Massorondinaio, da ‘è solo vapore acqueo’ a ‘sono solo calcinacci’

C’era una volta la favola che le emissioni di un bitumificio erano solo semplice e puro “vapore acqueo”. Ma noi eravamo nell’anno 2018 sul Pianeta Terra e addirittura accadde che gli esiti di controlli fatti dagli enti preposti stabilirono che l’impianto di asfalto di Massorondinaio non fosse a norma. Con una una sentenza il TAR subordinò il proseguimento dell’attività alla revisione del progetto di mitigazione ambientale dell’impianto che ha portato poi a una vera e propria modifica sostanziale dello stesso. Quindi almeno per Massorondinaio le emissioni non erano solo vapore acqueo.

Per il futuro ci aspetterà un progetto di un impianto di frantumazione e vagliatura di ciò che si vocifera siano solo calcinacci. Realtà o fiaba?

Se anche fossero solo calcinacci l’installazione di questa ulteriore attività avverrebbe a ridosso di una zona residenziale a riprova della mancanza di un assetto di pianificazione territoriale volto a evitare la contiguità di industrie insalubri e abitato che purtroppo gli abitanti di Massorondinaio ben conoscono da molti anni.

Ma quello che più ci preme dire è che alcuni rifiuti oggetto dell’autorizzazione possono essere identificati da codici cosiddetti a “specchio”, la cui pericolosità dipende dalla concentrazione di sostanze pericolose in esso contenute (per specifica vedi nota del consulente qui).

Per questi motivi la Regione Toscana sta valutando se sottoporre l’autorizzazione a una Valutazione di Impatto Ambientale che permetterebbe una analisi più approfondita della situazione.

Il Comitato si è sempre preposto come obbiettivo quello di chiedere agli enti competenti di trovare soluzioni che tutelassero la salute e il benessere dei cittadini e le attività produttive esistenti.

In questa ottica ha proposto all’amministrazione comunale di sottoscrivere una mozione (vedi qui il testo, soggetto ad eventuali modifiche, e i consiglieri che l’hanno sottoscritta), redatta con il contributo dei propri consulenti giuridico ambientali, e che sarà votata nel prossimo consiglio comunale di Scarperia e San Piero del 29/04/2021 (vedi qui la convocazione del consiglio comunale e relativo link https://www.gotomeet.me/sedutaconsiglio ), con la quale si chiede un cambio di destinazione d’uso della zona dello stabilimento, una scelta politica chiara contro l’ampliamento industriale a Massorondinaio.

Facciamo presente che l’approvazione della mozione non avrebbe valore legislativo ma è solo un indirizzo politico ovvero la manifestata volontà di portare avanti, nel tempo, una riqualificazione urbana invece che industriale, impedendo nuove attività o incrementi delle esistenti e addirittura portando avanti trattative per un eventuale accordo di delocalizzazione con le attività esistenti.

Tutto questo sarebbe fatto in conformità alle normative vigenti, sia nazionali che comunali. Infatti, il piano urbanistico dell’ex-comune di San Piero a Sieve, attualmente in vigore, prevede che questo tipo di aziende (insalubri di prima classe) vengano localizzate a Pianvallico e non in paese.

Tra l’altro la riqualificazione della zona era stata prospettata anche dal Sindaco Federico Ignesti in campagna elettorale (vedi video qui https://youtu.be/uwx81xzNOnY al minuto 51:42).

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