dove mi trovo – Empoli, ex città tessile e di fabbricazione di fiaschi, damigiane e consimili in vetro – non sono riuscito fino ad ora a combinare nulla per quanto riguarda sicurezza e salvaguardia dell’ambiente. Non vi sono meno di dieci aspetti in tal senso che meriterebbero attenzione e denuncie. Beh, di nuovo auguri a voi, qualcuno riesce ad andare avanti nel senso inteso.

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