Libere tutte, al Tavolo con la Toscana ci sarà l’aborto farmacologico nei consultori

Libere tutte di Firenze esprime piena soddisfazione per la delibera della Regione Lazio sull’aborto farmacologico, e ringrazia coloro che si sono impegnate per la sua realizzazione. Si tratta di una delibera che ha ben presente il diritto di scelta e il diritto alla salute delle donne.

La delibera, tenendo conto delle nuove linee guida per l’aborto farmacologico emanate dal Ministro della Salute Roberto Speranza, assicura alle donne un servizio privo di pregiudizi ideologici, e tiene conto dei dati basati soltanto sulle evidenze scientifiche. Si potranno così praticare gli aborti farmacologici anche negli ambulatori e nei consultori con un unico accesso.

Praticare l’aborto con un unico accesso risponde a modalità più rispettose nei confronti delle donne, e a modalità tanto più necessarie nel periodo attuale, in cui l’emergenza sanitaria ci deve far prendere in considerazione tutto ciò che riduce la possibilità di contagio.

Libere tutte, insieme al Coordinamento Donne CGIL, al Laboratorio per la laicità, al Coordinamento 194, ha chiesto alla Regione Toscana, e ottenuto, la riattivazione del Tavolo per l’applicazione della legge 194.

Con il precedente erano stati raggiunti alcuni obiettivi importanti come la contraccezione gratuita per donne e uomini fino al 25° anno di età – e oltre per alcune categorie -, la sospensione della delibera che assegnava € 195.000 al Forum delle famiglie (riunisce associazioni che hanno nello statuto il divieto di aborto), la possibilità di effettuare l’aborto farmacologico anche al di fuori delle strutture ospedaliere.

Al nuovo Tavolo riproporremo, in linea con la delibera del Lazio, i temi, già presentati lo scorso anno, fra cui quello dell’effettuazione dell’aborto farmacologico anche nei consultori, con un solo accesso, e rinnoveremo la richiesta del potenziamento dei consultori stessi.

La pandemia ha messo ancor più in evidenza l’importanza dei servizi sanitari territoriali ed i consultori sono presidi sul territorio che forniscono risposte multiprofessionali e integrate ai bisogni di salute bio-psico-sociale e quindi in grado più di altri di affrontare la complessità della richiesta di IVG. Indubbiamente, di fronte ad un nuovo compito, vedrebbero aggravate le condizioni di difficoltà in cui già si trovano e per questo andrebbero urgentemente potenziati.

La Regione Lazio ha fatto un passo in avanti importante, ora contiamo che la Toscana la segua a ruota.

Libere tutte Firenze

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