La nuova legge per la geotermia in Toscana: un’occasione perduta

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 Nuova legge regionale sulla geotermia, diversi passi indietro. Mentre con la DGRT 344 la Regione Toscana nel 2010 fissava i valori limite anche per le emissioni di Ammoniaca, Arsenico e Acido Borico, nella nuova legge, varata il 30 gennaio dal Consiglio regionale, tali valori limite non sono indicati. Né vengono posti valori limite alle emissioni della CO2 e Metano che sono riconosciuti come gas clima alteranti per eccellenza e le centrali dell’ENEL ne emettono più delle centrali a combustibili fossili.

Mentre nel Piano ambientale ed energetico (PAER), approvato con deliberazione n.10 del Consiglio regionale l’11.2.2015, il rilascio di autorizzazioni per nuovi impianti nel comprensorio geotermico del Monte Amiata è subordinato al rispetto del limite di 100 MW, ora tale limite, riproposto con un emendamento alla legge da Sì Toscana a Sinistra, non è stato approvato dalla Maggioranza.

Mentre nel 2010 era stata prevista la misurazione in continuo degli inquinanti in uscita dagli impianti, di fatto mai realizzata da ENEL, nel 2019 tale misurazione in continuo viene espressamente esclusa per il mercurio, l’arsenico, il biossido di zolfo, il boro, l’ammoniaca, il PM10 e il PM2,5 e prevista per il solo acido solfidrico.

Ovviamente la nuova legge non spende una parola sulla radioattività della geotermia, sia nei fanghi di trivellazione sia nelle emissioni atmosferiche.

E’ stato persino affermato da Nardini che “si può coniugare il rispetto del territorio con l’utilizzo delle migliori tecnologie oggi a disposizione”, quando non si è posto un limite alle centrali di prima generazione – come quelle toscane – ormai superate in tutto il mondo civile.

Insomma la giunta regionale e la maggioranza consiliare, con questa legge raffazzonata e monca, non fanno altro che spingere il governo centrale a reintrodurre gli incentivi alle centrali Enel. Guadagna il padrone, guadagna la Regione, ma non la salute della popolazione.

*Maurizio Marchi, Medicina democratica Livorno

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Maurizio Marchi

Militante di Medicina democratica, movimento di lotta per la salute

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