La logica di impresa del Recovery Fund: un intervento di Giso Amendola

Proponiamo qui l’intervento di Giso Amendola all’Assemblea #ilmondocheverrà del 21 gennaio.

Troviamo interessante la critica politica che Amendola fa al Recovery Fund perché allarga lo sguardo su un orizzonte più ampio, rispetto a molte altre analisi anche interessanti che restano all’interno della distribuzione delle risorse o ne discutono le priorità. Altri contributi mettono poi in discussione l’opportunità o meno di utilizzare il Recovery su un piano economico e finanziario. 

Qui il Recovery viene letto all’interno dello scontro tra due diverse idee di pubblica amministrazione e di servizi pubblici, potremmo dire dello Stato. Per 30 anni i servizi pubblici in Italia (e non solo) sono stati impostati sulla logica della managerialità e dell’aziendalizzazione. Ora, nella prima fase della pandemia c’è stata la possibilità di recuperare un pubblico improntato alla solidarietà e al comune.  Forse la rivelazione più importante che si è avuta in questa fase. Chiediamoci allora questo Recovery da che parte sta.  

Se guardiamo l’impostazione di fondo delle misure su scuola, sanità, trasporti e altri servizi, la risposta è che va verso un’ulteriore precarizzazione della pubblica amministrazione. Vuole cioè ripristinare quella logica manageriale di cui abbiamo visto l’estrema fragilità proprio con la pandemia. Basta vedere che le assunzioni nella pubblica amministrazione sono tutte attraverso strumenti temporanei. In sostanza non fa che rafforzare all’interno del pubblico la logica di impresa. 

Tutto da ascoltare un intervento che spazza via ambiguità e fraintendimenti su quale sia la logica di fondo del Recovery, e offre nel finale spunti interessanti sulla direzione in cui poter assemblare una opposizione che recuperi una riappropriazione dei servizi del comune.

https://youtu.be/i5k6OdKJPSE

 

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Ornella De Zordo

Ornella De Zordo

Ornella De Zordo, già docente di letteratura inglese all'Università di Firenze, e attiva per anni nei movimenti, è stata eletta due volte in Consiglio comunale - dal 2004 al 2014 - per la lista di cittadinanza 'perUnaltracittà', portando dentro il palazzo le istanze delle realtà insorgenti e delle vertenze antiliberiste attive sul territorio. Finito il secondo mandato di consigliera di opposizione ai sindaci Domenici e Renzi, prosegue con l'attività di perUnaltracittà trasformato in Laboratorio politico, della cui rivista on line La Città invisibile è direttrice editoriale.

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